In queste ore assistiamo alle lezioni di moralità della sinistra, la stessa che ha mandato Salis al Parlamento europeo nonostante vicende ben più gravi rispetto ad altri casi che oggi vengono criticati.
Iniziamo a farlo noi: Ilaria, perché non fai un passo indietro?
Il capotreno di 34 anni Alessandro Ambrosio ucciso a coltellate a Bologna da uno straniero senza fissa dimora con precedenti.
La remigrazione è ormai una questione di sopravvivvenza.
#remigrazione
#Feltri sul caso #Salis: “Parliamoci chiaro: Ilaria Salis non è soltanto un’europarlamentare eletta all’ultimo respiro con il salvagente dell’immunità. È il simbolo tragico e farsesco di un’ideologia che ha fatto dell’illegalità una virtù e della delinquenza una bandiera”. ⬇️
Vi svelo alcune deduzioni sul delitto di CP:
1. L'assassino di Chiara è una donna. ( muschitta ritratta testimonianza chiave dopo minacce? Questo è ciò che dichiara a suo padre intercettati al telefono).
2. Il movente coinvolge due famiglie con legami.
[ segue..]
#garlasco
#Garlasco
Il Caso Garlasco: Biasibetti, le Telefonate e il Nodo della Copertura Cellulare al Rifugio Biella: da lì, non si poteva chiamare.
Angela Taccia, avvocata di Andrea Sempio ed ex compagna di Alessandro Biasibetti, e Massimo Lovati, anche lui legale di Sempio, hanno più volte citato Biasibetti per evidenziare incongruenze temporali e logistiche nell’omicidio del 13 agosto 2007, con forse l'obiettivo di aprire piste alternative e alleggerire la posizione di Sempio. Uno dei punti chiave è la possibilità che Biasibetti abbia telefonato dal Rifugio Biella nel primo pomeriggio.
2. Dichiarazioni di Rita Preda e Giuseppe Poggi
Rita Preda, madre di Chiara Poggi, è stata avvertita dai carabinieri alle 15:30 mentre era a Falzes (BZ). Giuseppe Poggi, padre di Chiara, era al rifugio con il figlio Marco e Biasibetti, e fu informato solo un’ora dopo, alle 16:30, dal Soccorso Alpino, che inizialmente parlò di “incidente domestico”. Entrambi hanno confermato che al rifugio “non c’era campo”, quindi fino alle 16:30 non fu possibile alcun contatto diretto.
3. Perché al Rifugio Biella non c’era segnale – Analisi tecnica e fonti
Il Rifugio Biella (2327 m, Dolomiti bellunesi) è incassato in una conca ai piedi della Croda del Becco (2810 m), creando un’ombra radioelettrica quasi totale.
Nel 2007 il servizio mobile in Italia era dominato dal GSM 900 MHz per voce/SMS e, in misura molto limitata, dall’UMTS 2100 MHz per i dati.
Tre fattori determinanti:
1. Limiti tecnologici – Il GSM 900 MHz ha buona propagazione a lungo raggio ma soffre quando manca la linea di vista verso la cella. L’UMTS 2100 MHz, per via di maggior path loss e scarsa penetrazione, era praticamente inesistente in alta quota.
2. Radio planning – Nel 2007 le circa 300 stazioni radio base della provincia di Belluno erano posizionate per servire fondovalle e centri abitati, non rifugi isolati. Il Biella riceveva solo segnali di “spill-over” da celle lontane (principalmente TIM e Vodafone), con copertura ancora più ridotta per Wind e “3 Italia”.
3. Orografia – L’assenza di Line-of-Sight e il blocco del primo ellissoide di Fresnel generavano attenuazioni stimate superiori a 140 dB, ben oltre i margini necessari per un aggancio di cella stabile.
Abbiamo effettuato delle ricerche anche online sui siti del CAI o legati al CAI che nel (2009-2010) segnala assenza quasi totale di copertura GSM in quell’area, con necessità di spostarsi verso forcelle o creste per avere segnale.
Il sito ufficiale del rifugio avvisa ancora oggi: “nessuna copertura telefonica”.
Rapporti del Soccorso Alpino dell’epoca confermano che le comunicazioni in loco avvenivano solo via radio VHF/UHF.
Conclusione tecnica: probabilità di completare una chiamata vocale stabile dal rifugio <1%. Solo spostandosi verso punti esposti come Forcella Sora Forno (2388 m) la probabilità saliva ma restava marginale (20–40% per TIM, meno per altri).
4. La coincidenza tra telefonata e foto
Taccia afferma che Biasibetti l’avrebbe chiamata alle 14:30 parlando di “incidente domestico”, formula identica a quella detta ore dopo ai Poggi dal Soccorso Alpino. Una foto mostrata da Quarto Grado, scattata dalla famiglia Biasibetti, lo ritrae al rifugio alle 14:24 con il cellulare in mano. Alla luce dell’analisi tecnica, la possibilità di telefonare da quel punto senza spostarsi era praticamente nulla.
Domanda chiave: come può Taccia, parlando di un fatto così grave, sbagliare di due ore l’orario? Eventi simili restano impressi con precisione, come l’11 settembre. Se l’orario fosse corretto, chi avrebbe avvisato Biasibetti senza campo? E perché non informare subito gli amici? Perché non chiamare Rita Preda, che era con sua madre? Domande che intrecciano tecnologia, memoria e rapporti personali, portando a un punto fermo: quella telefonata dal Rifugio Biella alle 14:30 del 13 agosto 2007 era tecnicamente impossibile.
PS: l'analisi è molto più completa e complessa (limite caratteri).Se avete domande siamo a completa disposizione
Ieri questo tizio della produzione NASCOSTO tra il pubblico IMPEDIVA a chiunque di applaudire per Helena
Gli unici applausi permessi erano quelli CONCORDATI per Jessica e shahla
Dovete fallire cessi!
#GrandeFratello#heleners#zelena#helevier