🔴 In quarant'anni le ditte individuali sono passate dal 90% al 55% del totale. Le società di capitale, invece, da 50.000 a 1 milione e mezzo. Lo rivela Alessandro Rinaldi @alerin2014, vice direttore generale del Centro Studi Tagliacarne, in un'intervista video sui 40 anni di attività dell'Istituto.
😐 "Il tessuto produttivo resta composto per il 95% da microimprese ma dagli anni Ottanta a oggi c'è stato un grande cambiamento che è andato verso uno strutturarsi sempre più delle aziende, questo lo vediamo dalle forme giuridiche".
💼 Le società di capitale registrano un +38% nell'ultimo quarto di questo quarantennio. "Negli anni '80 avevamo una presenza di imprese manifatturiere pari al 20% del totale mentre quelle del commercio erano il 45%. Oggi il manifatturiero pesa per meno del 10% e il commercio per circa il 25%. In compenso è cresciuto il terziario, nello specifico per quel che riguarda lo sviluppo di servizi tecnologici, il turismo, la consulenza professionale".
Guarda qui l'intervista completa:
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🗣️ “Le multinazionali nel Mezzogiorno non sono solo un tema di attrazione degli investimenti, ma di integrazione nei sistemi produttivi locali”.
🟠 Lo afferma Alessandro Rinaldi @alerin2014, vice direttore generale del Centro Studi Tagliacarne, nel corso dell’intervento di oggi a Bari al seminario “Multinazionali e sviluppo territoriale nel Mezzogiorno. Opportunità e sfide”, organizzato dall'Istat in partnership con @RegionePuglia, Unioncamere Puglia @PugliaEEN, Camera di Commercio di Bari e @ArtiPuglia.
🚀 🚗 Un concetto sostenuto da esempi come quelli di aerospazio e automotive, i quali dimostrano che “quando multinazionali, università e territori collaborano, l’investimento estero smette di essere un episodio produttivo e diventa capacità di sviluppo”. Attrarre innovazione, conoscenza e capacità di trasferimento tecnologico è un tema centrale, come evidenziano i dati @istat_it: le imprese a controllo estero rappresentano appena lo 0,4% delle imprese residenti, ma producono oltre il 20% del fatturato e quasi il 40% della spesa privata in ricerca e sviluppo.
👇 In questo quadro elementi come la crescita del reddito disponibile delle famiglie del Mezzogiorno del 3,38% (contro il +2,84% del Centro-Nord) evidenzia “l’importanza di rafforzare politiche capaci di consolidare investimenti, competenze e qualità dello sviluppo”.
⚠️ Per questo la sfida oggi non è attrarre investimenti qualsiasi, ma multinazionali radicate e generative, capaci di creare filiere, rafforzare competenze e produrre effetti diffusi e duraturi sul territorio.
📢 "La space economy italiana rappresenta un comparto ancora contenuto nelle dimensioni, ma già caratterizzato da elevati livelli di performance". Nello specifico: produttività del lavoro di circa il 65% superiore alla media dell'economia, oltre 23 mila addetti 🧑💻, 8 miliardi di produzione e lo 0,1% del PIL.
✅ Sono alcune delle evidenze dell'intervento di Alessandro Rinaldi @alerin2014, vice direttore generale del Centro Studi Tagliacarne, presso la sala stampa di Montecitorio a Roma, alla presentazione del libro “Volare alto – Sostenere la crescita dell’industria aerospaziale in Italia”.
📊 Emerge, peraltro, che il 60% delle imprese dell'aerospazio si concentra in Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Lazio.
📌 I principali tratti distintivi sono due: forte concentrazione del valore nelle grandi imprese e nei gruppi multinazionali; presenza diffusa di PMI altamente specializzate, inserite nelle catene di fornitura.
🔭 Secondo Rinaldi "è in atto il passaggio da una logica di space exploration a una di space utilization, in cui lo spazio non è più solo tecnologia, ma sempre più economia reale".
➡️ "Il tema centrale - dichiara - riguarda ora le condizioni necessarie per trasformare questa qualità in sviluppo: rafforzamento della scala industriale, accesso a capitali adeguati e maggiore integrazione tra territori, imprese e policy".
@unioncamere@sdabocconi@UnivRoma3@Ed_NuovaCultura
💬 "Stiamo assistendo a un’evoluzione strutturale dell’impianto statistico: il passaggio da una statistica prevalentemente costruita su dati aggregati a una statistica microfondata". Lo ha detto Alessandro Rinaldi, vice direttore generale del Centro Studi Tagliacarne, intervenendo stamattina all'evento online organizzato dall'Istat sul tema "Stima anticipata dei dati economici delle imprese a livello territoriale. Il registro “Frame territoriale anticipato”.
