My mission is to innovate, research and build new things. To go where no one has the courage to go. Only in this way can there be progress. PHAs is the future.
L'arbitro dei mercati è ancora senza arbitro.
Mentre la Consob attende ancora il rinnovo dei suoi vertici, restano aperte molte domande sul passato.
Wall Street Italia ricorda che il rinnovo dei vertici Consob è ancora bloccato, nonostante il ruolo essenziale dell'Autorità per la tutela del mercato.
Eppure restano aperte domande che riguardano anche il passato. Nell'inchiesta di Report sulla vicenda Bio-On, un funzionario Consob arrivava ad affermare che avrebbe voluto approfondire alcuni aspetti dell'indagine e che ciò non gli sarebbe stato consentito. https://t.co/Dh6RE8hpfI Se perfino queste dichiarazioni pubbliche non meritano chiarimenti, allora la questione non è soltanto chi guiderà la vigilanza domani, ma quanto sia importante comprendere come sia stata esercitata ieri. La fiducia degli investitori non teme le domande. Teme l'assenza di risposte.
L'arbitro dei mercati è ancora senza arbitro.
Mentre la Consob attende ancora il rinnovo dei suoi vertici, restano aperte molte domande sul passato.
Wall Street Italia ricorda che il rinnovo dei vertici Consob è ancora bloccato, nonostante il ruolo essenziale dell'Autorità per la tutela del mercato.
Eppure restano aperte domande che riguardano anche il passato. Nell'inchiesta di Report sulla vicenda Bio-On, un funzionario Consob arrivava ad affermare che avrebbe voluto approfondire alcuni aspetti dell'indagine e che ciò non gli sarebbe stato consentito. https://t.co/Dh6RE8hpfI Se perfino queste dichiarazioni pubbliche non meritano chiarimenti, allora la questione non è soltanto chi guiderà la vigilanza domani, ma quanto sia importante comprendere come sia stata esercitata ieri. La fiducia degli investitori non teme le domande. Teme l'assenza di risposte.
Amazon oggi vale trilioni di dollari e fattura oltre 700 miliardi l'anno. Nvidia vale più di molti Stati messi insieme.
Eppure entrambe sono state, per anni, aziende piccole, controverse, attaccate e considerate da molti una scommessa destinata a fallire.
La differenza tra un ecosistema che crea campioni globali e uno che li perde per strada non è l'assenza di errori, critiche o controlli.
È la capacità di non distruggere valore industriale, competenze e futuro prima che i fatti siano definitivamente accertati.
Se non impariamo questa lezione, continueremo a guardare classifiche come questa da spettatori, invece che da protagonisti.
Bioplastica, «Se vogliamo che tutto rimanga com'è, bisogna che tutto cambi».
Nel 2026, l’Antitrust ha accertato un abuso di posizione dominante da parte di una “nota azienda italiana” che produce biopolimeri ed è da anni nel mercato delle bioplastiche, irrogando una sanzione da oltre 32 milioni di euro, circa.
Eppure, nel 2026, la stessa azienda continua a occupare una posizione centrale nel dibattito pubblico sul futuro della filiera, intervenendo al Terzo Forum delle Bioplastiche Compostabili tenutosi il 18 giugno 2026 a Roma (sotto i dettagli) insieme a consorzi, associazioni di categoria, grandi operatori del settore e rappresentanti delle istituzioni.
La questione non è se questa azienda abbia il diritto di partecipare. Ce l'ha.
La domanda è un'altra: dopo una sanzione di questa portata per abuso di posizione dominante, è sano che gli stessi soggetti continuino a essere tra i principali protagonisti della definizione delle strategie, delle priorità e della direzione del settore?
Chi rappresenta le imprese escluse dal mercato? Chi rappresenta i concorrenti penalizzati? Chi garantisce che il confronto sia davvero aperto?
