Questa è bellissima. #Ranucci ha ha presentato denuncia per la rivelazione di atti coperti dal segreto investigativo: intercettazioni, brogliacci, verbali relativi all’indagine sull’attentato che ha subito. Tutto pubblicato da il Domani e La Verità.
L’avvocato precisa: la denuncia non è contro i giornalisti che hanno pubblicato, ma contro «la rivelazione fatta da soggetti tenuti al segreto». Quindi o i pm oppure la polizia giudiziaria. Davvero fantastico. #Report che rileva puntualmente tramite fonti col passamontagna, atti e intercettazioni coperti da segreto, ora scopre la violazione del segreto. Quando toccano lui, è macchina del fango, quando lui li usa contro chiunque è giornalismo d’inchiesta. Che coraggio. Che faccia.
El diablo ha muerto
Abu Mustafa, comandante de la Yihad Islámica, acusado de secuestrar a Yagil Yakov, de 12 años, el 7 de octubre, de violar y asesinar a dos niñas israelíes menores de edad, y de matar a un ciudadano israelí al que le sacó los ojos, ha sido abatido por las FDI.
Milan Show 2, 3 Juillet 2025, dernière date européenne pour @springsteen#estreetband dans ce magnifique stade de San Siro #Milano
"The Promised Land & Hungry Heart"
Le Boss tout près de son public ❣️
#Springsteen#Milano
Nel discorso per i 250 anni dell’indipendenza americana, il sindaco di New York Zohran Mamdani attacca gli Stati Uniti, le disuguaglianze, i ricchi, fondamentalmente Trump.
Peccato che proprio lui sia la vivente dimostrazione del contrario.
Un ragazzo arrivato da Kampala, figlio di una regista di successo e di un professore, oggi primo cittadino della città più importante d’America. Un immigrato (naturalizzato) che siede sulla poltrona più prestigiosa della Grande Mela.
Mentre denuncia l’America “ingiusta” e “oligarchica”, incarna perfettamente il sogno americano. Un sogno che nei paesi del suo background culturale, spesso idealizzato, non avrebbe potuto mai realizzare. In Uganda, gli indiani come suo padre vennero cacciati dal dittatore Idi Amin, in India, con le sue caste rigide, non parliamone nemmeno.
I suoi genitori vivono, lavorano e guadagnano bene proprio negli USA. Non in India, non in Uganda. Mamdani sceglie invece di fare la predica al Paese che gli ha dato tutto, scegliendo di mettere in evidenza i limiti (tanti ma quali paesi non li hanno), senza ricordarne l’unicità.
ELLE A ÉTÉ BRÛLÉE VIVE PAR LE HAMAS
Shira Shohat, 19 ans, a été brûlée vive par des terroristes du Hamas le 7 octobre.
Lorsque les terroristes du Hamas sont arrivés, Shira s’est battue courageusement pendant plus de six heures, jusqu’à ce que le Hamas mette le feu à son poste.
« Shira, ma fille bien-aimée, tout au long de ta vie j’ai toujours été émerveillé par ta capacité à faire face à des situations compliquées », a écrit son père, Moshe, sur Facebook, aux côtés d’un enregistrement audio de l’un de ses derniers messages transmis par la radio militaire bidirectionnelle. « Même après ta mort, tu continues de m’émerveiller et de m’enseigner ce qu’est le courage. »
Que sa mémoire soit une bénédiction.
June 25, 1993.
Letterman leaves NBC. Bruce shows up with Glory Days and the World’s Most Dangerous Band.
In just a few minutes, a TV farewell turns into a rock’n’roll late-night send-off.
With a desk in the middle.
✍🏻 Dror Eydar, ex-ambasciatore d’Israele in Italia in una lettera aperta agli italiani
Ce la faremo senza di voi, ma voi non avete imparato dalla storia.
Avete deciso di cessare la vostra attività economica con Israele, dopo oltre trent’anni di scambi commerciali a vostro completo vantaggio. A vostro dire, non siete disposti a mantenere contatti “con una nazione che agisce in modo disumano, adottando una politica militare che causa sofferenze di massa e uccisioni alla popolazione palestinese, al di là di qualsiasi standard di risposta proporzionata all’attacco subito il 7 ottobre”. Non potevate “restare indifferenti” di fronte a “violazioni dei diritti umani fondamentali” e pertanto avete scelto di “non essere complici del crimine” in un contesto “moralmente inaccettabile”.
