Un Paese che si accanisce sui privilegi degli insegnanti (pochi), ma non si scandalizza per quelli della classe politica, dice tutto sul suo livello culturale.
Tra le varie sciocchezze dette da Vannacci: oggi c’è un elenco di paesi sicuri dettati dall’Ue, e l’Italia ha accordi di rimpatrio con tutti; e se non ha accordi di rimpatrio proprio con tutti, può sempre mandare i migranti irregolari in paesi terzi, in base al nuovo Patto europeo per le migrazioni all’asilo.
Peccato che 1) l’Italia non abbia accordi di rimpatrio con tutti i paesi dichiarati sicuri dall’Ue per cui non può rimandarvi i migranti; 2) per trasferire i migranti in paesi terzi sicuri diversi dai paesi d’origine, in base al Patto Ue, servono comunque accordi che l’Italia al momento non ha, per cui si torna di nuovo al punto 1).
Vannacci impreparato sul tema.
@OttoemezzoTW #ottoemezzo
E’ boom di #infezioni#sessualmente trasmesse. Da anni lo Stato ha rinunciato a parlare di educazione sessuale. Questi sono i risultati. L’Italia è oggi ostaggio di un mix tra tabù, ignoranza e analfabetismo sanitario. Prevenzione e educazione sanitaria sono strumenti decisivi per combatterle.
A qualcuno fischiano le orecchie?
Rinfreschiamo la memoria ai tardoni destrupidi.
Il governo Meloni non ha mantenuto la maggior parte un buon 99% degli impegni annunciati in campagna elettorale.
La legge Fornero non è stata abolita. Anzi, l’età pensionabile potrebbe aumentare dal 2027. E l’aumento delle pensioni minime a 1000 euro si è tradotto in un incremento pari a 1,80 euro mensili nel 2025.
Non solo non sono state abolite le accise sui carburanti, ma si è verificato un aumento sul diesel.
Si è parlato di riduzione delle tasse, ma la pressione fiscale ha raggiunto il 42,8%. Non è mai stata contrastata neanche l’evasione fiscale: sono invece stati attuati ben 20 condoni dall’insediamento del governo.
Il blocco navale per contrastare l’immigrazione – tanto usato nella propaganda – non è stato attuato. Al contrario, gli immigrati irregolari sono cresciuti del 31,1%.
Il piano per il sovraffollamento carcerario è ancora lontano: di 7.000 nuovi posti, ne sono stati realizzati solo 479.
Anche le grandi promesse industriali sono andate in fumo.
Dei 25 miliardi di euro destinati alle imprese sono stati resi disponibili solo poco più di 3 miliardi.
Anche le risorse del Pnrr non sono state pienamente utilizzate : sono stati spesi solo 86 miliardi, ben sotto la soglia programmata.
Infine, la vendita dell’ex Ilva di Taranto si sarebbe dovuta concludere agli inizi del 2025. Siamo nel 2026, e niente.
Stesso discorso per quanto riguarda sanità: l’estensione delle prestazioni sanitarie esenti da ticket non è mai attuata.
Il governo è stato “coerente” anche nel sostegno alle famiglie.
La misura degli asili nido gratuiti non è mai stata attuata e, anzi, il numero di strutture previste dal Pnrr è stato ridotto.
La “super detrazione” per le madri è stata annunciata più volte, ma non è mai stata attuata.
E infine, neanche il taglio dell’Iva sui prodotti per infanzia è mai stato realizzato.
Per quanto riguarda la ricerca, il divario con l’Europa resta immutato: la spesa italiana è ferma all’1,4% del PIL, contro una media europea del 2,3%.
Ma secondo voi i quattro del Garante della Privacy si sono dimessi, o adesso che il clamore è sbollito stanno ancora lì a piazzare bistecche e hotel a cinque stelle sulle note spese che paghiamo noi?
Ve lo dico io: tre su quattro sono ancora seduti al loro posto da 240000 euro l'anno. Indagati per peculato e corruzione. Anche se l'Avvocatura dello Stato gli ha chiesto di andarsene, caso unico nella storia. Risposta: nessuna.
Quelli che, per stanare la talpa che li ha denunciati, hanno provato a spiare le mail dei loro dipendenti. Il Garante della privacy che viola la privacy.
Garante della privacy. Garante di sé stessi.
Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha rilasciato un’intervista a Libero nella quale afferma che i gruppi Antifa sono «intolleranti come lo furono i comunisti». L’occasione: ottant’anni dall’Assemblea Costituente. La tesi la firma un ministro nel giorno in cui si celebra la Costituzione. È cattiva storia e cattiva fede.
Il Partito Comunista Italiano (Pci) che Valditara cita non fu il partito che «sostituì le piazze alle urne». Organizzò il 60% delle formazioni partigiane nella Resistenza. Con la svolta di Salerno nel 1944 scelse di collaborare con tutte le forze democratiche. Con Umberto Terracini appose la firma alla Costituzione nel 1947. Palmiro Togliatti, ministro della Giustizia, varò un’amnistia che liberò numerosi ex fascisti. Il Pci rimase all’opposizione per quasi cinquant’anni. La rivista Novecento lo definisce «strenuo difensore dei valori della Costituzione». Confondere il comunismo sovietico con il Pci italiano non regge sul piano storico: regge su quello polemico, per delegittimare l’antifascismo senza nominarlo.
