L’EUROPA HA PERSO UN REFERENDUM.
E HA VINTO.
Ieri gli islandesi hanno votato.
Il 52,8% ha detto No alla riapertura dei negoziati per entrare nell’Unione europea. Il 47,2% ha votato Sì. Affluenza oltre l’82%.
Risultato netto.
E sapete cosa è successo oggi?
Niente.
Nessun ultimatum da Bruxelles.
Nessuna minaccia.
Nessun soldato europeo sbarcato a Reykjavík.
Nessun commissario ha spiegato agli islandesi che in realtà sono “un popolo europeo artificiale” e che quindi il loro voto non conta.
La Commissione europea ha semplicemente preso atto del risultato e dichiarato di rispettare la scelta del popolo islandese.
Può sembrare normale.
Nel mondo nel quale viviamo, normale non lo è affatto.
Perché a poche migliaia di chilometri di distanza esiste un’altra idea di Europa.
Quella di Vladimir Putin.
Un’Europa fatta di sfere d’influenza, territori “storicamente nostri”, vicini ai quali viene concesso di essere sovrani soltanto finché scelgono ciò che Mosca considera accettabile.
L’Ucraina decide di guardare all’Europa?
Per il Cremlino quella scelta diventa una provocazione.
Un popolo vuole determinare liberamente il proprio futuro?
Se quel futuro esce dalla sfera russa, arrivano pressioni, destabilizzazione e, come abbiamo visto, persino i carri armati.
Questa è la differenza tra un’Unione e un impero.
L’Unione europea può desiderare che l’Islanda entri. Io lo desidero.
Può pensare che Reykjavík avrebbe molto da guadagnare dall’adesione. Io lo penso.
Può continuare a considerare l’Islanda parte naturale della famiglia politica europea.
Ma alla fine decidono gli islandesi.
E se dicono No, è No.
Non c’è niente di più profondamente europeo di questo.
Perché l’Europa che voglio non deve allargarsi conquistando territori.
Deve diventare così libera, prospera, sicura e politicamente forte che siano i popoli a desiderare di entrarvi.
E devono poter anche decidere di non farlo.
L’appartenenza all’Europa vale proprio perché è volontaria.
Agli amici islandesi che ieri hanno votato No dico quindi una cosa semplicissima: rispettiamo la vostra decisione.
Continuate a essere nostri amici, nostri alleati, parte fondamentale dello spazio europeo e atlantico.
E se un giorno cambierete idea, noi saremo ancora qui. A braccia aperte.
Del resto quasi il 47% degli islandesi ha già scelto di riaprire quella porta. Non è poco.
Nessuna annessione.
Nessuna coercizione.
Nessuna “operazione speciale”.
Solo democrazia.
È questo che Putin e i suoi ammiratori non riescono a capire dell’Europa: noi non abbiamo bisogno di invadere i nostri vicini per convincerli a stare con noi.
A volte ci dicono persino di no.
E noi rispettiamo il loro No.
🇮🇸🇪🇺
Islanda, per ora arrivederci.
La porta resta aperta.
In attesa di darvi il benvenuto nella grande famiglia europea.
caro @ClaudioBorghi una bambina di 4 anni è in un cassetto di un frigo di un obitorio per un solo motivo: perché non è stata vaccinata. Se fosse stata vaccinata sarebbe viva e avrebbe una vita davanti, magari sarebbe diventata una scienziata, una senatrice. Riesci a dormire?
Andy Burnham ha paragonato la resistenza dell'Ucraina contro la Russia alla lotta della Gran Bretagna contro la Germania nazista e ha consegnato a Zelensky informazioni declassificate per costruire autonomamente missili a lungo raggio in grado di colpire in profondità il nemico russo.
La sinistra con la chiarezza che serve e l’impegno che è necessario.
Senza il politichese sbrodolato e pavido che ci tocca ascoltare delle nostre parti.
La solidaridad y la empatía son opcionales.
El respeto a los tratados europeos y a los datos, no.
👇🏼
Número de entradas irregulares entre 2021 y 2026 según Frontex:
Por Italia: 478.600
Por los Balcanes occidentales: 340.600
Por Grecia: 259.800
Por España: 234.760
Por la frontera oriental: 48.000
No es tiempo de dividir. Es tiempo de seguir construyendo una UE fuerte y unida.
Unia Europejska jest niedoskonała, irytująca, nudna, ale niczego lepszego w naszej historii nie wymyśliliśmy. Czas pokoju, dobrobytu, wolności, demokracji i solidarności między narodami przez wieki walczącymi ze sobą to cud. Niech trwa jak najdłużej.
C'è un ottantenne che fa imbarazzare il mondo, ha pagato una pornostar perchè non dicesse che ce l'ha piccolo, fa dei balletti imbarazzanti, imita i portatori di handicap, provoca disastri umanitari, fa crollare l'economia, che ha detto che Salvini, secondo lui, è uno bravo.
Dunque, mi dicono che al Festival di Russia Today che si sta svolgendo a Bologna, si rivolgono come sempre grandi attenzioni alla sottoscritta.
E io voglio essere molto chiara: fate bene ad additarmi come una vostra avversaria. Perché lo sono. E lo sono convintamente e fieramente. Combatterò tutti i servi di Putin e i nemici della democrazia e della libertà in Italia, in Ue e ovunque siano, finché campo. E non saranno le vostre ridicole messe in scena ad impressionarmi. Mettetevi l’anima in pace, e tornate a nascondervi come siete costretti a fare.
Gli amici ungheresi di #salvini e #meloni . Che pena. La telefonata di Lavrov al ministro di Orbán per far rimuovere la sorella di un oligarca dalla lista nera Ue: così l'Ungheria aiuta la Russia a evitare sanzioni
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Il Presidente polacco Nawrocki di fronte a Orban: "Non siamo d'accordo su tutto. Per la Polonia, Putin e la Russia rappresentano una minaccia esistenziale. I polacchi amano gli ungheresi ma odiano Putin, che è un criminale di guerra e niente di più".👏👏👏