Abbiamo assistito alla partita di finale NBA più incredibile, folle, allucinante, pazza, della storia.
I Knicks, sotto 49-76 all'intervallo, HANNO VINTO.
HANNO VINTO COSI.
#NBAtipo
Abbiamo visto un'incredibile coppa Italia vinta a sorpresa, ma con merito, da Trento.
Abbiamo visto Nik Melli alzare finalmente l'Eurolega al cielo, col Fenerbahce.
Abbiamo visto l'esplosione di Shai Gilgeous-Alexander e un titolo NBA vinto da Oklahoma, squadra giovane che avrebbe tutto per rivincere anche in futuro.
Abbiamo visto la Virtus di Dusko Ivanovic vincere uno Scudetto denso di significati: la last dance di Belinelli, e un trofeo dedicato a colui per cui tutto il basket ha iniziato a fare il tifo, Achille Polonara.
Abbiamo visto la Germania campione del Mondo diventare anche campione d’Europa, mentre noi, per il 21 esimo anno di fila, siamo rimasti a debita distanza dal podio.
Abbiamo visto per l’ultima volta Danilo Gallinari, e quasi, non ci sembra ancora vero.
Abbiamo purtroppo visto che nel basket si può anche morire, senza motivo, per mano di assassini, mentre si è alla guida di un pullman.
Come ogni anno abbiamo visto un sacco di basket.
Ma c'è qualcosa che di questo 2025 faremo fatica a dimenticare: il momento in assoluto più alto del nostro basket.
Un uomo devastato a causa del basket, che durante le partite ha perso litri di sudore, capelli, bottoni delle camicie, sensi, a volte anche la vita, col volto tumefatto da stanchezza, gioia, orgoglio e picchi di pressione in quadrupla cifra.
Una ragazza in lacrime, baciata da un talento naturale, che accarezza con le mani il sogno di una vita. E come lei altre 11 compagne che praticano uno sport che, al femminile, é ancora colpevolmente sottovalutato, e a volte denigrato, dall’arretratezza culturale di alcune, troppe, persone.
Di questo 2025 ricorderemo soprattutto Andrea Capobianco, Cecilia Zandalasini, e quel magico, straordinario, incredibile, bronzo delle ragazze del basket azzurro.
"Il basket è lo sport di squadra che preferisco. Era lo sport di famiglia e l’ho sempre seguito da appassionato e tifoso. L’Italia è e resterà un paese calcistico: nessuno sport più del calcio fa presa sul nostro immaginario collettivo. Penso però che il basket potrebbe ritagliarsi una ribalta più significativa: è uno sport dinamico, di grande impatto visivo, nobile. È un concentrato di valori positivi, spirito di squadra in primis, che trovo oggi di particolare rilievo. In campo? Mi vedrei come un play, del resto mi è sempre piaciuto creare nella mia vita."
A 91 anni ci ha lasciato Giorgio Armani.
Ha rilevato l'Olimpia Milano 17 anni fa in un momento molto delicato del club, riportandolo ai vertici del basket italiano. Non solo, in questi anni, uno dei più grandi stilisti di sempre conosciuto in ogni parte del mondo, ha portato indirettamente interesse, investimenti ed attenzione, a tutto il mondo del basket.
Riposa in pace, playmaker.
Si chiama Julie Vanloo ed è una delle migliori giocatrici del Belgio, la nazionale che domenica si è messa al collo per la seconda volta di fila la medaglia d'Oro agli Europei.
Una giocatrice fortissima, e molto empatica fuori dal campo. Dopo la semifinale vinta di 2 contro l'Italia ha pubblicato un post per elogiare la nostra Nazionale.
In queste ore è stata al centro di una delle pagine di basket più tristi degli ultimi tempi.
Non tutti sanno che la WNBA, la lega americana di basket femminile più importante al mondo, si gioca da maggio a ottobre. Difatti tante delle stelle della WNBA in inverno e primavera disputano campionati nazionali in altri Paesi.
Questo comporta che la WNBA sia in concomitanza con Europei, Mondiali o Olimpiadi.
Vanloo è una giocatrice delle Golden State Valkyries (come Cecilia Zandalasini) e a maggio, in una intervista su un quotidiano belga, aveva rivelato che la squadra le stava facendo forti pressioni affinché saltasse gli Europei.
L'intervista ha generato molte polemiche e non è di certo piaciuta alle Valkyries.
Vanloo, come tante altre giocatrici WNBA, alla fine ha deciso di non rinunciare al sogno europeo e si è unita al Belgio.
Subito dopo aver vinto l'Oro, senza nemmeno prendere parte alla grande festa in patria, ieri è volata a San Francisco per tornare dalla sua squadra.
Un'ora dopo essere atterrata, le Valkyries le hanno comunicato di aver rescisso il suo contratto.
