@Frenkie_Woody Pienamente d’accordo, non tanto sulla pronuncia dell’italiano quanto sulla delusione di vedere com’è invecchiato male.
Ai tempi della Roma era una specie di sex-simbol, ma evidentemente il tempo passa per tutti.
Tanta pena, e chiediamo scusa per l’espressione, nel vedere Paulo Roberto Falcão commentare i Mondiali in televisione. Parole spesso confuse, discorsi banali e molte volte privi di un filo logico e una difficoltà ancora evidente nel padroneggiare la lingua italiana, nonostante glianni trascorsi nel nostro Paese.
Il tempo passa per tutti, anche per i grandi campioni, ma forse servirebbe un pizzico in più di dignità nel gestire il proprio rapporto con il pubblico. Soprattutto quando si porta un nome così importante: quello dell’“Ottavo Re di Roma”, il fuoriclasse che ha incantato l’Olimpico e che è stato una delle bandiere di uno dei Brasile più belli e spettacolari della storia del calcio.
La leggenda resta, i ricordi non si cancellano. Proprio per questo fa ancora più impressione assistere oggi a un’immagine così lontana dal mito che Falcão ha rappresentato.
《Ora che è morto Borsellino, nessuno può capire che vuoto ha lasciato nella mia vita. Tutti hanno paura ma io l'unica cosa di cui ho paura è che lo Stato mafioso vincerà e quei poveri scemi che combattono contro i mulini a vento saranno uccisi. Prima di combattere la mafia devi farti un auto esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combattere la mafia che c'è nel giro dei tuoi amici, la mafia siamo noi e il nostro modo sbagliato di comportarsi. Borsellino, sei morto per ciò in cui credevi, ma io senza di te sono morta》.
Rita Atria (Partanna, 4 settembre 1974 – Roma, 26 luglio 1992)
#19luglio
Avevo promesso a Fiammetta,figlia del giudice Borsellino, e a tutti i palermitani che avrei restaurato
l’opera dedicata a Paolo in via Lungarini,
che era stata vilmente sfregiata sul volto da ignoti.
Ho mantenuto la mia promessa.
Profumo di libertà #paoloborsellino💔🌷Grz.