Ennesima figura barbina del governo Meloni di cui difficilmente sentirete parlare sulla Rai.
Ancora una volta i giudici hanno dovuto mettere una pezza giuridica alle porcheri* legislative dei nostri eroi.
Il Tar del Lazio ha sospeso il decreto del governo che equipara la Cannabis light alle sostanze stupefacenti, stabilendo quello che anche un bambino di tre anni avrebbe capito da solo: i prodotti orali contenenti Cbd non sono una droga.
Una sentenza fondamentale che dimostra almeno quattro o cinque cose:
Che l’emendamento al decreto Sicurezza voluto da Meloni e soci è inapplicabile così com’è.
Che il governo è guidato da pericolosi cialtroni in materia che sostituiscono criteri demagogici a quelli scientifici.
Che è salvo, per ora, un settore che vale 11mila posti di lavoro.
Che non esiste alcun complotto dei giudici. Esiste solo una classe politica incapace di scrivere le leggi e una classe giuridica costretta a rimediare ai suoi grossolani errori.
Ed è un grosso problema.
Tosa
Antonella, vicina di casa che inizia a salutarmi e a sorridermi poco prima della sua partenza per altra città dopo che non mi ha mai cagato di striscio per mesi mi ricorda che io e la gioia siamo acerrimi nemici.
@_elle_gal_ Beh, per farlo bene bisogna togliere un bel po’ dai programmi di Storia, Filosofia, Letteratura, Lingue antiche, Biologia, Chimica, Fisica, Informatica, Lingue straniere, Educazione Fisica e finanche Religione o meglio Studi sulle religioni. Promosso chi studia di meno.