Un mercato competitivo non si misura dai convegni che organizza, ma dalla possibilità per tutti gli operatori di partecipare ad armi pari.
La transizione ecologica non può diventare il paravento dietro cui si consolidano gli stessi equilibri di potere che l'Autorità garante della concorrenza ha ritenuto meritevoli di sanzione.
Per saperene di più qui un video: https://t.co/iyGLfS8gMx
Qui gli articoli delle testate giornalistiche sulla sanzione: https://t.co/TxGzF74LgH
https://t.co/og5GSUJb0i
Questo il link all’evento del 18 giugno 2026 a Roma e la locandina: https://t.co/af80HizQMf
Ho mantenuto volutamente questo post neutrale altrimenti non sarebbe stato possibile diffonderlo. Comunque è abbastanza semplice capire di chi si parla…con un minimo di intraprendenza.
«Se vogliamo che tutto rimanga com'è, bisogna che tutto cambi».
Roma 18 Giugno 2026 - L’Antitrust ha accertato un abuso di posizione dominante da parte di Novamont nel mercato delle bioplastiche, irrogando una sanzione da oltre 32 milioni di euro circa.
Eppure, nel 2026, Novamont (oggi nel perimetro Eni-Versalis) continua a occupare una posizione centrale nel dibattito pubblico sul futuro della filiera, intervenendo al 3° Forum delle Bioplastiche Compostabili insieme a consorzi, associazioni di categoria, grandi operatori del settore e rappresentanti delle istituzioni.
La questione non è se Novamont abbia il diritto di partecipare. Ce l'ha.
La domanda è un'altra: dopo una sanzione di questa portata per abuso di posizione dominante, è sano che gli stessi soggetti continuino a essere tra i principali protagonisti della definizione delle strategie, delle priorità e della direzione del settore?
Chi rappresenta le imprese escluse dal mercato? Chi rappresenta i concorrenti penalizzati? Chi garantisce che il confronto sia davvero aperto?
Un mercato competitivo non si misura dai convegni che organizza, ma dalla possibilità per tutti gli operatori di partecipare ad armi pari.
La transizione ecologica non può diventare il paravento dietro cui si consolidano gli stessi equilibri di potere che l'Autorità garante della concorrenza ha ritenuto meritevoli di sanzione.
Per saperne di più qui il VIDEO della conclusione del servizio REPORT RAI TRE su NOVAMONT: https://t.co/iyGLfS8gMx
Qui gli articoli sulla sanzione: https://t.co/TxGzF74LgH
https://t.co/og5GSUJb0i
Questo il link all’evento di oggi e la locandina: https://t.co/af80HizQMf
#Novamont #Versalis #Eni #Bioplastiche #Antitrust #Concorrenza #EconomiaCircolare #Trasparenza
«Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi.»
Ma se chi ha abusato della posizione dominante resta al centro del tavolo, il cambiamento è solo di facciata.
Il Forum del 18 giugno scorso ne è l’esempio perfetto.
Bioplastica, «Se vogliamo che tutto rimanga com'è, bisogna che tutto cambi».
Nel 2026, l’Antitrust ha accertato un abuso di posizione dominante da parte di una “nota azienda italiana” che produce biopolimeri ed è da anni nel mercato delle bioplastiche, irrogando una sanzione da oltre 32 milioni di euro, circa.
Eppure, nel 2026, la stessa azienda continua a occupare una posizione centrale nel dibattito pubblico sul futuro della filiera, intervenendo al Terzo Forum delle Bioplastiche Compostabili tenutosi il 18 giugno 2026 a Roma (sotto i dettagli) insieme a consorzi, associazioni di categoria, grandi operatori del settore e rappresentanti delle istituzioni.
La questione non è se questa azienda abbia il diritto di partecipare. Ce l'ha.
La domanda è un'altra: dopo una sanzione di questa portata per abuso di posizione dominante, è sano che gli stessi soggetti continuino a essere tra i principali protagonisti della definizione delle strategie, delle priorità e della direzione del settore?