🟧 Il registro, ha evidenziato Rinaldi, consente di allineare il tempo dell'analisi a quello delle decisioni poiché "fornisce informazioni territoriali a T+12 mesi, anticipando di circa un anno il dato definitivo e coprendo circa il 90% del valore aggiunto dell’industria e dei servizi".
👇 Emerge, inoltre, il ruolo delle unità locali - quasi 2 milioni quelle censite dal Frame Territoriale Anticipato - come strumento per cogliere dinamiche, specializzazioni e fragilità.
🎯 Tutto questo è possibile anche grazie al Registro delle imprese una preziosa infrastruttura digitale tenuta dalle Camere di commercio che quest'anno compie trent'anni.
☑️ Il vice direttore generale focalizza l'attenzione anche sull'esigenza di avere a disposizione competenze in grado di valorizzare i dati provenienti da questo nuovo sistema. "Il vero salto di qualità non è solo disporre dei dati prima, ma trasformarli in conoscenza operativa e in strumenti efficaci per le politiche di sviluppo".Vista con gli occhi del Centro Studi Tagliacarne e del sistema camerale questa innovazione "rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il supporto analitico alle istituzioni e ai territori, contribuendo a decisioni più tempestive, mirate e consapevoli".
@unioncamere@istat_it@mimit_gov@MEF_GOV@GruppoCDP
🗣️ “È nell’equilibrio tra apertura alle nuove fonti, rispetto delle regole e presidio della qualità statistica che l’innovazione può tradursi in conoscenza utile per le imprese, per i territori e per le politiche”.
👉 Lo ha evidenziato Alessandro Rinaldi @alerin2014, vice direttore generale del Centro Studi Tagliacarne, intervenendo oggi a Bari alla tavola rotonda "Innovazione, competitività e nuove frontiere dell’analisi economica territoriale" nell'ambito della quarta International Conference of Economic Statistics, organizzata dall'Università Aldo Moro di Bari, dalla @SIStatistica SIS (Società Italiana di Statistica) e dalla SMEA (Statistical Measurement for the Economic Analysis).
🟣 Parlando del lavoro delle Camere di Commercio e del Centro Studi Tagliacarne si è evidenziato come la finalità di restituire una lettura più tempestiva e aderente alla realtà delle imprese e dei territori nasca da una integrazione tra statistica ufficiale, dati amministrativi, analisi spaziali e nuove fonti informative.
🔭 Un passaggio è stato dedicato agli approcci basati su intelligenza artificiale e Large Language Models, che "ampliano il panorama informativo disponibile" poiché consentono di valorizzare elementi contenuti in documenti, bilanci, visure camerali, siti web e contenuti testuali.
📣 In evidenza, nell’intervento di Rinaldi, anche esperienze di ricerca del Centro Studi, come quelle sulle tecnologie strategiche europee (STEP) o il progetto Urban Pulse 15, “che mostrano come questi strumenti possano supportare analisi più puntuali sull’innovazione, sulla produttività e sulle disuguaglianze territoriali”.
🚨 Ma attenzione, poiché l’ampliamento delle fonti e l’uso di tecniche avanzate pongono infatti questioni centrali di validazione, rappresentatività, trasparenza degli algoritmi e tutela della privacy. “In questo quadro, il ruolo del Sistema statistico nazionale diventa ancora più rilevante: non per frenare l’innovazione, ma per governarla, assicurando qualità, coerenza e affidabilità dell’informazione”, ha sottolineato il vice direttore generale.
@unioncamere
🤝 🇮🇹 Il Sense of Italy è un aggregato economico che conta su oltre 600 mila imprese - il 13% del totale - e rappresenta quasi un terzo dell'export complessivo di beni e servizi oltre ad essere un grande motore occupazionale negli ultimi trent'anni.
🙋♂️ E' quanto ha evidenziato Alessandro Rinaldi @alerin2014, vice direttore generale del Centro Studi Tagliacarne, intervenendo stamattina a Riva del Garda (Trento) all'incontro "Dal Made in Italy al Sense of Italy", organizzato da Confcommercio Trentino @ConfcommercioTN. Il Sense of Italy "ha un radicamento profondo nei territori, nelle città e nei centri storici, dove beni, servizi, lavoro e turismo si integrano".
