Giorgia Meloni ha le mani sporche di sangue.
Siccome voglio molto bene a Vittorio Feltri, un affetto sincero senza forme di ironia, rispondo all’“anti-premio” che mi ha conferito. L’oggetto della disputa intellettuale è Giorgia Meloni. Vittorio Feltri assicura che sia una bravissima persona; io, invece, esibisco la documentazione per dimostrare che Giorgia Meloni è una criminale politica con le mani sporche del sangue di tanti bambini palestinesi a Gaza. La domanda che sollevo nel dibattito pubblico è: che cosa può fare un professore universitario della società libera per difendere migliaia di bambini vittime di un genocidio organizzato dalle democrazie occidentali? Risposta: può soltanto usare la cultura. Per questo motivo, compatibilmente con i mille impegni accademici e di ricerca, mi impegno a pubblicare un post al giorno per spiegare che Giorgia Meloni è una criminale politica con le mani sporche del sangue di tanti bambini innocenti per via del suo appoggio incondizionato a Netanyahu nel bombardamento di Gaza. Finora avevo criticato soltanto Antonio Tajani. Tuttavia, essendomi reso conto che Tajani è soltanto un burattino politico, mi focalizzerò su Giorgia Meloni usando le mie ricerche accademiche sulla sua politica estera verso la Palestina. In caso di querela da parte dei legali di Meloni, pubblicherò un post al giorno per dire che Giorgia Meloni è una criminale politica, sia durante le eventuali indagini su questo profilo, sia durante tutta la durata di un eventuale processo. Non farò nemmeno un passo indietro. Agirò in questo modo fino a un cessate il fuoco a Gaza o fino a quando Giorgia Meloni non avrà condannato Netanyahu ponendo fine alla sua assistenza militare a Israele. Se qualche giorno non scriverò che Giorgia Meloni è una criminale politica sarà soltanto per via degli impegni accademici. Qui sotto trovate una lista molto limitata di fatti che consentono di affermare che Giorgia Meloni è una criminale politica con le mani sporche di sangue. Infine, un messaggio per i giornalisti di Libero, il Foglio e il Giornale. Questa è la pagina di un pacifista in difesa della società libera. Se non vi piace la libertà di questa pagina, andate a vivere in una dittatura.
Giorgia Meloni, Il 28 ottobre 2023, si è rifiutata di votare in favore di una tregua umanitaria all’Onu per interrompere lo sterminio dei palestinesi a Gaza. In quell’occasione, Meloni ha dichiarato, per bocca dell’ambasciatore italiano all’Onu: “Sempre solidali con Israele”. il 19 settembre 2024, Giorgia Meloni si è rifiutata di votare in favore di una risoluzione Onu che chiede a Israele di porre fine all’occupazione dei territori palestinesi in solidarietà con Netanyahu che, in quei luoghi, ha ridotto i palestinesi a una categoria inferiore a quella dell'uomo. Giorgia Meloni ha dato a Netanyahu, a sterminio in corso, le seguenti armi: bombe, granate, siluri, mine, missili, cartucce ed altre munizioni, proiettili e loro parti, per un valore di 730.869,5 euro a dicembre 2023, quasi raddoppiati a 1.352.675 euro a gennaio 2024. Giorgia Meloni, nell’ultimo MeD9 a Cipro, l’11 ottobre 2024, ha impedito l’inserimento di un brano contro la vendita di armi a Israele – richiesto da Macron e Sanchez – nella nota con cui Francia, Italia e Spagna hanno condannato l’attacco israeliano contro Unifil in Libano. Giorgia Meloni ha riconosciuto di continuare a fornire assistenza militare a Netanyahu nel suo discorso del 15 ottobre 2024 alla Camera dei Deputati. Sebbene il 15 ottobre 2024 Israele fronteggiasse già un processo per genocidio all’Onu, Giorgia Meloni ha dichiarato alla Camera che ella continua a dare armi a Netanyahu.
Risposta, molto rispettosa, a Liliana Segre.
Il dibattito sul genocidio a Gaza, reale o presunto che sia, non può prescindere dalle scienze sociali. Nel suo articolo per il Corriere della Sera, Liliana Segre ha indicato due caratteristiche del genocidio che, a suo dire, sarebbero assenti a Gaza. Avendo studiato nei miei libri l’organizzazione dei massacri di Robespierre in Francia, di Mao in Cina, di Stalin in Russia e di Pol Pot in Cambogia, mi permetto di segnalare alcune caratteristiche del genocidio presenti a Gaza.