Chi rappresenta le imprese escluse dal mercato? Chi rappresenta i concorrenti penalizzati? Chi garantisce che il confronto sia davvero aperto?
Un mercato competitivo non si misura dai convegni che organizza, ma dalla possibilità per tutti gli operatori di partecipare ad armi pari.
La transizione ecologica non può diventare il paravento dietro cui si consolidano gli stessi equilibri di potere che l'Autorità garante della concorrenza ha ritenuto meritevoli di sanzione.
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Questo il link all’evento del 18 giugno 2026 a Roma e la locandina: https://t.co/af80HizQMf
Ho mantenuto volutamente questo post neutrale altrimenti non sarebbe stato possibile diffonderlo. Comunque è abbastanza semplice capire di chi si parla…con un minimo di intraprendenza.
Bioplastica, «Se vogliamo che tutto rimanga com'è, bisogna che tutto cambi».
Nel 2026, l’Antitrust ha accertato un abuso di posizione dominante da parte di una “nota azienda italiana” che produce biopolimeri ed è da anni nel mercato delle bioplastiche, irrogando una sanzione da oltre 32 milioni di euro, circa.
Eppure, nel 2026, la stessa azienda continua a occupare una posizione centrale nel dibattito pubblico sul futuro della filiera, intervenendo al Terzo Forum delle Bioplastiche Compostabili tenutosi il 18 giugno 2026 a Roma (sotto i dettagli) insieme a consorzi, associazioni di categoria, grandi operatori del settore e rappresentanti delle istituzioni.
La questione non è se questa azienda abbia il diritto di partecipare. Ce l'ha.
La domanda è un'altra: dopo una sanzione di questa portata per abuso di posizione dominante, è sano che gli stessi soggetti continuino a essere tra i principali protagonisti della definizione delle strategie, delle priorità e della direzione del settore?
Chi rappresenta le imprese escluse dal mercato? Chi rappresenta i concorrenti penalizzati? Chi garantisce che il confronto sia davvero aperto?
Un mercato competitivo non si misura dai convegni che organizza, ma dalla possibilità per tutti gli operatori di partecipare ad armi pari.
La transizione ecologica non può diventare il paravento dietro cui si consolidano gli stessi equilibri di potere che l'Autorità garante della concorrenza ha ritenuto meritevoli di sanzione.
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Ho mantenuto volutamente questo post neutrale altrimenti non sarebbe stato possibile diffonderlo. Comunque è abbastanza semplice capire di chi si parla…con un minimo di intraprendenza.
«Se vogliamo che tutto rimanga com'è, bisogna che tutto cambi».
Roma 18 Giugno 2026 - L’Antitrust ha accertato un abuso di posizione dominante da parte di Novamont nel mercato delle bioplastiche, irrogando una sanzione da oltre 32 milioni di euro circa.
Eppure, nel 2026, Novamont (oggi nel perimetro Eni-Versalis) continua a occupare una posizione centrale nel dibattito pubblico sul futuro della filiera, intervenendo al 3° Forum delle Bioplastiche Compostabili insieme a consorzi, associazioni di categoria, grandi operatori del settore e rappresentanti delle istituzioni.
La questione non è se Novamont abbia il diritto di partecipare. Ce l'ha.
La domanda è un'altra: dopo una sanzione di questa portata per abuso di posizione dominante, è sano che gli stessi soggetti continuino a essere tra i principali protagonisti della definizione delle strategie, delle priorità e della direzione del settore?
Chi rappresenta le imprese escluse dal mercato? Chi rappresenta i concorrenti penalizzati? Chi garantisce che il confronto sia davvero aperto?
Un mercato competitivo non si misura dai convegni che organizza, ma dalla possibilità per tutti gli operatori di partecipare ad armi pari.
