La fregata russa Admiral Grigorovich, nave spesso presente nel Canale della Manica e regolarmente monitorata dalla Royal Navy, ha sparato colpi di avvertimento a circa 500 metri da uno yacht britannico a sud dell’Isola di Wight. Non ci sono stati feriti né danni.
L’episodio arriva pochi giorni dopo il sequestro da parte britannica di una petroliera collegata alla Russia, nell’ambito del contrasto alla “shadow fleet” usata da Mosca per aggirare le sanzioni.
Si tratta di un segnale di crescente assertività navale russa nelle acque europee, in un contesto di tensioni elevate per la guerra in Ucraina. La Difesa UK parla di incidente isolato, ma episodi del genere rischiano escalation involontarie in una delle rotte marittime più trafficate al mondo.
Cosa ne pensate?
La remigrazione non esiste. Esiste il Nuovo Patto Europeo su Migrazione e Asilo.
Un testo che stringe le maglie, rende più severe le regole d’ingresso e cerca di porre fine a quel limbo giuridico in cui chi entra illegalmente acquisiva diritti illimitati e quasi irreversibili.
Il concetto è elementare: regole chiare e applicabili, invece di un far west umanitario.
Naturalmente la sinistra è già in trincea. Con l’immancabile Greta Thunberg in prima linea a strillare di «leggi fasciste» e «violazione dei diritti umani». Come da copione.
Peccato che queste norme siano state votate dal Parlamento Europeo, cioè dall’organo democraticamente eletto dell’Unione. Figlie, quindi, di un sistema che da sempre viene richiamato da tutti come esempio di pluralismo.
Il problema vero, però, resta un altro: anche le migliori regole partorite a Bruxelles rischiano di rimanere lettera morta se poi manca la volontà politica di applicarle sul campo.
Sicuri che non c'era nessuno che meritasse di più la grazia di Mattarella?
La storia di Nicole Minetti non smette mai di far discutere.
Da una parte c’è Marco Travaglio e Report che da anni la presentano come una delle figure centrali del sistema bunga bunga. Dall’altra lei che continua a ripetere: «Io non ho commesso i fatti che mi hanno attribuito, la condanna è sbagliata». E ora chiede danni milionari.
Sicuri che in tutta Italia non ci fosse qualcuno che meritasse quella grazia più di lei? Una persona in gravi difficoltà economiche rovinata da una condanna, qualcuno che ha davvero pagato e si è redento?
Oppure anche stavolta ha vinto la regola non scritta di questo Paese: se hai visibilità e contatti giusti, le porte si aprono un po’ più facilmente?
Non lo so. Ma ogni volta che esce una grazia del genere, viene il dubbio che le decisioni non siano proprio uguali per tutti.
Al di là della questione iraniana, il voto segna un’ulteriore battuta d’arresto per Trump nei rapporti con il Congresso e la magistratura. Martedì, l’amministrazione ha annunciato la chiusura di un controverso fondo “anti-armamento”, che avrebbe dovuto sostenere i suoi sostenitori coinvolti nell’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021, in seguito alla forte opposizione espressa da alcuni senatori repubblicani.
La Camera a maggioranza repubblicana vota per limitare i poteri di Trump nella guerra all'Iran.
Il provvedimento è stato approvato con 215 voti favorevoli e 208 contrari, con quattro repubblicani che si sono uniti ai democratici nel sostenerlo.
E' un segnale politico molto forte anche se il presidente può esercitare il diritto di veto, e la Camera e il Senato sono ben lontani dalla maggioranza qualificata di due terzi necessaria per superarlo.
Ma rimane il messaggio a Trump, diretto e preciso che arriva dal suo stesso partito.
L'approvazione da parte della Camera della risoluzione sui poteri di guerra non porrà fine alla guerra, di per sé. Numerosi ostacoli procedurali potrebbero rendere difficile che una simile risoluzione arrivi sulla scrivania di Trump. Anche se ci arrivasse, il presidente può esercitare il diritto di veto, e la Camera e il Senato sono ben lontani dalla maggioranza qualificata di due terzi necessaria per superarlo.
Mangia un panino con la porchetta a una festa islamica.
La ʿīd al-aḍḥā è una delle più importanti feste islamiche e si ricollega al ricordo delle prove che, secondo la tradizione, sarebbero state superate dal profeta Abramo e dalla sua famiglia.
La festa è aperta a tutti, non solo ai musulmani. Le pubblicità e i social invitano chiunque ad andare, partecipare e capire.
Carabella decide invece di provocare. La porchetta è un prodotto a base di carne suina, e il suo consumo è considerato haram, cioè illecito.
