Per la terza volta nella storia i nostri azzurri si sono laureati Campioni d'Europa: bravi, ragazziiiiiiiiii! 😍🏆🇮🇹
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L'Italia batte Porto Rico. Anzi, proviamo a scriverla meglio: l'Italia dopo 25 anni torna tra ad essere tra le migliori 8 squadre del mondo ad un Mondiale.
Sì, stiamo godendo a gonfie vele.
#mondialitipo#fibawc
Non possono decidere da soli di farsi un tatuaggio.
Non possono guidare la macchina.
Non possono ordinare una birra al bar.
Non possono andare via di casa.
Non possono comprare niente online.
Possono però, magistralmente guidati da coach Giuseppe Mangone in panchina e dal trio Accorsi-Mathis-Perez in campo, perdere zero partite su sei agli Europei Under 16, vincere con uno scarto medio di oltre 20 punti, spazzare via poco fa la fortissima Francia in semifinale, ed essere tra le prime due squadre più forti d'Europa dopo 32 anni.
Domani sera giocheranno la finale contro la vincente di Spagna-Lituania.
L'Italia Under 16 è una cosa meravigliosa.
"La vita tipo di una giocatrice di basket"
0 anni - vieni al mondo dopo 9 mesi giocati sul lato debole, poi, finalmente, vedi uno spiraglio e ti butti dentro per andare ad appoggiare in sottomano.
5 anni – dopo aver ricevuto 3 bambole, 2 Barbie, 1 Mini Pony e 2 scatole di trucchi-giocattolo dai parenti per Natale, il nonno si presenta con un canestrino da camera. Piangi, è un regalo di merda, e da maschio. Vai al diavolo nonno!
6 anni - l’anta dell’armadio alla quale hai appeso il canestrino ti cade addosso dopo una schiacciata all’indietro, mentre dici “It’s over, it's over” imitando Vince Carter.
7 anni – papà ti porta al minibasket. Il primo giorno è un trauma. 37 iscritti, 37 maschi, tutti brutti, puzzolenti, con l’apparecchio. L’unico briciolo di femminilità presente in palestra è il bagno delle donne nello spogliatoio.
8 anni – commetti il primo antisportivo della tua vita fermando il n.6 avversario con un laccio californiano a metà campo. Poco prima ti aveva detto “femminuccia, cambia sport”
9 anni – sei talmente più sviluppata dei tuoi compagni maschi che prima dell’allenamento gli spieghi l’eternità della colpa e l’impossibilità del pentimento secondo la teologia cattolica più intransigente dell’Inferno di Dante, e il terzo tempo durante l'allenamento.
11 anni – i carabinieri fanno irruzione a casa tua. Ti stanno cercando. Hai legato tuo padre al frigorifero perché ti ha chiesto di lasciare il basket per fare danza.
13 anni – finalmente sei in una squadra di sole femmine. Al primo allenamento capisci subito una cosa: i maschi, a confronto, sono femminucce. Voi vi picchiate come fabbri.
14 anni – ti presenti a scuola piena di lividi, con un occhio nero e il cotone nelle narici. La professoressa vuole sapere chi ti abbia picchiato. Rispondi, sorridendo, che ieri hai fatto una partita di basket.
15 anni – vai al campetto con 3 amiche. Nessuno vi fa giocare perché siete delle femmine. E voi siete stronzi, rispondete. Vi giocate la possibilità di giocare una partita ai liberi. 4 maschi fanno 4/8. Voi 8/8. Col capo chino vi fanno giocare.
16 anni – la nonna ti compra il primo paio di Nike Air Jordan. Ti senti come Scarlett Johansson sul red carpet alla notte degli Oscar con un paio di Louboutin ai piedi.
17 anni – una sera, mentre sei a letto, fai un resoconto sulle tue amiche e conoscenti: su 50 ragazze, 30 non fanno sport, 13 giocano a pallavolo, 5 fanno danza, 2 fanno nuoto. Sei l’unica a giocare a basket. E ne vai fiera.
19 anni – segni il tuo primo tiro libero senza saltare.
21 anni – Allenamento del martedì sera: 6 risse, 21 tirate di capelli, 8 gomitate, 40 minuti di urla e polemiche gratuite, 78 offese ai rispettivi fidanzati. Il tuo allenatore dà le dimissioni. Il motivo? 10 su 12 hanno contemporaneamente il ciclo.
26 anni – in un contropiede 1vs0 stacchi per andare ad appoggiare in sottomano 2 punti facilissimi. Il piede d’appoggio cede, cede anche il ginocchio, non segni, si rompe il crociato. Il primo pensiero non è per la cicatrice che si vedrà sotto la mini gonna, ma per quanto cacchio di tempo dovrai stare senza basket.
29 anni – vai col fidanzato al palazzetto, in curva. A fine partita il capo-ultrà ti prega gentilmente di non presentarti più perché non vogliono che tutta la curva prenda il daspo a causa tua.
34 anni – sforni un bellissimo assist: si chiama Davide e pesa 3 kg e 400.
38 anni – dopo 8 ore in ufficio, dopo aver recuperato Davide all’asilo, dopo aver sistemato la casa, dopo aver preparato la cena per il piccolo e per tuo marito che fa tardi al lavoro, e dopo aver fatto 2 ore di allenamento con 45 minuti di preparazione atletica, vai a letto distrutta. Ma felice.
39 anni – ti emozioni davanti alla tv. No, non hanno aperto la busta a "C’è Posta per Te". Vedi giocare Elena Delle Donne.
40 anni – l’essere distrutta a fine giornata prende il sopravvento sulla tua vita. Decidi di appendere le Nike al chiodo.
43 anni – porti Davide al primo giorno di minibasket: sei più emozionata di Durant quando ha dedicato alla madre il titolo di MVP.
49 anni – esci in barella dalla palestra. Davide ha appena segnato il primo terzo tempo di sinistro senza fare passi. Il tuo cuore non ha retto.
62 anni – sei nonna, e regali a tuo nipote una piccola pallina Spalding. Ci gioca subito e prova a palleggiarla. Sei al settimo cielo come Mentana durante i primi exit poll.
89 anni – in un letto di una casa di riposo, chiedi il cambio alla vita. Te ne vai felice per aver sudato, combattuto e tramandato uno sport votato al maschile che in Italia ha poco spazio, che vive ancora di pregiudizi, e che per questo hai dovuto, e voluto, amare doppiamente.