Filistin'den gelen yeni görüntüler içler acısı.
İsrail askerleri (IDF), işgal altındaki Filistin'de Filistinlilere her gün böyle davranıyor. 😡
Netanyahu :Dünyanın en ahlaklı ordusu, (IDF).
Sessiz kalma; paylaş, mazlumların sesi ol...!!!
#FreePalestine#Palestine#SonDakika
NUNCA EN LA HISTORIA HA HABIDO UNA GUERRA EN LA QUE EL 80% DEL PAÍS FUERA DESTRUIDO, EL 100% DE LA POBLACIÓN DESPLAZADA Y EL 50% DE LAS MUERTES FUERAN NIÑOS. LLAMÉMOSLO POR SU NOMBRE: GENOCIDIO.
La differenza è sostanziale!
C'è chi urla come se fosse al mercato e chi spiega lo stesso concetto semplicemente senza urlare.
La prima arriva agli ignoranti, la seconda arriva a chi non si ferma alla propaganda.
Tutto quello che c'è da dire sul ddl antisemitismo lo ha spiegato magistralmente @stefania_ascari del @Mov5Stelle. Un intervento chiaro, diretto e oggettivo da seguire tutto d'un fiato. Israele si sta comportando peggio dei nazisti. Israele è il peggior pericolo per gli ebrei.
Mientras tanto en Francia
Los bomberos y la policía se retiran, han elegido ponerse del lado del pueblo de Francia. Han dejado de acatar órdenes y se han posicionado por los derechos del pueblo.
"Siamo una generazione che non ha voglia di andare a morire in guerra, ma di studiare. I soldi non vadano alle spese militari, ma all’istruzione pubblica", dicono gli studenti francesi
https://t.co/mxCPrItSNs
Gratteri:" Forza Italia ha fatto votare a un ramo del Parlamento una legge che dice che per sequestrare un telefono dev'essere un giudice a deciderlo e non più il PM.
Siccome ci vogliono 5gg in media, il criminale ha tutto il tempo di fare sparire tutto."
#UnaVergognaAlGiorno
DILAGA LA PROTESTA STUDENTESCA IN FRANCIA
È partita dagli studenti delle scuole superiori – soprattutto nelle periferie –, che denunciano le condizioni fatiscenti dei loro istituti, classi troppo numerose, e le difficili condizioni di lavoro del personale scolastico.
Si è già allargata alle università, e sta coinvolgendo anche il corpo docente.
Si può allargare ancora.
Blocchi e manifestazioni sono ovunque in tutta la Francia.
Martedì prossimo, 6 ottobre, sarà una giornata importante:
tutte le organizzazioni sindacali dei lavoratori, insieme a quelle degli insegnanti e degli studenti, hanno lanciato un appello a sostenere il movimento studentesco.
Anche in Italia ci sarebbero tutte le ragioni per una mobilitazione di questa portata.
Scuole che cadono a pezzi, classi sovraffollate, personale sottopagato e condizioni di lavoro sempre più difficili.
E, per di più, il nostro Paese investe nell’istruzione una quota della propria ricchezza nazionale sensibilmente inferiore rispetto alla Francia.
La scuola pubblica è un diritto fondamentale e il miglior investimento che possiamo fare per il nostro futuro.
Dunque, evviva il movimento studentesco!
La destra xenofoba attacca quelli che chiama maranza ma gli ultimi casi di violenza inaudita in cui sono coinvolti i minorenni e’ emerso che sono fascio-nazisti indottrinati dai social
Il governo ovviamente chiude gli occhi e mistifica la realtà
Francia: 300 mila persone hanno manifestato in circa 170 cortei. Ai lavoratori del pubblico impiego tra cui pompieri si sono uniti migliaia di liceali. Al centro della protesta il bilancio 2027: salari pubblici congelati e tagli alla spesa, mentre aumentano le spese per le armi
🔴 LE HAVRE | Les TRAVAILLEURS font une CHAÎNE HUMAINE pour protéger les LYCÉENS
Après que la police a gazé les lycéens mobilisés du lycée François Ier, les syndicalistes venus soutenir les élèves ont fait une chaîne humaine pour les défendre face à la violence de la police.
