Il #4giugno1989 è una data impressa nella memoria di chiunque abbia a cuore la democrazia, lo stato di diritto, la libertà. Una data che è sinonimo di coraggio, speranza e, purtroppo, di un massacro di giovani manifestanti pacifici. Trentasette anni fa centinaia di studenti, operai e cittadini comuni che volevano una #Cina diversa furono uccisi dopo settimane di occupazione nella monumentale piazza #Tiananmen, nel cuore di #Pechino. Fu eretta la Dea della Democrazia, una statua in cartapesta che guardava direttamente il grande ritratto di Mao Zedong, sfidando apertamente lo status quo. Nella notte tra il 3 e il 4 giugno, l'Esercito Popolare di Liberazione ricevette l'ordine di sgomberare la piazza con la forza.
Carri armati e soldati armati di fucili d'assalto avanzarono verso il centro di Pechino, aprendo il fuoco contro i manifestanti disarmati.
Il bilancio delle vittime rimane, ancora oggi, un segreto di Stato.
Tra le poche immagini che circolarono in quella tragica occasione, vi è uno dei simboli più potenti del XX secolo: un uomo fermo davanti ad una lunga colonna di carri armati. Oggi, in Cina, il "4 giugno" è un tabù assoluto. Ogni riferimento è rimosso dai libri di storia, censurato sui social media e bandito dal dibattito pubblico.
Anche a #HongKong, dove per decenni migliaia di persone si sono riunite in una storica veglia annuale a Victoria Park, la memoria pubblica è stata progressivamente silenziata dalle autorità.
Perciò, onorare questa ricorrenza è dunque ancora più importante. Non si tratta solo di un esercizio di memoria storica, ma di un atto di solidarietà verso chi, ancora oggi in Cina, non ha il diritto di ricordare i propri cari uccisi perché sognavano la libertà.
@FratellidItalia@fdieuropa@FDI_Parlamento@ecrgroup@thecfhk@GeopoliticalCen@GlobalCRL
🚨 UPDATE: Former 🇫🇮 Prime Minister @MarinSanna joins 400+ women leaders in demanding Iran halt the execution of Zahra Tabari, sentenced to death for holding a banner reading: “Woman, Resistance, Freedom”.
👉 https://t.co/39gNpUIhMj
CC: @vonderleyen@kajakallas#SaveZahraTabari
The warmongering religious dictatorship ruling Iran is the enemy of the Iranian people and a permanent threat to global peace and security.
The only viable answer to this regime is its complete overthrow.
#FreeIran10PointPlan
https://t.co/OeYM4c6hnk
Intervista esclusiva del Washington Times alla signora Maryam Rajavi, presidente eletta del Consiglio nazionale della resistenza iraniana, sul futuro democratico dell’Iran
#FreeIran10PointPlan
Parlamentari ed esperti canadesi sostengono l'alternativa democratica del NCRI per porre fine alla tirannia clericale e rifiutare la monarchia - Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
#FreeIran10PointPlan https://t.co/BZFp1CdC9Z
The clerical regime has committed another horrific crime in Iran, executing two brave young protesters, Mehrdad Mohammadi-Nia and Ashkan Maleki, on charges of leading protests in January.
The regime’s judiciary sentenced them for "acting against national security" and "clashing with security forces," to confront the ruling system.
Executing brave youths who have risen for freedom will not save this crisis-ridden regime; it will only strengthen the resolve of Iran’s rebellious youth. The day is coming when regime leaders and perpetrators will face justice in a free Iran.
Once again, I urge the UN Security Council, the European Union, and its member states to decisively condemn these criminal executions and take effective action to stop the killing of political prisoners and protesters in Iran.
#StopExecutionsInIran
The main battle for the rulers is against the Iranian people.
This past January, they crushed the Iranian uprising by killing thousands of young people and teenagers. Now, they live night and day in the nightmare of the next uprising.
https://t.co/eiQKe5T3sK
🔴کنفرانس مطبوعاتی جوانان ایرانی در بروکسل: موج اعدامهای سیاسی در ایران و مسئولیت و گزینههای اتحادیه اروپا
تأکید سخنرانان بر شکست سیاست مماشات غرب و حمایت از برنامه ده مادهای خانم #مريم_رجوى برای برقراری یک جمهوری دموکراتیک
#مرگ_بر_ستمگر_چه_شاه_باشه_چه_رهبر
بیشتر⬇️
در یک کنفرانس مطبوعاتی که توسط جوامع جوانان ایرانی اروپا در بروکسل برگزار شد، موج اعدامهای سیاسی در ایران و مسئولیت و گزینههای اتحادیهٔ اروپا مورد بحث و بررسی قرار گرفت. جوانان شرکتکننده همچنین در رابطه با «بیانیه ۱۰۰۰جوان نسـل ضـد، ضددیکتاتوری و وابستگی با چراغ راهنمای ”نه شاه نه شیخ“»، برای خبرنگاران رسانههای مختلف و حضار توضیحاتی ارائه کردند.
