Ho passato la vita senza idoli.
Ho imparato ad apprezzare le canzoni a prescindere dal cantante.
Perché le canzoni non hanno padri, ma solo figli.
A.C.
🚨BREAKING: Didier Drogba says if the USA didn't want other Countries citizens in the US they shouldn't have bid for the Fifa world cup 2026 and says denial of Iran supporters and Somali referee Omar Artan is totally unacceptable, Football should be separated from politics
"When a country bids to host the biggest football tournament on the planet, it knows exactly what comes with it. Players, referees, officials and supporters from every corner of the world are part of the package."
"I look at the situation involving Somali referee Omar Artan and I feel disappointed for him. FIFA selected him because he earned that opportunity on merit, yet he was unable to participate after being denied entry."
"Then you hear about Iran's football federation claiming that its supporter ticket allocation was withdrawn just days before the tournament. If true, that leaves ordinary fans paying the price for issues that have nothing to do with football."
"The people suffering are not politicians. They're supporters who save money for years hoping to follow their national team at a World Cup."
"Football has always been one of the few things capable of bringing different cultures together. The moment politics starts deciding who gets to be part of that experience, everyone loses."
"I played in World Cups and international tournaments. The beauty of those events is seeing supporters from dozens of countries sharing the same streets, the same stadiums and the same passion."
"No fan should be judged because of their nationality, and no referee should miss the biggest moment of his career because of political circumstances beyond his control."
"FIFA, governments and football authorities need to find solutions because the headlines right now are about visas, travel restrictions and disputes instead of the football itself."
"The World Cup should belong to the world. That's what makes it special. The game must always come first, and politics should never be allowed to overshadow football's greatest celebration."
Aridatece Mussolini e Videla! Inizia domani il più vomitevole Mondiale della storia: a Infantino e Trump che trattano i calciatori come corrieri della droga l'augurio sincero che tutto vada a puttane
L'Iran che ha il divieto di pernottamento negli USA, l'arbitro somalo rispedito in patria con visto negato, Hussein (Iraq) arrestato e interrogato per 7 ore, Uzbekistan e Senegal perquisiti con cani antidroga e metal detector: una vergogna mondiale a cielo aperto con la FIFA stesa a zerbino davanti a Trump
Non so come la pensiate voi e sono consapevole di inoltrarmi, con questo mio articolo, in un terreno minato: ma per una volta tiro dritto, non mi faccio scrupoli e dico - per quel poco, anzi per quel nulla che può contare il mio pensiero - che spero e prego affinchè il Mondiale di calcio che inizia domani tra USA, Canada e Messico vada male - qualunque accadimento possa contribuire a mandarlo a picco sarebbe ben accetto - e che Infantino, il vomitevole presidente FIFA che il 5 dicembre scorso ha consegnato a Trump il Premio FIFA “Pace nel mondo” (non è una battuta, lo ha fatto davvero) vada incontro al più colossale rovescio della storia dello sport mondiale. So già che al 99% non sarà così, che il motto “The show must go on” avrà la meglio e travolgerà tutto e tutti - lo sta già facendo a show non ancora cominciato -, e però ugualmente io spero ci sia un Dio che invece di voltarsi dall’altra parte e fingere di non vedere arrivi a punire, nel modo più duro possibile, questi ridicoli e grotteschi androidi travestiti da esseri umani. Per il momento una buona mano al sabotaggio dell’elefantiaco torneo che per la prima volta vede al via 48 Paesi, cioè mezzo mondo, la stanno dando gli americani che come già al Mondiale per club dell’estate scorsa, non avendo alcun interesse per il calcio in generale si guardano bene dal comprare biglietti messi in vendita a prezzi astronomici dal satrapo Infantino. La prima fase si svolgerà a stadi semivuoti e rivedremo le comiche del Mondiale per club: con finti tifosi buttati dentro all’ultimo momento con indosso magliette avute in omaggio che fingeranno di tifare Australia o Turchia, Svezia o Tunisia, Austria o Giordania senza nemmeno sapere quale delle due squadre in campo è quella per cui devono gioire o disperarsi a favore di telecamere.
