E ricordati, io ci sarò. Ci sarò su nell’aria. Allora ogni tanto, se mi vuoi parlare, mettiti da una parte, chiudi gli occhi e cercami. Ci si parla. Ma non nel linguaggio delle parole. Nel silenzio.
#manchi
@AnnaMariaDeFalc Anche mia suocera da anni è in una casa di riposo. Noi viviamo fuori e lei da sola non poteva più stare. Per la nostra esperienza ti posso dire che lei "è rinata"
Posso chiederti dove è andata?
La gioia di vedere #AlbertoTrentini libero e sorridente nella nostra ambasciata a Caracas insieme all’altro italiano rilasciato Mario Burlò.Presto la mamma,la signora Armanda potrà riabbracciarlo.Un gran sollievo!
Dopo 423 giorni di attesa e paura, stamattina il migliore dei risvegli: #AlbertoTrentini è uscito dal carcere venezuelano dove era rinchiuso senza motivo.
Ci uniamo alla gioia della famiglia e dei suoi cari, che presto potranno abbracciarlo.
Libero, finalmente.
393 giorni di detenzione per Alberto #Trentini. La mamma chiede al governo di fare di più. "Il paese sembra averlo abbandonato. Chi sa cosa ne penserà Alberto". Il cooperante è detenuto in #Venezuela da 13 mesi
Da un anno c'è un italiano rinchiuso in un carcere senza accuse in Venezuela. Cosa sarebbe successo se fosse stato un americano? O un francese? Vergogna nazionale. #AlbertoTrentini
Gli amici di #AlbertoTrentini - con le parole della mamma - ci ricordano quanto sia potente e pericoloso il silenzio:
“Con tanto silenzio può sparire anche un uomo”.
Pretendiamo la liberazione di Alberto, ogni giorno, fino al suo ritorno a casa.
(Immagine di Mauro Biani)
“Sabato si avvicina. Lo sento, lo percepisco nell’aria, come un respiro che si fa più profondo, come un’attesa che si stringe attorno a me. Ogni giorno che passa, ogni ora che scorre, mi avvicina a te. E quando chiudo gli occhi…”
“@sscnapoli, lo ammetto. Ti amo davvero. Ma non come si ama una squadra qualsiasi. Il mio amore per te non è fatto solo di cori sugli spalti, di esultanze improvvise o del batticuore del novantesimo. È qualcosa di più profondo, più viscerale. Ti amo così tanto che, a volte, sogno di vederti vincere e, in quel momento, dimenticarmi persino che ti tifo. Sì, lo so, sembra una follia. Eppure è la verità. Vorrei poterti guardare trionfare senza il bisogno di riconoscermi nel tuo successo. Vorrei vederti libera dal peso delle attese, dai giudizi di chi ti ha sempre considerata un sogno troppo grande per diventare realtà.”
“Perché questo amore va oltre la passione da stadio, oltre l’attesa della partita. Non è fatto solo di gol o classifiche, ma di orgoglio, appartenenza e desiderio. È un amore che non chiede nulla in cambio. Non voglio gloria riflessa né l’ebrezza del ‘noi abbiamo vinto’. Voglio che tu vinca per te stessa, per ciò che rappresenti. Per la città che ti vive e ti sogna, per chi lotta ogni giorno in mezzo a mille difficoltà e, nonostante tutto, sorride pensando a te. Voglio che la tua vittoria sia il simbolo della gente, della nostra bellezza che si afferma nel mondo.”
“Anche se questo significasse mettere da parte quell’amara dolcezza di soffrire insieme. Perché amarti, a volte, è proprio questo: condividere la sofferenza, accettare l’attesa, essere fedeli nella sconfitta. Ma ti amo così tanto che vorrei non dover più aspettare, non dover più soffrire. Vorrei vederti lì, dove meriti di stare, senza che il mio orgoglio di tifoso reclami la sua parte di gioia. L’importante sei tu. Vincente. Libera. Grande, come hai sempre meritato di essere. E se, in quel momento, dimenticassi persino di essere tuo tifoso, saprei che è perché, per la prima volta, il mio amore ha finalmente smesso di chiederti di vincere per me.”
“Voglio amarti senza la fame di chi spera nella rivincita. Ti amo come si ama qualcosa che deve brillare per sé stessa. Napoli, ti amo così tanto che la tua felicità basta a rendere completa la mia.”
John Doe 💙
#FNVPN