La transizione ecologica non può diventare il paravento dietro cui si consolidano gli stessi equilibri di potere che l'Autorità garante della concorrenza ha ritenuto meritevoli di sanzione.
Per saperne di più qui il VIDEO della conclusione del servizio REPORT RAI TRE su NOVAMONT: https://t.co/iyGLfS8gMx
Qui gli articoli sulla sanzione: https://t.co/TxGzF74LgH
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Questo il link all’evento di oggi e la locandina: https://t.co/af80HizQMf
#Novamont #Versalis #Eni #Bioplastiche #Antitrust #Concorrenza #EconomiaCircolare #Trasparenza
"Il problema non è la plastica. È progettare materiali ignorando dove finiranno."
8 giugno 2026, nella Giornata Mondiale degli Oceani, penso che il modo migliore per celebrare questa ricorrenza sia continuare a lavorare sulle soluzioni.
Oggi tutti celebrano gli oceani. Domani molti torneranno a parlare di sostenibilità mentre continuano a immettere nell'ambiente milioni di tonnellate di materiali progettati per durare secoli.
Io continuo a credere che l'innovazione debba servire a risolvere problemi reali.
Per questo, dopo tanti anni, resto impegnato sul fronte dei PHA: materiali ottenuti da fonti rinnovabili e biodegradabili anche in ambiente marino, una tecnologia sulla quale abbiamo investito ricerca, capitale e visione quando quasi nessuno ne parlava.
La storia di Bio-on è stata raccontata in molti modi. Ma i fatti restano: l'inquinamento da plastica negli oceani è ancora qui, e la necessità di alternative sostenibili è oggi più evidente di allora.
Gli oceani non hanno bisogno di slogan. Hanno bisogno di scienza, industria e coraggio.
E su questo continuerò a lavorare. https://t.co/0z96dgDsja
#WorldOceansDay #PHA #BioOn #BlueEconomy #OceanProtection #Bioplastics
Video ONU World Oceans Day 2026: https://t.co/B5NqaJjwk2
World Ocean Day Official Site: https://t.co/TvgmbKhoP3
Infatti, è proprio strano e chiunque ha provato ad approfondire è rimasto piuttosto sconvolto da quello che è stato fatto a Bio-on. In parte provo a spiegarlo proprio in questo mio ultimo intervento ove in definitiva pare si usino due pesi e due misure. Lo si vede anche da un pezzo del servizio di REPORT RAI TRE ove viene riportato il dialogo tra me e CONSOB e il funzionario di CONSOB dice chiaramente che gli hanno impedito di indagare su chi ha speculato....Ognuno può farsi una domanda e darsi una risposta. Il video dura 2 minuti https://t.co/Dh6RE8hpfI
A 48 ore dall’attacco di Grizzly su PIRELLI, con i soliti “metodi” dei fondi attivisti ho analizzato, per quanto mi compete, la situazione e sono arrivato ad un paio di conclusioni.
PIRELLI ha 154 anni di storia ed è quotata da 104 anni, Cucinelli ha 48 anni di attività ed è quotata da 14 anni, Bio-on aveva 10 anni di attività ed era quotata da 4 anni. Il metodo utilizzato per attaccarle in Italia è sostanzialmente il medesimo: un report pubblico, accuse molto pesanti e una forte pressione sul mercato. I risultati, però, sono stati completamente diversi.
Pirelli ha retto l’urto e ha addirittura leggermente guadagnato. Cucinelli ha perso circa 2 miliardi di valore e non ha mai recuperato completamente quel terreno. Bio-on è stata devastata ed è sata fatta fallire da un amministratore giudiziario pochi mesi dopo l’attacco senza nemmeno convocare una assemblea straordinaria dei soci.
La differenza, a mio avviso, non sta solo nelle aziende, ma soprattutto nel contesto che le ha circondate.
Nel caso Pirelli si sono viste prese di posizione immediate, una comunicazione rapida e un atteggiamento generalmente orientato a verificare prima di giudicare. Persino la copertura mediatica italiana è stata relativamente contenuta rispetto al clamore internazionale dell’attacco.
