@Marco_Rogerio_ vabbè, ma se noi italiani non tifiamo l'argentina, che è praticamente la seconda patria, chi tifiamo? detto questo Adani è un po' troppo urlante
@semioticmonkey delle indicazioni ministeriali ce ne siamo sempre un po’ ironicamente fregati . Io quando posso spiego Spinoza . Marx invece è necessario altro che
Ancora Gad Lerner sulla radicalizzazione a destra, con tratti autoritari, di alcune importanti leadership ebraiche italiane. E arriva a chiamare le comunità «consolati d’Israele nelle loro città»:
«È stato percosso ed è finito al pronto soccorso un giovane iscritto alla comunità ebraica il quale fino a un anno prima militava nell’organizzazione sionista Hashomer Hatzair, che da sempre è quella della sinistra progressista interna al movimento sionista, e che dopo il suo soggiorno in Israele aveva deciso invece di entrare nel laboratorio ebraico antirazzista di Roma».
Lerner racconta di essere stato persino chiamato dalla Digos:
«La sera stessa del nostro appello per il no alla pulizia etnica. Mi hanno raccomandato vigilanza e mi hanno offerto protezione, che ho rifiutato, perché risultava loro che da questi squadristi, parola che non esito a ripetere, ci fosse l’intenzione di aspettarmi sotto casa, come si suol dire».
Sulla Brigata Vitali:
«È un gruppo che si richiama a un fascista squadrista ebreo della prima ora. Ce ne furono, parteciparono anche alla marcia su Roma. Alcuni fra quelli ebrei poi l’amara sorpresa sedici anni dopo di vivere l’espulsione dai ruoli pubblici...»
«Oggi le comunità ebraiche a Roma e Milano, quelle più numerose, nell’eccezione si sono affidate esplicitamente alla destra governativa italiana. In particolare a Milano il rapporto di Meghnagi con Ignazio La Russa è dichiarato come un’amicizia familiare dalla generazione precedente, quella dei loro genitori. Sia a Milano sia a Roma i presidenti delle comunità sono entrambi libici di origine, immigrati in Italia dopo il 1967 e la guerra dei Sei giorni, e portano quindi di una esperienza di vita e di cultura in cui il nemico principale è l’arabo»
«La tradizione precedente era impersonata da alcuni padri della Repubblica come Vittorio Foa, Umberto Terracini e Leo Valiani, i maestri Sereni, e poi il continuo, come Carlo e Nello Rosselli, Leone Ginzburg, Eugenio Colorni, Emanuele Artom. E tutto questo ben prima dello sbarco della “Brigata ebraica” arrivata quasi a cose fatte...».
«La tradizione resiste ma è molto inturbata da questa involuzione delle comunità, che si sono trasformate in consolati d’Israele nelle loro città. E che hanno cercato a lungo di difendere l’indifendibile. Ma ho segnali di un risveglio, benché tardivo. C’è un bisogno comune di riaffermare qualcosa che scongiuri una catastrofe spirituale».
(Intervistato da Paolo Morando per T-Quotidiano)
La #BrigataEbraica, 5000 ebrei inquadrati nell’esercito britannico che parteciparono alla liberazione d’Italia, fu sciolta nel 1946. Questi che se ne dicono rappresentanti sono ebrei di destra appropriatisi della memoria della vera Brigata e di tanti partigiani ebrei #25aprile