✅ Visto da questa prospettiva, ci porta così a "ripensare il modo in cui raccontiamo – e misuriamo – la competitività del Paese".
@unioncamere
🎥 “Il peso dei settori culturali in senso stretto, cosiddetti “Core” - editoria, audiovisivo, musica, patrimonio, performing arts, design, comunicazione, software e videogiochi - supera a Cuneo quello della media nazionale”.
📌 Editoria di qualità, imprese culturali radicate e una rete bibliotecaria tra le più capillari d’Italia fanno della filiera culturale locale un presidio di identità, conoscenza e attrattività”.
🎤 Così il vice direttore generale del Centro Studi Tagliacarne, Alessandro Rinaldi @alerin2014, oggi a Caraglio (Cuneo) nel corso dell’intervento al convegno "Cultura e creatività Focus sulle imprese Cuneo 2025" organizzato dalla Camera di Commercio di Cuneo.
⏭️ “La componente Core, insieme a embedded creatives e attivazioni sull’economia, fa parte di un modello a tre livelli che utilizziamo nel rapporto Io sono Cultura, realizzato da @unioncamere, Centro Studi Tagliacarne, Fondazione Symbola @SymbolaFondazio e @Deloitte. Gli embedded sono i professionisti culturali che operano stabilmente in altri settori, dalla manifattura alla moda, dai servizi alle costruzioni”.
💬 Quanto alle attivazioni dell’intero sistema produttivo culturale e creativo sull’economia, il vice direttore generale ha evidenziato che “il valore che la cultura genera nelle filiere collegate grazie a un moltiplicatore economico porta al 15,5% la quota di valore aggiunto stimabile per l’insieme degli effetti sull’economia”.
🎯 Un modello che, ha sottolineato Rinaldi, “non misura solo i numeri: aiuta a leggere i territori”. E i dati relativi alla provincia di Cuneo dimostrano come la cultura “non solo produce valore ma sostiene lo sviluppo locale e la competitività dei territori”.
📚 🖌️ Filiera culturale e creativa sempre più strategica per l’economia italiana. “La filiera genera un valore aggiunto di 112,6 miliardi che sale a 303 miliardi se si considera l’insieme degli effetti sull’economia”.
🎤 Lo ha detto stamattina a Roma il vice direttore generale del Centro Studi Tagliacarne, Alessandro Rinaldi @alerin2014, presentando l’edizione 2025 del rapporto Io Sono Cultura, realizzato da Fondazione Symbola @SymbolaFondazio, @unioncamere, Centro Studi Tagliacarne e @Deloitte.
🎯 Rinaldi si è soffermato sulla dimensione territoriale della filiera culturale e creativa. “Emergono ecosistemi culturali non limitati ai grandi poli urbani: accanto ai centri metropolitani si affermano aree intermedie e sistemi locali con forte dotazione patrimoniale e reti di attori pubblici, privati e del terzo settore. Non è solo “presenza di asset culturali”: conta la capacità di tradurli in attrattività, competenze e sviluppo locale”.
🧑🤝🧑 Sul fronte occupazionale, invece, “le imprese culturali e creative hanno rappresentato il 5,2% delle entrate 2024 delle imprese extra-agricole con dipendenti, con una difficoltà di reperimento pari al 43,5%”.
💡 In questo contesto, ha evidenziato, “si afferma come cruciale il ruolo delle competenze digitali e di competenze green insieme a power skills sempre più rilevanti, come problem solving e lavorare in gruppo”.
🔍 Scarica qui le slides della presentazione:
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📢 🧾 Negozi alimentari di prossimità come forma di coesione sociale e territoriale. E’ il pensiero espresso da Alessandro Rinaldi @alerin2014 , vice direttore generale del Centro Studi Tagliacarne, oggi a Teramo nel corso dell’intervento all’Assemblea annuale di Fiesa @Confesercenti. “Nel nostro Paese, però, solo 7 persone su 10 dispongono di un supermercato nell’arco di 15 minuti a piedi. Il rapporto scende nel caso di panetterie (49%) o commercio al dettaglio di pesce (40%), ma aumenta nel caso di farmacie (79%) e bar (88%)”.
🔗 Un elemento confermato dai dati del progetto Urban Pulse del Centro Studi Tagliacarne, focalizzato sul tema delle “Città in 15 minuti” con riferimento specifico alle attività produttive e di servizio. “In Italia - ha evidenziato Rinaldi - abbiamo una copertura territoriale profondamente diversificata: aree in cui il piccolo commercio alimentare resta capillare e vitale convivono con altre dove l’accesso ai servizi essenziali si è ormai rarefatto”.