Il post pubblicato ieri sui social della squadra ha scatenato migliaia di commenti polemici.
Stranamente, l'unica giocatrice ad aver denunciato la pressione delle squadre WNBA per convincere le atlete a saltare gli Europei, è stata l'unica ad essere licenziata.
Non solo, le hanno fatto saltare i festeggiamenti in Belgio, l'hanno fatta atterrare negli USA, e solo in quel momento le hanno comunicato la decisione.
Mamma santissima che tristezza.
Un forte abbraccio a Julie Vanloo.
C'è Cecilia Zandalasini che in questo inizio di WNBA sta viaggiando a 10 punti di media a Golden State.
Ci sono Jasmine Keys e Olbis Andrè, le due torri di Schio che hanno dominato la stagione arrivando ai quarti di finale di Eurolega, vincendo l'ennesimo Scudetto e l'ennesima Coppa Italia.
C'è Laura Spreafico, la terza miglior realizzatrice italiana della Serie A.
C'è Costanza Verona, la risposta femminile a Chris Paul.
C'è il quartetto della Reyer composto da Francesca Pan, Lorela Cubaj, Mariella Santucci e Martina Fassina, che stava per compiere una rimonta incredibile in finale scudetto contro Schio.
C'è Sara Madera, che ai blocchi di cemento armato per liberare le tiratrici, abbina due mani con le quali potrebbe dipingere.
C'è Francesca Pasa che quest'anno ha giocato un'ottima stagione all'Asvel, nel super campionato francese.
C'è Stefania Trimboli, il simbolo della grandissima stagione di Campobasso.
Non ci sarà quel fenomeno di Matilde Villa che in amichevole si è rotta il crociato, a conferma del fatto che la sfiga ci vede sempre benissimo.
C'è una Nazionale italiana da tifare, che gioca in casa, a Bologna, nel tempio del PalaDozza, gli Europei di basket (fase finale in Grecia), e che questa sera alle 21:00, in diretta aggratis su Rai Sport (ma anche su Sky e Dazn), esordisce contro la Serbia. Un avversario più ostico di un posto di blocco sotto casa il venerdì notte alle 2.
Tutti, ma proprio tutti, con le Azzurre.
#EuropeiTipo
Questa immagine risale a pochi minuti fa.
La ragazza in lacrime si chiama Giorgia Sottana ed ha appena vinto lo scudetto con Schio al termine di una finale scudetto incredibile, resa meravigliosa dalla rimonta di Venezia da 2-0 a 2-2.
Schio ha vinto poco fa gara 5.
Giorgia, in diretta tv, si è complimentata a lungo con la Reyer e con Matilde Villa, la ragazzina-fenomeno di 20 anni di Venezia. Poi, quando ha dovuto rispondere ad una domanda indirizzata a lei, ha iniziato a piangere.
Per chi non conoscesse questa giocatrice e la sua storia, ecco il suo palmares aggiornato:
- 8 Scudetti
- 11 coppe Italia
- 7 Supercoppe
- 1 campionato turco
Quello di questa sera è il suo 27 esimo trionfo in bacheca.
Per darvi una misura di questi numeri, ha vinto più trofei lei di 26 squadre su 30 di Serie A femminile e maschile.
Una giocatrice che, dati alla mano, nella propria disciplina ha fatto quello che poche atlete italiane hanno fatto nella storia dello sport.
In un Paese con una cultura sportiva un pochino più evoluta, dove i mass media riescono a dedicare tempo, titoli, e attenzione in modo più equo a tutti gli sport, anche femminili, questo volto sarebbe familiare a chiunque.
Per questo, questa sera, l'immagine che ci piacerebbe venisse diffusa a macchia d'olio, è quella di una delle migliori sportive italiane, che si commuove per quello che il 99.9% degli atleti sogna un giorno di realizzare, e che lei ha realizzato per la 27 esima volta.
27 minuti di applausi per Giorgia Sottana.
Ieri pomeriggio è accaduto qualcosa di incredibile.
Dopo la pubblicazione della nostra intervista a Juan Fernandez (il giocatore della Reyer Venezia tornato in campo dopo due anni di stop a causa della depressione) ci ha scritto un papà a pezzi per la situazione di suo figlio 14 enne che convive da tempo con la depressione e le crisi d'ansia: "Non riesce più ad andare scuola e a mettersi a studiare, fa fatica ad uscire con gli amici anche solo per mangiare una pizza, ha difficoltà a concentrarsi nel leggere un libro o un manga. Solo una cosa riesce a dargli sollievo: il basket. Sono un padre disperato. Ma vi ringrazio per aver portato all’attenzione della gente un problema sociale di grande impatto. Grazie perché spero che questa testimonianza posso essere di aiuto a mio figlio."
