Der französische Journalist Paul Amar:
»Sie kamen vorbereitet. Sie hatten die Adressen der Rathäuser. Sie hatten Adressen jüdischer Ladenbesitzer.
In einer Straße in Marseille wurden alle Geschäfte, die Juden gehörten, angezündet. Geschäfte, die von Muslimen geführt wurden, nicht.«
@visegrad24
Sentite questa @tagadala7: “È gronaga”. Non solo il tribunale penale internazionale non ha mai parlato di genocidio (manco la corte antisemita dirimpettaia l’ha fatto, peraltro), ma persino il molestatore antisemita Karim Khan, istigatore dei mandati, ha detto che ad oggi la CPI non ha raccolto prove sul preteso genocidio.
Ma è “gronaga”, dice questa. Intanto l’ordine dei giornalisti sta a guardare, tra una colletta per i giornalisti del 7 ottobre e l’altra.
A Piazza Pulita ho avuto un’accesa discussione dopo aver raccontato quello che ho visto nei kibbutz dopo il 7 ottobre in cui furono anche bruciati bambini dai terroristi. Mi è stato detto che è una fake news (non è così) mentre si cita Hamas come una fonte affidabile.
Questo un altro - piuttosto sconcertante - momento di Piazza Pulita ieri sera.
Cercavo solo di fare due semplici domande.
La prima.
Se è Israele il “cattivo” di questa storia, perché per almeno due volte (nel 2000 e nel 2008) un piano di pace che prevedeva la creazione di uno Stato palestinese fu approvato da Israele ma bocciato dalla leadership palestinese?
La seconda.
Perché quando Israele ha “abbandonato i territori occupati”, ritirandosi da Gaza nel 2005, Hamas ha trasformato Gaza in uno stato terrorista invece di disarmare e iniziare un vero processo di pace come avevano fatto altri gruppi armati (i baschi, i curdi o i nord-irlandesi)?
Pensate ci sia stato modo di avere risposte a queste domande?
Oriana Fallaci sull'antisemitismo ⬇️
"Io trovo vergognoso che in Italia si faccia un corteo di individui che vestiti da kamikaze berciano infami ingiurie a Israele, alzano fotografie di capi israeliani sulla cui fronte hanno disegnato una svastica, incitano il popolo a odiare gli ebrei. E che pur di rivedere gli ebrei nei campi di sterminio, nelle camere a gas, nei forni crematori di Dachau e di Mauthausen e di Buchenwald e di Bergen-Belsen eccetera, venderebbero a un harem la propria madre."
Semplicemente una donna straordinaria.
#29giugno #StandWithIsrael
“Perché sono sionista” di Oriana Fallaci
In definitiva sono sionista perché’ respiro, perché penso, perché’ vedo, perché’ esisto, perché so’… Sono sionista perché’ conosco Israele e la sua gente e gli arabi che vivono lì e godono degli stessi diritti degli ebrei e temono gli arabi dall’altra parte e tacciono e sono colpevoli perché’ tacciono… Peró quando parli con loro nell’intimità della loro casa manifestano la loro gioia per vivere, lavorare e educare i loro figli in libertà piena, libertà anche di essere atei e le donne di essere libere in città come Tel Aviv, Jaffa o Gerusalemme.
Sono sionista perché’ non mi piace che sgozzino la gente, che lapidino le donne o che uomini adulti si sposino con bambine.
Sono sionista perché’ amo la cultura e ringrazio ai tanti scienziati, intellettuali, medici, letterati, musicisti, architetti, ingegneri, matematici, e fisici ebrei che in proporzione maggiore rispetto al resto della terra hanno dato di più e nonostante siano stati i più oppressi…
Per ultimo sono sionista perché’ sono donna, europea e occidentale. Perche’ adoro la mia maniera di vivere e detesto che mi si voglia imporre qualcosa. Perché’ amo la libertà sopra ogni cosa. Perché rispetto le donne, perche’ bevo quello che voglio e mi piace il prosciutto e perché ognuno col suo culo fa quello che vuole signori…e signore! Of course!
Conclusione: sono sionista perche’ sono egoista e se muore Israele, nostro migliore e coraggioso alleato, dietro Israele moriremo anche noi…..
In questi giorni, parecchio indignata, ho fatto dei post su #Fauda e sul film #Naza. Mi hanno preso d’assalto con insulti, anche amici che non sentivo più da tempo e che ora mi vedono come il diavolo. Pazienza. Fa comunque un certo effetto questa solitudine.
"Sto arrivando per te, Ebreo... Farò scorrere il tuo sangue a fiumi," hanno cantato i soldati dell'Esercito Arabo Siriano fuori dalla storica Cittadella di Damasco sabato 15 agosto, secondo quanto riportato dai media arabi.
Il video su The Jerusalem Post