Nelle sere di giugno
la luce corteggia l’impossibile.
Dovunque guardi
si aprono cieli intorno a te.
E tu aspetti che le stelle
tornino a visitarti.
Fabrizio Caramagna
#iDoniDiGiugno#VentagliDiParole
Il numero che racconta davvero l’afa non è l’umidità relativa, è il punto di rugiada.
Quando diciamo "umidità al 60%" stiamo usando un valore che dipende molto dalla temperatura dell’aria, per questo può ingannare, 60% con 22°C non ha lo stesso significato fisiologico di 60% con 34°C. Il punto di rugiada, invece, ci dice quanta umidità è realmente presente nell’aria, tecnicamente è la temperatura alla quale l’aria dovrebbe raffreddarsi, a pressione e contenuto di vapore costanti, per arrivare alla saturazione, più è alto il punto di rugiada, più l’aria è carica di vapore acqueo.
Dovete sapere che il nostro corpo si raffredda anche attraverso l’evaporazione del sudore ma se l’aria è già molto umida, l’evaporazione diventa meno efficiente e il calore si disperde peggio, la pelle resta più bagnata, il respiro sembra più pesante e il disagio aumenta anche se la temperatura massima non è estrema. Ecco perché 31°C con punto di rugiada a 24°C possono risultare molto più pesanti di 36°C con aria secca e ventilata. In genere, quando il punto di rugiada supera i 20°C l’aria comincia a diventare afosa, sopra i 22-24°C il disagio può diventare marcato, soprattutto nelle città, nelle ore serali e notturne, con poco vento e minime elevate, come vi spiegavo nel post di questa mattina.
Per fare un esempio pratico, oggi nella città di Roma la temperatura la temperatura massima è stata di 29 °C ma il punto di rugiada è rimasto contenuto tra i 13 ed i 15 °C, quindi ha fatto caldo ma l'afa è stata pressochè inesistente, dunque per capire quanto peserà davvero il caldo bisogna guardare anche il punto di rugiada. Le massime dicono quanto sale il termometro, il punto di rugiada dice quanta fatica farà il corpo a raffreddarsi.
“Questa che chiamiamo fortuna, è una donna ubriaca e capricciosa, ma soprattutto cieca, e così non vede ciò che fa, né sa chi getta nella polvere né chi invece porta sugli altari.”
—Miguel de Cervantes, Don Chisciotte
#IlSensoDelFallimento a
#SalaLettura
“Ho tentato la mia strada. / Non era quella. / Ero partito per la mia stella / e mi sono ritrovato al buio.”
—Anna Mallamo
#IlSensoDelFallimento a
#SalaLettura
"Je pense que les femmes sont folles si elles prétendent être les mêmes ou égales des hommes. Elles sont tout à fait supérieures à eux et l’ont toujours été ! Tout ce que tu donnes à une femme elle le transformera en mieux ! Si vous lui donnez du sperme elle vous donnera un fils, si tu lui donne une maison, elle la transformera en un chez toi, un cocon confortable et douillet, si tu lui donne des aliments, elle les transformera en un repas délicieux, si tu lui souris, elle te donnera son cœur ! Elle magnifie et multiplie tout ce que vous lui donner !"
William Golding
#VoceEDelizia "Non c'è nulla di nobile nell'essere superiore a qualcun altro. La vera nobiltà consiste nell'essere superiori a chi eravamo ieri".
E Hemingway
Nel silenzio quasi generale dei media, in molte zone centro-meridionali della Francia le temperature sono scese fino a 8 °C sotto la media del periodo.
Nessun titolo apocalittico, nessuno scenario drammatico, nessun bombardamento emotivo e sapete una cosa? Va bene così. Perché anche questa è meteorologia, un episodio interessante, marcato, ma inserito nella normale variabilità atmosferica. Esattamente come era meteorologia anche l’ondata di caldo che l’Europa occidentale ha vissuto fino a pochi giorni fa.
Il punto non è negare che il caldo sia stato intenso. Lo è stato. Il punto è un altro, perché un’anomalia calda viene spesso raccontata come una sentenza sul destino del pianeta, mentre un’anomalia fredda passa quasi sempre in silenzio? In sostanza quando fa caldo si parla sempre di clima, quando fa freddo si parla di meteo. Questa asimmetria comunicativa è un problema, non perché il clima di fondo non stia cambiando, sta cambiando, e va preso sul serio ma proprio per questo servono equilibrio, contesto e precisione. Se ogni episodio caldo viene caricato di titoli ansiogeni e ogni episodio fresco viene ignorato, alla lunga si perde credibilità e si finisce per alimentare anche reazioni opposte, spesso confuse o completamente infondate.
Il meteo è il singolo episodio, il clima è la statistica degli episodi nel tempo. Sono collegati, certo, ma confonderli ogni volta che conviene alla narrazione del giorno non è divulgazione scientifica è comunicazione selettiva.