Il giorno dopo la nostra pubblicazione delle parole di questo padre, Fernandez lo ha contattato. Sono stati a lungo al telefono. E qualche giorno dopo è accaduto qualcosa di ancora più bello.
Quelli in foto sono Fernandez e il ragazzino, ieri pomeriggio. Juan è andato a casa loro, si è fatto 600 km tra andata e ritorno per conoscere questa famiglia.
Questo è quello che ci ha scritto il papà oggi: "Ieri mattina ci siamo alzati presto per preparare la torta di mele della nonna, quella per le occasioni speciali. Per noi il basket è una componente fondamentale delle nostre giornate, e il pensiero di avere a casa nostra un giocatore di Serie A ci ha messo un po' di agitazione: non volevamo fare brutte figure... Juan è arrivato con sua moglie, e dopo aver preso un caffè in salotto ci è subito sembrato di parlare con due amici, quelli che si sono sempre e non ti abbandonano mai.
Mio figlio era visibilmente emozionato.
Si sarebbe aspettato di tutto nella sua vita, ma mai una cosa del genere. Poi Juan e mio figlio si sono appartati in salotto sul divano. Hanno fatto una lunghissima chiacchierata che è stata riassunta con un ermetico 'È stato bellissimo' da parte di mio figlio che nei suoi occhi racchiudeva un universo di emozioni positive che non vedevo da tempo.
Juan gli ha portato una sua maglia autografata, un pallone e un invito ad una sua prossima partita. Ma in realtà il regalo più grande è stata questa giornata indimenticabile. Non ho parole per ringraziavi perchè è grazie a voi se un giocatore di Serie A ha deciso di conoscere dei perfetti sconosciuti. E non ho parole per quello che ha fatto Juan che credo valga molto più di uno Scudetto o di una Eurolega: ha ridato speranza ad un ragazzo di 14 anni con una malattia pericolosa e subdola. Io e mia moglie non facciamo altro che piangere in questi giorni. Ma a differenza di prima sono lacrime di gioia e di positività. Grazie per tutto quello che avete fatto."
Per chi non l'avesse ancora vista, questa è l'intervista a Fernandez https://t.co/WtYt8Fg1J2 📽️
Pensiamo che questa foto sia una delle immagini più belle, potenti, e toccanti, che abbiamo visto da quando 13 anni fa abbiamo deciso di creare un blog per parlare di basket.
L'NBA è quella lega in cui da ottobre a metà aprile 30 squadre giochicchiano per 82 partite, poi arriva il momento in cui bisogna allacciarsi le scarpe e un uomo con gente pescata dalla G-League, qualcuno mai scelto al draft, giocatori scartati da 29 squadre, alcuni perennemente infortunati, panchinari messi sotto contratto dopo aver rovistato nella spazzatura, uno che ha avuto problemi con la giustizia, due usciti con l'indulto, e il giocatore più forte rotto, sovverte dei pronostici, centra dei titoli, arriva in finale, dà del filo da torcere a squadre sulla carta di 74 categorie superiori, semplicemente perchè da ogni singolo capello tinto nero petrolio, da quello sguardo che strizza l'occhio all'oriente, da quell'espressione un po' così che abbiamo noi prima di andare in Florida, ma soprattutto dal quel capolavoro di cervello, sgorga pallacanestro.
Miami vince a Boston, sempre senza Butler, segnando 23 triple, costringendo i Celtics a giocare malissimo, e impatta una serie dove il gap tra le due squadre assomiglia più o meno a quello che ci può essere in una sfida a Trivial Pursuit tra Alberto Angela e Antonio Cassano.
Che razza di allenatore che è Erik Spoelstra.
Al netto di tutte le chiacchiere e le trattative post addio al Barcellona (molte causate da lui), a 32 anni di età parliamo ancora di uno dei giocatori in grado di spostare maggiormente in Europa. È una gioia per gli occhi quando rilascia il pallone, e per tutto quello che sa fare in campo. Sarà bello poterlo vedere anche in Serie A. Nikola Mirotic è un nuovo giocatore di Milano.
#EurolegaTipo
Si chiama Caitlin Clark, ha 21 anni e stanotte ha trascinato Iowa alle Final 4 NCAA femminili.
Lo fa fatto con:
41 punti
12 assist
10 rimbalzi
(anche 8 triple)
E' la prima nella storia a realizzare una tripla doppia da 40 punti nella March Madness sia femminile che maschile.
L'@Italbasket femminile è a Napoli (gioca oggi e domenica per le qualificazioni agli Europei). Ieri le ragazze si sono allenate con i "Charlatans", una realtà che permette a bambini abili e disabili di giocare tutti insieme.
Vedere una nazionale fare questo è bellissimo.