🟢 A dare slancio alla rete dei piccoli esercizi, che in alcune aree diventa una vera e propria infrastruttura civica “sono le imprenditrici e gli imprenditori stranieri. La quota di aziende guidate da persone non italiane nell’alimentare è del 7%, “ma a confronto con il 2019 il dato è in crescita del +10,6%, rispetto a valori in diminuzione per il totale delle imprese (–8,3%)”, ha sottolineato.
🧑💼 Investire sullo sviluppo di questi piccoli negozi, però, è essenziale secondo il vice direttore generale del Centro Studi Tagliacane poiché “la prossimità non è solo “comodità” ma anche sicurezza e socialità: per molti anziani il negozio sotto casa resta un punto di riferimento quotidiano, un luogo di relazione e di sostegno nella vita di comunità. Garantire la prossimità non è solo un obiettivo sociale ma una politica di coesione territoriale”.
📍 “Nel dibattito sull'economia sociale in Italia sta emergendo con forza un concetto spesso trascurato ma decisivo: le infrastrutture cognitive. Sono quell’insieme di dati, competenze, metodi e reti che consente a politiche, servizi e innovazioni di funzionare e di scalare”.
📣 Lo ha detto il vice direttore generale del Centro Studi Tagliacarne, Alessandro Rinaldi @alerin2014, intervenendo all'evento “Il Fattore Economia Sociale" organizzato a Roma dall'@InappGov , che ospita l’evento presso il proprio Auditorium, in collaborazione con l'università La Sapienza e il consorzio nazionale Idee in Rete @Idee_InRete.
👇 Entrando nello specifico, ha evidenziato l'esistenza di “un vero e proprio hardware invisibile che sostiene il sistema nel suo complesso. Le Camere di commercio sono, a tutti gli effetti, una infrastruttura cognitiva del Paese: generano dati, integrano sistemi, accompagnano gli attori sui territori e rendono l’economia sociale un fenomeno leggibile, comparabile e governabile”.
💬 Il vice direttore generale ha rivelato che “come Centro Studi del sistema camerale abbiamo affrontato — e continueremo ad affrontare — temi sempre più sfidanti di misurazione, interpretazione e lettura dei fenomeni che oggi definiscono l’economia sociale italiana: dalla profilazione degli Enti di Terzo Settore (ETS), alla domanda di competenze dei servizi educativi e socio-sanitari, fino alla misurazione delle reti di collaborazione e della coesione come fattore competitivo”.
👥 Ne sono esempio, ha aggiunto, tre aree di lavoro che, integrate tra loro, offrono una visione unitaria e avanzata del settore:
📌 chi compone l’economia sociale e come sta cambiando. L’analisi della base informativa RUNTS – sviluppata con @unioncamere per il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali @MinLavoro – oggi conta quasi 140.000 Enti del Terzo Settore (ETS) e mostra un ecosistema sempre più strutturato, digitale e relazionale;
📌 quali competenze servono per far funzionare i servizi. Le evidenze del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali intercettano una domanda crescente di profili qualificati e un mismatch superiore alla media nazionale nelle figure educative, socio-sanitarie e amministrative digitali;
📌 quali reti generano valore e competitività. I dati sulle imprese coesive, ovvero inserite in una rete ampia di rapporti di fiducia e collaborazione stabile con altre imprese della filiera, con istituzioni locali, con scuole e università, con enti nonprofit, con i propri dipendenti, rappresentano il 44% del totale manifatturiero.
🎗️ “Queste tre dimensioni — attori, competenze, reti — rappresentano le coordinate essenziali per leggere l’economia sociale di oggi e costruire quella di domani”.
🎤👤 “Le imprese sono preoccupate: noi le intervistiamo e ci dicono di essere preoccupate sia per le situazioni legate al clima che per le condizioni che le questioni legate all’ambiente comportano per il loro operato”. E’ quanto ha evidenziato Alessandro Rinaldi @alerin2014 , vice direttore generale del Centro Studi Tagliacarne, in un’intervista rilasciata a @SkyTG24 alla giornalista @SilvanaAversa a margine della presentazione del Rapporto GreenItaly 2025.
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@unioncamere
🇮🇹 I numeri del “Rapporto GreenItaly 2025” raccontano di un’Italia che non sta “aspettando” la transizione: la sta già vivendo. E il primo indicatore è la percezione del rischio da parte delle imprese”. E’ una delle evidenze emerse dall’intervento di Alessandro Rinaldi @alerin2014 , vice direttore generale del Centro Studi Tagliacarne, a cui è stata affidata la presentazione del Rapporto realizzato dalla Fondazione Symbola @SymbolaFondazio , @unioncamere e dall’Istituto Tagliacarne con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica @MASE_IT .
