Dico e scrivo cose serie ma anche cazzate sui social. Inveisco contro le ingiustizie e l’ignoranza. Credo nella bellezza della diversità e del mondo LGBT+🏳️🌈
Anche se nel flacone del deodorante c’è scritto 48 h, non vuol dire che siete legittimati a non lavarvi per 2 giorni!
È marketing non un miracolo!
Le #ascelle cazzo! Le ascelle!
Cristicchi, un testo devastante e potente che incarna perfettamente uno dei miei più grandi incubi, vedere invecchiare gli amori più grandi della mia vita, mamma e papà ❤️
#Sanremo2025
@atm_informa Invece di pensare a scioperare ogni 2 settimane perché non usate i soldi dei biglietti e degli abbonamenti per installare barriere come sulla lilla e la blu?
Ma se io mi identifico in un lama, posso andare in giro a sputare in faccia alla gente? Secondo il pensoero di Maddalena #Corvaglia funzionerebbe così.
Io ogni tanto mi stupisco di respirare la stessa aria di tali soggetti.
In fondo un po’ lama mi ci sono sempre sentito.
Avete finalmente smesso di essere felici per le influencer che dimenticano le borse da 3.000€ nell’armadio. Avete finalmente smesso di cascare a tutti i loro “vi porto con me” e ai loro “ho provato questo prodotto incredibile”. Avete finalmente iniziato a dribblare quei “ciao guys” tra un prodotto e l’altro.
Mi siedo qui e aspetto con fiducia anche il giorno in cui la smetterete di empatizzare eccessivamente con loro anche - e soprattutto - per le cose belle che gli accadono. Come le gravidanze, per esempio.
Per loro tutto è business, tutto è soldi, qualsiasi sospiro nelle storie è pagato a caro prezzo. Anche le gravidanze. Soprattutto i figli. Che spesso sono merce di scambio per interazioni, like, prodotti e soldi.
Qualsiasi utilizzo della loro immagine è ceduto a caro prezzo, il tutto mentre dicono di amarvi e di voler condividere la loro vita con voi. Niente di più falso. A loro interessa mantenere un tenore di vita alto, totalmente basato sul consenso: quello che gli garantite. Gratuitamente.
Eppure non sanno chi siete, se ne fregano dei vostri messaggi, dei vostri regali, dei vostri consigli. Vi vedono come banconote con uno smartphone. Stampatevi bene in testa che gli influencer non sono vostri amici. Che non gioirebbero mai per voi a ruoli invertiti. E che, nel profondo del loro intimo, probabilmente vi detestano abbastanza.
Grazie per essere intervenuti al mio TED. #influcirco
L’uomo in #sandalo è l’antisesso nel senso più categorico. Puoi essere il più figo del pianeta ma se mi hai il sandalo, io piuttosto me lo taglio. Qualcuno doveva pur dirlo!
Oggi sul Fatto parlo di come sia invecchiata (nella comunicazione) l’Estetista cinica, anche lei incapace di cogliere l’ondata di insofferenza per l’ostentazione del privilegio e vittima di un ego che rischia di oscurare il prodotto. La sua ossessione per le vetrine mediatiche e le installazioni kitsch, per la cricca di amici influencer al seguito, i video dissing con il telefono puntato in faccia, il vizio (classista) di parlare dei suoi dipendenti come di “persone a cui dà da mangiare”, il vittimismo, la cultura usata come la beneficenza dai ferragnez, il terrore del dissenso tamponato con modalità molto berlusconiane. Insomma, un talento imprenditoriale che deve salvarsi da un modo di stare sui social (cafone) che ha fatto il suo tempo.
Visto l’alto lignaggio di valori, idee e cultura politica di chi è stato eletto alle europee, ho deciso che alle prossime mi candido pure io, il nome del mio partito? CANDIDA!