Manifesto del Paese: miliardi di euro spesi in ciclabili, ovunque, carreggiate per le auto ristrette e, in molti casi, i ciclisti, della ciclabile, non sanno che farsene.
Io sospetto che questi “investimenti”, esplosi col pnrr, riducano la produttività invece di accrescerla.
🚨 MERCEDES REVIVE UN TRUCO ILEGAL QUE LE HABIAN PROHIBIDO DESPUES DE JAPON
Según The Race, Mercedes encontró una nueva forma de mantener la máxima potencia eléctrica hasta el final de una vuelta de clasificación sin romper el reglamento.
A principio de temporada, Mercedes y Red Bull retrasaban la reducción obligatoria de potencia del MGU-K para conservar los 350 kW durante más tiempo. Eso podía darles una ventaja puntual de entre 50 y 100 kW frente a sus rivales. La FIA prohibió ese método después de Japón por motivos de seguridad, ya que el sistema podía dejar a los coches sin asistencia del MGU-K durante 60 segundos.
En Silverstone, Mercedes recuperó parte de ese beneficio mediante otro camino. Russell y Antonelli levantan el acelerador justo antes de cruzar la meta. Al hacerlo, la demanda de potencia del piloto pasa a ser negativa y el reglamento permite evitar la reducción progresiva habitual de 50 kW por segundo.
La FIA confirmó que la maniobra es legal siempre que la potencia no caiga más de 50 kW en un segundo antes de levantar.
Antonelli llegó a ganar entre 7 y 8 km/h frente a Hamilton antes de soltar el acelerador. Perdió velocidad al cruzar la línea, pero casi convirtió una desventaja de 0.125 segundos en solo 0.011.
L'unico modo rimasto per indorare la pillola e fingere che questi regolamenti abbiano un senso è provare a metterla sul piano dell'astuzia del pilota nel gestire ricarica e deployment nei duelli.
Il resto, su una delle piste più belle del mondo, è uno spettacolo indegno
top 3 cose inspiegabili:
- il successo di ultimo
- la gente che si accampa per ultimo
- 250 mila persone a cui piace uno che è meno intonato del fruttivendolo che urla al mercato
Il sistema dei buoni pasto in Italia, struttura economica e criticità.
In Italia i buoni pasto vengono generalmente presentati come uno strumento di welfare aziendale efficace, un beneficio per i lavoratori, una semplificazione fiscale per le imprese, una modalità pratica per sostenere il consumo fuori casa.
È una descrizione corretta, ma incompleta.
Per comprenderne il funzionamento reale è necessario spostare lo sguardo dal momento del consumo alla struttura che lo rende possibile, in particolare alla posizione degli esercenti, bar, ristoranti, supermercati, che rappresentano il punto terminale del circuito.
Per chi riceve un buono pasto il valore è immediato, per chi lo incassa invece si tratta di un credito mediato da operatori finanziari specializzati. In Italia il mercato è fortemente concentrato e, nella pratica, controllato per circa il 90% da quattro gruppi principali: Edenred, di origine francese e leader storico del settore, Day, gruppo italo-francese radicato nel mondo cooperativo, Pluxee, ex Sodexo Benefits & Rewards, anch’essa multinazionale francese, e Pellegrini, unico grande operatore italiano indipendente con una quota significativamente più ridotta rispetto ai player internazionali.
Questo significa che il pagamento non è diretto, ma passa attraverso un sistema chiuso di intermediazione dominato da soggetti in larga parte francesi.
Il primo elemento rilevante è la commissione applicata sulle transazioni. L’esercente non incassa mai il valore pieno del buono, una percentuale viene trattenuta a monte dal circuito. Nel tempo queste commissioni hanno rappresentato una componente significativa del modello economico del settore, e anche laddove oggi risultano più regolamentate restano un elemento strutturale del sistema. In termini pratici il valore nominale del buono e il valore effettivamente incassato non coincidono.
Il secondo elemento riguarda i tempi. Il ciclo di rimborso non è immediato, l’esercente accumula i buoni, li rendiconta, li invia attraverso piattaforme dedicate, attende verifiche e validazioni, solo successivamente avviene la liquidazione. In media il tempo di incasso varia tra i 30 e i 90 giorni, a seconda dell’operatore e delle condizioni contrattuali. Questo introduce un aspetto spesso sottovalutato, il buono pasto per l’esercente non è solo uno strumento di pagamento differito, ma anche una forma indiretta di finanziamento del circuito. Nel frattempo i costi operativi dell’attività continuano a essere sostenuti in tempo reale.
Il mercato dei buoni pasto in Italia ha una dimensione significativa, stimata tra i 4 e i 4,5 miliardi di euro annui. Si tratta di un’infrastruttura economica stabile che coinvolge milioni di lavoratori e una rete molto ampia di esercizi convenzionati. Ma oltre al volume complessivo è utile considerare un altro aspetto, la velocità del denaro.
Dato il ciclo medio di utilizzo e rimborso, una parte rilevante della massa monetaria non è immediatamente disponibile agli esercenti, ma rimane temporaneamente nel circuito degli intermediari. In modo prudenziale si può stimare che tra 1 e oltre 2 miliardi di euro siano costantemente in fase di transito tra utilizzo e liquidazione. Si tratta di denaro già speso dal consumatore finale, ma non ancora trasferito al soggetto che ha erogato il servizio. Questa dinamica non è marginale, è una componente strutturale del modello, la gestione del tempo di pagamento diventa di fatto una variabile economica autonoma.
A questo punto emerge una domanda inevitabile, che riguarda la destinazione reale di questa liquidità nel periodo in cui resta “ferma” nei circuiti degli emittenti.
Nel sistema dei buoni pasto la liquidità non è segregata in conti vincolati, ma viene gestita come cassa aziendale dalle società emittenti. Questo significa che, tra incasso e rimborso, il denaro è pienamente disponibile a livello di bilancio operativo del gruppo.
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1 Attentato contro l’oligarca ucraino Ermolaev Montecarlo
Movente. Per ora prevale pista legata agli affari, molti i riferimenti ad azioni spericolate compiute dalla vittima e dal figlio (truffe). Queste considerazioni, però, non escludono altre, compresa una vendetta di Kiev.
Il turismo non distrugge i luoghi.
Li “valorizza” e poi se li vende online con foto da brochure esclusive per “il villaggio turistico definitivo”. Il piccolo inconveniente è che - nel frattempo - si mangia un’isola intera e poi la risputa fuori come fosse una mini Las Vegas in stile cicladico. In foto Santorini. #turistiacasanostra
Tra tutte le piste del mondiale, #Silverstone è quella che mi fa più paura lato brutto spettacolo con queste PU: a Spa e Monza le vedremo rallentare in rettilineo e pazienza, ma qui c'è l'enorme rischio che delle curve sfidanti e stupende come Copse, Maggotts-Becketts e Stowe vengano fatte a velocità di crociera in super clipping invece che col cuore in gola. Dati della pole dell'anno scorso: più di 34 secondi in pieno con i freni sfiorati a Chapel e premuti per rallentare un po' a Stowe... Vedremo se riusciranno a tamponare un po' la situazione o se sarà un dramma.
#F1 #BritishGP
Una volta John Steinbeck disse che il socialismo non ha mai attecchito in America perché i poveri non si considerano proletariato sfruttato, ma milionari in temporanea difficoltà.
(Richard Wright)
The cull would mean the removal of close to one in six of the company’s roughly 625,000 roles worldwide, making it one of the biggest ever job-cutting programmes by a European company. https://t.co/M0odi2126a