Perché farlo? Che cosa porta questo gesto? Che vantaggio ne trae la società?
Il mio parere? È una sciocchezza senza senso, fatta per fomentare odio tra le persone e guadagnarci: né più né meno. Non serve a nulla, se non a ottenere qualche click e due video a suo favore.
Se Carabella vuole fare il coraggioso, ci sono schiere di spacciatori, non senzatetto, ma spacciatori, con cui potrebbe girare un filmato.
Lo appoggeremmo tutti.
Ma ho l’impressione che quel video non arriverà mai.
Le autorità lituane sono in stato di massima allerta dopo una massiccia fuga di dati che ha coinvolto oltre 600.000 voci dai registri nazionali, e che si ritiene sia stata perpetrata da un altro Paese.
La procura generale lituana ha annunciato che la fuga di dati proveniva principalmente dai registri immobiliari e delle persone giuridiche, a cui si accedeva utilizzando le credenziali di accesso di istituzioni autorizzate a ricevere i dati.
Il capo del Centro statale dei registri aziendali, Adrijus Jusas, si è dimesso lunedì in seguito alla fuga di notizie.
Le autorità hanno immediatamente implementato ulteriori misure di sicurezza informatica, tra cui il blocco degli account dei presunti utenti che abusano dei dati e la limitazione dell'accesso con l'obbligo di aggiornare le credenziali, hanno affermato i pubblici ministeri.
La procura ha affermato che si sospetta il coinvolgimento di un paese straniero, sebbene le autorità non abbiano specificato quale nazione.
L'Iran minaccia ritorsioni dopo gli attacchi statunitensi contro siti di lancio e imbarcazioni.
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane afferma di avere il diritto "legittimo" di rispondere a qualsiasi "violazione" del cessate il fuoco dopo che l'esercito statunitense ha condotto quelli che ha definito "attacchi di autodifesa" contro siti di lancio missilistico e imbarcazioni iraniane intorno allo Stretto di Hormuz.
Chiunque incrimini o arresti un cittadino russo, anche se a ragione e legalmente, può incorrere nelle azioni militari russe.
Putin può ordinare, su propria decisione, l'impiego extraterritoriale delle forze armate russe per proteggere cittadini russi che vengono arrestati o detenuti all'estero o che sono sottoposti a procedimento penale o di altro tipo oppure si trovano di fronte a tribunali stranieri o internazionali che operano senza la partecipazione della Russia.
La situazione, sotto certi aspetti, sta degenerando senza limiti.
Nel primo commento il dossier sulla legge firmata da Putin e votata dalla Duma
50km di petrolio nel mare davanti all’Iran
Le immagini satellitari mostrano una enorme macchia di 50 km quadrati di petrolio che si sta espandendo nel Golfo Persico al largo dell'isola di Kharg, il principale terminale di esportazione di petrolio greggio dell'Iran.
#Iran#usa #IranWar
Cambiando i distretti cambia il risultato delle elezioni. Trump lo sta facendo.
Grazie a una Corte Suprema favorevole, il redistricting è diventato un'arma che permette di neutralizzare le ondate elettorali avversarie. Se un tempo si diceva che "ogni voto conta", oggi la realtà è che "conta dove il tuo voto viene collocato sulla mappa".
Abbiamo analizzato la situazione e creato un dossier completo per spiegare come Trump stia modificando i risultati delle prossime elezioni prima ancora che si possa votare.
https://t.co/k88SmHacft
Chi pretende di decidere chi può manifestare e chi no, chi dice di festeggiare San Marco al posto del 25 Aprile e chi dice che la guerra l'hanno vinta solo i partigiani.
Ma cosa è successo all'Italia?
L'ultima minaccia di Trump è "moralmente riprovevole, legalmente indifendibile".
DUBLINO – Le recenti dichiarazioni social del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump sollevano un’ondata di indignazione e preoccupazione tra gli esperti di diritto internazionale. Michael Becker, docente di Diritto internazionale dei diritti umani presso il Trinity College di Dublino ed ex consulente della Corte Internazionale di Giustizia, ha definito le ultime minacce del tycoon «moralmente riprovevoli e legalmente indifendibili».
Secondo Becker, il linguaggio utilizzato dal Presidente presuppone scenari di violenza estrema. «Minacciando una distruzione diffusa e indiscriminata, le parole di Trump prefigurano crimini di guerra su vasta scala», ha spiegato il docente. «Un attacco di tale portata contro la popolazione civile iraniana integrerebbe gli estremi di un crimine contro l’umanità».
