La CNN contro Trump: "Ha annunciato che un accordo con l'Iran era imminente ben 37 volte, tra post sui social, apparizioni pubbliche e telefonate con i media: è chiaro che la gente non dovrebbe più prendere sul serio questa affermazione. Continua a ripeterlo perché è un illuso e gli serve per calmare i mercati finanziari"
NEW: Musician Murphy Campbell says she isn’t making money on YouTube because an AI company is cloning her music and filing copyright claims against her own videos
“An entity called Timeless Sounds IR uploaded AI-generated versions of my songs to all major streaming platforms...
They used a distributor, which I just discovered, and that distributor’s name is Vydia. They used Vydia to upload all these AI-generated songs.
Vydia has since decided to make copyright claims on all of the videos that were used to feed that AI engine to sound like me.
So Vydia has come forward and made copyright claims on my YouTube page.
Because YouTube does not personally review these things, I am no longer making money on YouTube.
Vydia is making money on YouTube off of my own videos of me playing my own banjo in my own backyard with traditional folk songs, some for my own family, over AI-generated music.”
Fratelli d'Italia ha pubblicato sui social una card tragicomica in cui divide il mondo in due.
A sinistra i cittadini comuni, il medico, l'ingegnere, l'insegnante, l'avvocato, il giornalista, con sotto scritto: "Se sbagliano, loro pagano". A destra i magistrati in toga, con sotto scritto: "Loro no".
Il messaggio è chiaro: in Italia pagano tutti tranne i giudici.
Bellissimo, commovente.
Manca solo un piccolo dettaglio: nella card non ci sono i politici. E soprattutto non ci sono i politici di Fratelli d'Italia.
Tipo Augusta Montaruli. Condannata in via definitiva dalla Cassazione per peculato.
Ha pagato? No. È ancora lì. Deputata e vicepresidente della Commissione Vigilanza RAI.
Tipo Giangiacomo Calovini, deputato di FdI, che ha patteggiato un anno e quattro mesi per corruzione.
Ha pagato? No. È ancora lì.
Tipo Andrea Delmastro, Sottosegretario alla Giustizia, sempre FdI, condannato in primo grado a otto mesi per rivelazione di segreto d'ufficio.
Ha pagato? No. È ancora lì.
Tipo Novo Umberto Maerna, deputato di FdI, condannato a un anno e due mesi per truffa e falso ideologico per aver pilotato dei contributi pubblici a un amico di partito.
Ha pagato? No. È ancora lì.
Tipo Giulio Tremonti, deputato FdI e presidente della Commissione Esteri, che ha patteggiato per corruzione.
Ha pagato? No. È ancora lì.
Tipo Daniela Santanchè, Ministra del Turismo in quota FdI, rinviata a giudizio per falso in bilancio, a processo per truffa, indagata per tre (sì, tre) per bancarotte.
Ha pagato? No. È ancora lì. E anzi, fanno di tutto per salvarla dai processi.
Insomma, se Fratelli d'Italia avesse avuto l'onestà di inserire una terza colonna nella card, "Se sbagliano i nostri", sotto non ci sarebbe scritto "pagano". Ci sarebbe scritto "fanno carriera".
Perché lì funziona così: la condanna non è un problema. È un passaggio di grado, uno step del curriculum. Più grave il reato, più alta la carica.
E la cosa più bella è che questa card l'hanno fatta loro, di spontanea volontà. L'hanno pensata, impaginata, approvata e pubblicata. Convinti che nessuno avrebbe notato l'unica categoria assente dall'elenco: la loro.
Come quel ladro che va in questura a denunciare che gli hanno rubato la refurtiva.
🇪🇸🚨 BREAKING: Spain's PM Pedro Sánchez calls for ending veto power in the UN Security Council.
The veto that lets one country block peace. That protects allies. That paralyses the UN.
40+ times Israel was shielded. The US never condemned. The council became a club, not a court.
Sánchez says enough. No more veto. No more paralysis. No more one country blocking the world.
The empire won't like it. That's why it matters.
- Ma lei mi vuole dire chi ha votato all'epoca?
+ Eh sinistra, per mandare via i fascisti
- No ma Repubblica o Monarchia?
+ BEH REPUBBLICA
Questa icona. #Sanremo2026
Lezioni di Dignità (e di Italiano) al Governo Meloni
Avete visto quel ragazzo nel video? Sì, quello con la felpa bordeaux che, con la calma di un monaco tibetano e la precisione di un chirurgo, ha smontato pezzo per pezzo l'Onorevole Bignami in diretta nazionale.
Mentre il Governo è impegnato nel suo sport preferito — lo "Scarica Barile Olimpico" — è arrivato un giovane a ricordarci una cosa che a Palazzo Chigi sembra fantascienza: la responsabilità.
📷 La Classifica dell'Incapacità (secondo gli slogan)
In questo governo abbiamo dei veri campioni:
Salvini: Il re del "Prima gli Italiani", che però non ha ancora capito che gli italiani vorrebbero prima di tutto qualcuno che non faccia tweet ogni volta che scuoce la pasta.
Meloni: Quella che "contro di noi ci sono le toghe politicizzate". Praticamente, se piove il sabato pomeriggio, è colpa di un giudice di sinistra che ha emesso un'ordinanza contro il sole.
