Mentre sui social rimbalzano commenti beceri e superficiali sulla sua corporatura, la realtà racconta una storia completamente diversa.
Adelio #Candido non è “solo un assistente”, è l’uomo che, dal 2018, cammina fianco a fianco con Ruben Amorim, scalando ogni gerarchia possibile. Senza il "vantaggio" di una carriera da calciatore, ha costruito il suo percorso attraverso uno studio maniacale e sulla competenza pura.
È lo specialista della linea difensiva e dei calci piazzati. Insieme ad Amorim ha contribuito a rivoluzionare il modo di intendere lo staff tecnico, introducendo un modello quasi da football americano, in cui il lavoro è diviso chirurgicamente per settori.
La sua stazza cattura sicuramente l’attenzione, è accaduto anche al sottoscritto durante il raduno di lunedì scorso. Ed è stata proprio questa attenzione a portarmi a notare come sia lui a dare vita all’allenamento, con una cura per il dettaglio millimetrica. Dialoga con i giocatori con una leadership autentica, che va oltre l’età o l’aspetto fisico.
A soli 29 anni, il suo palmarès parla per lui e, a differenza dei suoi haters piantati davanti al monitor del loro pc, è riuscito a conquistare due campionati portoghesi, tre Coppe di Lega e una Supercoppa.
Eppure, nonostante questo curriculum, c’è chi si ferma alla taglia della sua giacca. Il body shaming che lo accompagna non è solo un insulto alla persona, ma anche a chi, con il duro lavoro, è riuscito a emergere in un mondo spesso fin troppo chiuso su se stesso: quello del calcio. Giudicare la preparazione di un tecnico dalla sua forma fisica è come valutare un giocatore di calcio dal colore dei suoi capelli, non ha alcun senso.
Il calcio moderno è fatto di lavoro, metodologia e visione. Adelio Candido possiede tutte queste qualità, e chi ci lavora insieme lo racconta come una figura alla quale si può rivolgere solo rispetto. È un esempio di crescita meritocratica: un giovane che ha saputo farsi strada in contesti difficilissimi grazie alla forza delle sue idee.
Mentre i “leoni da tastiera” continuano a contare i chili, lui continua a lavorare per rendere la difesa del #Milan impermeabile. Benvenuto in Italia, Adelio: dimostra che le idee non pesano, ma si muovono veloci.
#AdelioCandido #SempreMilan #NoToBodyShaming #Calcio #Milanello
@ACMilanInsideit@acmilan@ACMilan_Brasil@acmilandata@alaimofootball@MilanNewsit Non capisco perché dobbiamo sempre anticipare la concorrenza su giocatori giovani che nessuno di decente si caga per mandarli in quella strana cosa dell’under 23 e magari venderlo e vederlo fare bene solo altrove, da noi manco a pagarlo il doppio lo farebbe.
E probabilmente in coppa Italia perderemo agli ottavi o ai quarti perché non ci piace manco provare a vincere talvolta. Aggiungiamo anche il discorso Leao che vuole farsi le valigie, il discorso Luka goat modric che mi fa piangere la notte…signori miei
SIAMO IN BANTER ERA!!!
Durante il periodo playoff ci avrebbe mangiato in testa, giocheremo in Europa legumi league a fare le passate di pomodoro (ai quarti Max siamo out contro al Nizza) abbiamo una rosa attuale che io personalmente seguendo il Milan dal 2010 faccio fatica a credere sia possibile veder
Il Bologna e il Como sono da vedere, ma il prospetto considerando anche le altre squadre e soprattutto LA NOSTRA, propendo per un decimo nono posto. Quindi guardiamoci in faccia: siamo quasi (per matematica) morti in ambito sportivo (son convinto che il Palermo è il Catanzaro..
Diverse partite di otto pezzenti (escludo LUKA e pavlovic) e adesso ce lo troviamo a schiattarcelo a culo. L’Inter ormai ha bloccato un difensorone come Solet è sicuramente si prenderà anche Palestra. La Juve è solida, la Roma partirà a mille. L’Atalanta la Lazio la Fiorentina il
-continua- di Allegri (per quanto possa essere opinabile guardiamo ai fatti) vediamo sicuramente un allenatore capace di gestire situazioni come la nostra (peggio c’è solo l’IRPEF) andare via e portarsi con sé alla piazza napoletana un giocatore come Rabiot, che si è fatto peso
-continua- un altro invece che per carità, attaccante dalle gesta mitiche e colpi dirompenti che hanno lasciato il segno, che a mio avviso, considerando l’andazzo, doveva rimanere scalfito nel museo del Milan come vincente e traghettatore e non come un terrorista.
Con l’addio
-continua- al petto e soprattutto alle palle. Leggo le notizie sull’aspetto dirigenziale e mi viene da ridere come uno stronzo, pur togliendo una manica di deficienti eccoci sempre coi soliti idioti, siamo rappresentati da un imprenditore che del Milan non sa manco dei Casciavit
Non capisco come il Milan (società, squadra, ambiente e collettivo) sia arrivato al punto di farmi sentire come se non volessi più rinnovare dazn per vedermi la prossima stagione (non che fosse arduo) ma la volontà di seguire questa squadra sembra una lacerazione al cuore
Non hai preso sonno un mese dopo i 3 siluri all’andata facendo passare Maignan per cattivo perché parò di tutto
Ieri ti presenti giocando come non hai mai fatto buttando nel cesso tutto quello in cui credi, e non sei nemmeno riuscito a vincere
Sarai a vita le palle di Allegri