Dal 17 al 19 giugno Napoli al centro del dibattito internazionale con Naples Wildlife Strike 2026 International Conference organizzata da #Enac, attraverso il Bird Strike Committee Italy, con supporto di GESAC, gestore aeroporti Napoli e Salerno. Link CS: https://t.co/ebI7QH3VRo
In 6 days, Naples hosts the first dedicated international wildlife strike conference in Europe since 2018. 182 participants from 34 countries. Proud to have organised this on behalf of @ENAC. https://t.co/9gLes5nohv #WildlifeStrike#BirdStrike#AviationSafety#Naples2026
We performed 220 point counts in breeding + winter. Where parakeets are established, urban bird communities show an expanded functional trait space, consistent with limiting similarity / underused niche space. https://t.co/9ugL1yZ1Kq
DOMENICA 25 GENNAIO, ore 10.00, presso Villa Ipazia (viale Rousseau 90), presentazione dei risultati dello studio “La comunità ornitica del Parco di Aguzzano”.
Il report è scaricabile qui: https://t.co/409Ew55cJJ
NO alla Deregolamentazione della Caccia! Difendiamo la Natura, Difendiamo la Costituzione! - Firma la petizione! https://t.co/fRPQZNVx8S via @ChangeItalia
I commenti da sinistra alla serie M che sto leggendo in giro sono francamente desolanti. C'è un punto storico che a quanto sembra non si vuole proprio vedere e che invece sia il libro sia la serie evidenziano in modo importante, ed è che Mussolini non si è fatto da solo, manco per niente. Mussolini è stato scelto, è stato scelto dallo Stato liberale, ed è stato scelto dal padronato dell'epoca, ed è stato scelto perché Mussolini aveva tradito il socialismo, nessuno meglio di un traditore poteva fare il loro gioco.
Mussolini non sarebbe mai stato Mussolini se non avesse prima di tutto fatto carriera nel Partito socialista, di cui non era mica un galoppino qualsiasi ma un dirigente in esplosiva carriera, per poi tradirlo e diventare un fervente strumento dell'antisocialismo.
Trovo un po' penoso sentir parlare di M soltanto attorno a Marinelli, che non fa altro che un lavoro spettacolare né più né meno, e non rispetto al grande valore di questa serie cioè sottrarre la figura di Mussolini al mito dei busti e delle effigi per rimetterla dove avrebbe sempre dovuto stare, nei processi storici, e farlo in modo popolare, non solo non accademico ma anti-accademico e dio solo sa quanto abbiamo bisogno di cultura anti-accademica in questo Paese.
I processi storici son trattati fra l'altro in modo esteticamente interessantissimo dalla serie, perché la grande Storia è una Storia di scenari e in M gli scenari, quasi teatrali, sono di primaria importanza, esprimono le energie, e tutta la Storia umana è una storia innanzitutto di energie.
Mussolini coi Fasci di combattimento non sarebbe arrivato da nessuna parte se non ci fosse stata una classe dominante che aveva bisogno della violenza organizzata per sedare le spinte rivoluzionarie fra le masse. E le spinte rivoluzionarie le sedi molto meglio se a trascinarti è l'odio, Mussolini era odiato fra le masse socialiste perché aveva tradito, e dunque le odiava, perché per loro c'erano in quel momento altre teste pelate da seguire, in una Russia vicina più che mai e che faceva tantissima paura, ai reazionari e non di meno ai riformisti di tutta Europa.
Mussolini fu un anti Lenin a modo suo, la funzione storica che giocò fu esattamente quella. E fu anche uno come Mussolini ad aiutare un successivo traditore antiLenin di altra natura, come Josep Stalin, a portare avanti la causa dell'antisocialismo a sua volta.
Il figlio del secolo è stato il figlio che si è messo al servizio delle esigenze controrivoluzionarie delle classi dominanti, in un'epoca in cui le masse erano in movimento, la borghesia che affollava il Parlamento le temeva, e solo attraverso la violenza si poteva obbligarle a cambiare direzione. Mussolini fu l'organizzatore di violenza più abile della prima metà del secolo in questo Paese. Il fascismo non ottenne consenso fra le masse, il fascismo ottenne consenso fra le classi dominanti, e poi alle masse si impose, non certo si propose. Qui sta il parallelo, l'unico a mio avviso seriamente pregnante, e di radicale attualità, con il presente.
Parliamo di questo, per favore. Non lo esige la serie, lo esige il tempo in cui siamo. Esige decisamente qualcosa di più che commentucci sagaci e compiaciuti da posizioni molto più simili a quelle degli imbelli che obbedirono ai voleri di M a suo tempo, che non certo alla battaglia coraggiosa di Matteotti.
Pericolosamente vicini racconta la tragica scomparsa di Andrea Papi, un evento che ha scosso il Trentino e sollevato domande sulla convivenza tra uomini e orsi. 🐻🌲
Stasera in prima serata su #Rai3: #PericolosamenteVicini#raidocumentari