Secondo l’indagine Tagliacarne-Unioncamere, citata da Rinaldi, “oltre un quinto delle imprese manifatturiere dichiara di trovarsi in situazioni di alto rischio climatico, ma la natura del rischio cambia:
🟩 Rischio fisico, legato a eventi estremi come siccità, alluvioni, ondate di calore o a mutamenti strutturali come aumento delle temperature, innalzamento del livello del mare, perdita di biodiversità. Interessa il 22% delle imprese green e il 16% di quelle non green, a conferma che chi investe in sostenibilità è anche più esposto — e più consapevole — degli effetti diretti del clima.
🟩 Rischio di transizione, cioè la perdita economica che può derivare dall’aggiustamento verso un’economia a basse emissioni: nuove regole, politiche ambientali, cambiamenti nelle preferenze dei mercati, innovazioni tecnologiche. Riguarda il 30% delle imprese green contro il 18% delle altre, segno che le aziende più innovative avvertono per prime i cambiamenti dei contesti competitivi”.
📌 Percezioni, queste, che non sono soggettive, ha sottolineato Rinaldi. “Secondo ISPRA–Centro Studi Tagliacarne, l’8,1% delle imprese italiane — oltre 400 mila unità — opera in aree a rischio frane, e l’1,5% (circa 75 mila) si trova in zone a rischio elevato.
🕵️♀️ La fotografia che emerge dal Rapporto, ha aggiunto il vice direttore generale, è chiara: il green non è più un costo di conformità, è un asset competitivo.
1️⃣ 2️⃣ 3️⃣ I numeri lo confermano: 32% delle imprese eco-investitrici prevede crescita del fatturato (vs 27% delle non green); 23% prevede aumento dell’export (vs 18%)”, ha evidenziato il vice direttore generale del Centro Studi Tagliacarne.
🌞 Alla luce di queste considerazioni il fattore critico non è più “se” investire ma con quali competenze farlo. “Secondo il Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, nel 2024 l’80,6% delle nuove assunzioni richiede un’attitudine al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale; per il 41,6% questa competenza è considerata di importanza elevata. E non si tratta solo di tecnici ambientali o ingegneri energetici la domanda cresce anche per profili digitali, logistici, gestionali e operativi”.
🗂️ Le analisi di Lightcast, riportate nel rapporto, lo confermano ha evidenziato Rinaldi. “Le competenze green stanno diventando pervasive, misurando il fenomeno attraverso i job posting che menzionano almeno una competenza green sul totale. La transizione ecologica non si manifesta in modo isolato, ma come una catena del valore che connette mestieri e competenze: dagli installatori fotovoltaici (82% di pervasività green) agli ingegneri solari (76%), dai manager della conformità (68%) agli urbanisti (49%). La transizione non crea solo “nuovi lavori verdi”: cambia anche quelli esistenti”, ha spiegato il vice direttore generale.
💡 Di conseguenza la domanda da porsi non è “quanto costa il green?” ma “quanto costa restarne fuori?”.
📌 “Nel settore delle infrastrutture e dei trasporti, la sostenibilità non è più solo un principio, ma una competenza concreta”.
Lo ha detto il vice direttore del Centro Studi Tagliacarne, @alerin2014 Alessandro Rinaldi Intervenendo a Catania all’evento tematico evento tematico del @ponir_14_20 "L'evoluzione delle infrastrutture dei trasporti: aspetti ambientali e nuove occupazioni”, organizzato dal @mitgov_it Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
📊🚆 Un’affermazione suffragata dai dati del Sistema Informativo Excelsior di @unioncamere@MinLavoro riferiti al 2024. “Per oltre la metà delle entrate dei profili riguardati è richiesta dalle imprese un’elevata attitudine al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale (50,3%) e che un quarto vede come molto rilevanti competenze specifiche per la gestione di tecnologie e prodotti green (25,0%). Nei profili del comparto – dagli imprenditori ai tecnici, dagli ingegneri agli operai specializzati – le quote superano la media complessiva: un segnale che la transizione ecologica è già un fatto organizzativo, non un orizzonte lontano”, ha sottolineato Rinaldi.
