Le donne stuprate da Hamas sono state trovate con chiodi conficcati nelle cosce e nell'inguine. Hanno amputato i loro arti durante la violenza sessuale. I terroristi se le sono passate come fossero palle da gioco. Le hanno torturate in modi inimmaginabili. Ma la moglie del sindaco islamico di New York sta dalla parte degli stupratori. Francesca Albanese ci spiega che i terroristi vanno compresi. Le femministe scendono in piazza ogni 7 ottobre per celebrare quella carneficina e chi l’ha compiuta.
Chiamavo tutto questo “ipocrisia”. Ma oggi non basta più. Questa è collusione. Questo è sostegno. Questa è complicità.
Questo è un femminismo demoniaco.
Ha nascosto al parlamento di avere una SRL
La SRL era in società con la figlia di un boss mafioso
Dice di non conoscerlo
Ma ci sono le prove che lo ha incontrato
Signori,questo è il viceministro della giustizia
Caro Ministro Crosetto: il problema non è il bonifico, è che non sapeva nulla.
Il Ministro della Difesa scrive un post chilometrico per dirci che ha pagato il triplo per il volo di Stato. Ministro, non è questo il punto. Non ci interessa quanto ha pagato. Ci interessa che:
1️⃣ Mancanza di Intelligence: Com'è possibile che il Ministro della Difesa fosse su un volo civile verso Dubai la sera prima del più grande attacco militare in Medio Oriente da decenni? Significa che l'intelligence non l'aveva avvertita.
2️⃣ Governo al buio: Il Ministro Tajani ha ammesso di non sapere dove lei fosse. Palazzo Chigi nemmeno. Un corto circuito totale nella catena di comando.
3️⃣ Irrilevanza Internazionale: Mentre il mondo bruciava, l'Italia non era al tavolo che conta. Nessuna telefonata dagli alleati "amici".
Il senso dello Stato non si dimostra con una ricevuta bancaria, ma con la presenza e la consapevolezza nel momento del bisogno. L’imbarazzo non è nel costo del biglietto, ma nel silenzio strategico di chi dovrebbe difenderci.
Alberto Angela è senza contratto con la Rai da mesi. E secondo La Stampa, proprio la Rai starebbe pensando di tagliare i suoi programmi (Ulisse, Noos, Passaggio a Nord Ovest) perché preoccupata dai costi.
Dai costi.
Stiamo parlando del più grande divulgatore della televisione italiana. L’uomo che porta milioni di persone davanti allo schermo per guardare la Cappella Sistina invece del Grande Fratello.
L’unico capace di far fare ascolti a un documentario sull’Impero Romano alle nove di sera.
Quello che ha ereditato da suo padre Piero non solo il mestiere ma la capacità di far sentire intelligenti gli italiani.
Ecco, quell’uomo non ha un contratto con la Rai.
Da mesi. E la Rai vuole tagliarlo. Per i costi.
La situazione, dicono le voci da viale Mazzini, assomiglia sempre più a quella che precedette l’uscita di Fabio Fazio.
Ora, facciamo il punto.
Paolo Petrecca, che ha scambiato San Siro per lo Stadio Olimpico e la presidente del CIO per la figlia di Mattarella, è stato per mesi il direttore di RaiSport. Prima ancora dirigeva RaiNews24, dove mandava in onda assoluzioni inventate e apriva i telegiornali col festival di Pomezia al posto delle elezioni francesi. Due redazioni lo hanno sfiduciato. La Rai lo ha promosso.
Tommaso Cerno, direttore del Giornale di proprietà Berlusconi, già opinionista e co-conduttore a Domenica In, sta per ottenere una striscia quotidiana su Rai 2 da 848mila euro. Undicimila euro a puntata.
Ricapitolando: alla RAI i soldi ci sono per Cerno, ci sono per Petrecca, ma per Alberto Angela il contratto può aspettare.
Funziona così, nella Rai di questo governo: se sei utile alla propaganda, ti danno un programma. Se sei utile al Paese, ti lasciano senza contratto e possibilmente ti spingono alla porta.
Ho 82 anni, 4 figli, 11 nipoti, 2 pronipoti e una stanza di 3 x 3 in una casa di riposo dove mi hanno lasciato.
Non ho più la mia casa né le cose che amavo, ma ho qualcuno che sistema la mia stanza, prepara il mio cibo e il mio letto, mi misura la pressione e mi pesa.
Non ho più le risate dei miei nipoti, non li vedo crescere, abbracciarsi e litigare; alcuni vengono a trovarmi ogni 15 giorni, altri ogni tre o quattro mesi, altri mai...
Non preparo più crocchette, né uova ripiene, né polpette.
Ho ancora un passatempo: fare Sudoku, che risulta essere un po' divertente.
Non so quanto tempo mi resta, ma devo abituarmi a questa solitudine; vado in terapia occupazionale e aiuto, per quanto posso, chi sta peggio di me, anche se non voglio avvicinarmi troppo.
Scompaiono spesso. Si dice che la vita si allunghi sempre di più.
A cosa serve?
Quando sono solo, posso guardare le foto della mia famiglia e qualche ricordo della casa che ho portato con me.
E questo è tutto.
Spero che le prossime generazioni capiscano che la famiglia si crea per avere un domani (con i figli) e per restituire ai nostri genitori il tempo che ci hanno donato per crescerci.
"Prendersi cura di chi si è preso cura di noi è il più grande onore."
Era il pomeriggio di martedì 27 gennaio.
La neve cadeva fitta sulla statale 51 Alemagna, tra San Vito di Cadore e Vodo di Cadore, nel Bellunese.