Il riferimento è all'ultimo post pubblicato dal Capo della Casa Bianca, in cui si legge che "un'intera civiltà morirà stanotte". Sebbene Trump abbia contestualmente aggiunto di non "volere che ciò accada" — clausola che, secondo Becker, rende tecnicamente complesso configurare un esplicito "intento genocida" — la sostanza della minaccia rimane di una gravità inedita.
Per l'esperto, la distinzione semantica tra genocidio e aggressione militare passa in secondo piano di fronte alla violazione delle norme internazionali.
«La dichiarazione di Trump costituisce chiaramente una minaccia illegale di aggressione e prefigura attacchi indiscriminati contro i civili. Commenti così vergognosi dovrebbero essere condannati senza riserve, anche dai membri del Partito Repubblicano».
Al momento, la Casa Bianca non ha rilasciato ulteriori commenti per chiarire la portata operativa delle affermazioni presidenziali, che continuano a scuotere i delicati equilibri diplomatici in Medio Oriente.
Sicurezza, chiuso il King Fahd Causeway: scatta l’allerta tra Arabia Saudita e Bahrein
AL KHOBAR – Per la seconda volta nella sola giornata di martedì, le autorità hanno disposto la chiusura totale del King Fahd Causeway, il fondamentale asse stradale che collega il Regno dell'Arabia Saudita all'arcipelago del Bahrein.
Sospensione precauzionale
Il provvedimento è scattato in serata a seguito delle segnalazioni critiche diffuse dalla Piattaforma nazionale di allerta precoce della Provincia Orientale saudita. L'Autorità di gestione del ponte ha confermato con una nota ufficiale la sospensione temporanea del traffico veicolare in entrambe le direzioni, definendo la misura un atto "precauzionale" per garantire l'incolumità dei viaggiatori.
Monitoraggio in corso
Sebbene non siano stati ancora dettagliati i rischi specifici che hanno fatto scattare i sistemi di allerta, la decisione sottolinea il massimo stato di vigilanza lungo i 25 chilometri della struttura. Le autorità locali continuano a monitorare la situazione, in attesa di comunicare la riapertura del transito una volta ripristinate le condizioni di sicurezza.
Escalation in Medio Oriente: pioggia di missili dall'Iran su Israele
TEL AVIV – Cresce drasticamente la tensione lungo l’asse Teheran-Tel Aviv. Nel tardo pomeriggio di martedì, a ridosso del tramonto, l'esercito israeliano (IDF) ha confermato di aver attivato i sistemi di difesa aerea per intercettare due massicce ondate di missili lanciate dal territorio iraniano nel giro di appena trenta minuti.
Sirene e stato di allerta
L'allarme ha fatto scattare i protocolli di sicurezza in gran parte del Paese: le sirene hanno risuonato ininterrottamente nell'area metropolitana di Tel Aviv e in diversi settori della Cisgiordania, spingendo la popolazione a cercare rifugio nei bunker. L'aviazione israeliana rimane impegnata nelle operazioni di intercettazione, mentre il governo monitora l'evolversi di quello che appare come un attacco diretto e coordinato da parte della Repubblica Islamica.
Iraq, Kataib Hezbollah annuncia il rilascio di Shelly Kittleson
BAGHDAD – La milizia sciita filoiraniana Kataib Hezbollah ha annunciato ufficialmente, tramite un comunicato diffuso martedì, l’imminente rilascio di Shelly Kittleson, la giornalista statunitense sequestrata la scorsa settimana nel cuore di Baghdad.
Il "segnale" al governo al-Sudani
Nel testo, il gruppo paramilitare motiva la decisione definendola un "segno di apprezzamento per le posizioni patriottiche" espresse dal Primo Ministro uscente Mohammed Shia al-Sudani. Nonostante la distensione sul caso specifico, la milizia ha tenuto a precisare che tale mossa rappresenta un'eccezione, sottolineando con fermezza che "questa iniziativa non verrà ripetuta in futuro".
Il nodo della responsabilità
La nota ufficiale segna un punto di svolta nelle indagini: fino a questo momento, infatti, Kataib Hezbollah non aveva mai rivendicato apertamente il rapimento. Tuttavia, il coinvolgimento del gruppo era già stato ipotizzato con forza sia dall’intelligence di Washington che dai funzionari governativi iracheni, che fin dalle prime ore dopo la scomparsa della Kittleson avevano puntato il dito contro la potente milizia sostenuta da Teheran.
Resta ora da stabilire la tempistica esatta e le modalità con cui la giornalista verrà consegnata alle autorità o ai canali diplomatici.