"Prometí aprobar una ley de pena de muerte para los palestinos y lo hice, ahora estoy construyendo una instalación para ejecutarlos, pondré cámaras y se podrá ver cómo mueren en directo".
Itamar Ben Gvir, ministro genocida de "Israel", está construyendo campos de exterminio para palestinos, donde pondrá cámaras para ver como los ejecutan en directo y permitirá visitas para presenciar sus muertes.
Este criminal es la reencarnación de Hitler, un psicópata histórico que quiere convertir la muerte de los palestinos en un show público sádico.
Dove sono finiti i soldi del PNRR?
Giorgia Meloni ha ereditato 194,4 miliardi del PNRR, il pacchetto di investimenti pubblici più grande d’Europa. Tre anni e mezzo dopo, con quella montagna di denaro in cassa, siamo tra gli ultimi in eurozona per crescita.
Non è la guerra. Non è la congiuntura internazionale. Sono tre anni che i numeri peggiorano, uno dopo l’altro, con una regolarità che non lascia spazio alle scuse.
Il PIL 2025 cresce dello 0,5% contro una media UE dell’1,4%. Un terzo. Nel 2027 saremo l’ultimo Paese dell’eurozona, dicono le previsioni della Commissione europea. Il debito è al 137,1% del PIL, ha sfondato i 3.000 miliardi. Il deficit resta al 3,1% e l’Italia rimane sotto procedura d’infrazione almeno fino al 2027. I salari reali, secondo l’OCSE, sono sotto del 7,5% rispetto al 2021, il calo peggiore dell’area. Lo stipendio medio italiano è 33.523 euro, quello europeo 39.800. Ci ha superato perfino la Spagna.
Poi c’è il resto, che di solito non finisce nei titoli. La produzione industriale cala da tre anni consecutivi. Nel 2025 il settore chimico ha perso il 3,6%, il tessile e la pelletteria il 3,4%. Intere filiere del Made in Italy in sofferenza. Il cuneo fiscale è al 47,1% del costo del lavoro, quarto più alto in Europa. Un lavoratore privato su tre ha ancora un contratto collettivo scaduto. Il governo continua a parlare di “riforma fiscale epocale”. La pressione sulle famiglie non cala.
Questi sono i numeri. Non opinioni, non propaganda dell’opposizione. Eurostat, ISTAT, OCSE.
Oggi, ad aprile 2026, restano quattro mesi alla scadenza del PNRR. A fine 2025 era stato speso poco più della metà dei fondi. Quello che doveva rivoluzionare sanità, scuola, infrastrutture, digitale, è rimasto in larga parte sulla carta. Cantieri bloccati, bandi che non escono, ministeri che non firmano. Una macchina dello Stato incapace di mettere a terra i soldi che aveva in tasca.
Qui sta il punto. Con il più grande regalo che l’Europa abbia mai fatto a un singolo Paese, questo governo ha prodotto la stagnazione. Tre anni per ottenere il peggior risultato possibile partendo dalle migliori condizioni possibili.
Si può spiegare in un solo modo. Non sanno fare. Non hanno la competenza tecnica, non hanno la visione politica, non hanno la capacità amministrativa di gestire una macchina di questa portata. Hanno passato tre anni a litigare sui nomi nei cda, a piazzare parenti e fedelissimi nelle partecipate, a produrre decreti a raffica su temi simbolici, a fare propaganda quotidiana su canali amici. Intanto gli uffici che dovevano firmare i bandi restavano fermi. Gli appalti slittavano. I cantieri non partivano.
Questa non è ideologia. Questa è contabilità.
Ora pretendiamo risposte. Una rendicontazione al 100%, voce per voce, euro per euro. Quali opere sono state costruite, quali servizi sono stati migliorati, quanti italiani ne hanno beneficiato. Vogliamo sapere se un solo euro di quei 194 miliardi è stato usato per interessi di partito, di amici, di parenti, di sottogoverno. Una domanda legittima di un Paese che ha il diritto di sapere.
I soldi c’erano. Il tempo c’era. Gli italiani non hanno visto niente. Come è possibile?
Il governo italiano sta blindando l'Italia contro i fantasmi: una politica della paura che trasforma ogni emergenza in una questione di sicurezza, che alla fine si rivela inutile. Ma serve a fare rumore nelle orecchie dei suoi stoti e ignoranti fedeli elettori.
Nel cuore di stanotte, Israele ha fatto saltare in aria 700 tonnellate di esplosivo sotto il castello di Beaufort, nel Libano meridionale : un castello crociato di 900 anni, che l'UNESCO aveva appena inserito tra i patrimoni dell'umanità da salvare.
Chiediamo a Israele PERCHÉ?
La xenofobia governativa e popolare è una immensa arma di ricatto, sia geopolitico sia direttamente affaristico. Aprire ai canali di migrazione legali e garantiti significa anche togliere dal tavolo ricchi affari di mafia, da una parte all’altra del Mediterraneo, e molte leve di pressione da parte delle potenze più bulle.
Serve anche a questo un programma di sinistra radicale. Paesi – e governi – liberi dal panico morale della xenofobia sono anche Paesi molto più sicuri, e molto più garantiti nella pace sociale. Gli immigrati, proprio in quanto lavoratori, devono poter arrivare sul nostro suolo attraverso viaggi sicuri com’è consentito a qualsiasi turista, se vogliamo vivere in Stati di diritto e democratici. Se invece vogliamo vivere nelle mani della mafia, continuiamo pure tutto esattamente come lo stiamo facendo.
esiste un giornalismo d'inchiesta che cerca i FATTI in modo indipendente ed esiste un giornalismo servo,condotto delle confidenze di generali/spie
Noi avevamo ragione a rivelare che #Meloni non aveva affatto impedito uso #BasiMilitariUSA per #GuerraIran
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