🟡 Tra il 2019 e il 2024, ha poi aggiunto, “l’importanza attribuita all’attitudine green è cresciuta di quasi sei punti percentuali (e più della media complessiva), con incrementi più forti tra i ruoli di direzione (+26,6 punti percentuali) e tecnico-gestionali (+13,0 punti percentuali). Parallelamente, la difficoltà di reperimento nel settore ha raggiunto i due terzi del totale (62,3% contro il 47,7% della media nazionale)”.
🔍 Fari puntati sui dati della Sicilia, che evidenziano tre aspetti su tutti: “attitudine alla sostenibilità: 53,1% (Italia 50,3%), competenze green specifiche: 28,7% (Italia 25%), crescita 2019-2024 dell’attitudine green: +6,2 punti percentuali (Italia +5,8 punti percentuali)”.
🔝 “La @Regione_Sicilia si colloca dunque sopra la media nazionale, confermandosi un territorio in forte trasformazione. La sostenibilità, qui, non è un vincolo ma una leva di competitività territoriale: si misura nei cantieri, nei porti, nei centri logistici, nei laboratori universitari e negli ITS che stanno formando le nuove professionalità della mobilità sostenibile”.
🍃 Trasformare il bosco da semplice risorsa naturale a motore di innovazione, filiere e coesione territoriale. E' l’obiettivo della bioeconomia forestale italiana: in sintesi meno legna, più legno. Lo ha detto @alerin2014 Alessandro Rinaldi, vice direttore generale del Centro Studi Tagliacarne, intervenendo stamattina al VIII Forum "Bioeconomia delle Foreste. Conservare, rigenerare, ricostruire".
🗣️ Per Rinaldi "la sfida non è solo tagliare meno, ma valorizzare di più". " L’idea di più legno e meno legna è un punto cruciale per valorizzare le biomasse legnose come materiale da opera, riducendo l’uso energetico e puntando su filiera corta, tracciabilità, trasformazione e innovazione, per rafforzare la capacità produttiva e sostenibile del sistema", ha aggiunto.
🔜 Quella esposta da Rinaldi "è la direzione che il Centro Studi Tagliacarne, congiuntamente a @BMTI_IT
Borsa Merci Telematica in collaborazione con @unioncamere e nell’ambito del quadro di cooperazione con il @SocialMasaf Ministero dell'Agricoltura, sta costruendo attraverso un percorso che va dalla bioeconomia nel suo insieme alla filiera del legno come nucleo operativo, fino alle Aree interne, dove la bioeconomia trova la sua espressione più concreta".
🔍 Entrando nel dettaglio dei dati si scopre che "si contano dal Registro delle imprese 60.200 aziende attive nella filiera del legno (1,2% del totale economia), per un valore aggiunto di oltre 23 miliardi di euro e 335mila occupati. È una filiera articolata e identitaria: mobili (33,5%), carta (30,3%), legno (24,7%), silvicoltura (11,4%). Le Aree interne rappresentano in questo senso un laboratorio strategico, dove si concentra il 70% delle superfici boschive e cresce un nuovo modello di impresa sostenibile".
📈 Non solo. Le indagini sulle imprese della filiera del legno realizzate dal Centro Studi, ha aggiunto Rinaldi, "mostrano un sistema in transizione: oltre il 60% delle imprese segnala una scarsa competitività del legno nazionale rispetto a quello estero per qualità, prezzo e logistica. Restano ampi margini negli investimenti green e nelle competenze verdi; le reti sono ancora locali, ma cresce l’attenzione per tracciabilità, sostenibilità e certificazione, riconosciute come leve decisive per il futuro".
💚 Massima attenzione sulla bioeconomia forestale, che ha sottoilienato il vice direttore generale "può costituire dunque un terreno concreto di innovazione produttiva e coesione territoriale, dove sostenibilità e competitività possono rafforzarsi reciprocamente, generando nuove opportunità per imprese e territori".
@MASE_IT - @ASSOCARTA - @SymbolaFondazio - @Lanuovaecologia - @ParcoAppLucano - @CREARicerca - @Legambiente - @LegacoopN
📌 “Dai palcoscenici ai set, dai festival alla musica: nel mondo dello spettacolo e delle industrie culturali e creative, la sostenibilità si afferma come nuova dimensione del progettare e del rappresentare”.
🎤 Lo ha evidenziato Alessandro Rinaldi @alerin2014 , direttore Studi e Ricerche e vice direttore generale del Centro Studi Tagliacarne, intervenendo alla Conferenza "SPETTACOLI SOSTENIBILI 2025: incentivi e buone pratiche per la transizione ecologica ed energetica delle industrie culturali”.
