#magistratopoli
A che punto siamo?
Cane mangia cane?
Non si riescono a leggere più di dieci pagine, senza che un senso di nausea ti pervada.
Intrighi, correnti, raccomandazioni,facilitazioni a parenti,reticenza su notizie di reato. Uno schifo!
@Quirinale che dice?
Lui @corradoformigli è diventato così faziosamente di sinistra che si è convinto che durante la conduzione del suo programma @PiazzapulitaLA7 fa veramente il giornalista e se qualcuno prova a farlo ragionare, ti aggredisce verbalmente; io sono un giornalista, no un politico.
PER NON DIMENTICARE. ALESSANDRO AMBROSIO, CAPOTRENO DI 34 ANNI UCCISO NELLA STAZIONE DI BOLOGNA IL 5 GENNAIO DI QUEST’ANNO DA UN IMMIGRATO SOCIALMENTE PERICOLOSO
Alessandro Ambrosio, ragazzo amato per il suo cuore buono, si era laureato in statistica e aveva poi deciso di seguire le orme del padre, ferroviere. Il 5 gennaio 2026, Alessandro, che era fuori servizio, si era recato in stazione a Bologna per incontrare un amico e collega. Mentre camminava in una stradina che conduce al parcheggio riservato ai dipendenti delle ferrovie, è stato pedinato da Marin Jelenic, immigrato croato di 36 anni, senza fissa dimora e con numerosi precedenti alle spalle per reati commessi in strada e sui treni, tanto da essere considerato socialmente pericoloso. Senza un motivo o una colluttazione preventiva, ma solo per il piacere di togliere la vita, l’aggressore ha colpito Alessandro con una coltellata al torace. Il capotreno ha provato a salvarsi, chiamando i soccorsi, ma la ferita era mortale. Alessandro è trapassato così, al freddo, da solo, sull’asfalto, all’inizio di un anno anche per lui carico di sogni.
L’assassino, subito dopo l’accoltellamento, è rientrato in stazione ed è salito su un treno diretto a Milano. Durante il tragitto è stato fatto scendere a Fiorenzuola a causa del suo comportamento molesto verso il personale di bordo. Identificato dai carabinieri, è stato inizialmente rilasciato poiché la nota di ricerca della Questura di Bologna non era ancora stata diramata. Ha poi proseguito la sua fuga verso Milano Centrale e le zone limitrofe prima di essere definitivamente rintracciato dalle forze dell’ordine.
Alessandro, noi continueremo… a non dimenticarti. ♥️
Ci sono morti che valgono meno di zero.
Ammazzati in silenzio.
Zero titoli. Zero TG. Zero fiaccolate. Zero lacrime.
Spariscono come se non fossero mai esistiti.
Poi arriva il morto “perfetto”, pelle giusta, storia su misura e il mondo intero esplode: tutti in ginocchio, social neri, città in fiamme, “razzismo sistemico” urlato ovunque.
Non è giustizia.
Non è umanità.
È razzismo anti-bianco puro, ipocrita e schifoso.
E lo sapete tutti benissimo.
@kilowat69@lauraboldrini Ti ricordo che Salvini è finito a processo e lo stato italiano ha dovuto rimborsare un’ ONG
Io citofonerei alla magistratura per capire come mai difende gli sbarchi, gli immigrati che commettono delitti e qualsiasi iniziativa per frenare gli sbarchi
Cruciani: “Durante un inseguimento ad un tizio che non si era fermato ad un posto di blocco, muore l’agente che lo inseguiva. Aveva 35 anni.
Dove sono quelli che si mobilitarono per Rami? DOVE SONO?! Nessuno si mobilita oggi per questo agente! UN SILENZIO TOMBALE!”
@giucruciani
Il ministro spagnolo che ha preso 24 anni (ventiquattro) per la frode della mascherine era il braccio destro di Sanchez.
Sanchez la cui moglie è sotto indagine per frode.
Sanchez che ha coordinato il summit della Sinistra europea ad aprile...
Giacché siamo sistematicamente abituati a digerire senza battere ciglio qualunque porcheria, mi sembra che non molti si siano resi conto della enorme gravità di questa vicenda. Il caso Mari-murgia segna un salto di qualità incredibile del pensiero unico. Finora si viveva nel terrore della dichiarazione pubblica "sbagliata", bastava un'intervista non ortodossa o semplicemente equivocabile, un post ironico ed eri fuori dal circolo dei buoni: addio carriera, addio lavoro, addio concerti, addio premi ecc...
Ora siamo passati al controllo delle dichiarazioni private, bisogna stare attenti a parlare al telefono, a sfogarsi con un collega, con un amico, a farsi ascoltare dal vicino di casa. La alessandrogassmanizzazione della società. Bisogna farsi lobotomizzare, impiantare nel cervello il chip del politicamente corretto per non correre rischi.
