Eh anche a me diceva che sostenevo imbecillità...anche quando stavo leggendo solo i dati NHSS inglese. Veramente un poveraccio,ma sempre in tv, come Calenda 🤮
PRIMA GLI INTERESSI DELL’ITALIA. E GLI ITALIANI NON SONO FIGLI DI UN DIO MINORE!
C’è una domanda che il ministro @GuidoCrosetto dovrebbe avere il coraggio di rivolgere prima di tutto a se stesso: perché per un incarico così delicato si è scelto un ex ministro ucraino, invece di valorizzare le enormi competenze che esistono in Italia?
Sia chiaro: il problema non è la nazionalità di una persona.
Il problema è il criterio con cui vengono assegnati incarichi che riguardano la sicurezza, la difesa e l’innovazione militare del nostro Paese.
In Italia abbiamo ingegneri, ricercatori, universitari, tecnici, professionisti e giovani preparatissimi che studiano droni, intelligenza artificiale, cybersecurity, sistemi satellitari e tecnologie della difesa. Perché non partire da loro? Perché non dare a questi italiani la possibilità di dimostrare quanto valgono?
Un ministro italiano deve ricordarsi una cosa fondamentale: rappresenta l’Italia e deve rendere conto agli italiani.
Se esiste una competenza straniera che può essere utile al nostro Paese, la si può certamente valutare. Ma allora devono essere spiegati con assoluta chiarezza i criteri della scelta, il ruolo, i poteri, la durata dell'incarico, i compensi e soprattutto le garanzie relative alle informazioni sensibili della Difesa.
Perché qui non stiamo parlando di una collaborazione qualsiasi.
STIAMO PARLANDO DELLA DIFESA DELLA REPUBBLICA ITALIANA.
E quando entrano in gioco sicurezza nazionale, tecnologie militari e informazioni strategiche, gli italiani hanno tutto il diritto di pretendere trasparenza, competenza e garanzie.
Non possiamo continuare a chiedere sacrifici ai nostri giovani, dire loro di studiare, specializzarsi, eccellere e poi, quando arriva un'occasione importante, farli domandare:
“E NOI ITALIANI QUANDO AVREMO LA NOSTRA OPPORTUNITÀ?”
Questa è la domanda che deve arrivare forte e chiara al Ministero della Difesa.
CROSETTO NON DEVE DIMENTICARE CHI LO PAGA, CHI RAPPRESENTA E A CHI DEVE RISPONDERE: AGLI ITALIANI.
La solidarietà internazionale è una cosa.
La gestione degli interessi strategici dell'Italia è un'altra.
E su questo gli italiani hanno il diritto di pretendere risposte.
LE COMPETENZE ITALIANE NON POSSONO ESSERE CONSIDERATE SEMPRE L'ULTIMA SCELTA.
Prima di guardare fuori dai nostri confini, guardiamo negli occhi i nostri giovani, i nostri ricercatori e i nostri professionisti e diciamo loro che l'Italia crede ancora nelle loro capacità.
Perché un Paese che non valorizza i propri talenti rischia di perdere non soltanto i suoi giovani, ma anche la propria dignità.
- Dilma da Silva
Direi di portare in tendenza #CrosettoDimettiti, visto che ne abbiamo le palle piene di questi pericolosi traditori che scambiano i Ministeri per comitati d'affari per le loro lobby.
Ritwitta per chiedere le DIMISSIONI di Crosetto, che ha nominato suo consigliere Fedorov, ministro della Difesa del regime criminale di Zelensky, che rapisce gli ucraini e li tortura nei centri di addestramento per farli crepare per l'UE, il cui esercito è composto da neonazisti.
Ma questo bifolco quando la finirà di vomitare fango addosso a persone che semplicemente esercitano il proprio sacrosanto diritto alla libertà di espressione, peraltro con autorevolezza molto maggiore della sua, dopo l’infinità di BALLE che costui ha raccontato??
GRANDI, GRANDI, IMMENSI,
GRANDISSIMI, BELLISSIMO
GESTO 👏🏻👏🏻👏🏻
#Russia#newzealand#Japan
Il pattinatore russo Lev Lazarev ha vinto l'oro nella competizione individuale nella prima tappa della serie junior del Grand Prix.
Non potendo esibire la propria bandiera perché gli è vietato,
gli altri due competitor, neozelandese uno e giapponese l'altro, hanno messo via la loro.❤️
- Arsenale Kappa
L’ennesimo pacchetto di sanzioni inutilissime e ormai grottesche, contro un Paese col quale nel contempo si pretende di aprire un dialogo negoziale per la pace… la summa dell’ipocrisia e dell’incoerenza, come sempre, alberga a Bruxelles.
Mr. Roberto Burioni, non ho voglia di scherzare e non accetto più di essere bullizzata.
Nascondere il bullismo dietro all'ironia e al sarcasmo, non lo rende meno pericoloso e nemmeno meno violento.
Questo suo comportamento intenzionale e ripetuto in continuazione in contesti e argomenti che non la coinvolgono, con il solo scopo di umiliarmi, ridicolizzarmi e danneggiarmi, sfruttando un evidente disequilibrio di potere, è già odioso quando proviene da persone con scarsa educazione e rispetto per il prossimo.
Diventa inaccettabile e vergognoso quando proviene da una persona che, occupando la ribalta pubblica, moltiplica in maniera esponenziale i rischi che ne derivano.
Perché il bullismo, quando viene alimentato da una figura pubblica, ha conseguenze reali.
Io so cosa significa essere presa di mira. So cosa vuol dire aprire il telefono e trovare decine di mail d’odio, insulti, persino minacce.
E so anche che non sono solo io.
Ci sono persone comuni, madri, padri, giovani, che vengono sommersi dall’aggressività di chi si crede legittimato dal suo comportamento a "odiare" solo perché le persone osano fare domande o perché non accettano passivamente quello che lei dice.
E farlo in nome della scienza, non costituisce un alibi, ma una aggravante.
La scienza non è mai stata “io ho ragione e tu devi stare zitto”.
La scienza è dialogo, è ascolto.
Se invece di spiegare, umili, se invece di convincere, attacchi, allora non stai diffondendo conoscenza.
Stai solo creando un branco.
E il branco è pericoloso.
Perché quando si dà il permesso al branco di trattare gli altri come nemici, come idioti, come “da cancellare”, allora succede quello che è successo a me e a tanti altri: insulti, intimidazioni, minacce.
E non è più solo una discussione, diventa violenza.
Perché le parole non restano confinate su X. Hanno conseguenze.
E quando una persona viene aggredita, umiliata, minacciata solo perché la pensa diversamente, la colpa non è solo di chi aggredisce, umilia e minaccia, ma anche di chi ha creato quel clima.
Quali sono le ragioni di questo suo cinico e chirurgico killeraggio nei miei confronti, Mr. Burioni?
Mi teme a tal punto da rinunciare al rispetto di ogni principio etico e morale pur di mettermi a tacere per sempre?
Lo fa di sua iniziativa o risponde a qualcuno?
E la categoria alla quale appartiene intende identificarsi anche essa in questo comportamento di violenza e aggressività nei confronti di una donna?
Io non ho paura di lei, né ho paura di quegli idioti fanatici che la seguono.
Ho paura di quello che questo odio sta facendo alla nostra società. Perché quando si normalizza la violenza verbale, quando si giustifica il linciaggio digitale, si perde qualcosa di fondamentale: il rispetto per l’altro. E una società senza rispetto è una società che si sgretola.
Mr. Burioni, stop bullying!