Durante il mio soggiorno in Italia, sono stato esposto a un fenomeno che ho definito “pigrizia intellettuale”, una sorta di riluttanza ad approfondire i fatti e a confrontarsi con la verità.
Molti di coloro che conoscevo preferivano aggrapparsi ai propri pregiudizi e si accontentavano dell’industria cinematografica palestinese ( “Pallywood”) o delle notizie anti-israeliane sui media.
Il mondo è pieno di conflitti militari e attacchi terroristici che non toccano minimamente il vostro senso di giustizia e la vostra moralità, e potreste avere relazioni commerciali ed economiche con alcuni di questi paesi. In Sudan, Congo, Etiopia, Nigeria, Somalia, Burkina Faso, Mali e Niger, e Mozambico, sono in corso conflitti militari di varia intensità, che finora hanno causato centinaia di migliaia di vittime e milioni di sfollati. In Afghanistan, migliaia di persone sono state uccise da quando i talebani hanno preso il potere, e in Yemen la guerra civile ha causato centinaia di migliaia di vittime, direttamente o a causa della fame e delle malattie. In Siria, centinaia di migliaia di persone sono state uccise e milioni sono state sfollate dalle loro case.
Nella vostra Europa, decine di migliaia di persone sono state uccise nella guerra tra Russia e Ucraina e milioni sono state sfollate. In Sud America, centinaia di migliaia di persone vengono uccise a causa di conflitti legati alla droga e alla violenza. In questi luoghi e in altri paesi, decine di milioni di bambini sono esposti a violenza e sfruttamento sess^ale, malattie, malnutrizione e alla coscrizione nell’esercito in giovane età o in bande terroristiche e di narcotrafficanti. Avete verificato la situazione dei diritti umani lì?
A proposito di diritti umani, commerciate con la Cina?
È interessante notare che solo Israele riceve attenzione personale da parte vostra per le sue azioni.
Secondo voi, Israele sta reagendo in modo sproporzionato agli eventi del 7 ottobre. Interessante.
Qual è una risposta proporzionata alla decapitazione dei nostri figli? Come reagireste allo st^pro di massa delle vostre figlie fino a rompergli il bacino, per poi essere assassinate con un colpo alla nuca dagli st^pratori? Qual è lo standard per una risposta appropriata al legare genitori e figli e bruciarli vivi?
Gli attivisti per la pace vivevano nei kibbutz e dedicavano la loro vita agli abitanti di Gaza. Portavano tecnologia e tubature dell’acqua e portavano i bambini di Gaza negli ospedali in Israele.
I palestinesi li conoscevano bene. Non è servito a nulla: li hanno assassinati e derubati delle loro case, per poi bruciarli.
Sapete qual è una risposta proporzionata al rapimento di oltre 250 israeliani? Come si misura un orrore come l’omicidio dei bambini della famiglia Bibas, dopo il loro rapimento, strangolandoli con le mani? Provate a immaginare che siano i vostri figli, e poi parlate di una risposta sproporzionata. Vi dirò cos’è sproporzionato: la vostra ipocrisia; va oltre ogni capacità di contenimento.
Qual è una risposta proporzionata a una società che ha dichiarato un impegno totale verso due principi: la distruzione dello Stato di Israele e l’uccisione degli ebrei ovunque si trovino? Questo è quanto scritto nello Statuto di Hamas che abbiamo tradotto in italiano quando ero ambasciatore. Questo documento fondamentale è simile nello spirito a un altro documento scritto circa cento anni fa in tedesco. Infatti, nelle stanze dei bambini di Gaza, sono stati trovati libri del “Mein Kampf” tradotti in arabo come materiale scolastico.
Accettereste di vivere con i vostri figli a due chilometri da un’entità nazista la cui ragion d’essere è lo sterminio degli ebrei? Una società che usa ospedali e asili come base per l’omicidio di ebrei ha il diritto di esistere? Gli abitanti di Gaza hanno usato i miliardi di euro che avete donato non per migliorare la vita dei loro abitanti, ma per scavare una rete di tunnel più grande della metropolitana di New York, il cui scopo è lo sterminio degli ebrei.