👉 Dall’analisi dei dati del Sistema Informativo Excelsior di @unioncamere -@MinLavoro riferiti al 2024 emergono delle conferme:
🔴 “la capacità di gestire tecnologie e prodotti green è richiesta con importanza elevata per il 20,5% delle entrate di professioni dello spettacolo, leggermente al di sotto della media delle imprese culturali e creative e (22,8%) ma al di sopra della media complessiva (18,2%). Questa quota sale in particolare per le professioni tecniche e organizzative -come operatori, macchinisti, organizzatori-, portandosi a 26,1%”.
🟡 “l’attitudine elevata al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale riguarda un terzo dei profili richiesti (33,1%, la media complessiva è del 41,6%), accentuandosi per le figure di valorizzazione e supporto creativo - come grafici, disegnatori, sarti di scena - (44,1%)”.
🔵 “tra il 2019 e il 2024, questa richiesta di “attitudine green elevata” per le professioni dello spettacolo è cresciuta del +63,5%, rispetto a un dato che per la media complessiva è del +39,9%, caratterizzando in modo particolare le professioni artistiche e performative - come registi, attori, cantanti, coreografi- (+75,3%)”.
✅ Rinaldi ha inoltre sottolineato che “la sostenibilità non è più solo efficienza energetica o riduzione dell’impatto, ma una nuova forma di innovazione culturale, che cambia il modo di produrre, progettare e raccontare lo spettacolo. Dallo stage al set, dai festival ai teatri, nascono nuove figure professionali: green manager, eco-designer di scenografie e costumi, tecnici della sostenibilità di produzione. Sono i protagonisti di una transizione che coniuga creatività, tecnologia e responsabilità ambientale”.
🔗 Illustrando questi dati Rinaldi ha evidenziato un segnale forte: “le imprese più coesive, innovative e radicate nei territori sono anche quelle più pronte a investire in formazione e competenze green”.
@ecosistemi_ - @ENEAOfficial - @ANEC_Lazio - @romacinemafest
👉 Cresce la consapevolezza che la vera competitività non nasce dall’isolamento ma dalle relazioni. Soprattutto in un tempo segnato da incertezze e conflitti. “Oggi quasi un’impresa manifatturiera su due in Italia è “coesiva”: dal 32% nel 2018 al 44% nel 2024. Sono imprese che crescono di più, innovano meglio, attraggono talenti e affrontano con maggiore resilienza le sfide globali”.
💬 E’ quanto dichiara Alessandro Rinaldi, direttore studi e statistiche del Centro Studi Tagliacarne, alla presentazione libro 🖋️ di Sandro Danesi “Imprese produttive e impatto sociale. La valorizzazione dell’imprenditorialità per lo sviluppo sociale del territorio”, organizzata oggi dalla Camera di Commercio Arezzo-Siena presso la Borsa Merci di Arezzo.
🏭 “Nei distretti, nei piccoli comuni, nelle città intermedie, vediamo come coesione, cultura e capitale umano diventino veri motori di sviluppo locale. È questo il cuore di un modello italiano che tiene insieme competitività ed equità, identità e innovazione”, sottolinea.
🫂 La crescita, è in sintesi il pensiero di Rinaldi, avviene “non nonostante le relazioni, ma grazie alle relazioni”.
#sviluppo #imprese #sociale #territorio #relazioni #Italia
#centristorici, per quasi 10 milioni di italiani l’accesso a #beniessenziali è difficoltoso: Solo il 44,1% della popolazione italiana può accedere a un #panificio entro 15 minuti, il 35,4% a una #pescheria, il 59,7% a un fruttivendolo e il 61,4% a un #supermercato. Lo ha detto #Unioncamere, nel corso dell’Audizione sulla Proposta di legge “Istituzione e disciplina delle zone del #commercio nei centri storici” presso la decima Commissione (Attività produttive, commercio e turismo) della Camera dei Deputati. "Le #cameredicommercio sono disponibili a supportare i #Comuni nella definizione degli elenchi delle zone commerciali sottoposte ad autorizzazione nonché nella definizione delle procedure di rilascio dell’autorizzazione, anche in considerazione del ruolo attribuito alle Camere di commercio nella gestione dello sportello unico per le attività produttive (#SUAP)”, ha sottolineato nel corso dell'audizione il vice segretario generale di Unioncamere, Tiziana Pompei. https://t.co/iWzikcY51J
“Quasi la metà delle imprese manifatturiere esportatrici sono concentrate al Nord ovest . Negli ultimi 5 anni abbiamo perso 2400 imprese manifatturiere esportatrici. Tra gli ostacoli burocrazia e mismatch. Secondo un'analisi del centro studi Tagliacarne Un'impresa su quattro impiega oltre il 10 per cento del proprio personale per gli adempimenti normativi”.