Nel caso Cucinelli il dibattito pubblico è stato molto più ambiguo e l’azienda ha gestito la situazione in modo non sempre lineare. Nel caso Bio-on, invece, si è assistito ad un vero e proprio fuoco concentrico: stampa, mercato e istituzioni hanno contribuito ad alimentare un clima di sfiducia che si è rivelato devastante. Probabilmente l’azienda ha affrontato la situazione in maniera ingenua, ma resta il fatto che il trattamento ricevuto è apparso profondamente diverso.
Con PIRELLI la comunicazione si è esposta immediatamente arrivando a parlare di “attacco fallito” ancora prima che vi fossero verifiche approfondite. Con Cucinelli e Bio-on il tono è stato molto diverso: si è spesso sottolineato il fatto che fossero sotto attacco, lasciando che il mercato traesse le proprie conclusioni. Anche sul fronte delle autorità la percezione è stata differente: nel caso Pirelli le prese di posizione sono state immediate e chiare, mentre negli altri casi molto meno evidenti.
PIRELLI capitalizza oltre 6 miliardi, Cucinelli circa 5 miliardi e Bio-on arrivò a sfiorare 1.3 miliardi. Numeri diversi, storie diverse, ma una domanda resta aperta: le società quotate vengono davvero trattate tutte allo stesso modo quando finiscono nel mirino di un fondo attivista?
Cosa possiamo imparare da questi eventi?
a) le aziende quotate sono tutte uguali per chi le attacca mentre sono diverse per chi dovrebbe tutelarle, controllarle ed eventualmente supportarle.
b) dopo il caso ANDREW LEFT del 2 giugno 2026 i disclaimer dei fondi attivisti sono cambiati moltissimo e si sono spinti ancora più nel dettaglio per evitare grane. Questo basterà per fare ancora scorribande e speculare in pieno conflitto di interesse? Per ora in Italia sembra di sì, mentre negli USA qualcosa sta cambiando. https://t.co/0z96dgCUtC
@dgasparri Bio on non ha falsificato alcun bilancio. EY e PWC hanno confermato la correttezza dei Bilanci. Il Tribunale sostiene il contrario. Vedremo alla fine dei processi.
Bio-on è stata distrutta prima di ogni verifica ed è stata fatta fallire univocamente dalla amministrazione imposta da un tribunale senza fare una assemblea straordinaria e senza coinvolgere i soci. E’ molto più grave di qualsiasi altra cosa, anche perché era ed è una azienda strategica per il paese ma evidentemente poteva dare fastidio.
Short seller americano, Andrew Left condannato a oltre 20 anni per frode
Los Angeles, 2 giugno 2026.
Si vantava del fatto che la sua «voce influente» presso gli investitori retail permettesse loro di «rubare caramelle a un bambino». I bambini erano gli investitori di borsa e gli imprenditori delle aziende prese di mira.
La condanna di Andrew Left negli Stati Uniti merita attenzione per una ragione che va oltre la sua persona.
Per anni il dibattito sugli short seller è stato raccontato come uno scontro tra chi denunciava frodi e chi cercava di mettere a tacere le critiche.
Oggi emerge una questione diversa.
Non è in discussione il diritto di assumere posizioni corte. Non è in discussione nemmeno il diritto di pubblicare ricerche negative.
La domanda è: cosa succede quando chi pubblica la ricerca viene remunerato in funzione dei profitti realizzati da chi è già short sul titolo?
Negli Stati Uniti questo tema sta diventando materia di processi penali. In Europa, e in particolare in Italia, per molti anni è stato trattato con una sorprendente leggerezza.
La vicenda Left dovrebbe indurre una riflessione più ampia: i mercati hanno bisogno di analisi indipendenti, non di analisi che diventano parte integrante di una strategia economica concordata con chi beneficia direttamente del ribasso.
