Caro Giovanni, sei e resti il mio comico preferito. Detto questo, la tua competenza sul referendum Giustizia è pari a quella del Dott. Alzheimer e del Dott. Fischiolli in medicina (prima che i compagni si indignino, è un loro sketch).
1. Stai praticamente dicendo che non si possono sorteggiare i magistrati perché si manderebbero degli incompetenti al CSM: cosa falsa;
2. Non verranno sorteggiati “tra tutti gli italiani”;
3. Equiparare i giudici agli attori è insensato, sono su due livelli completamente differenti;
4. I membri laici del CSM non verranno scelti dal Governo ma dal Parlamento, cosa che già accade ora, con la differenza che dopo la riforma ci sarà una lista da cui estrarli a sorte;
5. Non piegarti alle folli ideologie rosse, ti stanno soltanto usando per i loro fini, quando avranno finito ti butteranno via. Sono terrorizzati dalla fine delle correnti rosse nella magistratura.
@Freefourfive Carmelo dovrebbe andarsene, e non prestarsi più a questi teatri di bassissimo livello. Se restano tra loro, senza contraddittorio, convinti di avere la ragione in tasca, alla fine non nuocciono nessuno, e sono felici così.
secondo le fallite di questo social il figlio di DUE ANNI E MEZZO le stava rovinando il suo momento e invece eccoci qui con l’ennesima prova che dovreste forse accendere quel mezzo neurone che vi resta in corpo (è stata anche MOLTO educata nel parlarne)
@NathanDarioDLM So che me ne pentirò mille volte ma credo che la conoscenza sia l’unico mezzo di trasporto per svegliare la coscienza…ti chiedo quindi se hai un link per fare ricerca dei file, oppure se basta cercare il sito del DOJ
#Garlasco
Il consulente incaricato è Paolo Dal Checco, informatico forense iscritto all'Albo Periti del Tribunale di Torino, con centinaia di incarichi per Procure e Tribunali in tutta Italia. Tra i casi trattati: Costa Concordia, Norman Atlantic, Elena Ceste, Yara Gambirasio. La sua collaborazione con Le Iene riguarda servizi su truffe online, hacker, cyberstalking, telecamere compromesse. Temi di cybersecurity generica. Non ha MAI lavorato per Le Iene sul caso Garlasco.
Ironia: la stessa Procura di Pavia ha ottenuto la ricusazione del genetista Giardina proprio perché nel 2017 aveva rilasciato un'intervista alle Iene SUL CASO GARLASCO, compromettendo l'apparenza di imparzialità. Quindi la Procura conosce benissimo il discrimine tra chi ha espresso opinioni pubbliche su questo caso e chi no.
Definire Dal Checco "perito di fiducia delle Iene" è come definire un primario ospedaliero "il medico di quel programma TV" perché ha spiegato i sintomi dell'influenza in televisione. Una riduzione che cancella decenni di attività forense istituzionale.
E qui sta il problema del metodo Lucarelli: non afferma, insinua. Non dice "c'è un conflitto di interesse", ma costruisce l'associazione perito-Iene-Procura e lascia che il lettore arrivi da solo alla conclusione voluta. In ambito forense si chiama framing bias. In giornalismo si chiama fare illazioni.
La domanda corretta non è "ha collaborato con Le Iene?", ma "ha mai espresso opinioni pubbliche sul caso Garlasco?" Se la risposta è no, non c'è conflitto di imparzialità. L'etichetta giornalistica non sostituisce l'analisi dei fatti.
@Beautif42601711 cioè fatemi capire: Stasi ha sempre detto che era lì la sera prima, ha confermato di aver bevuto l'EstaThe. Ora, questa signorina dichiara a gran voce la conferma che c'era il DNA di Stasi sulla cannuccia dell'EstaThe. Ma la rivelazione, qual è?
Forse le tv, prese da bulimia calcistica, non hanno avuto spazio per sussurrare che Sara Curtis ha sbriciolato il record di Federica Pellegrini nei 100 mt stile libero!
indifferenza politica
qualcuno nota delle asimmetrie?
i funerali non vengono trasmessi in diretta nazionale,
non ci sono discorsi da leggere nelle scuole,
nessuna cordata di parlamentari si sbatterà per fare di questo padre un simbolo, un ambasciatore dei diritti, un collaboratore dei ministeri,
nessuno farà uscire in fretta un libro facendo finta che lo abbia scritto lui,
nessuno gli confezionerà una Fondazione su misura per cucire addosso a questo padre la patente di "superesperto" antiviolenza,
nessuno lo farà girare per convegni, scuole e conferenze varie,
nessuno gli scriverà i discorsi sulla necessità di capire in tempo i segnali della violenza.
L'assassina è una donna, la vittima è un bambino
Giovanni è stato ammazzato a novembre, che però è il mese (non più il 25, ormai è l’intero mese) dedicato a demonizzare la violenza maschile contro le donne, quindi troppa attenzione sulla morte di Giovanni o sulla sofferenza del padre sarebbe fastidiosa rispetto alla narrazione dominante.
Niente in confronto a quando, sempre a novembre, la politica si mobilita in massa perché l’assassino è un maschio/bianco/etero/figlio sano del patriarcato e la vittima è una ragazza.
Quindi non si attiverà la strategia istituzionale per fare del padre di Giovanni un totem come hanno fatto per quell'altro ... Pino, Rino, Dino, Lino, Nino... vabbè ora mi sfugge il nome del superesperto costruito a tavolino.
La macchina da guerra della strumentalizzazione ideologica si attiva a senso unico.
Proprio perché ideologica