Milano.
Due volontari Unicef che raccolgono donazioni per i bambini di Gaza.
La reazione del turista israeliano.
Gente molto pericolosa, però quando vengono in vacanza in Italia, quelli protetti con la scorta pagata dal Governo sono loro.
✍️ Appunti di viaggio
Sono passate ventiquattro ore dalla sconfitta di Sinner.
Il velo di tristezza è ancora presente. Sì, presente e pure tanto. Nessuna vergogna ad ammetterlo.
Si vince con Jannik. Si perde con Jannik. Ormai è così.
Aggiungo solo qualche riflessione, prima di guardare avanti.
Ho letto critiche esagerate su Sinner. Definito troppo vulnerabile, poco resistente al caldo, troppi infortuni e crampi, fantasmi, ansie e via a ruota libera. Qualcuno non vedeva l'ora di tirar fuori il file ammuffito dopo 6 Masters 1000 vinti e 30 match vinti di fila. La faziosità di chi riesce a esultare vedendo Jannik in difficoltà fisica sul campo evidenzia invidie recondite. Non perdo tempo a smontare questi teoremi fake. Meglio l'indifferenza, ce lo insegna Jannik. Non ti curar di loro ma guarda e passa.
C'è qualcosa di più serio su cui riflettere. La cultura della sconfitta. Ha perso da eroe Jannik. È riuscito a rimanere in piedi di fronte a una sconfitta dolorissima.
Una spada addosso ma non è crollato. Ha sbandato ma è rimasto lì. Stordito, ma senza cadere in quella dannata polvere rossa. In quell'inferno infuocato di un cratere chiamato Philippe Chatrier. Zero alibi a cui aggrapparsi, eppure ne aveva tantissimi.
Zero scuse per giustificare una sconfitta. Poteva andare negli spogliatoi e rimanerci. Avrebbe perso per ritiro, non per l'avversario. È invece rimasto piegato in due ma ha voluto arrivare alla fine per stringere la mano ad un avversario che aveva dominato 6-3 6-2 5-1. Prima che il malore spazzasse via tutto.
Questa sconfitta vale come i 30 match vinti. Perché Jannik ci ha mostrato come perde un fenomeno. Con dignità. Con rispetto. Con dolore al cuore, ma senza piangersi addosso.
Sinner non ci ha insegnato solo la cultura della vittoria che nel tennis italiano conoscevamo poco. Ma ci ha insegnato anche questa cultura della sconfitta che forse non conoscevamo per niente. Quella più difficile da accettare. Senza scuse e senza alibi. Un diamante raro anche su questo. Un eroe anche nelle sconfitte.
✍️ Angelo
@matteosalvinimi Denuncia quel 🤡🤢che ha promesso di togliere le accise, il canone Rai, la legge fornero e proponi una legge civile come quella del Galles.
@DAVIDPARENZO@zerocalcare@poliziadistato Ma lo sgombero di Casapound quando è previsto? A no, quelli non si toccano, anzi entrano in parlamento. Menzioni solo quello che ti fa comodo
Il video in cui il professor Alessandro Barbero spiega perché voterà NO al referendum sulla riforma della giustizia del governo Meloni è stato oscurato.
Noi ne condividiamo appieno i contenuti e, per questo, ho deciso di ripubblicarlo su tutti i miei canali social.
Fabrizio del Prete
👏👏👏
"8,1 miliardi.
Non milioni, miliardi.
È questo il valore dell’“Effetto Sinner”, secondo lo studio del Susini Group STP.
Otto miliardi e cento milioni di euro che si muovono come un’onda Roscia dal Val Pusteria al mondo, spinti dal servizio di un ragazzo che non alza mai la voce.
Da quando la Ditta Scintilla “TeSderenoETAsfalto” ha aperto i battenti — anno Domini 2019 — i tesserati FITP sono cresciuti del 35%, gli affari del tennis italiano superano i 200 milioni l’anno e le ATP Finals di Torino, solo grazie alla sua presenza, hanno generato 306 milioni di indotto e 65 milioni di gettito fiscale.
Alberghi pieni, voli aumentati del 28%, una città che brilla.
Un solo torneo, un solo ragazzo, un solo nome: Sinner.
Ogni euro investito nello sport peraltro ne produce due.
Significa che un suo rovescio vale come una manovra economica.
Significa che ogni volta che colpisce quella palla, il Paese intero respira un po’ meglio.
E non è solo sport.
È immagine, cultura, potenza gentile.
I marchi che portano il suo nome — Gucci, Alfa Romeo, Lavazza, Fastweb, Head — hanno visto crescere del 25% la loro visibilità nel mondo.
Ogni anno, la Sua sola presenza in campo vale oltre 500 milioni di euro di visibilità per il “Made in Italy.”.
Tutto questo grazie a un ragazzo di San Candido che non impreca, non ostenta, non recita.
Che vince in silenzio e con quel silenzio cambia un Paese.
Non è un tennista.
È un ministero parallelo dell’economia, della bellezza e dell’educazione.
Un soft power divino, un miracolo civile in scarpe, pantaloncini, cappellino, riccioli aurei e racchetta.
E noi — noi sì — siamo la sua religione.
Alla faccia di chi ancora si ostina a blaterare di tasse, di appartenenza, di Davis e di rispetto.
Muti. Dovete solo star muti.
PERCHÉ OLTRE TUTTO QUESTO, JANNIK OGNI GIORNO CI DONA L’ESEMPIO.
L’esempio nella dedizione, nel sudore, nella passione."
🦊🦊🦊
Su Jannik Sinner in questi giorni stanno parlando tutti, ma proprio tutti eh.
Ha parlato Bruno Vespa che chiama il tennista spagnolo Álvarez invece che Alcaraz. E poi dice le solite cazzate sul fatto che parla anche tedesco e paga le tasse a Montecarlo.
Poi addirittura si è espresso su Sinner anche Fabrizio Corona. Sì sì proprio lui, Fabrizio Corona. Però come al solito dice cose senza senso: le Finals di Torino sono prima della Davis.
Per non farci mancare nulla ecco che l’inutile Codacons ha dovuto dire la sua: chiede il ritiro di tutte le onorificenze assegnate a Sinner.
Un circo che non fa ridere, con giornali e siti che modificano frasi dette da Sinner per aizzare la gente contro il tennista italiano più forte di tutti i tempi.
Diciamolo chiaramente: uno così non ce lo meritiamo. Noi ci meritiamo i perdenti, i leccaculo, I pagliacci.
E allora ancora grazie Jannik per le due Davis, per i quattro slam con l’emozionante e leggendaria vittoria a Wimbledon.
Grazie da un italiano fiero di essere rappresentato da uno come te.
Il #TeamItalia non è di uno solo, è una squadra e in quanto tale deve valorizzare e far crescere i talenti. È quello che è successo in passato e che succederà di nuovo con #Cobolli#Bolelli e #Vavassori. La campagna contro #JSinner è una indecenza tipica di questo paese, dove si confonde il merito con la riconoscenza: se l’Italia ha vinto due volte la #CoppaDavis è stato per merito di #Sinner, che è un professionista serissimo che ha tutto il diritto di fare delle scelte in base alle sue priorità. La stessa cosa hanno fatto in passato anche #Nadal #Federer e #Dijokovic, che dissero no alla #Davis, senza che nessuno si sognasse di contestarli. Quelli che oggi attaccano #Sinner sono falsi moralisti dalla discutibile etica. Viva #Sinner, il più grande sportivo della nostra storia. E per sempre grazie 🙏