La differenza può sembrare sottile.
In realtà è la differenza tra ricerca e conflitto di interessi.
https://t.co/0z96dgCUtC
p.s.: visto che difficilmente leggerete di questo scandalo nei giornali finanziari italiani vi riporto qui sotto le traduzioni ed i link degli articoli apparsi oggi in tutti gli USA e in tutto il mondo. Poi dopo gli articoli ed i link anche un mio articolo pubblicato su il sole 24 ore e poi rimosso (ripubblicato in una testata online) ove denunciavo la sistematica mancanza di regole per gli short seller. Una “manina” vicino agli speculatori evidentemente non aveva gradito.
Andrew Left riconosciuto colpevole di frode in un caso che ha scosso i venditori allo scoperto
NEW YORK – Il celebre venditore allo scoperto Andrew Left rischia decenni di carcere dopo essere stato riconosciuto colpevole di aver utilizzato post ingannevoli sui social media per manipolare i titoli azionari, in un caso storico che potrebbe avere un effetto deterrente su una strategia di trading più ampia, da tempo osteggiata dai dirigenti aziendali.
Left, che aveva costruito un vasto seguito online grazie ai suoi commenti schietti su grandi società statunitensi e su titoli minori popolari tra gli investitori retail, è stato condannato il 1° giugno al termine di un processo durato tre settimane. Già prima della condanna, l’incriminazione del 2024 aveva allarmato il settore e spinto alcuni venditori allo scoperto a rafforzare le proprie clausole di esclusione di responsabilità.
Ora il 55enne rischia oltre vent’anni di carcere in vista dell’udienza per la sentenza prevista il 31 agosto, anche se gli imputati in procedimenti penali spesso ricevono pene inferiori. Fino ad allora, Left resterà in libertà.
Fin dal momento della sua incriminazione, il caso è stato seguito con attenzione dai venditori allo scoperto, preoccupati di poter diventare anch’essi bersaglio delle autorità. Ha inoltre attirato l’interesse dei loro detrattori, tra cui dirigenti aziendali che speravano in un intervento governativo contro coloro che ritenevano responsabili del calo dei prezzi delle azioni.
L’incriminazione di Left è nata da una vasta indagine statunitense sulle modalità operative dei partecipanti al settore, relativamente poco regolamentato, delle vendite allo scoperto. Le società coinvolte solitamente accumulano posizioni che scommettono sul ribasso di un determinato titolo e successivamente pubblicano report di ricerca che illustrano tali posizioni al mercato.
Nel caso di Left, tuttavia, il governo ha contestato la rapidità con cui egli chiudeva le proprie posizioni dopo aver criticato o sostenuto pubblicamente determinate società.
Sebbene questa pratica sia da tempo controversa, il caso Left rappresenta una delle rare occasioni in cui la questione è arrivata a processo.
Verdetto di colpevolezza
Left, fondatore di Citron Research, è stato dichiarato colpevole di 13 dei 17 capi d’accusa. Era accusato di aver utilizzato tweet provocatori riguardanti decine di società per influenzarne illegalmente il valore in Borsa e ottenere profitti rapidi. Secondo i pubblici ministeri, tra il 2018 e il 2023 avrebbe guadagnato oltre 20 milioni di dollari (25,6 milioni di dollari di Singapore) grazie a tali operazioni.
Dopo il verdetto, Left ha definito il procedimento un attacco alla libertà di espressione e a pratiche di trading legittime. Ha sostenuto che fosse inconcepibile pensare che egli potesse influenzare il prezzo delle azioni di grandi aziende come affermato dall’accusa.
«Credo che la giuria abbia sbagliato», ha dichiarato Left fuori dal tribunale. «Ovviamente, per noi questa non è la fine della strada», ha aggiunto, lasciando intendere che presenterà appello.
