@X1Riddle@itsmeback_ Stanno imponendo in tutti gli smartphone android (o con ROM alternative tipo grapheneOS) il play service (per risolvere i captcha ad esempio) e le app "non validate" da google non saranno disponibili. Piano piano stanno incatenando la massa. Solo pochi esperti si salveranno.
@ultimoranet Chi è causa del suo mal, pianga sè stesso...
Questo si prova quando si perde una guerra.
Almeno prima del regime change si poteva dialogare, ma ora gli iraniani sono ancora più incazzati. Basterebbe iniziare col riconoscere i propri errori e concedere qcs invece che perseverare.
@LibertiMedia Vorrei vederla ma senza essere profilato nei miei comportamenti online e venduto a società di marketing, ma "Per visualizzare il video devi accettare tutti i cookie." dice il sito... È brutto vedere una bella intervista strumentalizzata così, e sentirsi usati. Pagherei piuttosto.
GLI UTILI IDIOTI
Di Andrea Zhok
Io non me la prendo con le von der Leyen, con i Merz, con i Macron, con le Kallas, con i Tajani. Dopo tutto la loro ipocrisia, i loro doppi standard, le loro menzogne sono facilmente spiegabili: devono render conto a chi li ha messi là (che non è l’elettorato).
Io me la prendo con quelli - cittadini, elettori, frequentatori dei social - che l’ipocrisia, i doppi standard, le menzogne le alimentano fervidamente a titolo gratuito.
Quando vedo le immagini di Teheran o di Beirut in questi giorni, quando vedo il quartiere Dahieh nel sud di Beirut, raso al suolo dai caccia israeliani, con 80 bambini morti (dati Unicef), quando vedo la scuola a Minab distrutta da un Tomahwak statunitense con 168 bambine dentro, quando vedo il cielo di Teheran occupato da un’apocalittica nube prodotta dal bombardamento dei depositi petroliferi, che si sta trasformando in pioggia acida (inaridendo tutto ciò che incontrerà e migrando verso l’Uzbekistan), quando vedo gli impianti di desalinizzazione colpiti e 700.000 cittadini iraniani trasformati in profughi senzatetto, quando vedo tutta questa catastrofe umanitaria ed ecologica, prodotta da un’aggressione unilaterale dei “nostri alleati”, una cosa non posso fare a meno di chiedermi:
Ma dove è finita la pletora delle associazioni dirittumaniste che chiedevano vendetta al cielo per l’eccessivo ricorso alla pena di morte in Iran?
Dove sono finiti i temibili attivisti climatici che imbrattavano musei per protestare contro le emissioni della Panda euro 5 e il gasolio per autotrazione?
Dove sono andati i gruppi di militanti dei diritti delle donne che inorridivano per lo strazio delle iraniane cui era raccomandato (non obbligato) lo hijab?
Dove sono finiti tutti questi utili idioti che hanno servito per anni a sostenere TUTTE le cause dell’establishment, pensando di essere alfieri del progresso? Questa gente che riempiva le rubriche di casi umani e storielle confezionate per promuovere la demonizzazione di intere nazioni?
Ora che a produrre stragi indiscriminate e catastrofi ecologiche mille volte peggiori sono quelli grossi, quelli con le atomiche, quelli con il portafoglio spesso e gli agganci giusti, ora, perché non li vedo incatenarsi ai cancelli dell’ambasciata di Israele o USA, come prima facevano con le ambasciate di chi gli USA dichiaravano essere “stati canaglia”? Perché non occupano le televisioni con condanne senza appello e grida di sdegno? Perché non tuonano dalle colonne dei giornali per richiamarci alla civiltà, al futuro del pianeta, alla necessità di soccorrere i popoli oppressi? Cos’è, questa settimana avevano judo?
Attacco alle infrastrutture energetiche iraniane.
Tenete bene a mente queste immagini, soprattutto quando quest'estate, vi martelleranno i cosiddetti per il caldo, cercando di colpevolizzarvi per le emissioni della vostra autovettura (che vi ostinate a non buttare) o per le scorregge delle vacche in alpeggio.