Durante il periodo nazista c’erano i tedeschi che nascondevano gli ebrei, e nell’Italia fascista gli italiani salvavano le famiglie ebree (ho avuto il privilegio di conferire le medaglie di “Giusto tra le Nazioni” ai loro discendenti come ambasciatore). Perché, allora, un solo palestinese a Gaza non ha agito per salvare gli ostaggi? In ogni caso non c’è stato nessuno che abbia davvero condannato il massacro senza un “ma” e una strizzatina d’occhio. Non c’era un solo uomo giusto in questa “Sodoma”.
Fornireste carburante, cibo ed elettricità alla popolazione nazista? Israele lo fa, prolungando così la guerra, perché le forniture rafforzano Hamas. Ma vi lamentate delle “violazioni dei diritti umani”. L’uso politico perverso dei “diritti umani” contro di noi è ben noto: tutti gli esseri umani hanno dei diritti, tranne gli ebrei, che ogni volta che combattono i loro nemici, gli antisemiti cercano di fermarli.
I palestinesi sono solo una scusa. Dopotutto, non vi interessano i bambini della Siria o dello Yemen, e lì non ci sono aiuti umanitari, come Israele fornisce ai suoi nemici.
Noi in Israele stiamo combattendo non solo per noi stessi, ma per l’intero mondo libero. Sì, anche per voi, sebbene siate ingrati, perché abbiamo una responsabilità nei confronti della civiltà occidentale, che abbiamo contribuito a costruire negli ultimi duemila anni. Israele è in prima linea nella campagna globale. Non a caso i nemici dell’Occidente ci attaccano. Anche l’Italia è odiata da loro, soprattutto alla luce del fatto che ospitate la capitale della cristianità mondiale. Hanno dichiarato apertamente che Roma è l’obiettivo finale della conquista musulmana dell’Europa.
Ce la faremo senza di voi, ma la lettera che avete inviato dopo decenni di amicizia, a causa della vostra resa alla falsa propaganda dei vostri nemici (non solo i nostri), dimostra che avete dimenticato le lezioni della storia. Siamo qui per ricordarvelo.
C’è un vecchio di 74 anni nel PD. Un puparo. Uno che da cinquant’anni tesse trame dietro le quinte, mai sul proscenio, mai un voto preso in faccia agli elettori da protagonista. Risponde al nome di Goffredo Bettini, detto il thailandese, perché gli piace fare il puparo dal lontano regno del Siam.
Un vecchio del PCI che non si è mai accorto che il comunismo è finito. Uno che lavora con pazienza certosina per subordinare il PD ai Cinque Stelle, consegnando il partito a Conte, che di sinistra non ha nulla e che sogna solo di tornare a Palazzo Chigi scavalcando Schlein.
Ogni sua intervista apre una ferita. Meno armi a Kiev, trattare con Putin, primarie per regalare la premiership all’avvocato. Alla sinistra fa più male che bene.
Il PD ha un problema. Si chiama Bettini. Pensionarlo non è un’opzione, è un’urgenza.
Parece que anda a circular pela Rússia uma anedota que conta mais ou menos isto:
Um dia, o Putin visita uma escola e dá uma palestra sobre como o governo russo é excelente e como a Rússia é o melhor país do mundo. No fim da intervenção, convida o público a fazer perguntas. Um aluno levanta-se e diz:
“Olá, o meu nome é Sasha e tenho duas perguntas”.
O Putin responde: “Ok, podes perguntar”,
e o Sasha diz: “Porque é que a Rússia invadiu a Ucrânia? E porque é que ainda não ganhámos a guerra?”.
Nesse preciso momento, toca a campainha e toda a gente vai almoçar.
Depois do almoço, a sessão de perguntas e respostas continua e outro aluno levanta-se.
“Olá, o meu nome é Boris e tenho quatro perguntas”. “Sim?”, diz o Putin.
“Porque é que a Rússia invadiu a Ucrânia? Porque é que ainda não ganhámos? Porque é que a campainha do almoço tocou 20 minutos mais cedo? E onde está o Sasha?”
"repetita iuvant"
ITALIANI, I MIGLIORI.
Dell’Ing. Marco Pianigiani (ingegnere navale, La Spezia)
Sono in Norvegia, in fondo ad un fiordo del cazzo, privo di qualsiasi attrattiva naturalistica, se non fosse perché il termine villaggio è completamente diverso dalla nostra tradizione mediterranea e dalla nostra percezione semantica; un territorio di 1410 km quadrati con una popolazione di 1147 abitanti, come capirò in seguito, uguale ad altri mille, ovvero una impalpabile spolverata di case lontane una dalle altre.