Al centro del caso vi erano i tweet pubblicati sulla piattaforma social oggi nota come X. I pubblici ministeri hanno sostenuto che le comunicazioni private di Left, avvenute nel periodo in cui pubblicava tali messaggi, dimostrassero che non sempre credeva davvero a ciò che diceva sulle aziende e che forniva ai suoi follower un’impressione fuorviante sulle sue intenzioni di trading.
Left aveva acquisito notorietà grazie ad alcune previsioni particolarmente accurate riguardanti China Evergrande Group nel 2012 e Valeant Pharmaceuticals nel 2015.
Secondo l’accusa, tra il 2018 e il 2023 Left ha pubblicato meno report e più tweet denigratori sui titoli, fissando per essi obiettivi di prezzo “estremi”.
Ad esempio, la mattina dell’8 gennaio 2019 Left aprì posizioni corte sul produttore di dispositivi per streaming Roku e alle 9:41 pubblicò sull’account Twitter di Citron un messaggio in cui definiva Roku «non investibile», provocando un calo del titolo, secondo il governo. Successivamente affermò in modo «falso e fuorviante» di stare «osservando Roku da bordo campo», suggerendo di non avere alcuna posizione sul titolo. In realtà, secondo l’accusa, quel giorno realizzò un profitto di 700.000 dollari dalla sua posizione ribassista.
“Rubare caramelle a un bambino”
Left ha compiuto la rara scelta, per un imputato in un processo penale, di testimoniare personalmente in propria difesa. Ciò gli ha consentito di spiegare ai giurati i propri tweet e le proprie operazioni finanziarie durante l’interrogatorio del suo avvocato. Tuttavia, ha dovuto affrontare anche un duro controinterrogatorio da parte dell’accusa, che ha messo in dubbio la sua credibilità e lo ha incalzato su comunicazioni private riguardanti le sue intenzioni di trading, apparentemente in contrasto con le dichiarazioni pubbliche sulle società che seguiva.
Left ha dichiarato ai giurati di non vedere nulla di scorretto nel trarre profitto dalla «correzione del prezzo» di un titolo dopo aver pubblicato un report o un tweet su una società che riteneva sopravvalutata o sottovalutata.
«È il mercato azionario», ha detto Left. «Dico ciò che penso. Dico la verità. Se la gente vuole leggerla, la legga.»
Ha inoltre sostenuto di non essere a conoscenza di alcuna norma che gli impedisse di effettuare operazioni nei minuti o nelle ore successive alla pubblicazione di post sui social media o report di ricerca, cercando così di indebolire uno degli elementi chiave dell’accusa.
«Non credo esista un periodo di tempo specifico durante il quale si debba mantenere una posizione dopo aver espresso un’opinione», ha dichiarato Left, aggiungendo di non aver mai commentato un’azienda in cui non credesse realmente.
Tuttavia, l’accusa ha presentato e-mail che, a suo dire, dimostravano che Left coordinava con hedge fund le azioni che intendeva vendere allo scoperto e si vantava del fatto che la sua «voce influente» presso gli investitori retail permettesse loro di «rubare caramelle a un bambino».
Frank Zhang, professore di contabilità presso la Yale School of Management, ha affermato che il verdetto avrà un effetto deterrente sui venditori allo scoperto, perché «li spingerà al silenzio per paura».
«Questo crea un precedente pericoloso per i venditori allo scoperto, che ora temono che la pubblicazione di ricerche negative e la rapida chiusura delle operazioni possano portare a indagini federali e accuse di manipolazione del mercato», ha dichiarato.
Il verdetto, arrivato dopo due giorni di deliberazioni della giuria, rappresenta una vittoria per il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti in un processo per reati finanziari sotto l’amministrazione Trump, sebbene il caso Left fosse stato avviato durante la presidenza di Joe Biden. Molti procedimenti simili sono stati archiviati sotto il presidente Donald Trump, che ha inoltre concesso la grazia ad alcuni condannati.
