Quindici anni dopo l’omicidio di Vittorio Arrigoni, nel libro “Caro Vik ti scrivo” le lettere di Anna Maria Selini dall’illusione di Oslo al genocidio a Gaza
di @ElenaRosselli
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📚A 15 anni dalla morte dell’attivista Vittorio Arrigoni, la giornalista @amselini racconta gli ultimi di 3 anni di conflitto a Gaza all’amico ucciso nel 2011. La vita quotidiana dei numerosi intervistati si intreccia alla grande politica internazionale👇🏼
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Anche quest’anno parteciperemo a @libricome, la Festa del Libro e della Lettura che quest’anno ha scelto come tema la Democrazia.
Appuntamento a Roma dal 20 al 22 marzo, presso l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin, 30.
Vi aspettiamo ai nostri eventi, che saranno a ingresso gratuito, previo download del voucher sul sito del Festival.
20 marzo, ore 19.30
Studio 3
Giusy Sardella presenta «L’amore malfatto»
In dialogo con Carola Susani
21 marzo, ore 19.30
Studio 3
@pinoarlacchi presenta «La Cina spiegata all’Occidente»
In dialogo con Francesco Sylos Labini (@fsyloslab)
21 marzo, ore 21.00
Studio 2
Il loro grido è la nostra voce
Con Francesco Fazi e Leonardo Tosti
e la partecipazione di Alessandro Manno - Responsabile progetto Palestina EMERGENCY
Modera Anna Maria Selini (@amselini)
A cura di @emergency_ong
#fazieditore #lestrade #leterre #LibriCome2026 | LC2026
“Spaccheremo il finestrino e vi trascineremo fuori dall’auto”
Ci arriveranno anche loro a impedire ai giornalisti stranieri di entrare negli Stati Uniti per documentare i crimini che commettono.
Qui ICE con la troupe di InMezzora.
Ottimi allievi di Israele in tutto.
#Minneapolis
La «nuova Rafah»: un campo di rieducazione per palestinesi
Inchieste giornalistiche svelano il progetto di Usa e Israele, finanziato dagli Emirati: una città chiusa, sorvegliata, con scuole contro la «devianza» e abitanti selezionati da Tel Aviv. Intanto a Gaza un altro neonato muore per il freddo
E due bambini uccisi da un drone israeliano mentre raccoglievano della legna
@Aeliana_Riva
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Vi consiglio l'ascolto di https://t.co/MpCmICt8c5 "Vita da Frati a Gerusalemme", la storia della casa Casa di #Gerusalemme https://t.co/byMCuRLPe2 dei #cappuccini, uno dei miei luoghi del cuore qui, una seconda casa. Il #podcast è di @amselini per la Curia Generale Cappuccini.
A cinquant’anni dalla morte di Hannah Arendt è ancora attuale il suo pensiero: il carattere distintivo dei totalitarismi contemporanei è quello di “eliminare il pensiero”
Non si limitano a una privazione della libertà o al controllo sui corpi, ma sono un vero e proprio smantellamento della “memoria dell’inizio”
Costantino Esposito, @oss_romano
🚨Secondo il NYT, un colonnello statunitense che aveva esaminato il luogo in cui fu uccisa la giornalista americano-palestinese di Al Jazeera, Shireen Abu Akleh, nel 2022 concluse che era stata colpita intenzionalmente da un soldato israeliano, ma i suoi superiori insabbiarono tutto per non irritare Netanyahu. Succedeva durante la presidenza Biden.
All'inizio dell'invasione a Gaza, nell’ottobre 2023, in Italia molte testate, anche di centrosinistra, hanno preso per vere, di default, senza verificarle, le prime versioni ufficiali diffuse dall’esercito israeliano o da fonti israeliane. Come l'ormai arcinota storia dei «40 neonati decapitati», usata dai gruppi di pressione per infiammare ancora di più l'opinione pubblica e favorire analogie tra Gaza e l'Isis (o tra Hamas e il nazismo) così da togliere argomenti a chi voleva fermare la guerra e iniziare subito a negoziare.
Debunkare alcuni dettagli cruenti non era importante allora per sminuire i crimini di Hamas, bensì per rendere onore all'autonomia giornalistica, depotenziare palesi armi propagandistiche e gettare luce su un nostro alleato geopolitico.
Il caso Abu Akleh è un esempio lampante del perché le versioni fornite dall’esercito israeliano non dovevano essere accettate automaticamente come vere dai media: più volte, anche in seguito, quelle versioni sono state smentite dalle prove, e hanno fatto passare per false anche le storie che erano vere.
La giornalista palestinese 🇺🇸 più amata è stata giustiziata deliberatamente.
Israele l’ha ammazzata appositamente in Cisgiordania occupata, 18 mesi prima del 7 ottobre.
Quell’omicidio mai processato ha spianato la strada allo sterminio di 280 cronisti a Gaza. #ShireenAbuAkleh
@amselini@altreconomia Grazie a te per averlo fatto. È un gran lavoro di verità e informazione, realizzato in maniera perfetta e con tante testimonianze preziose.
Davvero vorrei che lo ascoltassero tutti. Sto cercando di regalarlo a più persone possibili anche fuori da qui.
A questo link trovate “Palestina-Israele”, un podcast bellissimo e illuminante, da ascoltare tutto, per sapere e capire.
In 3 parti:
Oslo 30
La guerra dei giornalisti
Bambini senza pace
realizzato da Anna Maria Selini @amselini per @altreconomia
https://t.co/hTDovX7lRv
Yesterday was 300 days since Dr Hussam Abu Safiya was taken from Kamal Adwan Hospital in Gaza by Israeli forces.
Around the world, we refuse to look away. We refuse to be silent.
Join us in demanding his freedom. #FreeDrHussamAbuSafiya
Israele non rilascerà due medici palestinesi presi a Gaza. Il dottor Hussam Abu Safiya, pediatra e direttore dell'ospedale Kamal Adwan arrestato lo scorso anno assieme a 240 medici, infermieri e pazienti, e il dottor Marwan al-Hams, direttore degli ospedali da campo di Gaza.
La presidenza del Consiglio dice di ignorare chi abbia autorizzato Benjamin #Netanyahu ad attraversare per tre volte lo spazio aereo italiano tra febbraio e luglio di quest’anno, quando era già ricercato per gravi crimini dalla Corte penale internazionale https://t.co/BjcurnUcEW