Quando la massa, sballottata tra una narrazione delirante e l'altra, deciderà di ritornare sul pianeta terra, sarà sempre troppo tardi.
@MarcelloFoa Il PROBLEMA è che hanno rilasciato screenshot di e-mail, che non costituiscono alcuna prova digitale e contribuiranno solo a generare fake e una gran confusione tra la gente, mentre i responsabili, i cui nomi sono stati censurati, sono ora sotto ricatto di Trump.
@ultimoranet È la scusa per introdurre il controllo sulle attività online di tutti, perchè chiederanno a tutti di identificarsi con un documento per dimostrare l'età.
È la fine di internet libero e l'inizio del "capitalismo della sorveglianza" teorizzato dalla Zuboff. Benvenuti nel 1984.
L’IPOCRISIA DI URSULA
Oggi, intervistata dal Corriere della Sera, Ursula von der Leyen afferma solennemente:
«La Groenlandia appartiene al suo popolo. Spetta alla Danimarca e alla Groenlandia, e solo a loro, decidere sulle questioni che riguardano la Danimarca e la Groenlandia. Nulla su di loro senza di loro».
Interessante. Mi chiedo: è la stessa Unione Europea che costrinse il governo greco a rinnegare i risultati di un referendum? Quella che con i ricatti indusse Berlusconi alle dimissioni? Quella che ha imposto l’annullamento delle elezioni in Romania, che avrebbero portato Georgescu alla presidenza? Un’azione rivendicata dall’ex commissario Bretton quando ammise in un’intervista “Lo abbiamo fatto in Romania e ovviamente dovremo farlo in Germania…se necessario… “.
È la von der Leyen che nel 2022 lanciò questo messaggio palesemente intimidatorio alla Meloni: “Se le cose andranno verso una situazione difficile, abbiamo gli strumenti” .
Perché nell’Unione Europea così vanno le cose: o ti allinei o i poteri che la rappresentano ti fanno fuori.
La chiamano democrazia, ma è, sempre di più, la sua negazione .
Caso Baud, l’Ue cancella anche lo stato di diritto
di Francesco Sylos Labini
Nelle democrazie costituzionali, come l’Italia, vige un principio fondamentale: nessuno può essere punito o privato dei propri diritti senza una decisione di un giudice, pronunciata in seguito a un giusto processo. Questo è garantito dagli articoli 24 e 25 della Costituzione italiana, nonché dall’articolo 6 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. Fin da piccoli ci è stato insegnato che la democrazia liberale si fonda sulla separazione dei poteri – esecutivo, legislativo e giudiziario – sulla tutela delle minoranze contro l’arbitrio della maggioranza, sul pluralismo politico e sul pieno rispetto delle libertà individuali e collettive, a partire da quella di espressione. Una democrazia costituzionale non può esistere senza Stato di diritto, cioè senza il principio per cui tutti, cittadini e istituzioni, sono soggetti alla legge che dev’essere chiara, accessibile, prevedibile e applicata in modo imparziale da un potere giudiziario indipendente. Per questo motivo, lo Stato di diritto dovrebbe costituire un pilastro essenziale dell’Unione europea, fondamento del suo funzionamento democratico e garanzia concreta dei valori di giustizia, uguaglianza e rispetto dei diritti umani.
La vicenda delle sanzioni contro Jacques Baud, ex colonnello dei servizi segreti svizzeri, evidenzia con chiarezza il cedimento dell’architettura dello Stato di diritto in ambito europeo. La Commissione europea lo ha inserito in una lista di sanzioni individuali senza alcuna accusa formale, senza processo, senza possibilità di difesa. Una decisione in aperta violazione dei principi fondamentali che dovrebbero garantire ogni ordinamento democratico. Il motivo è di aver espresso opinioni critiche sulla Nato e sulla guerra in Ucraina, citando – tra l’altro – una dichiarazione del 2019 di un funzionario ucraino. In sostanza, è accusato di “propaganda filorussa”.