Nella lunga notte invernale, queste case sono rintracciabili, ai bordi dell’unica strada che circumnaviga il fiordo, perché hanno delle abat-jour, delle luci, delle candele finte alle finestre prive di scuri, sempre accese notte e giorno.
Questo lontananza abitativa delle persone, è rappresentativa della densità dei sudditi del regno, più grande dell’Italia ma con soli cinque milioni di abitanti.
La prima caratteristica di questo popolo, che salta all’occhio dello straniero, è la presunzione di superiorità, evidente effetto della mancanza di abitudine alla convivenza che inevitabilmente porta al confronto con gli altri e ad una reale consapevolezza di sé come individui e come popolo.
I Norvegesi disprezzano gli Svedesi, figuriamoci gli Italiani, ma come sono finito in questo posto?
Lavoro in un grande gruppo cantieristico italiano e sono in una squadra che deve consegnare una nave rompighiaccio per ricerca oceanografica ad un armatore norvegese presso il cantiere che si trova in fondo a questo fiordo del cazzo.
E questo posto improvvisamente si è trasformato in un laboratorio antropologico, dove ho capito fino in fondo perché noi Italiani siamo amati individualmente ma odiati come popolo; guardo gli operai norvegesi sono esteticamente impeccabili, tuta mai scolorita, scarponi, casco, occhiali protettivi, cuffie antirumore, ma tecnicamente incapaci per fare un lavoro banale serve un quaderno di istruzioni.
Poiché con gli operai norvegesi non riuscivo a completare gli ultimi lavori per la consegna della nave, ho dovuto richiamare la mia squadra italiana che è formata da un gruppo di napoletani; una mattina si sono presentati in cantiere in otto; chi già con addosso gli abiti da lavoro, chi con un sacchetto del Conad con dentro una tuta che ha visto mille lavaggi; il loro capetto si chiama Maurizio, come dice lui “coming from Torre Annunziata”.
Lo guardo e gli chiedo: “Dove sono i cassoni degli attrezzi e del materiale?”
“Boss mi hai chiamato ieri l’altro sera, secondo te in 24 ore oltre a trovare un volo ed un albergo cosa posso fare di più?”
“Secondo te, con che cazzo lo facciamo il lavoro?”
“Sono le 8 del mattino, in portineria mi hanno detto di andare tutti insieme al corso della sicurezza di questi mammalucchi e poi mi organizzo”
sto per inveire tutti suoi avi quando mi dice: “Prima che tu cominci a gridare nel telefono aspetta mezzogiorno che ti do un ritorno”
“Se non mi arriva il ritorno sicuramente ti arriverà una flangia cieca DN300 in piena fronte”.
Arrivò mezzogiorno, e passò; mezzogiorno e mezzo, niente; all’una arriva Maurizio, prima che potessi offenderlo come sempre mi anticipò: “Già che c’ero sono andato a mangiare, poi ho trovato il magazzino del materiale, ho visto che c’è quasi tutto quello che mi serve e mi sono messo d’accordo con Alf”
“e chi è Alf?”
“Il magazziniere, è nu bravo guaglione”
“Ma Alf parla inglese?”
“No, ma quando mai! e poi io non parlo inglese”
“Chissà che cazzo avrà capito!”
“Ho trovato anche il magazzino degli attrezzi, è a disposizione di tutti, inoltre i polacchi mi prestano il banco, la saldatrice, il cannello, la piegatubi, e la torcia per il TIG”
“e le fasce di sollevamento?”
“Sono d’accordo con il gruista dopo le tre si ferma e mi fa gli imbarchi; domani sera ti chiudo il primo impianto”.
Maurizio non è mai stato in questo cantiere, non è mai stato in Norvegia, ma è laureato in sopravvivenza alla facoltà di Castellammare di Stabia, guardo lui e guardo i suoi uomini guizzare come delfini intorno ai norvegesi che sembrano un branco di acciughe stordite.
Ecco perché questo popolo è odiato, perché è più intelligente.
9 ottobre 1974.
Oskar Schindler crollò a terra in una strada della Germania Ovest.