Lo sport come inno alla fratellanza, il calcio come linguaggio universale che unisce i popoli della terra. Già. Il Mondiale amerikano, che già nasce nel segno del più totale, scoperto e grossolano paradosso se è vero che a organizzarlo e a ospitarlo sono tre Paesi, USA, Canada e Messico, che sono stati al centro della scena politica internazionale perchè il presidente di uno di essi, il bullo Donald Trump, minacciava di invadere il Messico e di annettere il Canada per trasformarlo nel 51° stato degli Stati Uniti d’America (un po’ come se carceriere e carcerati organizzassero insieme la festa di Carnevale), il Mondiale amerikano - dicevo - è riuscito a tramutare la definizione di “Paese ospitante” in un ossimoro; e prim’ancora che i giochi abbiano inizio.
Se a qualcuno di voi fosse sfuggito, ricordo qui brevissimamente e sommariamente (scusandomi per i fatti che per motivi di spazio non cito) che:
1. Sulla nazionale dell’Iran che giocherà le tre partite del suo girone negli USA pende il divieto di pernottamento sul territorio yankee: il giorno della partita deve spostarsi dal suolo messicano a quello americano, scendere dalla scaletta dell’aereo, dirigersi allo stadio, giocare il match, rivestirsi, tornare in aeroporto, lasciare il suolo americano, fare ritorno in Messico e una volta rientrato, andare a dormire. Infantino e la FIFA? Muti.
2. L’arbitro somalo Omar Artan, premiato come miglior arbitro africano nel 2025, è stato escluso dal Mondiale e rimandato in patria dopo che gli USA gli hanno negato l'ingresso nel Paese all'aeroporto di Miami. Infantino e la FIFA? Muti.
3. La stella dell’Iraq Aymen Hussein, scambiato forse per Saddam Hussein, è stato arrestato e interrogato 7 ore all’aeroporto O’Hare di Chicago, subendo la confisca del telefono (poi restituitogli), prima di ottenere il permesso di riaggregarsi al resto della delegazione irachena. Infantino e la FIFA? Muti.
4. La nazionale dell’Uzbekistan, il cui c.t. è Fabio Cannavaro, al suo arrivo in pullman a New York è stata trattata come una banda di narcotrafficanti, sottoposta davanti all’hotel a perquisizione con cani antidroga e metal detector, mani in alto, tasche svuotate e zaini e buttati l’uno sull’altro sul marciapiede. Infantino e la FIFA? Muti.
5. La nazionale del Senegal ha subìto identico trattamento al suo sbarco all’aeroporto di San Antonio (Texas) con perquisizione direttamente in pista, sotto la scaletta dell’aereo, e una lunga serie di perquisizioni con Sadio Manè, Koulibaly e tutti i giocatori costretti a togliere le scarpe e a restare a mo’ di spaventapasseri a braccia aperte e a piedi nudi; a quelli del Belgio invece, ritenuti potenzialmente “meno terroristi”, è stato concesso di sedere su una sedia e di tenere le scarpe ai piedi. Infantino e la FIFA? Muti.
6. L’attaccante Breel Embolo della Svizzera è stato bloccato alla partenza del volo Swiss LX 40 diretto a Los Angeles perchè dagli USA era giunta la richiesta di ulteriori approfondimenti sull’autorizzazione ESTA che non convinceva le autorità statunitensi. Infantino e la FIFA? Muti.
7. Migliaia di tifosi asiatici e africani, ma anche europei (scozzesi in testa) che avevano acquistato pacchetti-viaggio per il Mondiale comprensivi di biglietti per le partite, hanno dovuto rinunciare alla trasferta negli USA per le restrizioni imposte da Washington ai cittadini di 50 Paesi considerati a rischio di permanenza irregolare. In alcuni casi erano stati richiesti depositi cauzionali di migliaia di dollari che hanno sconsigliato tutti dal procedere nel programmato (e prepagato) viaggio in America. Infantino e la FIFA? Muti.
8. La Federazione Iraniana ha reso noto che la quota dei biglietti spettate all'Iran (8%) è stata negata dal governo USA: nessun biglietto è quindi a disposizione del tifosi iraniani, il tutto nel silenzio e nell’indifferenza della FIFA. Infantino e la FIFA? Muti.
9. Last but not least: un biglietto del treno che dalla stazione di New York (Penn Station) porta allo stadio MetLife, e che normalmente costa 13 dollari, nel periodo del Mondiale costerà 98 dollari con un incremento del 653,8%. Infantino e la FIFA? Muti.
