L’Unione delle Camere Penali Italiane esprime vicinanza a Mattia Feltri, giornalista fra i pochi rimasti capaci di guardare a ogni potere senza inginocchiarsi, e di farlo con un’ironia tale da cogliere nel segno e rendere facilmente comprensibile a tutti il cuore della sua critica.
Da anni Mattia Feltri racconta le storture del sistema penale con equilibrio, spirito liberale e attenzione alle garanzie dei cittadini, ricordando ostinatamente che la giustizia non coincide con il tifo, che la presunzione d’innocenza non è un fastidioso orpello e che i magistrati, come tutti, possono essere criticati.
Colpisce che l’Associazione Nazionale Magistrati torinese, per replicare a un suo articolo, abbia scelto il registro della pedanteria professorale, della superiorità cattedratica, quasi a voler impartire lezioni elementari a chi, evidentemente, conosce bene ciò di cui parla. Si è arrivati persino a suggerire che pubblicare il nome di due magistrati destinatari di una sanzione disciplinare sarebbe una specie di barbarie giornalistica. Si tratta della stessa prassi che quotidianamente tutti i giornali seguono non soltanto nei confronti di chi sia stato definitivamente condannato o sanzionato, ma persino di chi sia soltanto indagato o imputato e dunque ancora assistito dalla presunzione di innocenza, in nome del diritto di cronaca e dell’interesse pubblico, salvo le eccezioni previste dalla legge, a tutela delle vittime e delle situazioni particolarmente delicate.
Il comunicato dell’Associazione nazionale magistrati, del resto, conferma perfettamente che Mattia Feltri ha colto nel segno: per chi amministra la giustizia sembrano non valere le regole che valgono per chiunque altro. Ogni giorno il diritto di cronaca prevale, come è normale in una democrazia, sulla suscettibilità e sulla riservatezza dei protagonisti delle notizie, ma evidentemente non quando i protagonisti sono magistrati. In questo caso, si issa il vessillo della lesa maestà rivendicando l’intangibilità. Chi è chiamato ad applicare le regole rivendica con alterigia il privilegio di esserne dispensato.
LA LEGGE HA FATTO IL SUO CORSO. MA LA GIUSTIZIA È TUTTA UN’ALTRA COSA.
Oggi le Sezioni Unite civili della Cassazione hanno confermato le sanzioni disciplinari nei confronti del PM e della GUP che mi hanno inchiodato la vita per 2589 giorni.
Il PM sarà trasferito a Milano, al Tribunale Civile e perderà un anno di anzianità; la GUP riceverà la censura. Io ho seguito la LEGGE, loro l’hanno violata e ora questa cosa è accertata in via definitiva.
Questa vicenda, per me, non è finita. Nei prossimi mesi ne riparleremo. Non posso pubblicare la sentenza perché è oscurata: incredibile. Per i magistrati le sentenze che li riguardano devono essere segrete.
Chi avrebbe dovuto garantire il rispetto della legge, l’ha violata. Io e la mia famiglia ci siamo piegati ma non spezzati: Grazie a chi ci è stato sempre vicino, anche quando era scomodo farlo.
@paolobertolucci@janniksin Ricordo una meravigliosa Vinci che dopo un grande punto nella semifinale (poi vinta) degli us open contro Serena invitava platealmente il pubblico americano ad applaudire anche lei. E a tutti quella cosa era piaciuta…
@andreavianel In verità fa capire che un quesito referendario (come prevedere la costituzione) si è trasformato in una questione politica, anzi ideologica
Il molto democratico Riccardo Cucchi (@CucchiRiccardo) mi ha bloccato dopo che gli avevo fatto notare che il suo tweet per il No basato su una citazione di Calamandrei è completamente sbagliato. Riporto qui la mia risposta censurata, magari potete ripostarla nei suoi commenti col rischio però che blocchi anche voi (e questo avrebbe un impatto pesantissimo sulla vostra vita...):
Caro Cucchi, a chi commenta il suo post sta contestando di essere "pigro" ma in realtà quello pigro qui è lei. Mi sembra evidente che non abbia letto integralmente il progetto che Calamandrei presentò all'Assemblea costituente (oppure ne ha consapevolmente ignorato una parte). Se legge il testo, si renderà conto che Calamandrei si spinse a proporre la creazione di un "Procuratore generale", con funzioni di "Commissario della Giustizia", nominato dal Capo dello Stato ma scelto in una terna di magistrati superiori proposta dalla Camera dei deputati. Questo Commissario avrebbe dovuto essere il "capo degli uffici del pubblico ministero dei quali vigila e coordina l'azione" e avrebbe esercitato l'azione disciplinare. Insomma, sarebbe stato l'organo di collegamento fra la magistratura e gli altri poteri dello Stato, tanto che avrebbe dovuto prendere parte al Consiglio dei Ministri con voto consultivo e "rispondere di fronte alle Camere del buon andamento della magistratura". Inoltre avrebbe dovuto dimettersi qualora una della Camere lo avesse sfiduciato.
Vede, se Calamandrei avesse proposto oggi questo suo progetto sarebbe stato accusato da lei e chi come lei si oppone alla riforma Nordio (Anm in testa) di voler ridurre l'indipendenza della magistratura e quindi di essere fascista, piduista e mafioso. Calamandrei.
Riduzione dell'indipendenza della magistratura che peraltro non si rintraccia in nessuna norma della riforma Nordio (che anzi rafforza le garanzie di autonomia e indipendenza del pm).
Insomma, caro Cucchi, lasci stare i lavori della Costituente a chi è competente della materia di cui si sta parlando. Esprima liberamente il suo pensiero, favorevole o sfavorevole alla riforma, ma ci risparmi - per semplice buon senso, oltre che per non inquinare il dibattito pubblico - queste improvvisate lezioncine di storia, basate su citazioni slegate dal contesto, che finiscono per rivelarsi sgangherate, sbagliate, se non volutamente parziali.
Non sopporto le autocitazioni, ma se ha tutto questo interesse ad approfondire la storia della magistratura italiana le suggerisco di leggere questo mio libro, frutto di 4 anni di ricerca accademica, intitolato "La repubblica giudiziaria. Una storia della magistratura italiana" (Marsilio, 2023): https://t.co/wNshOptkca
Un caro saluto
@StefanoPutinati Certo che no, i patroni vanno santificati. Ci lascio andare i colleghi che vengono in città dai vicini sobborghi di Sarzana e Marina di Carrara…