Quando le autorità perquisirono il suo appartamento, non trovarono quasi nulla:
bollette non pagate, vecchie lettere e denaro inviato da Israele.
Negli ultimi anni della sua vita, gli ebrei che aveva salvato durante l’Olocausto gli pagavano l’affitto e gli compravano da mangiare.
Perché Oskar Schindler morì al verde.
E si ritrovò al verde per un solo motivo:
aveva speso la sua fortuna per salvare delle persone.
La cosa strana è che Schindler non era partito come un eroe.
Era un membro del partito nazista.
Un profittatore di guerra.
Un alcolizzato.
Un adultero seriale.
Nel 1939, quando la Germania invase la Polonia, Schindler intravide un'opportunità.
Si appropriò di una fabbrica di proprietà ebraica a Cracovia e si arricchì producendo oggetti smaltati per l’esercito tedesco utilizzando manodopera ebraica a basso costo.
All’inizio, l’obiettivo non era la sopravvivenza.
Era il profitto.
Poi assistette alla liquidazione del ghetto di Cracovia nel 1943.
Vide le truppe delle SS sparare ai civili per le strade.
Bambini strappati ai genitori.
Persone braccate come animali.
Da quel momento qualcosa in lui cambiò.
Schindler iniziò a usare la sua fabbrica in modo diverso.
Corrompeva costantemente gli ufficiali nazisti — con denaro, alcol, gioielli, qualsiasi cosa volessero — per tenere in vita i suoi lavoratori ebrei.
Costruì un sottocampo nella sua fabbrica dove le condizioni erano molto più sicure rispetto ai campi di concentramento vicini.
Contrabbandava cibo.
Comprava medicine al mercato nero.
Proteggeva i lavoratori dalla deportazione.
Ogni tangente costava denaro.
Continuò a pagare comunque.
Poi arrivò il 1944.
I nazisti iniziarono a svuotare i campi e a mandare i prigionieri ad Auschwitz.
Schindler sapeva che i suoi lavoratori sarebbero stati uccisi se fossero rimasti lì.
Così stilò “la lista”.
1.200 nomi.
Uomini.
Donne.
Bambini.
Anziani.
Sosteneva che fossero tutti lavoratori essenziali per lo sforzo bellico.
Era una bugia.
Ma salvò 1.200 vite.
Quando un treno che trasportava le donne fu accidentalmente inviato ad Auschwitz, Schindler si recò personalmente sul posto e corruppe i funzionari finché non furono rilasciate.
Alla fine della guerra, aveva sperperato tutta la sua fortuna.
Aveva perso tutto.
Dopo il crollo della Germania, Schindler fallì in quasi tutte le attività imprenditoriali che tentò.
L'Argentina fallì.
L'agricoltura fallì.
Un'azienda di cemento fallì.
Alla fine si ritrovò solo, in bancarotta e dimenticato in un piccolo appartamento a Francoforte.
Tranne che dalle persone che aveva salvato.
Gli “Schindlerjuden” lo sostennero per il resto della sua vita.
Gli inviavano denaro ogni mese.
Pagavano le sue bollette.
Lo tenevano in vita.
E quando morì nel 1974, lo seppellirono a Gerusalemme.
Non perché fosse perfetto.
Non lo era.
Ha iniziato come speculatore all’interno di uno dei regimi più terribili della storia.
Ma a un certo punto, Oskar Schindler ha fatto una scelta:
tenersi i soldi,
o salvare delle persone.
Ha scelto le persone.
E 1.200 discendenti sono vivi oggi grazie a questa sua scelta.
L'impensable est devenu possible. La Russie peut s'effondrer et perdre la guerre. Jamais je n'aurais cru pouvoir écrire ça, mais les choses ont évolué.
Depuis le début de l'invasion russe, j'ai eu trois certitudes.
La première, la puissance russe ne pouvait que gagner.
La deuxième, ni la Russie ni l'Ukraine ne pouvaient gagner la guerre.
La troisième est désormais celle à laquelle je crois, il est possible que la Russie perde. Il est possible que Poutine s'effondre.