Mercoledì 16 novembre 2022, alla vigilia del via dell’ultimo Mondiale disputato, quello in Qatar, il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio approvò la mia proposta di silenziare e non scrivere una parola sul campionato del mondo che di lì a poco sarebbe andato ad incominciare. Il Fatto ne diede l’annuncio quattro giorni prima e tenne rigorosamente fede al proposito: non una sola riga venne scritta in quel mese su Qatar 2022. Scrissi quel giorno:
“Non c’è l’Italia, ma l’avremmo fatto anche se ci fosse stata. Domenica iniziano in Qatar i mondiali di calcio e il Fatto Quotidiano informa voi, cari lettori, che per tutti i 29 giorni del torneo su questo giornale non comparirà un solo articolo, una sola riga, una sola parola sulle 64 partite in programma fino al 18 dicembre. Questa competizione sportiva per noi non esiste, non essendoci niente di sportivo: ed è indegno che i Paesi partecipanti, le loro federazioni e i loro governi (anche i nostri se ci fossimo qualificati), non abbiano battuto ciglio e siano stati zitti e complici da quando nel 2010 la FIFA assegnò l’organizzazione del torneo al Qatar dopo una gigantesca corruzione che come il Guardian e France Football svelarono vide tra i protagonisti il presidente francese Sarkozy, l’allora presidente della UEFA Platini - anche lui francese, in arresto per 24 ore nel giugno 2019 - e il principe ereditario del Qatar, ora emiro, Tamin bin Hamad al-Thani. Sarkozy, grazie al sì di Platini che votò a sorpresa a favore del Qatar e contro gli USA, barattò il Mondiale 2022 in cambio dell’acquisto, da parte del Qatar stesso, di armi francesi. Un “Qatargate” in piena regola con molti dirigenti del calcio mondiale, africani, asiatici, sudamericani ed europei letteralmente comprati dai soldi qatarioti. Sono passati 12 anni e almeno 6500 migranti di India, Bangladesh, Sri Lanka e Nepal (ma sono di più: Filippine e Kenya non hanno fornito i dati) sono morti, per il caldo e le inumane condizioni di lavoro, nell’opera di costruzione degli stadi. Si gioca nel Paese della negazione dei più elementari diritti civili e umani. È una vergogna. Il mondiale di calcio 2022 per noi non esiste”.
Ebbene, da Russia 2018 a Qatar 2022 a USA 2026 per il calcio targato FIFA è stato un continuo precipitare negli abissi dell’indegnità scalando le vette del più smaccato sportswashing, la strategia che permette a governi e regimi autoritari di sfruttare lo sport in termini di propaganda al fine di migliorare la propria reputazione pubblica distogliendo l'attenzione da violazioni di diritti umani, crimini contro l’umanità, scandali, pratiche commerciali scorrette e via dicendo. Dai Mondiali di Mussolini del 1934 a quelli di Trump del 2026 passando per Argentina 1978 (con la sanguinosa dittatura militare del generale Videla che faceva sparire gli oppositori mentre il torneo era in corso), alla Russia di Putin nel 2018 e a Qatar 2022, il calcio è passato da una vergogna all’altra: e oggi si appresta a celebrare “USA 2026” voltandosi dall’altra parte davanti alle ignominie, alle infamie e alle bassezze di un Paese che ha completamente smarrito il minimo senso di umanità, solidarietà, fratellanza.
So già che non sarà così, ma mi piacerebbe che nella sit com “Casa Donald”, dove Trump e Infantino a mo’ di Sandra e Raimondo si ritrovano ogni sera fianco a fianco nel loro lettone matrimoniale con Donald - cui del Mondiale non potrebbe fregare di meno - che scalcia sotto le lenzuola e sbuffa e impreca dicendo “che barba, che noia, che barba che barba che noia!” pensando alla scocciatura di doversi sporcare le mani con messicani e iracheni, asiatici e africani, mi piacerebbe - dicevo - che all’improvviso il tetto del Grande Circo crollasse loro in testa. E che rialzandosi ammaccati e ammutoliti si guardassero attorno e vedessero solo macerie.
