Ieri abbiamo pubblicato un video basato su alcuni passaggi del libro autobiografico La scelta, nei quali Sigfrido Ranucci racconta rapporti personali nati nel contesto della sua attività giornalistica. Ranucci ha replicato affermando di non avere mai avuto relazioni con stagiste e accusandoci di non aver saputo distinguere le parti reali da quelle romanzate del libro.
Una precisazione che, però, apre nuovi interrogativi e merita risposte chiare: come avrebbero potuto i lettori distinguere la realtà dal "romanzato", se il volume è presentato come una biografia e venduto come saggistica? Quali episodi sono realmente accaduti e quali, invece, sono stati romanzati? Karoline ed Emilia sono persone reali? E quale fu il loro effettivo rapporto professionale con Ranucci? Le domande non finiscono qui.
Per questo oggi Gino Zavalani rivolge a Sigfrido Ranucci le dieci domande di Esperia. Non sul gossip, ma sulla natura del libro, sui rapporti professionali raccontati e sui confini tra realtà e finzione. Attendiamo risposte.
Le dieci domande di Esperia a Sigfrido Ranucci
1. Quando parla di “parti romanzate”, intende fatti realmente accaduti ma raccontati con tecniche narrative, oppure anche episodi, personaggi e dialoghi inventati?
2. Karoline, che nel suo libro descrive come una stagista a Report, è una persona realmente esistita o un personaggio letterario?
3. Se Karoline non era una stagista, in quale veste collaborava con lei alle inchieste, considerato che nel libro viene definita il suo “braccio destro a Verona” e lei stesso racconta che incontrava magistrati e fonti e raccoglieva informazioni?
4. Karoline, per il lavoro svolto a Verona, era retribuita o riceveva rimborsi, coperture assicurative o altre forme di tutela da parte della Rai?
5. Karoline è davvero morta, travolta da un'auto, dopo aver scoperto di essere stata tradita?
6. Emilia, che lei nel libro descrive come una fonte, è realmente esistita e contattò davvero Report come potenziale fonte di un'inchiesta?
7. Lei informò la direzione di Report o la Rai dei possibili conflitti d'interesse derivanti dai rapporti con Karoline ed Emilia?
8. A questo punto può dirci quali parti del suo libro La scelta sono autobiografiche e quali sono romanzate?
9. Perché nel libro non viene indicato ai lettori chiaramente dove termina il racconto dei fatti e dove comincia la finzione?
10. Il libro è catalogato da Bompiani come biografia e venduto da Giunti come saggistica e attualità. La scheda editoriale lo presenta come l'“autoritratto” di Sigfrido Ranucci e come il racconto del cammino che lo ha condotto fin qui. Bompiani era stata informata della natura “romanzata” di alcune parti del libro prima della pubblicazione?
#ranucci #report #libro #rai3 #lascelta
Partita la santificazione. Chissà se gli chiederanno pure delle molestie, dei precedenti, della occupazione abusiva del sagrato di una chiesa e di tante altre faccende
Mi sembrava strano che non fosse stato ancora indagato. Gli avrei dato una medaglia invece finirà nei casini. Siamo in mano ai delinquenti e a coloro che gli danno ragione.
sono gli stessi che quando dici: "remigrare chi commette reati" ti rispondono che c'è pieno di immigrati con casa e lavoro perfettamente integrati...
e pensano che gli altri non se ne accorgano...
🎥 Max Del Papa ha visto il video integrale, e dice: guardatelo anche voi, e poi giudicate 👇
Ma quale pestaggio del migrante. Il video va visto intero: dico io la verità sul militante di Vannacci
https://t.co/NFIZys7iXp
Si viene a sapere che Valter Lavitola è entrato in Rai due volte nel 2019. Adesso ci sono gli accessi verificati.
Fior fiore di giornalisti di inchiesta, decine di fotografi, centinaia di telecamere ma l’unico giornalista che ha notato e documentato “la strana coppia” #LavitolaRanucci sono stato io, su @ilriformista.
Bella prova di fiuto giornalistico, cari colleghi di @RaiTre, cari segugi di @reportrai3 : avevate tutte le notizie sottomano, nessuno di voi ha visto niente. Nessuno si è accorto. Nessuno ha avuto il minimo sospetto.
Si faccia piena luce su quel che è davvero accaduto in questi anni dietro a #Report.
E si faccia luce, cari giornalisti di inchiesta Rai, sul ruolo che ebbe Don Gianni Fusco sulle scelte di Report.
Mi aspetto un sussulto di dignità dell’azienda e dei tanti grandi professionisti che non possono e non devono essere associati alla strana coppia.
@Raiofficialnews@USIGRai@FnsiSocial@RaiTre@reportrai3@ilriformista@claudiovelardi
Non ho capito @ANMagistrati, @SigfridoRanucci ha denunciato anche voi oltre che i giornalisti? Pensare che lo avevate accolto con una standing ovation. Che ingrato eh? (così imparate a essere imparziali la prossima volta! Adesso voglio vedervi a giudicarlo questo!)
Non capisco perché a Vannacci spesso si risponda con sciocchezze peggiori delle sue. Chiede se ci si riconosce come italiani (cultura) e @mariannaaprile replica «meticcia».
A parte che confonde etnia con cultura, ma gli italiani esistono, eccome: popolo con storia, lingua, cultura e continuità genetica. Non “sangue puro”, ma fusione italica, romanizzazione e Risorgimento. Come francesi, spagnoli, greci.
Dire «siamo tutti meticci quindi non esistiamo» è negazionismo. Non comprendo questa volontà di certa sinistra nel negare il popolo italiano. L’Italia è crocevia da millenni: questo ci arricchisce, non ci cancella. Negarlo regala solo voti a Vannacci.
Muslimin:
„Entschuldigung, könnten Sie die Musik ausschalten?“
Taxifahrer:
„Warum?“
Muslimin:
„Die Musik ist haram (verboten).“
Taxifahrer:
„Warum ist sie haram?“
Muslimin:
„Weil es zu Zeiten des Propheten Mohammed keine Musik gab.“
Taxifahrer:
„Na gut, dann steigen Sie aus. Es gab damals auch keine Autos. Ein Kamel wird Sie abholen.“
Weltklasse 😂
Se un italiano perbene reagisce male di fronte a una multa e, in preda all'esasperazione, alza la voce con gli agenti, rischia la galera per oltraggio a pubblico ufficiale.
Se un pakistano con vari precedenti aggredisce un poliziotto, gli spacca il naso e lo manda in ospedale, i #giudicicontrolagiustizia gli danno un buffetto sul naso, gli suggeriscono con dolcezza di non farlo più e dispongono un divieto di dimora che, ovviamente, verrà ignorato.