Qui in centro a Milano intanto secondo giorno di guerriglia. Sto filmando tutti quelli che stanno spaccando cose per le strade. Non c'è mezzo Italiano.
L’aspetto divertente e nel contempo paradossale dell’aumento di stipendio dei magistrati (chiedono il doppio di quello che gli era assegnato) è che la correttezza del calcolo viene deciso dal TAR cioè da altri magistrati che decidono quindi sul proprio stipendio . Viene da ridere: solo in Italia.
Il 24 settembre qualcuno ha trovato il modo di risolversi un problema.
Non era la soluzione migliore in assoluto,
qualcosa la dispiaceva,
ma vi si è costretta per un bene superiore,
sperando che il futuro avrebbe potuto offrire una soluzione più giusta.
E invece. #garlasco
Il #7ottobre si ricordano le vittime di un orribile eccidio, le oltre 1.200 persone massacrate da Hamas, uomini, donne e bambini innocenti. Non si può celebrare chi quell’eccidio lo ha compiuto. Definire ‘resistenza’ quel massacro è un paradossale rovesciamento di senso: sarebbe come glorificare Al Qaeda nell’anniversario delle #TorriGemelle. Questo tragico capovolgimento morale deve preoccupare chiunque abbia a cuore il valore di umanità, ma richiede anche una riflessione politica: nulla di ciò che è accaduto e sta accadendo in #MedioOriente, compreso l’enorme dramma delle vittime innocenti di Gaza, si sarebbe verificato senza quella sanguinosa scorreria. Chi stenta a riconoscerlo è nemico dei valori della democrazia e dei diritti dell’uomo.
#Israel #terrorismo
#Garlasco#Ore14Sera#Fazzo: mi ha scritto il figlio di #Giarda, mi ha detto che durante l'interrogatorio a Stasi, la difesa Stasi ha chiesto alla Muscio di interrompere l'interrogatorio dato che Avato pensava non ci fosse sangue sui pedali. La Muscio ha continuato comunque.
#garlasco Linarello:" Sapete quanti sono i campionamenti fatti sulla bicicletta dopo il 25?... quando Avato mette in dubbio il sangue, non il DNA di Chiara Poggi (perchè il DNA di Chiara Poggi, fino a giugno 2026, non lo mette in discussione nessuno)... dopo il 25 vengono fatti 15 prelievi su quei pedali, nessuno dà lo stesso esito, non c'è il DNA di Chiara Poggi su quei pedali! Come è possibile che io ho un risultato positivo il 19, negativo il 20...nessuno fa approfondimenti...poi fanno 15 campionamenti e non trovo mai lo stesso risultato del 19? Ma non vi viene il dubbio che forse l'analisi sbagliata è quella del 19?"
Norma Cossetto era una bellissima ragazza di Santa Domenica di Visinada. Aveva 23 anni, sogni, affetti e tutta una vita davanti a sé. Nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 1943 fu seviziata e uccisa dai partigiani comunisti titini. Il suo corpo martoriato venne gettato in una foiba, diventando uno dei simboli più dolorosi della violenza che colpì gli italiani del confine orientale.
Per troppo tempo, la sua storia e quella di tante altre vittime delle foibe sono rimaste ai margini della coscienza nazionale, ostacolate da pregiudizi ideologici.
Ricordare Norma significa custodire la testimonianza di una vita spezzata dalla barbarie e riaffermare il valore della vita umana. Significa non permettere che il dolore di chi ha subito quella violenza venga negato, minimizzato o giustificato.
Una Nazione matura non ha paura della propria storia. Ha il dovere di conoscerla, di rispettare tutte le sue vittime e trasmettere alle nuove generazioni la consapevolezza del passato, senza silenzi o rimozioni.
Basta un attimo per ritrovarci come in Francia
Unite i puntini. Ecco Ilaria Salis che auspica una rivolta alla francese pure in Italia (“ce ne sarebbero tutte le ragioni”, cinguetta su X). Ed ecco Maurizio Landini, che, reduce dalle infelicissime uscite sulla "rivolta sociale", ricomincia pure lui a soffiare irresponsabilmente sul fuoco, civettando e occhieggiando verso proteste e ribellismi.
Ecco, immaginateli al potere con i loro compagni di sinistra: non serve tanto sforzo, basta spostare di un turno l’orologio elettorale e la sceneggiatura si scrive da sola.
Avete visto la Francia? Non quella delle cartoline, ma quella messa a ferro e fuoco: seconde generazioni, pro-Pal e islamismo che si saldano come in un patto non scritto, mentre lo Stato discute di “tensione sociale” con il tono di chi commenta il meteo. Parlano (mentendo a se stessi) di manifestazioni studentesche, ma di tutta evidenza siamo in presenza della feccia violenta islamo-gauchiste.
Avete visto anche la Spagna, al di là della battuta d’arresto subita ieri da Sanchez in Parlamento? Lì, se dai retta ai socialisti, la proprietà privata non è più un diritto, è un’ipotesi: si interviene, si contingenta, si “moralizza” il mattone, e chi protesta viene trattato da speculatore incallito. Due laboratori, stesso metodo.
Reagan diceva che la libertà è sempre a una generazione dall’estinzione. Da noi, con rispetto per il Grande Comunicatore, basta meno. Basta il 2027. Basta che vinca quel quadrilatero che molti, al bar, liquidano con una pacca sulla spalla: Conte, Schlein, Bonelli, Fratoianni. Ipotesi remota, barzelletta, paradosso da raccontare tra un prosecco e l’altro. Errore. L’errore classico di chi scambia la propria stanchezza per un destino.
Il punto non è solo che arrivino. È cosa faranno quando scopriranno di non saper governare. Più la macchina si inceppa, più si alza il volume. Le misure folli diventano comunicazione: galvanizzano i tifosi, costringono i media a trattare l’agenda massimalista come “modello”, “esperimento”, “ricetta italiana”. La solidarietà ai cortei più turbolenti non sarà più uno strappo: sarà la linea. L’intervento sulla proprietà non sarà più un vezzo da convegno: sarà decreto.
Non c’è da sorridere. C’è da batterli alle urne.