@RGthedoctorisin https://t.co/M5KJrRzLvP Ministro @matteosalvinimi purtroppo dobbiamo prendere coscienza che i monopattini girano senza targa, senza casco, senza alcun rispetto delle norme. Vogliamo dichiararli illegali e toglierli dalla circolazione?? Grazie
A single family was so obsessed with its own glory that it built a tomb covered, floor to ceiling, in marble and precious stones. The work took so long that the family went completely extinct before it was finished...
This is the Chapel of the Princes in Florence, the mausoleum of the Medici, the dynasty that ruled the city and bankrolled the Renaissance.
It sits behind the Basilica of San Lorenzo, beneath the second-largest dome in Florence, surpassed only by Brunelleschi's. And inside, there is not a single bare surface: every wall, every column, every inch is sheathed in dark, gleaming stone.
The Medici wanted a tomb that would rival the great royal mausoleums of Europe and announce that they were not merely bankers, but rulers chosen, almost, by God.
So they did not decorate the chapel with paint. They covered it in pietre dure: precious and semi-precious stones, porphyry, jasper, lapis lazuli, coral, mother-of-pearl, cut and fitted together by hand like a vast jigsaw of jewels. The work was so difficult and so costly that the family founded an entire workshop just to produce it, the Opificio delle Pietre Dure, which still exists in Florence today.
The scale of the ambition is almost hard to believe. Construction began in 1604. Along the lower walls, craftsmen inlaid the coats of arms of sixteen Tuscan cities in glowing stone. Six grand dukes were entombed in niches of porphyry and granite. And still the work went on, decade after decade, generation after generation.
It went on so long that the Medici dynasty died out...
The last of the line, Anna Maria Luisa de' Medici, used part of her fortune to push the chapel toward completion, but she did not live to see it done. The floor of inlaid stone was not finished until 1962, more than three and a half centuries after the first stone was laid, and more than two hundred years after the family it was built to glorify had vanished from the earth.
The Medici built it to make themselves immortal, and it worked. The family is gone but you can still stand inside the room they built to be remembered by, surrounded on every side by their refusal to be forgotten...
« Quando Arrigo è morto, il destino e la sua volontà coincidevano, non c'era altro modo. Il mondo non si è accorto della sua bellezza, lui non doveva accorgersi della bellezza del mondo perché per lui era brutto, e quindi quella è una scelta che va rispettata.
La parola "orfano" va bene anche per i genitori. Anche se c'è una differenza. Sono sicuro che soffre di più una madre. Mia moglie Daria da mesi mesi si è persa, si è ammalata.Durante il giorno mi faccio forza, anche per lei.[...] Non bevo più da dieci anni, proprio perché l'alcol mi distraeva dai figli. Ma ad Arrigo non è bastato. Non siamo riusciti a capirlo. Le forme bipolari sono aumentate con il Covid, lo stravolgimento dei rapporti umani ha fatto il resto, e l'assistenza sanitaria è gravemente insufficiente. Troppe famiglie vengono lasciate sole.
[...]Arrigo è il mio dolce inverno, è un inverno con la neve che sta su, ma sotto la neve c'è sempre qualcosa, no? L'erba continua a crescere, la vita è eterna, è meravigliosa. Io lo penso tutte le notti. E non lo penso, lo vedo, lo vivo. Nessuno se ne va».
Roberto Vecchioni
#25giugno
Mentre mio marito stava facendo la doccia ero in bagno con lui a chiacchierare, ad un certo punto lo vedo con NONCHALANCE allungare la mano e spremere una quantità esagerata di bagnoschiuma sulla spugna, gli dico "amore ma quant...ARGHHHHH" mi sono accorta che si stava
Her name is Luana Zaratti, an Italian bus ticket inspector.
She was 26 when, during one of her shifts, she asked an illegal Egyptian immigrant for his ticket.
He had none. His answer was a violent headbutt straight to her face, so hard it shattered her nasal septum and caused severe head trauma.
Luana collapsed to the ground, blood pouring from her nose.
That single blow destroyed her life.
It left her with permanent brain damage and lifelong disability.
Years bedridden, almost vegetative.
But her willpower pulled her back to a shadow of the life she once had.
The attacker was sentenced to just 14 months in prison, but he never served a single day. He disappeared.
Luana, declared unfit to work, now survives on less than €1,000 a month.
🧵"Desidero che la Papamobile venga trasformata in una clinica mobile e donata ai bambini di Gaza"
Questa è una delle ultime volontà di Papa Francesco prima di morire.
Ad eseguire la disposizione di Papa Francesco, il Vaticano incarica il cardinale svedese Anders Arborelius che a sua volta incarica la Caritas svedese per la trasformazione del veicolo.
Quando la stampa dà la notizia dell'incarico alla Caritas svedese di trasformare la Papamobile in clinica mobile per i bambini di Gaza, scatta la solidarietà dei cittadini svedesi che in pochi giorni inviano alla Caritas cospicue donazioni.
Grazie alle somme raccolte, la Caritas, non solo riesce a trasformare la Papamobile in una clinica mobile fornita di attrezzature mediche di ultima generazione, ma acquista altre 12 ambulanze da inviare a Gaza.
A novembre dello scorso anno, quando i lavori sulla Papamobile sono ultimati, per celebrare l'evento e assolvere all'ultima volontà di Papa Francesco, il Vaticano sceglie Betlemme, la città simbolo per eccellenza della cristianità, la città dove nacque Cristo.
In Piazza della Mangiatoia, il cardinale Anders Arborelius benedice la Papamobile e le ambulanze in partenza verso Gaza.
La Papamobile viene rinominata "Veicolo della Speranza".
Passano giorni, settimane e poi mesi ma gli occupanti israeliani non consentono alla Caritas di fare entrare il Veicolo della Speranza a Gaza.
I rappresentanti del Vaticano e della Caritas chiedono più volte spiegazioni ma Israele si prende gioco di loro inventando storie assurde.
"Non è pervenuta alcuna richiesta di autorizzazione"
E poi ancora: "I materiali sanitari all'interno della Papamobile potrebbero finire nelle mani di Hamas ed essere usati come armi".
E intanto la Papamobile, trasformata in un gioiello della tecnologia medica, in grado di curare 200 bambini al giorno, è ancora lì, dopo sette mesi, sotto una teca in un parcheggio a pochi metri da Piazza della Mangiatoia in attesa di raggiungere i bambini di Gaza.
In uno stupendo articolo scritto dal cardinale Arborelius su ICN, Independent Catholic News (*link nel primo commento) il cardinale si rivolge alle autorità israeliane, chiede, quasi supplica, di lasciare entrare il Veicolo della Speranza ma non rinuncia a scrivere: "Negare le cure mediche ai bambini significa oltrepassare un limite morale che dovrebbe turbare tutti".
Limite morale che non turba i leader politici occidentali che ostentano senza ritegno la loro fede cristiana ma restano in un vile silenzio mentre la colonia di plastica denominata Israele umilia il Vaticano prendendosi gioco delle ultime volontà di un Papa.
Che schifo!