Leggendo i suoi libri non solo ho trovato un’analisi informata e rigorosa dei conflitti in corso, ma ho anche compreso il senso più profondo del lavoro di intelligence: un’attenta analisi delle fonti, dei fatti, e delle loro conseguenze strategiche. Le lezioni sono semplici ma essenziali: per risolvere un conflitto occorre comprenderne le cause profonde, e trovare una strada in cui le ragioni di entrambe le parti vengano riconosciute e affrontate. Esattamente ciò che si è cercato in ogni modo di evitare nel conflitto russo-ucraino.
Nel caso Baud non c’è stata alcuna accusa legale di violazione di una legge specifica, nessun giudice, nessun processo, nessun diritto alla difesa, nessuna trasparenza. Ventisette ministri europei, o loro delegati, hanno votato a porte chiuse a Bruxelles per annientare la vita di una persona colpevole solo di aver espresso opinioni sgradite. Baud risiede attualmente a Bruxelles, ma non può rientrare in Svizzera, non ha accesso ai propri conti bancari, non può acquistare cibo o medicine, né ricevere assistenza da terzi: anche se l’accesso ai beni di prima necessità sarebbe un diritto umano fondamentale in questo caso è negato. Una simile punizione non esiste in nessun ordinamento democratico: si tratta di un atto politico arbitrario, privo di ogni garanzia, che ha cancellato da un giorno all’altro ogni possibilità di sostentamento per una persona. Stabilire se un cittadino ha commesso un reato e comminare una pena è responsabilità esclusiva del potere giudiziario, che deve agire in modo indipendente e secondo la legge. Non dell’esecutivo. E tanto meno sulla base delle sue opinioni personali dato che nessuna legge vigente sembra essere stata violata. Persino Mussolini, pur nel pieno del suo autoritarismo, si preoccupò di istituire “tribunali speciali” per dare almeno una parvenza di legalità alle sue repressioni. Oggi l’Ue nemmeno finge: le sanzioni vengono comminate per via esecutiva, senza alcun controllo giudiziario.
Il caso Baud rappresenta dunque un pericoloso spartiacque...
Lo sapevamo dall'inizio qual'era la realtà nel Donbass, ma quando Marc Innaro provò a ripeterlo nel 2022, la Rai gli vietò di parlare di Ucraina. Da 4 anni su tutti i media di regime c'è solo una narrazione inventata ed è vietato dire la verità su come sono arrivati alla guerra.
@ladyonorato Definire i "movimenti sovranisti interni" una "minaccia alla sicurezza europea" denota una grave mancanza di cultura istituzionale, costituzionale e democratica di Pina: l'UE si fonda su trattati internazionali e non dovrebbe interferire sulla linea politica degli Stati membri.
La notte tra il 10 e l’11 ottobre del 1985, il Boeing 737 delle linee aeree egiziane che trasportava i quattro dirottatori dell’Achille Lauro, il rappresentante dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina(OLP) e collaboratore di Yasser Arafat, Hani el Hassan, e il membro del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP), Abu Abbas, e che era stato intercettato unilateralmente da 4 caccia americani Tomcat, venne dirottato dagli Stati Uniti alla base aerea di Sigonella dove atterrò alle 00.15.
L’ordine di Bettino Craxi, allora presidente del consiglio, fu quello di prendere in consegna i dirottatori palestinesi e i rappresentanti di OLP e FPLP visto che il crimine era stato commesso su una nave italiana.
Un gruppo di 20 carabinieri e 30 avieri della Vigilanza Aeronautica Militare circondò il Boeing 737 egiziano.
Pochi minuti dopo, però, anche due aerei della Delta Force americana, non autorizzati, atterrarono sulla pista di Sigonella con l’ordine di prelevare i passeggeri del volo egiziano.
Un folto gruppo di incursori della Delta Force raggiunse quindi il velivolo e circondò, armi in mano, il cordone formato da carabinieri e militari italiani.