Per impostare il dibattito pubblico in maniera rigorosa, dobbiamo ricorrere innanzitutto alla sociologia fenomenologica per mettere in discussione il significato delle parole che l’uomo comune dà per scontato. In questo caso, la parola che tutti danno per scontata è “guerra”. Tutti parlano di “guerra” a Gaza. Ma siamo sicuri che ciò che accade a Gaza sia una guerra? A Gaza non ci sono mica due eserciti regolari che si scontrano come accade in Ucraina. C’è soltanto un esercito che spara quasi esclusivamente contro la popolazione civile, come tutte le immagini mostrano e come confermano, almeno in questa fase iniziale delle indagini, la Corte penale internazionale e la Corte di giustizia internazionale dell’Onu. L’esercito israeliano ha distrutto tutte le scuole, le moschee, gli ospedali, le case e i campi profughi dei palestinesi usando copiosamente le potentissime bombe MK-84 concepite per cancellare indiscriminatamente tutto ciò che toccano con crateri smisurati.
In secondo luogo, l’esercito israeliano ha ucciso oltre 44.000 persone in dodici mesi. Tuttavia, autorevoli riviste parlano di (almeno) 186.000 morti dirette e indirette. Un caso di morte indiretta sono i palestinesi che defungono per un infarto perché gli ospedali non funzionano o i bambini che muoiono perché vengono amputati senza anestesia, come ha testimoniato il medico britannico-Palestinese Abu Sittah. Il bimbo morto per amputazione senza anestesia non rientra nel calcolo dei 44.000. Questa è una caratteristica tipica del genocidio: distruggere tutte le condizioni materiali di esistenza di un popolo per precipitarlo nella disperazione affinché non si rialzi più.
In terzo luogo, Israele ha chiuso tutte le vie di fuga ai palestinesi conferendo loro due caratteristiche tipiche dei popoli soggetti a genocidio: non hanno difese e non hanno scampo. Anche questo è tipico dei governi genocidi: chiudere tutte le vie di fuga ai dominati uccidendo i civili impunemente senza freni.
In quarto luogo, Israele ha ridotto i palestinesi alla fame impedendo loro di ricevere cibo e aiuti umanitari con stragi di efferata crudeltà, come la strage della farina del 29 febbraio 2024: una strage del tutto immotivata contro i civili palestinesi falcidiati dai mitragliatori israeliani mentre si lanciavano affamati verso i camion dell’Onu con il cibo.
L’articolo in oggetto del Corriere della Sera commette anche un errore metodologico: l’errore di giudicare ciò che accade ai palestinesi in base al punto di vista del Corriere della Sera stesso. Mentre il genocidio degli ebrei è stato raccontato dagli ebrei stessi, le cui testimonianze sorreggono tutti i libri sull’Olocausto, nessuno ha chiesto ai palestinesi che cosa essi pensino di ciò che sta capitando loro. Il fatto di non includere il punto di vista delle vittime nella scrittura della storia delle vittime è un errore metodologico grave quando si fa “storia” . Quando diciamo che il governo Netanyahu non intende commettere un genocidio - domando - abbiamo incluso le parole dei ministri israeliani che hanno invocato l’uso della bomba atomica contro Gaza o le parole di Gallant che, in una conferenza pubblica, disse che avrebbe colpito tutti palestinesi, definiti "animali umani", per punire Hamas? I palestinesi ci chiedono di includere questi fatti nella “nostra” storia su di loro. Ce lo chiede anche la teoria postcoloniale di Edward Said, Homi Bhabha e Gayatri Chakravorty Spivak.
C’è poi la convinzione di Liliana Segre secondo cui indicare come “genocidio” ciò che accade a Gaza svaluterebbe l’orrore infinito dell’Olocausto nazista. Ma quale dato o fatto sorregge una conclusione di questo tipo? Per quel che mi riguarda, l’Olocausto nazista resterebbe un orrore assoluto sia che a Gaza sia genocidio, sia che a Gaza sia pulizia etnica. Aggiungo che, nella letteratura scientifica sulla violenza politica, la pulizia etnica è talmente simile al genocidio che gli esperti fanno difficoltà a distinguere chiaramente tra i due, tant’è vero che l’enciclopedia di Oxford sul terrorismo concepisce la pulizia etnica come una “variante” del genocidio.
Infine, sono d’accordo che le parole dovrebbero essere usate con cautela, ma non è nemmeno possibile, almeno in una società libera, che la parola “genocidio” sia “ostaggio” di una élite del potere.
Il prossimo genocidio non si presenterà identico al genocidio organizzato da Hitler. Per questo motivo, noi occidentali non riusciremo a riconoscerlo, a causa dei nostri limiti culturali e dei nostri pregiudizi eurocentrici.
