Trump: "Accordo con Putin, Russia fornirà gasolio agli Usa" ma se un giorno un ucraino “matto” facesse un attentato negli USA sarebbe da considerarsi terrorista o partigiano? #ucraina#trump#putinwarcriminal#russia
LETTERA FORMALE DI PROTESTA INVIATA DA UAII A LA7
Spett. le LA7 S. p. A.
Alla cortese attenzione del Presidente, dott. Urbano Cairo,
e del Direttore di Rete, dott. Andrea Salerno
Oggetto: formale protesta per le affermazioni relative alle vittime del 7 ottobre 2023 nella puntata di “Piazzapulita” dell’8 ottobre 2026 – richiesta di chiarimento e disponibilità al contraddittorio
Egregi Signori,
con la presente intendiamo esprimere la nostra ferma protesta per quanto emerso nel corso della puntata di “Piazzapulita” dell’8 ottobre 2026, condotta dal dott. Corrado Formigli, e, in particolare, per il confronto sviluppatosi con Francesco Giubilei e Luigi Marattin in relazione alle atrocità perpetrate da Hamas contro la popolazione civile israeliana il 7 ottobre 2023.
Riteniamo particolarmente grave che, nel corso di una trasmissione di approfondimento giornalistico, possano essere state messe in discussione, con toni liquidatori, le testimonianze relative ai bambini israeliani i cui corpi sarebbero stati rinvenuti carbonizzati a seguito degli attacchi del 7 ottobre. La qualificazione di tale circostanza come “fake news”, ove riferita in termini generali e non adeguatamente circostanziati, rischia di delegittimare non soltanto singole ricostruzioni eventualmente da verificare, ma anche il complesso delle testimonianze e delle evidenze poste a fondamento della ricostruzione degli eventi.
Il 7 ottobre 2023 non costituisce una semplice controversia politica né una vicenda suscettibile di essere reinterpretata prescindendo dalla distinzione tra fatti accertati, testimonianze, ricostruzioni controverse e informazioni ancora oggetto di verifica. Si tratta di un evento di straordinaria gravità, nel quale furono colpiti civili inermi, comprese donne, anziani e bambini, e furono sequestrate numerose persone. Proprio per questo, ogni discussione pubblica sul tema richiede particolare rigore, chiarezza nella qualificazione delle fonti e piena distinzione tra dati verificati, ipotesi e opinioni.
È certamente legittimo, e anzi doveroso per il giornalismo, verificare puntualmente ogni testimonianza, distinguere i fatti accertati dalle ricostruzioni non confermate e correggere eventuali informazioni inesatte. La libertà di manifestazione del pensiero e la libertà di informazione, garantite dall’art. 21 della Costituzione, tutelano anche il diritto di formulare critiche e di sottoporre a verifica le narrazioni pubbliche. La stessa libertà, tuttavia, presuppone un’informazione consapevole, pluralista e rispettosa della complessità dei fatti, nella quale il pubblico possa conoscere le diverse posizioni e formarsi autonomamente la propria opinione.
Come riconosciuto dalla giurisprudenza, la libertà di manifestazione del pensiero comprende l’esercizio del diritto di cronaca e di critica, ma il loro esercizio deve essere parametrato all’interesse pubblico dell’informazione, alla correttezza dell’esposizione e alla necessità di distinguere i fatti dalle valutazioni. In questa prospettiva, il pluralismo non consiste soltanto nella possibilità astratta di esprimere opinioni diverse, ma anche nella concreta possibilità, quando sia in discussione una ricostruzione di particolare rilevanza pubblica, di sottoporre al pubblico argomenti, fonti e interpretazioni differenti.
Esiste, dunque, una differenza sostanziale tra l’esercizio rigoroso della verifica giornalistica e il rischio che una doverosa cautela su singole circostanze si traduca, anche al di là delle intenzioni soggettive, in una delegittimazione generalizzata delle atrocità documentate e delle testimonianze di chi quelle violenze ha subito, vi ha assistito o ne ha visto le conseguenze.
