@ninabecks1@regioSardegna Frequento l'isola dal 1978, ho una casetta microscopica per l'estate. Vi assicuro che i sardi, quelli veri e seri, non fanno queste sceneggiate, hanno altro a cui pensare.
Questi sono i soliti 4 gatti fanatici e rumorosi prezzolati da Soros.
Viva la Sardegna!
✍🏻 Davide Galeotti
Mi capita spesso di chiedere, a gente di sinistra “ma se questa cosa che state facendo VOI a NOI la facessimo NOI di destra a VOI, come reagireste?”.
Non rispondono quasi mai a questa domanda.
Si stringono nelle spalle, scantonano, stanno in silenzio con un’espressione eloquente…
Quell’atteggiamento ha un ben preciso significato
Significa “NOI non siamo VOI, VOI non siete NOI, non è la stessa cosa… noi siamo la PARTE GIUSTA e abbiamo diritti che voi non avete”.
Ecco perché nessuno di loro si è mai fermato a pensare a come avrebbe reagito se NOI di destra avessimo usato un’ISTITUZIONE per PERSEGUITARE il loro leader politico.
Ecco perché nessuno di loro si domanda se è lecito che intere istituzioni che SONO DI TUTTI, come la Scuola e gli enti formativi, vengano usati come strumento di condizionamento e di propaganda.
Ecco perché hanno fatto una guerra SCHIFOSA alla Venezi nel Teatro la Fenice (quando il predecessore della direttrice era un’ASSOLUTA NULLITÀ, quando fu assunto).
Ecco perché si permettono comportamenti che se venissero fatti a loro sarebbero una scusa per una mezza rivoluzione di piazza.
Si sentono LA RAZZA PRIVILEGIATA.
La RAZZA ARIANA.
E quindi si appropriano di tutti i media (sproloquiando di “Tele Meloni” se solo uno di quei media non si allinea nella guerra al governo), di istituzioni di tutti (scuole, università e magistratura), di istituzioni di garanzia (Presidenza della Repubblica) e, a livello locale di enti culturali, di associazioni (i cui rappresentanti poi si candidano tranquillamente nelle loro liste) e persino di manifestazioni sportive.
Eccoli qua, Signore e Signori: sono i NAZISTI del nuovo millennio.
Come ho già detto, l’unica differenza che hanno con i loro bisnonni delle SS è che, generalmente, sono dei pusillanimi inadatti al gioco serio.
Ma non per questo sono meno pericolosi.
SUIZA: Una mujer musulmana fue multada con 100 francos suizos (126 dólares) por llevar burka, prohibida en el país mediante referéndum.
Ella impugnó la acusación, alegando "islamofobia", y ahora enfrenta una multa de 1.000 francos suizos (1.260 dólares).
La Repubblica Italiana è “democratica”, non “antifascista”, come scrivono qui alcuni.
L’articolo 1 della Costituzione non dice “antifascista”, dice democratica.
Democrazia significa sovranità popolare, regola della maggioranza, rispetto delle minoranze, alternanza al potere, libertà di espressione, di stampa, di associazione. È un concetto positivo, universale, alto. Significa che il popolo decide, non un’ideologia di Stato.
“Antifascismo” invece è una negazione: indica solo ciò che si rifiuta, non ciò che si afferma. È un’identità costruita contro qualcosa che non esiste più dal 1945. Trasformarlo in fondamento della Repubblica significa rendere lo Stato ostaggio di un nemico immaginario, giustificando qualsiasi deroga alla democrazia ogni volta che qualcuno viene etichettato come “fascista” (termine ormai usato a casaccio contro chiunque non sia allineato).
Una democrazia matura non ha bisogno di un “antifascismo” per legittimarsi. Si legittima ogni giorno con il rispetto delle regole, del voto, della libertà di dissenso. Chi oggi usa l’antifascismo come clava per delegittimare avversari politici, limitare la libertà di parola o giustificare censure sta facendo esattamente l’opposto di ciò che si dovrebbe fare in una democrazia: sta sostituendo il giudizio popolare con un giudizio ideologico.
La Repubblica è di tutti gli italiani che rispettano la Costituzione e le leggi. Non è proprietà di una parte sola.
Difendiamola come democrazia, non come setta antifascista.
Democrazia non è un partito. È un metodo. Il più nobile che abbiamo.
@diTerralba Io credo, caro Paolo, che se anche avessimo una monarchia costituzionale non cambierebbe di molto la storia sociale del nostro paese. C'è un diffuso alterato DNA italiota che non consente una regolarizzazione delle libertà come tu - ed io anche - concepiamo la vita sociale.