Prossimo passo: lettura del pensiero. Certe cose non potrai più dirle neanche a te stesso.
Alberto Scotti
Lo psicoreato è oramai dietro l'angolo.
Vogliamo parlare del nordafricano che ruba una mannaia in macelleria e scatena il panico per strada?
Ormai non avete più possibilità di giustificare questi fatti nemmeno voi che, fino a ieri, lo facevate.
OGNI GIORNO.
OGNI CAZZO DI GIORNO.
Al Pride di Roma, la scrittrice J.K. Rowling e Elon Musk appesi a testa in giù.
Un tempo festa aperta a tutti, oggi una setta di estremisti che fa business con aziende e politici compiacenti.
1. Scusi sindaca Silvia Salis, è vero che suo marito Fausto Brizzi era così femminista e altruista che quando le aspiranti attrici non erano disposte a farsi 🎺re, si limitava a mastvrbarsi ed ejacvlargli accanto?
@minGiustizia VERGOGNA D’ITALIA
Uno dei due vicepresidenti della società organizzatrice della corsa ciclistica dove, a poco più di 100 metri dalla linea di arrivo, è morto mio figlio Giovanni, è Pierino Cereda, sindaco di Guazzora (AL). L’altro vicepresidente è Piero Angelo Cisi, vicesindaco di Alzano Scrivia (AL), che, al fine di depistare, dichiara il falso ai giornali (180 metri di transenne).
Consigliere di quella società ciclistica è Adolfo Guagnini, sindaco di Alzano Scrivia (AL), che fa da supervisore all’installazione delle transenne (50 metri scarsi, meno della metà del minimo previsto obbligatoriamente dai regolamenti). Poi ci sono il sindaco di Molino dei Torti, il presidente della Provincia di Alessandria e altre autorità, poiché quella corsa ciclistica (che non si è mai più disputata) parte, transita ed arriva proprio davanti al municipio, sotto il balcone del sindaco.
Il padrino di quella corsa ciclistica è il Professor Renato Balduzzi, cittadino onorario di Molino dei Torti, avvocato in Alessandria, ministro della Salute, componente del Consiglio Superiore della Magistratura, professore universitario, collega e collaboratore della ministra della Giustizia Marta Cartabia.
Quel giorno è presente anche il NAS dei Carabinieri con il loro comandante, Colonnello Biagio Fabrizio Carillo, criminologo di fama. I Carabinieri di Castelnuovo Scrivia, il giorno dell’evento mortale di mio figlio Giovanni, non svolgono nessuna attività d’indagine, non fanno un rilievo stradale, non scattano neppure una fotografia con il cellulare e non ascoltano le decine di testimoni presenti, né gli altri corridori coinvolti nella caduta, ma sentono solamente una componente del collegio di giuria: la testimone falsa Giulia Fassina.
Il presidente del collegio di giuria, Luca Botta, con mio figlio Giovanni morto steso a terra sull’asfalto, emette un comunicato con scritto “nulla da segnalare”. Il giudice sportivo del Piemonte omologa quella corsa ciclistica mortale senza provvedimenti.
Il presidente della società organizzatrice, Ennio Ferrari, dichiara di non essersi mai preoccupato della sicurezza dell’ultimo chilometro; il programma di gara di quella corsa ciclistica viene approvato senza gli obbligatori documenti relativi alla sicurezza, che poi però compaiono falsamente tramite l’avvocato Gaia Campus di Roma (componente della Commissione Nazionale Elettorale della Federciclismo).
Ciononostante, la procura federale della Federciclismo, capeggiata dall’avvocato Nicola Capozzoli di Roma, che sin dall’inizio collabora strettamente con la Procura della Repubblica di Alessandria, insabbia la vicenda.
Il presidente della Commissione Nazionale Direttori di Corsa e Sicurezza della Federciclismo, Roberto Sgalla, nonché funzionario della Polizia di Stato, direttore della Scuola di Polizia, prefetto a.r., direttore del Centro Studi Americani, fa il consulente della Procura Federale della Federciclismo; al contempo fa pressioni, tenta di condizionare il giudizio della Corte Sportiva di Appello della Federciclismo secondo i desiderata della Federazione, e poi fa il consulente per il pubblico ministero di Alessandria Andrea Trucano, commettendo, durante lo svolgimento dell’incarico, reati per i quali non è stato perseguito. All’esito di quella perizia, piena di falsità, viene archiviato il procedimento penale relativo alla morte di mio figlio Giovanni.
Così la Procura della Repubblica di Alessandria, capeggiata da Enrico Cieri, imbrogliando le carte, ha archiviato la morte di un ragazzo innocente di 22 anni, dove sono coinvolti personaggi eccellenti, senza celebrare un giusto processo allo scopo di accertare la verità e assicurare la giustizia.
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