La diffusione di immagini di corpi carbonizzati, recentemente richiamata anche dall’Ambasciata di Israele in Italia, non può essere liquidata in modo semplicistico attraverso la messa in discussione indistinta del racconto delle vittime, dei testimoni e degli operatori intervenuti sui luoghi degli attacchi. Allo stesso modo, la denuncia delle sofferenze della popolazione palestinese, che deve poter trovare pieno spazio nel dibattito pubblico, non dovrebbe essere contrapposta al riconoscimento delle atrocità commesse da Hamas, né utilizzata per attenuare o relativizzare la gravità dei crimini commessi contro la popolazione civile israeliana.
L’UAII non intende chiedere limitazioni alla libertà di informazione, né pretende di sottrarre alcun tema al confronto pubblico. Al contrario, proprio in coerenza con la libertà di manifestazione del pensiero, con il pluralismo e con il diritto del pubblico a un’informazione completa, manifesta sin d’ora la propria disponibilità a partecipare a una prossima puntata di “Piazzapulita”, o ad altra trasmissione di La7, dedicata ai fatti del 7 ottobre 2023 e alla loro rappresentazione nel dibattito pubblico, per un confronto aperto e rispettoso con il conduttore, gli ospiti e le diverse posizioni presenti.
La nostra disponibilità è finalizzata a consentire un effettivo contraddittorio, nel quale possano essere esposte le fonti, le testimonianze e gli elementi documentali ritenuti rilevanti, lasciando agli spettatori la possibilità di valutare autonomamente le diverse ricostruzioni. Riteniamo che un simile confronto costituisca la risposta più coerente con la libertà di manifestazione del pensiero e con la responsabilità editoriale propria di una grande emittente nazionale, senza alcuna pretesa di predeterminare l’esito del dibattito o di comprimere l’autonomia giornalistica della redazione.
Per queste ragioni, chiediamo formalmente alla Direzione di La7 di:
riesaminare il passaggio della trasmissione in questione, anche alla luce delle fonti e delle testimonianze disponibili;
chiarire pubblicamente il significato delle affermazioni relative ai bambini israeliani vittime del 7 ottobre e precisare se esse intendessero riferirsi a specifiche ricostruzioni o, più ampiamente, alla veridicità delle testimonianze e delle evidenze raccolte;
valutare la realizzazione di un confronto pubblico sul tema, assicurando un adeguato spazio al contraddittorio;
prendere atto della disponibilità dell’UAII a partecipare alla trasmissione con propri rappresentanti, mettendo a disposizione documentazione e testimonianze utili all’approfondimento.
Confidiamo pertanto in un Vostro riscontro e in una riflessione editoriale sull’accaduto, nel convincimento che la libertà di informazione trovi la propria massima espressione non nella semplificazione delle questioni controverse, ma nella possibilità per il pubblico di ascoltare, in condizioni di effettivo pluralismo, le diverse ricostruzioni e gli argomenti posti a loro sostegno.
Distinti saluti.
Avv. Celeste Vichi
Presidente UAII – Unione delle Associazioni Italia Israele
e
Avv. Kishore Bombaci
Direttivo UAII
Unione delle Associazioni Italia Israele
#UAII #La7 #7ottobre
Questo un altro - piuttosto sconcertante - momento di Piazza Pulita ieri sera.
Cercavo solo di fare due semplici domande.
La prima.
Se è Israele il “cattivo” di questa storia, perché per almeno due volte (nel 2000 e nel 2008) un piano di pace che prevedeva la creazione di uno Stato palestinese fu approvato da Israele ma bocciato dalla leadership palestinese?
La seconda.
Perché quando Israele ha “abbandonato i territori occupati”, ritirandosi da Gaza nel 2005, Hamas ha trasformato Gaza in uno stato terrorista invece di disarmare e iniziare un vero processo di pace come avevano fatto altri gruppi armati (i baschi, i curdi o i nord-irlandesi)?