Le parole di Alessandro Rinaldi, Direttore Studi e Statistiche del Centro Studi Tagliacarne, in occasione dell’evento online organizzato da Unioncamere, dedicato al ruolo del Sistema Camerale nell’internazionalizzazione delle imprese.
Rinaldi ha anche ribadito che “ben il 47,8% nel 2024 delle nuove entrate di personale è stato di difficile reperimento, una quota che aumenta per la ricerca di competenze green e digitale.”
Tra gli ospiti:
🎙 Stefano Polli (ANSA)
🎙 Giuseppe Tripoli (Unioncamere)
🎙 Mauro Battocchi (MAECI)
Ha concluso Pietro Infante (Unioncamere) con un intervento dedicato agli strumenti per l’export.
@Unioncamere
“Il 47,8% delle nuove entrate è difficile da reperire e il 26,2% delle figure cercate richiede più di 3 mesi per essere trovata, come rileva il Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del lavoro”. Il costo di questo mismatch è stimato in 43,9 miliardi di euro l’anno, pari al 2,3% del PIL”
📍 Lo ha sottolineato Alessandro Rinaldi, vice Direttore generale del Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, al convegno "Dal Fare all’Essere: la rivoluzione dell’Education nelle Imprese italiane" presso la Sala Arazzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
📊 Nell’era dell’Intelligenza Artificiale, il capitale umano è la risorsa su cui investire” ha aggiunto Rinaldi. Secondo i dati del Centro Studi Tagliacarne, “le imprese che puntano su transizione digitale e green e persone crescono di più: +12 punti percentuali nella quota di previsione di crescita del fatturato entro il 2025 (46% vs 34%). Non si tratta, dunque, solo di una questione etica o formativa: si tratta di strategia d’impresa”
💡Il rafforzamento del capitale umano perciò, “deve diventare una priorità condivisa tra imprese, sistema formativo e decisori pubblici: solo così sarà possibile trasformare la sfida del mismatch in un’opportunità di sviluppo sostenibile.”
#CapitaleUmano #PowerSkills #Lavoro #Mismatch
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La disinformazione, secondo il #WorldEconomicForum, rappresenta la principale minaccia globale per i prossimi due anni, con il potenziale di influenzare profondamente il dibattito pubblico e i processi decisionali. L’aumento esponenziale della disponibilità di dati, infatti, non si traduce automaticamente in un maggiore livello di conoscenza.
Lo ha sottolineato Alessandro Rinaldi - direttore studi e statistiche del Centro Studi Tagliacarne - intervenendo al convegno “Disinformazione e Scienza dei Dati Elettorali”, all’interno della sessione di discussione dal titolo “Disinformazione e Data Science”.
La #DataScience che ruolo ricopre in questo scenario? Da un lato - ha spiegato Rinaldi - gli strumenti avanzati di analisi possono essere utilizzati per contrastare le fake news e verificare l'affidabilità delle informazioni. Dall'altro, se impiegati in modo improprio, rischiano di amplificare le bolle informative e favorire la manipolazione dei dati.
Per evitare distorsioni e fraintendimenti è essenziale - ha precisato il direttore studi e statistiche - promuovere l’alfabetizzazione statistica e la cultura dei dati. La data literacy (potremmo dire la “cultura quantitativa”), ovvero la capacità di leggere, analizzare, interpretare e comunicare le informazioni derivanti dai dati, è una competenza chiave in una società sempre più orientata ai dati. Questa abilità consente di prendere decisioni informate e di comprendere fenomeni complessi attraverso un’analisi quantitativa consapevole.
Tuttavia - ha evidenziato Rinaldi - i dati sulle competenze scolastiche mostrano alcune criticità per il nostro Paese. Analizzando, infatti, l’andamento dei risultati ottenuti dall’Italia nel test PISA (Programme for International Student Assessment), condotto dall'OCSE per valutare le competenze dei quindicenni in lettura, tra il 2012 e il 2022, emerge un peggioramento complessivo: la percentuale di studenti con #competenzematematiche insufficienti è aumentata di 4,9 punti percentuali. Sebbene, sempre secondo il rapporto PISA, nel 2022 il 29,6% degli studenti italiani avesse competenze matematiche insufficienti in linea con la media Ue del 29,5%.
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