Subito un secondo cordone di carabinieri, che erano nel frattempo arrivati dalle vicine caserme di Catania e Siracusa, circondò a sua volta, con le armi puntate, il manipolo americano. Si formarono così tre cerchi concentrici intorno all’aereo.
In quelle ore concitate furono enormi le pressioni americane affinché gli venissero consegnati i dirottatori e i rappresentanti di OLP e FPLP.
Il Governo italiano però non cedette e restò sulle sue posizioni: il reato era stato commesso su una nave italiana e la competenza riguardava quindi l’Italia.
Alle prime luci dell’alba il comandante generale dei carabinieri fece intervenire a Sigonella (sempre su ordine di Craxi) i blindati dell'Arma e altre unità di rinforzo che si disposero intorno ai 3 cerchi concentrici in mezzo ai restava il Boeing 737 dell’EgyptAir.
Solo a quel punto il presidente americano Ronald Reagan si rassegnò e diede l’ordine alle forze americane di ritirarsi.
Quello di 40 anni fa è stato uno degli ultimi sussulti di dignità di un Paese che da quel momento in poi si è sempre più rassegnato al proprio ruolo di colonia, rinunciando anche solo all’idea di poter lottare per la propria sovranità.
Ma non si tratta di un destino scolpito nella pietra. La storia, anche quella italiana, ci insegna che un popolo, un Paese, sono in grado di ribellarsi agli occupanti e alle ingerenze straniere. Che il diritto all’autodeterminazione di un popolo può essere conquistato.
Per riuscirci, la prima cosa da fare è liberarci di una classe dirigente, politica e non solo, composta oggi prevalentemente da pavidi servi e da ciarlatani.
Gente abituata a stare sempre ossequiosamente piegata al cospetto dei desiderata e degli ordini dello straniero di turno (venga esso da Washington, da Londra, da Bruxelles, da Parigi o da Berlino).
La prima catena che dobbiamo rompere è quindi quella del vincolo interno. Quella cioè dei garanti (conto terzi) del vincolo esterno. Dei traditori della Patria.
NOI STIAMO ESAURENDO IL TEMPO
Di Pavel Durov
Sto per compiere 41 anni, ma non ho voglia di festeggiare.
La nostra generazione sta esaurendo il tempo per salvare l'Internet libero costruito per noi dai nostri padri.
Quello che una volta era la promessa dello scambio libero di informazioni si sta trasformando nell'ultimo strumento di controllo.
Paesi un tempo liberi stanno introducendo misure distopiche come le identità digitali (Regno Unito), i controlli online dell'età (Australia) e la scansione di massa dei messaggi privati (UE).
La Germania perseguita chiunque osi criticare i funzionari su Internet. Il Regno Unito sta imprigionando migliaia di persone per i loro tweet. La Francia sta indagando penalmente i leader tecnologici che difendono la libertà e la privacy.
Un mondo oscuro e distopico si avvicina rapidamente — mentre noi dormiamo. La nostra generazione rischia di passare alla storia come l'ultima ad aver avuto libertà — e ad averle lasciate togliere.
Ci è stata raccontata una bugia.
Ci hanno fatto credere che la più grande lotta della nostra generazione sia distruggere tutto ciò che i nostri antenati ci hanno lasciato: tradizione, privacy, sovranità, libero mercato e libertà di parola.
Tradendo l'eredità dei nostri antenati, ci siamo messi su una strada verso l'autodistruzione — morale, intellettuale, economica e infine biologica.
Quindi no, oggi non festeggerò. Sto esaurendo il tempo. Noi stiamo esaurendo il tempo.
Tramite Adalberto Gianuario
@M25016096@elonmusk E ha appena venduto Vodafone agli Svizzeri di Swisscom, quando poteva bloccarla dichiarandola di interesse strategico nazionale, come fatto con TIM a suo tempo... la politica è una rappresentazione teatrale degli squilibri umani.