جوانان ایران ضددیکتاتوریهای شاه و شیخ
سخنرانان کنفرانس عبارت بودند از:
رزا زارعی
سروش ابوطالبی
رعنا رحمانفرد
علی باقری
کامل آن در لینک زیر در سایت سیمای آزادی:⬇️
https://t.co/JbOUQJOgav
مقاله مشروح آقای استراون استیونسون در رونامه اسکاتسمن با عنوان:
«چرا قهرمان ایرانی، وحید بنی عامریان، به عنوان نلسون ماندلای کشورش به یادگار خواهد ماند؟»
https://t.co/zlinxFKpx5
"Il 2 giugno 1946 e il voto delle donne, storia di una conquista difficile (con tanti passi indietro)"| https://t.co/eXvyhbZMjB
Nel febbraio del 1945, mentre una parte del Paese �� ancora impegnata nella guerra di Liberazione dal nazifascismo, il Governo Bonomi riconosce alle donne il diritto di voto. L’estensione del suffragio è legata anche alla straordinarietà del momento storico e del ruolo svolto dalle donne durante la guerra, che non di rado avevano dato prova di coraggio e di sacrificio combattendo nelle file della Resistenza.
L'attribuzione del diritto di voto alle donne è infatti l'esito di un lungo percorso di impegno per il riconoscimento della parità dei diritti, che non aveva riguardato solo l’ambito politico ma, più in generale, la condizione giuridica delle donne e il loro spazio sulla scena pubblica.
Un percorso iniziato nella seconda metà dell'Ottocento, subito dopo l'unificazione del Paese, e che conosce momenti di grande fermento agli inizi del Novecento. Il 1946 è senz’altro un punto di arrivo e al tempo stesso di inizio: termina infatti la stagione delle rivendicazioni per il diritto di voto che aveva attraversato tutta la storia del Regno d’Italia e si apre la stagione della Repubblica in cui le donne, finalmente protagoniste della vita politica e ancor più della vita sociale, ottengono, in particolare a partire dagli anni '60 e '70, il pieno riconoscimento giuridico dell'uguaglianza dei loro diritti innanzitutto nella famiglia e nei luoghi di lavoro.
Il 1946 è in questo senso l'anno della svolta.
E’ l'anno nel quale le donne italiane votano per la prima volta nelle elezioni amministrative della primavera, ma è soprattutto l’anno in cui partecipano al referendum istituzionale del 2 giugno, per la scelta tra Monarchia e Repubblica, e votano per l’elezione dei rappresentanti del popolo italiano all’Assemblea costituente. A seguito delle elezioni del 2 giugno le donne entrano a far parte dell'Assemblea costituente e contribuiscono a delineare il nuovo assetto dei diritti e dei doveri dei cittadini italiani, oltre che l'impianto politico e istituzionale della neonata Repubblica.
https://t.co/QiO58C1AKC
@FratellidItalia
🚨 BREAKING NEWS: The Iranian Regime just executed two more innocent young men.
Mehrdad Mohammadi-Nia, a 28-year-old vegetable market worker from Qorveh, and his friend Ashkan Malaki were executed today, for simply being at the January protests.
When will the rest of the world speak up against this great injustice?
As a great Iranian dissident put it, "Two young men with dreams, families, and futures reduced to nothing but names on an execution list."
4-Iranian Resistance supporters gathered in #Oslo outside the regime’s embassy, protesting the execution of political prisoners in Iran and urging firm action from Norway. Voices unite against repression and dictatorship.
#StopExecutionsInIran#No2ShahNo2Mullahs
Iran: Il Tribunale Rivoluzionario di Rasht condanna nuovamente a morte Zahra Tabari con l'accusa di appartenenza al PMOI - Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
#StopExecutionsInIran https://t.co/uDxBcRKi3K