Vediamo se ho capito:
il Corriere chiama a commentare un fatto di cronaca nera non un criminologo, un giurista, un pubblico ministero in pensione, bensì il protagonista di un altro fatto di cronaca nera.
Pensate, fosse stato ancora vivo Pacciani...
@FranceskAlbs That’s like a biologist assuming photosynthesis has something to do with photography because it contains “photo.” How can someone who has worked in the UN human rights field for decades not know what “antisemitism” historically means?
Dear @FranceskAlbs, thank you for your apology regarding your linguistic misinterpretation. In that spirit, I too would like to offer an apology: I wrongly assumed that Homo sapiens meant that humans are naturally all gay (because of the term "homo") but now I realize that this is a scientific nomenclature. Thank you @UN
for having this wonderful luminary on your payroll. We are lucky to live in the era of Francesca Albanese. #DeathToJews
Il paese spende 300 miliardi l'anno(esatto...300 MILIARDI) per pensioni dei dipendenti PA e salari dei dipendenti PA.
300 MILIARDI l'anno per pensioni che sono del 54% più alte delle pensioni private e per salari che sono del 30% più alti dei salari privati.
300 MILIARDI all'anno che sono pagati, INTEGRALMENTE, dai PRIVATI...ovvero quelli che prendono MENO di pensione e MENO di salario.
Italiani, é ora che vi svegliate. Gli strumenti per correggere questa distorsione regressiva esistono.
Il primo, più immediato, é porre immediamente un cap alle pensioni. Il secondo, più complicato ma più soddisfacente, é tagliare personale ove non produttivo.
Siamo in tempi di AI, usiamola. I servizi li paghiamo troppo.
Saluti,
Francesca Albanese : «Ma no, i nazisti non avevano niente in particolare contro gli ebrei. Erano solo contro la gente del Medio Oriente. La Shoah ha colpito anche i musulmani.» 😩😩😩
In Italia è stata individuata la soglia dei “ricchi”: 35mila € annui.
Dal 1990 le varie riforme fiscali hanno ridotto l’Irpef sotto i 35mila € e l’hanno aumentata sopra.
Oggi sopra i 35mila € c’è il 19% dei contribuenti, che versa il 65% dell’Irpef.👇
https://t.co/6YkeQCk9Nh
Cari @GiuseppeConteIT, @NFratoianni e sedicenti pacifisti, sarei onorato se qualcuno di voi per una volta rispondesse a queste semplici domande.
Nei giorni scorsi il Consiglio D’Europa ha pubblicato un documento nel quale viene descritto con raccapricciante chiarezza cosa accade nei territori occupati, tra torture sistematiche, rapimenti di bambini, violenze, esecuzioni sommarie, processi pilotati, sparizioni forzate, detenzioni arbitrarie, negazione di ogni libertà, soppressione dell’identità ucraina, arruolamento coatto e militarizzazione dei minori. Quando parlate di pace avete già deciso che a pagarne il prezzo dovranno essere i 3,5 milioni di ucraini che vivono nelle regioni sotto occupazione russa e che ogni giorno subiscono tutto questo?
A Bucha, Irpin, Mariupol e altre località si erano già riempite di fosse comuni dopo un solo mese di occupazione. Come potete non chiedere voi per primi la liberazione di ogni centimetro di terra ucraina per impedire che questo orrore si ripeta e perché ogni vittima abbia un nome e ottenga giustizia?
L’Ucraina nel 1994 cedette il terzo più vasto arsenale nucleare al mondo in cambio di assicurazioni sull’integrità territoriale, la sovranità e l’astensione dalla coercizione economica. La Russia, cofirmataria del memorandum, ha violato tutte e tre le promesse. Quale insegnamento credete che trarrebbe il mondo se oggi rinunciassimo, come voi chiedete ogni giorno, alla difesa dell’Ucraina, se non che le armi nucleari valgono più dei trattati e che quindi l’unica difesa è costruirsi un proprio arsenale atomico? È questa la vostra idea di disarmo?
Dei 4 trattati sottoscritti con l’Ucraina tra il 1994 ed il 2015 la Russia non ne ha rispettato neanche uno. In alcuni ha persino finto di non essere parte in causa mentre armava separatisti e mandava truppe in segreto. Quello in discussione in Turchia ha provato ad imporlo massacrando civili, pretendo che Kyiv accettasse con una pistola puntata alla testa di disarmarsi, rimanere fuori dalla NATO e dare al suo invasore il diritto di veto sull’eventuale soccorso in caso di nuova invasione. Come fate a ritenere che disarmare l’Ucraina possa portare ad un accordo equo che la Russia rispetterebbe, visto che intendete mettere la vittima anziché l’aggressore in una condizione di svantaggio e renderla incapace di reagire?
Le cessioni territoriali violano i trattati dell’ONU e le convenzioni internazionali, che tutelano sovranità, rispetto dei confini e autodeterminazione. Putin ha violato questi principi in Cecenia dal 1999, in Georgia dal 2008, in Ucraina dal 2014 e di nuovo dal 2022. Cedere per l’ennesima volta alle pretese di un dittatore a cosa porterà se non alla prossima guerra? Cosa non avete capito dalla lezione della conferenza di Monaco del 1938 e della guerra mondiale che ne è derivata?