Di nuovo insieme con Aleida Guevara, figlia del Che! ❤️🇨🇺
Dopo l’Avana, ci ritroviamo a Bruxelles, al Parlamento europeo, in occasione di un evento che abbiamo organizzato con @Left_EU per denunciare il criminale bloqueo imposto dagli Stati Uniti e promuovere un ruolo diverso dell’Europa nelle relazioni con #Cuba.
!Hasta siempre!✊
Cos' altro serve? Abbiamo immagini satellitari che raccontano la devastazione di #Gaza. Abbiamo Ministri del governo israeliano che parlano di "deportazione" dei sopravvissuti. Abbiamo prove che #Israele sapeva dell' attacco del 7 ottobre. Era tutto premeditato.
A #Bosco#Ospizio a Reggio Emilia, le ruspe, mezzi cingolati pesanti, scortati dalla polizia in assetto antisommossa, stanno spianando alberi, cespugli e trucidando gli animali che non possono scappare, per far posto all'ennesimo supermercato. Condividiamo tutti questo orrore.
« L’extrême droite ne constitue pas une expression du christianisme.
Les valeurs de l’Evangile ne sont pas fondées sur la haine »
Le Pape Léon XIV vient de terminer les fachos ❤️
Forza Nuova diffida le librerie contro il saggio di Berizzi, la casa editrice replica: "Irricevibile"
“Nessuno si farà intimorire da questa penosa minaccia”, il duro comunicato dell’ANPI che si impegna a diffondere il libro"
https://t.co/1Y8wsRpky7
Mentre la Meloni sfila fotografatissima tra una passerella alla Milano Fashion Week e un'altra tra gli yacht al Salone nautico, al Sud gli agricoltori al collasso piangono per il carburante alle stelle, rischiando pure 2 anni di carcere per il blocco stradale. Governo di schifosi
L'altra sera a @OttoemezzoTW ho ricordato ai megafoni meloniani chi è stato Almirante: un razzista antisemita e antimeticci, fucilatore di partigiani e collaboratore dei nazisti. Poi ho ricordato che l'MSI è stato fondato da ex esponenti PNF e RSI. Le basi. L'hanno presa così!
LA STORIA DI GABRI CI RIGUARDA TUTT*
Gabriele Marchesi è un giovane antifascista italiano, nato e cresciuto a Milano, da sempre impegnato nei movimenti sociali della sua città e nello sport popolare.
Come altri compagni antifascisti, è stato accusato dalla polizia di Orbán di aver preso parte ai famigerati fatti di Budapest del febbraio 2023.
Il 21 novembre 2023 è stato arrestato a Milano, in esecuzione di un mandato d’arresto europeo emesso dall'Ungheria.
Dopo due giorni nel carcere di San Vittore e circa quattro mesi agli arresti domiciliari, la giustizia italiana ha negato la sua consegna alle autorità ungheresi, riconoscendo il rischio che Gabri potesse essere sottoposto a condizioni di detenzione lesive dei suoi diritti fondamentali nelle carceri ungheresi.
Così, è stato rimesso in libertà.
Ma la persecuzione giudiziaria nei suoi confronti non si è fermata.
Il processo-farsa a Budapest è proseguito in sua assenza, fino alla condanna in primo grado a sette anni di carcere: una pena abnorme e del tutto sproporzionata rispetto ai fatti contestati, inflitta al termine di un procedimento segnato da gravissime violazioni delle garanzie giudiziarie.
Una sentenza che denunciamo come un atto di persecuzione politica, volto a colpire Gabri e a intimidire chiunque si opponga al fascismo.
Domani, 30 settembre, insieme a Maja T. e Anna, Gabri attende la sentenza d’appello del Tribunale di Budapest.
Una decisione che potrebbe aprire la strada a una nuova richiesta di estradizione da parte dell’Ungheria.
Non possiamo permettere che Gabri in nessun caso venga consegnato alle autorità ungheresi.
E lotteremo perché questo non avvenga.
Gabri, siamo al tuo fianco.
Oggi e domani.
Come siamo al fianco di tutte le compagne antifasciste colpite dalla repressione.
La solidarietà è la nostra forza.