È indubbio che stavolta qualcosa si sia rotto. Se per ora o per sempre, lo vedremo.
Di crisi Israelo-palestinesi se ne sono viste sin da quando Israele esiste, ma questa volta ho, almeno io, la sensazione che nulla sarà più come prima.
Non lo sarà, perché il giochino perverso di una parte della politica israeliana di fornire continuamente ad Hamas un motivo di esistere, di trovare nel terrore un facile e sanguinoso alibi per non impegnarsi a costruire l’unica soluzione possibile alla guerra permanente, quella dei “due popoli, due stati”, ha raggiunto costi (umani in primis) esagerati, e non può quindi più funzionare. Quel pezzo di Israele che ha coltivato il mostro in provetta deve innanzitutto ammettere le proprie responsabilità, se quel mostro si è, non solo liberato, ma anche internazionalizzato.
Non lo sarà, perché Hamas ha ormai gettato la maschera, mostrando al mondo il proprio vero volto. Quello di braccio armato al servizio di interessi geopolitici regionali e globali, che nulla hanno a che fare con la Palestina e i palestinesi. Una formazione organizzata e determinata, che si è appropriata di Gaza con la forza, soggiogando il popolo che diceva di voler proteggere, per sfruttare a proprio vantaggio la causa palestinese, utile a raccogliere fondi, ma anche solidarietà da interi settori delle opinioni pubbliche occidentali.
Non lo sarà, anche perché il teatro in cui tutto questo accade è un mondo che, dal 24 febbraio dello scorso anno, ha bruscamente abbandonato la strada della globalizzazione, invertendo un percorso che a tutti era parso irreversibile (ed ineluttabile), e che ora si avvia invece verso una fase di polarizzazione e di riedizione dei blocchi, in una logica di confronto che rischia di sfociare in un secondo round della guerra fredda.
E così mentre Pechino, Mosca, Teheran chiamano a raccolta democrature, autocrazie, teocrazie secondo le quali libertà e diritti individuali sono solo inutili orpelli che indeboliscono lo stato, più a ovest ci si arrovella su questioni, che pure dovrebbero essere evidenti per chi sostiene i decantati “valori occidentali”, come il diritto dell’Ucraina ad esistere, dimenticando che la storia ha già chiarito cosa succede quando, davanti a chi mette in pericolo la democrazia, ci si volta dall’altra parte.
Ed il rischio è proprio questo. Le sfide di questo nuovo mondo multipolare richiedono lucidità, coesione e solidarietà. Mentre per ora il ricco ed egoista Occidente appare più come un chiassoso condominio di paesi impigriti da 80 anni di benessere e così abituati a dare per scontati diritti fondamentali, da non riuscire a difendersi dalle insidie della propaganda. Quella propaganda che, anche attraverso i nostri solerti disinformatori, è sempre pronta a far credere che i costi di queste libertà si paghino alla pompa di benzina o alla cassa del supermercato.
Non serve grande intuito per capire che, quand’anche questo fosse vero (e per gran parte non lo è), una società che giudica i costi della democrazia, anziché apprezzarne il valore, la guerra, seppur fredda, l’ha già persa in partenza.
Il 7/7, il Governo ha fiducia piena alla Camera, inclusi i 5S, sul DL Aiuti.
Il 14/7, il Governo riceve fiducia molto ampia, con astensione 5S, sul DL Aiuti.
Il 20/7, Draghi non ha più la fiducia che aveva 5 giorni fa, senza che apparentemente sia successo nulla.
Tutto surreale
Se Conte fosse non dico Richelieu ma almeno Remo Gaspari, a questo punto il M5S si dichiarerebbe soddisfatto del discorso di Draghi e voterebbe la fiducia lasciando il cerino in mano alla Lega che o stacca la spina e il Nord si infuria o torna sui suoi passi e fa la figura del…
@MarzialiMarta@CarloCalenda La ringrazio della risposta, ed è un sollievo la smentita di Bertolaso vicesindaco. Tuttavia non ha smentito l’intenzione di un nuovo impianto sulla Salaria, a 200 metri dalle case
Che poi Bertolaso vuole mettere l’inceneritore sulla Salaria palesemente per vendicarsi di tutta la storia del Salaria Sport Village. Seppelliamolo di ceneri di monnezza!! #roma#Bertolaso#CalendaSindaco
Rifiuti Roma, Bertolaso: "Riaprire Malagrotta e inceneritore in zona Nord Est. Cerroni? Teneva la città pulita" [aggiornamento delle 18:26] https://t.co/GQdqBlOP25
@MarzialiMarta Chiedo anche a lei che è la candidata del Municipio. Nulla da dire sulla proposta di Bertolaso, ipotetico vicesindaco di Calenda, di realizzare un inceneritore sulla Salaria? Ne dipende abbastanza il mio voto come quello di molti altri…
.@CarloCalenda, adesso ci aspettiamo una netta presa di distanze da queste parole. #Cerroni non ha tenuto la città pulita, ma ha tenuto #Roma in ostaggio dei suoi interessi personali, complici molti partiti, e oggi Roma è vent'anni indietro sul ciclo e la gestione dei rifiuti. 1/
@CarloCalenda Che la Raggi sia imbarazzante ormai lo sanno pure i cinghiali, ma tu il termovalorizzatore lo vuoi fare sulla Salaria come dice il tuo nuovo amichetto Bertolaso?
@CarloCalenda Bertolaso, quello che pare tu voglia come vice, ieri ha detto che vuole piazzare un inceneritore vicino all’ex TMB Salario, in piena città e a 200 metri dalle case che per anni si sono beccate i miasmi dello stesso. Smentisci? Ne perderai di voti nel III altrimenti
@welikeduel#propagandalive Alla fine della puntata ne usciamo tutti arricchiti. I punti di vista di due donne forti, una storia che è diventata ovunque invisibile. Grazie, al contrario della pandemia, davvero ne usciamo migliori