Putin tenta da 22 anni di controllare l’Ucraina politicamente, 18 anni fa ha iniziato a dire che non esiste, da 12 anni cerca di destabilizzarla e da 5 di cancellarla. Cosa credete che farà Putin se non continuare a provarci? Alla luce della miseria di aiuti che abbiamo inviato finora, i vostri saldi principi vi portano veramente a sostenere che la sopravvivenza di un intero popolo valga meno di un caffè al mese?
La Russia spende in armi, a parità di potere d’acquisto quanto l’intera Europa. Nelle tv russe si parla a giorni alterni di come nuclearizzare le nostre capitali. Nelle chiese si definisce santa la guerra contro l’Occidente. Nelle scuole si coltiva l’odio verso di noi e si insegna ad usare droni e armi. A cosa serve il disarmo che proponete se non a lasciarci indifesi davanti ad un pericolo esistenziale?
Ecco. Se non sapete rispondere a tutto questo, non rompete più i coglioni con le malefatte di Trump, con i doppi standard su Gaza, con il patriarcato, il femminicidio, la giustizia, il diritto e Bella Ciao. Perché il mondo in cui si legittima la sopraffazione l’avrete voluto voi.
Mi dispiace che una persona perbene come Diego Bianchi debba prendersi le manganellate, del Fatto o di altri del mondo Tass, per aver argomentato la necessità di sostenere l'Ucraina.
Solita storia, vista tante volte ma sempre triste e penosa.
Il M5S non può governare, ormai dovrebbe essere chiaro a tutti.
Impedire a Conte di condizionare o guidare il prossimo governo italiano diventa una questione di sicurezza nazionale ed europea (che sono assolutamente legate).
Mentre all’evento del M5S, gli ospiti ripetono chiaramente che è normale chiedere di fare la pace alle condizioni di Putin, persino la destra filorussa francese si è accorta che Putin è un pericolo. I nostri propagandisti sono sempre più lontani dalla realtà
@ZagDavide I cartelli "Savini Viminale" sono stupendi. Da "Premier" a "Viminale" l'hanno già declassato i suoi fan. Per le prossime Pontida cori festosi: "Sottosegretario al Welfare" "Capo della Polizia Municipale di Busto Garolfo", "Impiegato alle poste di Legnano". #salvini#Pontida
Siamo a Pontida, ma sembra di respirare l'aria cupa della Parigi del 1793, nel pieno del Terrore. Quello che va in scena sul celebre "pratone" non è più il rito tribale e festoso di un popolo unito, ma l'atto finale di una spietata tragedia shakespeariana. Due treni lanciati a folle velocità sullo stesso binario, sotto gli occhi di una base militante che ormai si prende a pugni, divisa tra le magliette lombarde che inneggiano a Massimiliano Romeo e le truppe laziali che difendono l'ultimo fortino di Matteo Salvini.
Da una parte c'è l'insurrezione dei dogi e dei baroni del Nord, un fronte che ha deciso di smantellare anni di "salvinismo" in diretta nazionale. C'è Luca Zaia, che con un'inversione a U vertiginosa rispetto alla retorica dei porti chiusi, lancia dal palco un manifesto umanista: rivendica una Lega "liberale e non liberticida", dichiarando apertamente che chi scappa dalla fame ha diritto di venire in Italia. C'è Attilio Fontana, descritto come l'anziano hidalgo che, fogli alla mano, rifiuta di tacere e giura di combattere fino all'ultimo respiro per il ritorno al partito federale. E poi c'è Massimiliano Romeo, acclamato come vero eroe della giornata da una base che ha fame di un ritorno alle origini.
Intorno a questi protagonisti, la vecchia guardia osserva il naufragio: Giancarlo Giorgetti prova a placare gli animi sussurrando che "i nemici sono fuori e non dentro", mentre Roberto Calderoli implora un "esame di coscienza" collettivo. Ma il malessere è ormai incontenibile, esplode perfino nei quadri dirigenti: Riccardo Molinari demolisce l'asse con il generale Vannacci, deridendo il suo programma come carta straccia "scritta in una birreria di Monaco", e Luca Toccalini, leader dei giovani leghisti, sbatte la porta e si dimette, esausto.
Dall'altra parte, solo e furioso, c'è Matteo Salvini. Un leader che non sta guidando una transizione, ma che si barrica nel bunker. Come un comandante che, mentre la nave affonda, decide di fucilare l'equipaggio. Si abbevera dei cori "c'è solo un capitano" intonati dai suoi irriducibili, attacca i giornali fischiando le verità de Il Foglio, e risponde alla sollevazione politica con la minaccia fisica dell'epurazione.
Il congresso straordinario annunciato per ottobre non sarà uno spazio di dibattito democratico, ma una ghigliottina preconfezionata. Come ha sussurrato macabramente il suo consigliere storico Gianluca Savoini: "Dopo Pontida, Salvini farà Zac". Salvini ha in mano i delegati e l'ha detto senza mezzi termini: "Certa gente senza dignità non ritroverà casa nostra".
È la fine di un'epoca. La Lega, per come l'abbiamo conosciuta, non esiste più. Quel prato vuoto e diviso dalle risse certifica che il partito nazione è fallito e il partito del Nord è pronto alla scissione.
Non stiamo guardando un congresso in preparazione: stiamo assistendo, a scena aperta, all'autopsia di un movimento politico.…. à la guillotine.
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