Pensate ci sia stato modo di avere risposte a queste domande?
Non mandiamo più armi all’Ucraina”=arrendetevi e lasciate vincere l’aggressore ( Russia). Facile dirlo quando a essere invaso è qualcun altro. Ma se domani toccasse all’Italia accetteremmo che ci dissero:”non vi aiutiamo, arrendetevi? @ale_dibattista@PiazzapulitaLA7@diMartedi
Non mandiamo più armi all’Ucraina”=arrendetevi e lasciate vincere l’aggressore ( Russia). Facile dirlo quando a essere invaso è qualcun altro. Ma se domani toccasse all’Italia accetteremmo che ci dissero:”non vi aiutiamo, arrendetevi? @fattoquotidiano@orsiniufficiale
Non mandiamo più armi all’Ucraina”=arrendetevi e lasciate vincere l’aggressore ( Russia). Facile dirlo quando a essere invaso è qualcun altro. Ma se domani toccasse all’Italia accetteremmo che ci dissero:”non vi aiutiamo, arrendetevi? @matteosalvinimi@RoVannacci
Non mandiamo più armi all’Ucraina”=arrendetevi e lasciate vincere l’aggressore ( Russia). Facile dirlo quando a essere invaso è qualcun altro. Ma se domani toccasse all’Italia accetteremmo che ci dissero:”non vi aiutiamo, arrendetevi? #pacifinti@GiuseppeConteIT@ellyesse
“Non mandiamo più armi all’Ucraina”=arrendetevi e lasciate vincere l’aggressore ( Russia). Facile dirlo quando a essere invaso è qualcun altro. Ma se domani toccasse all’Italia accetteremmo che ci dissero:”non vi aiutiamo, arrendetevi?”#ucraina#russia#putin#pacifinti
Gentile @lucfontana, perché pubblicare l'articolo di un fisico, @carlorovelli, che di politica internazionale non sa e capisce nulla e nel caso specifico accumula manipolazioni e frame propaganda russi? Così il @Corriere contribuisce alla disinformazione a favore della Russia.
@SavinoBalzano@ElenaBasileIT Non vi vergognate a stare dalla parte dell’aggressore ( Russia) e non del più debole ( l’aggredito: Ucraina). Niente armi=resa dell’Ucraina. Perché non dite a Putin di fermarsi a fare la guerra? #russia#ucraina#putinwarcriminal
@LiciaRonzulli Condannato per frode fiscale; fininvest condannata in via definitiva a risarcire la CIR di Carlo De Benedetti con oltre 560 milioni di euro nel caso del Lodo Mondadori, più volte prescritto grazie alle leggi ad personam fatte dai suoi governi #malpensa#berlusconi#majorino
@LegaSalvini Condannato per frode fiscale; fininvest condannata in via definitiva a risarcire la CIR di Carlo De Benedetti con oltre 560 milioni di euro nel caso del Lodo Mondadori, più volte prescritto grazie alle leggi ad personam fatte dai suoi governi #berlusconi#salvini#malpensa
@LegaSalvini Condannato per frode fiscale; fininvest condannata in via definitiva a risarcire la CIR di Carlo De Benedetti con oltre 560 milioni di euro nel caso del Lodo Mondadori, più volte prescritto grazie alle leggi ad personam fatte dai suoi governi #berlusconi#malpensa
@DSantanche Condannato per frode fiscale; fininvest condannata in via definitiva a risarcire la CIR di Carlo De Benedetti con oltre 560 milioni di euro nel caso del Lodo Mondadori, più volte prescritto grazie alle leggi ad personam fatte dai suoi governi #berlusconi#malpensa
@Tommasocerno Condannato per frode fiscale; fininvest condannata in via definitiva a risarcire la CIR di Carlo De Benedetti con oltre 560 milioni di euro nel caso del Lodo Mondadori, più volte prescritto grazie alle leggi ad personam fatte dai suoi governi #berlusconi#malpensa