Fonte: Bloomberg.
https://t.co/V5WmjP0mkS
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https://t.co/MwbcsUEE40
https://t.co/7cIsgdlGau
Ecco il mio articolo pubblicato prima su IL SOLE 24 ORE poi su EUROBORSA: https://t.co/U9uaLjjkOf
E per i più precisi ecco il link del dipartimento di giustizia USA: https://t.co/rhvCwJFbdx
In occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità, credo sia importante ricordare che sostenibilità non significa soltanto proteggere la natura, ma anche ripensare il nostro modo di fare impresa, innovazione e comunità.
La biodiversità è il capitale invisibile che sostiene la nostra vita, la nostra economia e il nostro futuro. Oggi più che mai, il messaggio globale è chiaro: “agire a livello locale per un impatto globale”.
Nel mio percorso personale e professionale ho imparato che ogni scelta conta: dalla responsabilità sociale d’impresa agli investimenti sostenibili, fino all’impegno concreto per costruire modelli economici più equilibrati e rispettosi dell’ambiente.
Non possiamo parlare di crescita senza parlare di equilibrio con il territorio, con le persone e con gli ecosistemi che ci permettono di vivere. La vera innovazione oggi è creare valore senza consumare il futuro.
La tutela della biodiversità non è più un’opzione etica: è una responsabilità collettiva. E riguarda tutti noi.
#Biodiversità #Sostenibilità #ESG #Innovazione #FutureGenerations #WorldBiodiversityDay
Fonti e approfondimenti:
Torino Cronaca – Giornata Mondiale della Biodiversità
https://t.co/GYJWekgNtF
https://t.co/o61T69twms
Fino al terzo grado di giudizio no, solo dopo quel grado una persona può essere giudicata colpevole. Lo sò che è difficile da capire per molte persone, ma siamo in un paese dove "fortunatamente" ci sono pochissimi errori giudiziari e la stampa non ti condanna mai a priori prima di un processo. Per fortuna.
LA VITA DOPO LA PLASTICA – EPISODIO 01/02 (2013)
Un progetto entusiasmante che ha coinvolto migliaia di persone in tutto il mondo e che ha portato, nel 2019, alla produzione industriale di PHA a Castel San Pietro, Bologna, Italia.
In questi due episodi, realizzati nel 2013, è possibile apprezzare il lavoro di ricerca e preparazione che ha portato allo scale-up industriale realizzato nel 2018–2019. Un lavoro incessante iniziato nel 2008 che ha coinvolto università e centri di ricerca in tutto il mondo, società di progettazione e clienti in tutti i continenti, portando in dote al pianeta un’alternativa concreta: il PHA, in grado di sostituire molti polimeri noti ed essere utilizzato anche in applicazioni dove la plastica tradizionale non potrebbe essere impiegata.
Documentari di Vanni Gandolfo e Luca Onorati
Musiche di Sebastian Escofet e Daniele Cestana
2013
EPISODIO 01
https://t.co/J3L0GNbJK0
EPISODIO 02
https://t.co/tLDFV7WZVm
Sono due episodi realizzati nel 2013, quando Bio-on non minacciava nessuno e non dava fastidio a nessuno. I filmati riguardanti le condanne e le assoluzioni sono stati pubblicati dal 2024 in avanti. Non c'è più il reato di bancarotta che è stato modificato proprio nel 2024 mentre ci sono due assoluzioni piene per ricorso abusivo del credito e appropriazione indebita. Ma questi sono particolari a margine, la cosa che conta è che una innovazione è stata fermata e c'è poco di cui essere allegri.
Le micro e nanoplastiche nell’aria non sono solo un problema ambientale: assorbono calore e alterano il clima. In alcune aree oceaniche il loro effetto climatico supera persino quello del black carbon. Un nuovo “inquinante climatico” finora sottovalutato. Continuiamo a farci del male....https://t.co/CKZZHXXWP0