Valditara cita Giacomo Matteotti, Carlo Rosselli, Piero Gobetti: Matteotti fu ucciso dai fascisti nel 1924, Rosselli in Francia nel 1937, Gobetti morì in esilio. Non uno fu colpito dagli Antifa. Usarli per equiparare i manifestanti ai fascisti che li assassinarono sfiora il falso storico. Il ministro denuncia «la sostituzione delle piazze alle urne» e «la demonizzazione dell’avversario»: applicate con la stessa misura, quelle parole descrivono bene il governo attuale.
Chi ha un problema con le regole
A marzo 2026 il referendum sulla separazione delle carriere è stato bocciato con il 53,74% dei No. La legge Calderoli sull’autonomia differenziata, a novembre 2024, è stata colpita in sette punti dalla Corte Costituzionale per violazione dei principi di unità della Repubblica e garanzia dei diritti fondamentali. Il «modello Albania» ha accumulato sconfitte sistematiche: il Tribunale di Roma, nell’ottobre 2024, non convalidò il trattenimento dei dodici migranti nei centri albanesi; il 1° agosto 2025 la Corte di Giustizia Ue, nelle cause C-758/24 e C-759/24, ha stabilito che la designazione dei Paesi sicuri deve poter essere contestata dai giudici. Gjader è rimasto praticamente vuoto. Meloni, dopo la sentenza, scrisse che la giurisdizione «rivendica spazi che non le competono». Le regole valgono finché danno ragione al governo.
Chi silenzia il dissenso
Nel luglio 2023, quattro puntate di «Insider» di Roberto Saviano, già registrate per Rai3, furono cancellate cinque giorni dopo che lo scrittore aveva definito Salvini «ministro della mala vita». Lega e Fratelli d’Italia presentarono formale richiesta in Commissione di Vigilanza. Le Federazioni internazionale ed europea dei giornalisti (IFJ e EFJ) definirono la cancellazione una lesione della libertà di espressione; il programma tornò in onda un anno dopo, sotto la pressione delle associazioni antimafia.
Il 25 aprile 2024 Antonio Scurati doveva leggere un monologo sul fascismo su Rai3: il contratto fu annullato all’ultimo minuto; Serena Bortone, che lesse il testo da sola, fu sospesa per sei giorni. I sindacati internazionali scrissero alla Commissione europea che il governo aveva «censurato programmi critici» ed «estromesso conduttori televisivi». Nello stesso anno l’Italia è scesa al 46° posto nell’indice di Reporters Sans Frontières. La querela di Meloni contro Domani è rimasta aperta fino al luglio 2024, quasi due anni dopo.
La Costituzione che Valditara evoca nacque dalla Resistenza. La scrissero comunisti, cattolici, liberali, azionisti. La firmò Terracini, dirigente del Pci. Il ministro la invoca mentre il governo accumula sconfitte. Il dissenso di piazza non è un pericolo per la democrazia: è il suo combustibile. Chi gestisce il potere e non sopporta il rumore non ha un problema con gli intolleranti. Ha un problema con chi non gli obbedisce.
(il mio articolo per @LaNotiziaTweet)
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‼️ #Conte fa fare una mega FIGURA DI MERDA ai trombettieri delle menzogne meloniane, e questo accade proprio su #TeleMeloni.
Avendo finito il repertorio delle menzogne ricominciano da pagina 1, col #superbonus 🤣
E li ha asfaltati con PROVE ALLA MANO 👏
Grandissimo Conte ! 👑
La storica #Ponzani dà una lezione a #LaRussa: avere nostalgie fasciste nel 2026 è sconcertante. Il problema non è cosa pensa nel salotto di casa, ma che le spara come seconda carica dello Stato. Un insulto alla Repubblica. #25Aprile#ottoemezzo
Vendo 2 biglietti per lo spettacolo di danza Romeo e Giulietta del 24 luglio 2026 al Circo Massimo a Roma. Poltrona Fila A. Li ho acquistati ma, purtroppo, non posso andare.
Se qualcuno è interessato mi contatti.
#romeoegiulietta#circomassimo#caracallafestival2026
Immagino la sorpresa dei telespettatori del Tg1 nell’apprendere le dimissioni di Delmastro per una vicenda, quella della bisteccheria, che il Tg1 non aveva loro raccontato.
Crozza a zero su Delmastro e Referendum Giustizia "il vero problema di questo Paese sono i giudici o gli imputati? Delmastro, Santanchè, Montaruli è normale che riforma sia in mano a loro?
È come se la formula dello zampirone la facessero le zanzare"
#Crozza#Delmastro#21marzo
Andrea Delmastro non dichiara quote in una srl, omette un possibile conflitto di interessi e, da sottosegretario alla Giustizia, non sa che tra i suoi soci c’è un soggetto legato a un boss Senese. È distrazione o qualcosa di più serio.
Intorno, silenzio. Carlo Nordio, Giorgia Meloni, Matteo Piantedosi, Ignazio La Russa non hanno nulla da dire.
Però il problema è la famiglia nel bosco.