Les mauvaises nouvelles s'enchaînent pour l'homme du Kremlin, la population russe qui n'en peut plus de cette guerre, la crise économique de plus en plus terrible, des pertes humaines effrayantes, l'Ukraine qui gagne 120 km2 en une semaine, l'armée russe qui n'avance pas depuis un an, un défilé du 9 mai sur la place rouge, pathétique, des armées de drones ukrainiens de plus en plus précis et des bombardements à longue portée qui peuvent frapper désormais Moscou. C'était ce qui se passe depuis 48 heures. Les moscovites voient désormais la guerre de près ,ailleurs que dans la propagande filtré de leur dirigeant sui les hypnotisaient depuis 4 ans, et pour couronner le tout l'Europe n'a jamais cessé son soutien à Zelenski.
Les prochains jours vont être déterminants pour Poutine. Sa Russie est en train de s'effondrer. J'en suis désormais convaincu.
#ukraine
Un palestinese di Gaza ha presentato alla Corte Penale Internazionale una denuncia contro Hamas per presunti crimini commessi contro i palestinesi.
Nel dossier si parla di torture, persecuzioni interne, repressione e utilizzo di civili come scudi umani.
É la prima accusa di crimini contro l’umanità presentata da un palestinese contro Hamas davanti alla CPI. Ora la Corte indaghi sui morti a Gaza, sul regime violento e sanguinario di Hamas e sul ruolo dell’UNRWA a Gaza.
Ora la Corte dimostri di non essere un’arma puntata contro Israele.
La rivalità tra Mazzini e Marx nella Londra dell'Ottocento non fu un semplice attrito tra esuli, ma la collisione frontale tra due visioni inconciliabili dell'umanità, da un lato l’uomo inteso come Coscienza e Dovere, dall'altro l'individuo ridotto a mero ingranaggio della lotta di classe. Mentre Marx si perdeva nelle astrazioni teoriche del socialismo scientifico, sostenuto dalle rendite dell'amico Engels, Mazzini incarnava la coerenza dell'intellettuale perseguitato, amico di Charles Dickens e ospite d'onore dei Carlyle, godendo della stima dei più grandi pensatori del suo tempo. Nel 1844, la sua figura divenne il simbolo della privacy moderna attraverso il celebre Post Office Scandal, quando la scoperta che il governo inglese intercettava la sua posta per compiacere Metternich scatenò un acceso dibattito in Parlamento, trasformando il caso Mazzini in una battaglia civile per la sacralità del pensiero contro l’autoritarismo degli imperi.
La sua statura politica è sancita dai leader che hanno ridisegnato il Novecento, come il Presidente Wilson, che nel 1919, prima di recarsi a Versailles, volle omaggiare la sua tomba vedendo in lui il vero architetto della Società delle Nazioni e il profeta di un ordine mondiale fondato sull’autodeterminazione dei popoli. Anche il leader indiano Gandhi studiò e diffuse I Doveri dell'Uomo, trovandovi l'alternativa etica alla violenza marxista e applicando l'impostazione mazziniana alla liberazione di un intero popolo. Mentre Marx teorizzava sistemi destinati a sfociare in dittature oppressive, Mazzini agiva concretamente fondando scuole per i ragazzi italiani sfruttati nelle capitali europee, insegnando loro la dignità attraverso l'istruzione e l'associazione, e continuando a promuoverle anche quando venivano ripetutamente date alle fiamme.
Mazzini aveva previsto che una rivoluzione alimentata solo dall'interesse materiale e dall'invidia sociale avrebbe prodotto solo nuovi e più feroci tiranni, e infatti il secolo scorso ha visto i regimi marxisti trasformarsi in Stati-caserma che hanno calpestato le libertà individuali. Il marxismo si presenta come scienza della storia ma si comporta come una fede dogmatica, utilizzando lo scudo retorico del non era vero marxismo ogni volta che la realtà produce tragedie o dittature, distruggendo così il principio di falsificabilità di Popper. Invece di cambiare la teoria davanti al fallimento, il marxista cambia la colpa, attribuendola a traditori o sabotaggi esterni per rendere la dottrina immortale e sottrarla al tribunale della storia. Questo tentativo di piegare la natura umana a un disegno teorico ha generato solo povertà e soppressione delle libertà, dimostrando che l'errore non sta nell'applicazione ma nel concetto stesso. In definitiva, mentre l'eredità di Mazzini resta il pilastro delle nazioni libere, il posto di Marx, alla luce delle tragedie del Novecento, dovrebbe essere definitivamente consegnato allo scantinato della storia.