P.S. Steven Gerrard, ex campione del Liverpool oggi allenatore: “Questa Coppa del Mondo FIFA negli USA sta diventando il peggior Mondiale ancor prima di iniziare. Di solito prima di una Coppa del Mondo si parla di favoriti, di grandi giocatori e di calcio. Invece oggi si parla di controversie di ogni tipo e questioni immigratorie. Il caso dell’arbitro Omar Artan è una delle storie più tristi cui mi sia mai capitato di assistere. La FIFA lo aveva selezionato come migliore arbitro africano ma l'ingresso negli Stati Uniti gli è stato negato. Immaginate di lavorare una vita per diventare il primo arbitro del vostro Paese a essere scelto per una Coppa del Mondo e poi essere rifiutato per motivi che non attengono al calcio. Ho visto giocatori e delegazioni sottoposti a imbarazzanti controlli di sicurezza. Ma così le persone smettono di sentirsi benvenute e cominciano a sentirsi trattate come sospetti. Una Coppa del Mondo dovrebbe riunire il mondo: invece ogni giorno ascoltiamo storie che nulla hanno a che fare col calcio. Spero ancora che il calcio salvi la competizione: ma la figura che la FIFA sta facendo è pessima. Questo Mondiale tutto è tranne che la celebrazione del calcio”.
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Sappiatelo: i tre indagati per corruzione sul ponte sullo stretto, un ponte che non esiste, sono tre italici destronzi di purissima etnia europea. Un ex vertice della Corte dei conti, un commissario della Lega di Salvini in Calabria, un imprenditore reggino. Tutti al lavoro per oliare l’opera simbolo del governo dei patrioti.
Corrompere prima ancora di costruire. Questo sì che è un primato che nessun migrante ci ruberà mai.
La corruzione non la importiamo dall’estero. Non arriva sui barconi. La tiriamo fuori dalle fogne dove era rinchiusa da ottant’anni, e a scoperchiarle è quasi sempre quella destra che voleva difenderci dall’invasione.
Il governo criminale Israeliano ha raso al suolo Gaza, sta sterminando i palestinesi e i libanesi e letteralmente distrutto la propria reputazione nel mondo.
🇮🇱 Opinioni pubbliche negative di Israele (fascia d'età 18-34 anni)
🇦🇺 Australia: 87%
🇬🇧 Regno Unito: 78%
🇨🇦 Canada: 76%
🇬🇷 Grecia: 76%
🇫🇷 Francia: 74%
🇺🇸 Stati Uniti: 74%
🇭🇺 Ungheria: 72%
Fonte: Pew Research Center, Indagine sugli atteggiamenti globali, primavera 2026
Il caporalato non è un fenomeno di "mele marce”, ma parte integrante di un sistema economico e produttivo malato, che mette al centro il profitto a ogni costo.
La storia purtroppo è sempre la stessa.
Ed è fatta di sfruttati e sfruttatori.
“Mi sono fermato, poi hanno aperto il fuoco''. Così Fahed Abu Haykal, padre di Sam, racconta l'attacco subito dalle Forze di difesa israeliane in cui è rimasto ucciso un neonato, di 7 mesi.
Fahad smentisce la propaganda fornita dai militari israeliani, secondo i quali l'auto sulla quale viaggiava la famiglia è stata percepita come una minaccia. Fahed ha spiegato che i soldati israeliani hanno aperto il fuoco contro l'auto della sua famiglia pochi istanti dopo che lui si era fermato all'ordine dato dai militari.
La famiglia, che vive a Betlemme, si stava recando a far visita alla nonna di Sam quando un proiettile dell’esercito criminale Israeliano ha ucciso l’ennesimo neonato palestinese.
La gente si domandava: ma perché Salvini vuole riformare la Corte dei conti?
La gente si domandava: ma perché Salvini vuole trasferire i controlli antimafia sotto il suo ministero?
E zac, arrivano i leghisti indagati per tentata corruzione proprio alla Corte dei conti.
Nulla accade mai per caso.
Ora attenti a quelli del governo più stabile della storia repubblicana, che vogliono cambiare la legge elettorale per rendere il governo più stabile.
L’israeliano Omnam Gruop ha comprato la terra di Costa Merlata nella zona di Ostuni per farci un resort di extra lusso, e l’agenzia immobiliare Coral 37 dell’israeliana Orit Sara Lev Marom sta portando avanti il progetto della "colonia israeliana nel Salento".
Ma qui si può.
🚨 JUST IN:
American singer Lana Del Rey:
“I pray for Palestine every day. It is so hard to watch innocent lives being destroyed by war criminals.”
Being human is something else entirely..