Oggi sono stato a fare la spesa e la situazione-prezzi è veramente scandalosa! Ma non c’è proprio nessuno in questo sfortunato Paese al quale stanno a cuore le famiglie meno abbienti, e quelle che lo diventeranno presto?
Mia mamma si doveva operare, un mese fa le hanno diagnosticato il cancro per la terza volta. Quando ci siamo svegliati quella mattina, il cielo era grigio. Mia mamma si è messa a pregare e mentre lo faceva piangeva e io riuscivo a sentire le sue lacrime piombare sul tappeto.
La paura che mia mamma non riuscisse a superare l’operazione era sempre più forte. In quei giorni mi facevo mille domande: cosa dovrei fare prima che entri in sala operatoria? Come devo passare questi ultimi giorni con lei? Dovremmo guardare dei film insieme? Basteranno le preghiere che abbiamo fatto insieme ? Andare a mangiare fuori? Stare insieme basta? Ha senso che io stia scrollando tik tok? E se me ne pentissi? A cosa servono tutti sti soldi e questo successo?
Ho pensando più volte di smettere di fare musica e lo gridavo spesso in faccia a mia madre. Quei giorni mi sentivo solo.
Entravano e uscivano medici, donne delle pulizie, infermiere, tutti continuavano a chiederci come stavamo. Mia madre mi disse “Ecco vedi? Ghali tu devi continuare, non hai fratelli, non hai sorelle, la musica è un dono di Dio, Dio ti sta dando fratelli e sorelle tramite la musica”
Spesso andavo a prendermi una boccata d’aria nel giardino dell’ospedale e quel giorno ero lì. Ho messo le cuffie e ho schiacciato play su “niente panico”.
Mi emoziono e faccio sempre fatica a trattenere le mie lacrime quando ascolto questo brano, ma quella volta è stato particolarmente intenso.
Il vento intorno a me si sollevò, ho sentito una carezza e le mie lacrime scivolavano sul viso fino a finire sul prato, i cespugli intorno si muovevano.
In quei giorni ho avuto tanta paura, ma grazie a Dio l’operazione è andata bene.
Quel giorno ho capito di aver scritto una cura, e per questo è la canzone più importante della mia vita.
Dedico questa canzone a chiunque stia passando un momento difficile, per qualunque ragione, che sia lavoro, una malattia, un esame all’università, una guerra o un amore finito, perchè qualunque problema di salute mentale merita rispetto e comprensione. Dedico questa canzone a chiunque stia passando un momento in balia della paura.
Niente Panico fuori a mezzanotte.
#nientepanico
Qual è il senso del pestaggio delle due ragazze transgender nel viterbese delle quali si parla tanto nelle ultime ore? Qual è il senso di dieci uomini che si accaniscono su due ragazze? In quale modo quei dieci vigliacchi sarebbero i "normali" mentre le due ragazze sarebbero le strane, le diverse da mettere all'indice?
Come pochi giorni fa a Vieste ai danni di un dodicenne, è ancora una volta il branco a colpire. E di nuovo i protagonisti sono giovanissimi che agiscono di fronte a tutti, senza alcun pudore.
Sarebbe questo, forse, il mondo giusto che vogliono quelli che si lamentano del mondo "al contrario"?
Non c'è un modo di parlare di questa storia senza arrabbiarsi e anche senza vergognarsi. Perché siamo tutti colpevoli, come società, se ci sono ancora questi branchi di violenti per strada come se fossimo nel Medioevo. Non possiamo andare avanti così. Anzi, non possiamo andare così indietro.
Colpo di scena: Padre Melis , il prete di Genova fermato per abusi sessuali, ha l’Hiv, è sieropositivo da 10 anni. Il GIP scrive : “è un uomo pericoloso”. I carabinieri ha fatto appello a ai ragazzini molestati o abusati a farsi avanti? Con quanti bambini è entrato in contatto il prete di Genova? Perché la Chiesa , che continua a tacere sulla vicenda, ha nascosto un’informazione così importante ai genitori dei bambini con cui il prete è entrato in contatto? #farwest #genova #padremelis
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Maria Sestina Arcuri: Rinviata a giudizio la nonna del fidanzato Andrea Landolfi Cudia, condannato in via definitiva a 22 anni. Risponderà di omissione di soccorso, false dichiarazioni al pm e abbandono di minore. Prima udienza il 12 marzo.
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Israele è il paese più votato dell'Italia nella seconda semifinale dell'Eurovision. Siamo un paese che non ha imparato un cazzo dalla storia. Agghiacciante davvero.