C'è un rischio indiscutibile della vita in comune, l'abitudine. Essa è positiva se significa consuetudine e sintonia, ma guai perdere ogni freschezza, cadendo nel grigiore assoluto e scontato. Con pazienza e amore bisogna sempre introdurre un filo di novità, tenerezza, sorpresa.
L'autenticità dell'amore, il suo grande dono umano e spirituale è proprio questo: farti comprendere che hai bisogno dell'altro, che tu non basti a te stesso, che l'autosufficienza e l'orgoglio sono illusioni e che l'egoismo è povertà.
Lo scrittore Flaubert ammoniva: «Non leggete solo per divertirvi o solo per istruirvi e far bella figura. Leggete per vivere». La vera lettura impone un vigoroso esercizio di mente e cuore perché si scopra nelle pagine quella fiamma che ci illumina sul significato della vita.
La società contemporanea vuole costruire legami in fretta, affidandosi solo a ciò che si vede in superficie, che si misura in emozioni forti e immediate. Il sentimento genuino è invece, delicato, sboccia come un fiore, ha bisogno di poche ma intense parole.
Dio non irrompe nella storia cancellando la ricerca della sua creatura, i suoi sbagli, le sue deviazioni o parzialità. Ma, pazientemente, attende il nostro ritorno a lui, alla pienezza della comunione con la sua verità, compiuto l'itinerario delle domande e risposte imperfette.
Per contrastare il vuoto e lo scoraggiamento, sensazioni comuni in questo nostro tempo così demotivato, è necessaria la paziente determinazione che ti fa procedere un passo dopo l'altro, con fatica e costanza. Solo così rifiorisce il gusto di pregare, amare, sperare e vivere.
Con il dialogo, l'incontro e la solidarietà cadono le paure, si superano le grettezze, si ottiene la sapienza, si gusta la serenità. «Ciò che non viene donato va perduto», recita un proverbio indiano.
Donarsi con fiducia a Dio e al prossimo è un trovare cento volte tanto.
Non bisogna cadere nella trappola per cui tutta la storia e la società sono sotto il vessillo del male. Ma non ci si può neppure ridurre a figure incoscienti prive di moralità, incapaci di ascoltare la coscienza, di donare amore e di scoprire la verità.
«Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore» (Mt 1,24)
Nel suo silenzio operoso, nella fedeltà paziente e quotidiana, la paternità di Giuseppe è obbedienza che diventa custodia e amore concreto.
Essere padre è generare due volte: alla vita e al senso della vita.
Una missione ardua, silenziosa e quotidiana, che richiede consapevolezza e un impegno costante di crescita e trasmissione di valori, ma anche presenza, pazienza e dono.
Pensiamo alla verità come a un mare che ci supera, ci precede e ci travalica: noi dobbiamo solo immergerci per esserne bagnati e avvolti, ma noi non la possediamo, bensì ci è donata. In questo senso la verità esige umiltà e accoglienza, è una rivelazione e una grazia.
Il vero sapiente non è altezzoso ma umile e semplice. È forse proprio l'umiltà la cartina di tornasole per scoprire la vera sapienza che irradia attorno a sé luce e serenità, profondità e pace.
Pesando idealmente tutto il no, ossia l'orrore e il male della storia, capace di tanto clamore, e il sì, cioè l'amore e la bellezza, non è vero che il primo prevale: il secondo è solo più nascosto e silente ed è per questo che spesso si crede che sia minoritario o estinto.
Non accontentiamoci di far scorrere le ore, di affidarci al puro e semplice gocciolare del tempo. Colmiamolo di noi stessi, della nostra vita, della nostra consapevolezza di esistere, di amare, di operare, di sperare.
Il vero coraggio non è l'audacia sfrontata di un solo atto eroico. Dovremmo esaltare chi è coraggioso nella quotidianità, per esempio all'interno della propria famiglia, anche quando la fedeltà ai propri doveri è costosa e silenziosa e non riceve alcuna ricompensa.
Webinar: con Simona Ferrari, coordinatrice di CREMIT, e Stephane Aline Chaudron, consulente per ECAT, European Schoolnet, the Council of Europe.
26 febbraio, webinar aperto e gratuito, (non occorre iscriversi).
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@Unicatt#DigComp30
Spesso nella coppia, nella famiglia, nell'amicizia si lasciano troppe cose importanti come implicite. Certe relazioni si usurano e si spezzano perché si è avuta forse la pigrizia di non dire all'altra persona in modo forte e chiaro quanto fosse preziosa, cara, insostituibile.
La felicità vera è essere in pace con sé stessi, è uno stato intimo che riconcilia ciascuno con la propria vita. Come affermava lo scrittore francese François-René de Chateaubriand «la vera felicità costa poco; se è cara, non è di buona qualità».