Bignami: Che nell'immagine lo vediamo difendere l'indifendibile per poi trovarsi a fare la figura del "viggile" che ha sbagliato incrocio quando la realtà dei fatti (quelli veri, non quelli da social) bussa alla porta.
📷 Un ragazzo contro un esercito di "Sloganisti"
Vedere questo ragazzo parlare di risultati, di sicurezza e di accoglienza con dati e logica, mentre Bignami cercava disperatamente di interromperlo con la solita domanda a trabocchetto (il classico "E allora il Piddí?"), è stato illuminante.
È la prova che un grammo di dignità giovanile vale più di un quintale di propaganda di destra.
📷 Perché dire NO (alla loro incompetenza)
Questi politici ci chiedono di fidarci, di votare referendum per cambiare la giustizia a loro immagine e somiglianza, ma non sanno gestire nemmeno un confronto in TV senza dare la colpa a qualcuno che c'era dieci anni fa.
Il messaggio è chiaro: Se un ragazzo in felpa riesce a mettere all'angolo un sottosegretario usando solo la verità, immaginate cosa potrebbe fare un intero Paese se smettesse di credere alle favole di questi maghi dello slogan.
Meno urla, più fatti. Meno propaganda, più ragazzi così!
#24febbraio
37 minuti.
È il tempo trascorso tra la prima notizia dell’uccisione di Abderrahim Mansouri a Rogoredo e il post con cui Matteo Salvini dichiarava: "Sono dalla parte del poliziotto, senza se e senza ma".
Oggi, mentre emergono particolari inquietanti sulla vicenda, sulla figura dell’agente e sull'ipotesi di una messa in scena, lo stesso ministro dice: "Non entro nel merito di fatti che non conosco".
Curioso. Un opinionista indefesso, notoriamente prodigo di commenti su qualunque cosa di cui ignora i fatti, all'improvviso si scopre talmente prudente da non poter commentare ciò che non conosce.
Eppure, la sera del 26 gennaio, sono bastati 37 minuti a un alto esponente del Governo per entrare a gamba tesa nel merito di fatti che non conosceva, designando all'istante colpevoli e scagionati.
Ricordo di aver appreso entrambe le cose nello stesso momento, mentre seguivo una diretta su La7, e il primo pensiero fu: possibile che non abbia imparato nulla dalla clamorosa e imbarazzante figuraccia sul caso Cucchi?
Evidentemente no.
Trentasette minuti.
"Ma il compito dei presidenti del Consiglio è quello di rispettare le sentenze solo quando assolvono il vicepremier, o è quello di commentare ogni giorno le sentenze che non gli piacciono fino al 22 marzo?"
🔴 Il Capo dello Stato in 11 anni non è mai intervenuto al CSM, con il Governo Meloni è obbligato a farlo dopo le parole di Nordio: "sistema para-mafioso del CSM".
🚨 Vogliono smantellare la Costituzione, oltraggiare le Istituzioni ed essere al di sopra della legge.
Vergogna!
Lo schema è sempre uguale fateci caso
Identico ai precedenti
1° il governo viola la legge
2° il giudice lo certifica
3° meloni pubblica un video per attaccare il giudice
4° le capre abboccano e indignate condannano il giudice che applica la legge e non chi le ha calpestate
Pascal Kaiser è stato aggredito una seconda volta.
Sempre a casa sua, stavolta non da tre ma “solo” da due persone.
Gli hanno fatto uno sconto, insomma.
Poi ti vengono ancora a dire che l’omofobia non esiste.
Maledetti.
Domani il ministro degli Esteri Antonio Tajani riferirà in Aula sul cosiddetto #BoardofPeace. Ma il punto politico è chiaro: il governo di Giorgia Meloni ha già deciso e ora cerca una legittimazione a posteriori.
Non siamo davanti a un organismo multilaterale nato nell’ambito dell’ONU o fondato su un trattato tra Stati in condizioni di parità. Si tratta di un’iniziativa promossa e rivendicata da Donald Trump come una sua creatura politica, con una governance costruita attorno alla sua leadership e fuori dall’architettura ordinaria del diritto internazionale.
Tutto questo mentre a Gaza si contano oltre 70.000 morti dal 7 ottobre 2023 e un territorio devastato. Parlare di “governance della ricostruzione” dentro una struttura personalistica e a trazione americana significa rischiare di trasformare una tragedia umanitaria in un’operazione politico-strategica ed economica.
Si parla apertamente di piani di speculazione immobiliare, di resort, casinò e grandi investimenti privati sulle macerie di una popolazione stremata. Questo non è un processo di pace: è la trasformazione della ricostruzione in un affare, con il rischio che Gaza diventi terreno di conquista economica invece che luogo di giustizia e autodeterminazione.
È grave che il Parlamento venga coinvolto solo ora, dopo annunci e retromarce. È gravissimo che su una scelta che tocca l’articolo 11 della Costituzione si proceda per comunicati e aggiustamenti tattici.
L’Italia deve stare dentro il multilateralismo vero, non dentro architetture politiche personalistiche. La pace non può essere una creatura privata di un leader, né nascere sulle macerie di decine di migliaia di morti. Angelo Bonelli
Lasciando da parte le ragioni del Sì e del No al #referendum, io non lascerei modificare la Costituzione a chi non permette a 5 milioni di elettori di votare fuori sede.