Un bambino di undici anni, appena uscito dal rientro scolastico a San Vito, si avvicina alla fermata insieme a due compagni. È stanco, ha due zaini sulle spalle, e pensa solo a tornare a casa.
Ha in tasca il suo biglietto: uno dei carnet da 2,50 euro che la famiglia aveva comprato a inizio anno, convinta, come sempre era stato, che fossero validi senza scadenza.
Ma da pochi giorni è cambiato tutto.
Per il periodo olimpico è stato introdotto un nuovo biglietto unico da 10 euro, acquistabile solo via app o bancomat.
Il bambino non lo sa. La sua famiglia non lo sa. Nessuno gliel’ha spiegato.
Quando sale sulla linea 30 Calalzo–Cortina, l’autista guarda il biglietto e dice che non va bene.
Il bambino prova a spiegare, prova a dire che è quello che ha sempre usato.
Non basta.
La porta si apre.
Fuori ci sono meno tre gradi, la neve che ricomincia a cadere, e una lunga pista ciclabile che collega i due paesi.
L’autobus riparte.
Lui resta lì.
Comincia a camminare.
Sei chilometri.
Da San Vito a Vodo.
Senza cellulare, senza un adulto, con il sole che cala e le mani che diventano viola.
Quando arriva a casa è congelato, in stato di ipotermia, stremato.
La nonna, avvocata, ascolta il suo racconto e presenta querela per abbandono di minore.
L’azienda sospende l’autista.
La valle si interroga.
Il Paese si indigna.
E la domanda che resta sospesa, più pesante della neve, è sempre la stessa:
Com’è possibile che, in quel momento, nessuno abbia pensato che prima del biglietto c’era un bambino?
Dov'è finito il buon senso? Dov'è finita l'umanità?
- Domiziano
UN TERREMOTO POLITICO STA PER ABBATTERSI SUL DEEP STATE ITALIANO.
#USA#ICE#Trump#Italia#Obama#Biden#CIA#Clinton
(@GiuseppeConteIT@matteorenzi e Compagnucci di merende tic tac, tic tac ⏰.
Giustizia sta arrivando.)
L’ICE sarà in Italia perché si tratta di combattere un’organizzazione terroristica globale che è radicata in Italia. Tutti i cittadini che si metteranno in mezzo senza capire niente, metteranno a rischio la propria vita e potranno fare una brutta fine.
L’Italia è al centro di un processo di corruzione delle elezioni USA e Trump lo afferma chiaramente.
Traduzione:
“Maria Zack ha testimoniato in merito all'operazione di furto delle elezioni del 2020 collegata a Obama, quando quest'ultimo ha dirottato 400 milioni di dollari dai famigerati pallet di denaro contante inviati in Iran, convogliandoli attraverso l'ambasciata di Dubai verso agenti in Italia e alla Merrill Lynch di Ginevra, in Svizzera.
In cambio, i funzionari italiani di Leonardo SpA hanno utilizzato satelliti militari per hackerare le macchine per il voto degli Stati Uniti, invertendo i voti da Trump a Biden utilizzando strumenti sviluppati dalla CIA come Hammer e Scorecard, oltre a numerosi altri metodi di frode e manipolazione.
Secondo quanto riferito, la Cina ha coordinato l'intera operazione, fornendo la struttura tecnologica e le tangenti per corrompere gli americani. La CIA ha supervisionato il tutto, l'FBI l'ha insabbiato, il tutto per insediare Biden come una marionetta. Questo è il cartello globale delle frodi elettorali e la vera minaccia per la democrazia americana e il resto del mondo.”
https://t.co/fLB8NBfq9Q
https://t.co/auokZN3Bp4
If you claim to support human rights yet can’t bring yourself to show solidarity with those fighting for their liberty in Iran, you’ve revealed yourself. You don’t give a damn about people being oppressed and brutalised so long as it’s being done by the enemies of your enemies.
Sono le nove del mattino del primo gennaio su ponte Sisto, a Roma. All’inizio del ponte si scorge un sacco pieno di rifiuti e i sampietrini quasi luccicanti. L’Ama, l’azienda municipalizzata della capitale, sta passando a fare il suo lavoro ma su ponte Sisto c’è una squadra in più di volontari armata di scope e bustini neri che completa l’opera. Sono un gruppo di volontari giapponesi, due signore e il marito di una di loro, che vivono a Roma e che ogni domenica mattina presto vanno a pulire il ponte. Il nostro è volontariato, raccontano. Perché lo fate? "Per gratitudine nei confronti di Roma" e della sua bellezza, rispondono.
#roma #capodanno
Milano, Quarto Oggiaro, notte di capodanno.
C’è una correlazione che osservo da anni e che, davanti a queste immagini, mi appare chiarissima. Più è basso il livello culturale, più aumenta il bisogno di fare rumore. Chi pensa poco fa baccano. Chi non ha parole fa esplodere cose. Chi non ha contenuti disturba. Il rumore è la forma di espressione di chi non possiede né linguaggio, né misura, né autocontrollo. È una richiesta di attenzione primitiva, infantile, aggressiva.
Petardi come bombe, pistole scacciacani sparate per strada, cassonetti incendiati. No, non è “festeggiare”, non è “tradizione”, non è “sfogo”.
È regressione. Le società evolute celebrano con la musica, la bellezza, il silenzio condiviso, la parola. Le società in crisi fanno rumore. Tanto rumore. Troppo rumore.
MOVIMENTO DELLE BANDIERE 🇮🇹🇮🇹🇮🇹
@cgilnazionale L'influenza che avete oramai è pari allo zero ,la vostra linea di comunicazione non contamina nessuno purtroppo,datevi da fare per cambiare le cose