🧵A lot of info on the IMBT has been revealed at #Eurosatory so this thread will go over what we know so far about this new tank which will enter service within the Italian Army in the future.
✈️🇩🇪 Germany is ready to fight against Russia today and will defend every inch of NATO territory, - German Air Force commander
NATO will strike Kaliningrad, the Kola Peninsula, St. Petersburg, and the Black Sea in the event of a war against Russia.
Doppia standing ovation per GALEAZZO BIGNAMI 👏🏻👏🏻👏🏻
"Ilaria Salis Santa Patrona dei beni altrui ha ritenuto di dire che bisognerebbe sopprimere la parata delle nostre Forze Armate e, probabilmente seduta sul divano di qualcun'altro, ha visto le bandiere di Hamas, Hezbollah , dell'Iran teocratico e non ha visto l'unica bandiera che bisogna onorare tutti i giorni: il nostro TRICOLORE!🇮🇹
@galeazzobignami@FratellidItalia
🚨🪖🇺🇦🇷🇺 Volodymyr Zelensky: "Continuiamo ad applicare sanzioni ucraine a lungo raggio contro le strutture militari russe e l’industria petrolifera. In particolare, la scorsa notte gli FP-5 Flamingo ucraini hanno colpito un impianto militare a Cheboksary che rifornisce l’esercito occupante di componenti per droni e missili. Ringrazio le Forze armate dell’Ucraina per la loro precisione!
La raffineria di petrolio di Kuibyshev, nella regione di Samara, è stata colpita anch’essa la scorsa notte. La distanza dalla linea del fronte è di oltre 900 chilometri. Sono grato ai combattenti delle Forze per le operazioni speciali, delle Forze dei sistemi senza pilota e dell’Intelligence della Difesa dell’Ucraina.
Anche le risposte del tutto giuste del Servizio di sicurezza dell’Ucraina hanno raggiunto due infrastrutture petrolifere nella regione di Vladimir, a una distanza di 700 chilometri.
Ringrazio tutti coloro che combattono e lavorano per l’Ucraina!".
🚨🪖🇺🇸 Vedrete che nelle prossime ore farà discutere non poco - in particolare in Europa - il discorso pronunciato da Pete Hegseth per commemorare l'82esimo anniversario del D-Day. Il capo del Pentagono ha esaltato il coraggio degli uomini che fecero la Storia, salvando la civiltà occidentale e il mondo libero, ma ha anche utilizzato il ricordo dello sbarco in Normandia per tornare ad attaccare Alleati descritti come deboli. Di più: ha tracciato un parallelismo inedito per una commemorazione di questo genere: "Purtroppo, oggi, altre spiagge europee sono assaltate da altre ideologie pericolose. Spiagge in Spagna, in Italia, in Grecia e in Bulgaria. Arrivano barche e uomini. Quando faranno qualcosa, le capitali europee, contro questa invasione? O è troppo tardi? Prego di no, e credo di no".
Ho tradotto il suo intervento in maniera integrale, affinché tutti possiate farvi la vostra opinione in merito. Buona lettura.
"Dio vi benedica tutti. È un privilegio profondo essere con voi oggi su questo suolo consacrato. Questo non è semplicemente un luogo di riposo. È un monumento allo spirito incrollabile del guerriero americano, una testimonianza del sacrificio supremo compiuto dai nostri guerrieri per liberare un intero continente dalla morsa della tirannia.
Restiamo per sempre grati al governo francese, nostro alleato da 250 anni, per aver dedicato questa terra ai nostri caduti. Per ogni americano che la visita, è qualcosa di unico e commovente vedere la bandiera a stelle e strisce sventolare con orgoglio qui, in veglia eterna, sopra migliaia di croci e stelle.
Come disse una volta un ex sovrintendente di questo cimitero, sopra le tombe: “Eccoli lì, stanno ancora servendo il loro Paese”.
Ottantadue anni fa, oggi, la sopravvivenza della civiltà occidentale era appesa a un filo. Forze oscure avevano travolto l’Europa. Hitler si vantava che il suo Vallo Atlantico fosse impenetrabile. Ma il nostro nemico commise un errore fatale. Sottovalutò la volontà indistruttibile del combattente americano. Il compito era scoraggiante: un assalto frontale attraverso le acque agitate della Manica, direttamente contro spiagge e scogliere fortificate con ferro, cemento e artiglieria pesante. Una missione impossibile. Una missione suicida.
La missione di uomini liberi, l’unica speranza della libertà. Nessuna via di ritorno.
Accanto alle coraggiose forze di Gran Bretagna, Canada, Francia, Norvegia, Polonia e degli altri nostri validi e capaci alleati, l’esercito degli Stati Uniti guidò una grande crociata per spezzare la macchina da guerra nazista e liberare il continente. Le nostre truppe portavano con sé le parole ispiratrici del generale Eisenhower, ma, cosa ancora più importante, portavano con sé le speranze e le preghiere di un mondo libero.
Si imbarcarono nelle acque buie e agitate, sapendo che molti non sarebbero tornati a casa. Come ha detto l’ambasciatore: uomini ordinari, coraggio straordinario.
Come i patrioti americani lungo tutta la nostra storia, da Lexington a Gettysburg, facevano affidamento gli uni sugli altri, confidando nei loro fratelli e nella loro causa.
Prima dell’alba, paracadutisti e alianti americani precipitarono nell’abisso, illuminati solo dal fuoco tracciante del nemico. Lanci caotici e feroce resistenza. Si adattarono, si riorganizzarono e combatterono. Un trionfo dell’ingegno e dell’iniziativa americana contro il pensiero rigido e meccanizzato del nemico. Conserviamo ancora oggi quel vantaggio.
Il sergente William Ashbrook, della 101ª Divisione aviotrasportata, le Screaming Eagles, guardò dal suo aereo verso lo spettacolo sotto di lui e disse che c’erano così tante barche nella Manica che sembrava si potesse uscire dall’aereo e camminare fino alla Francia sopra di esse.
Velocità e scala. Una scala che solo la macchina da guerra americana poteva produrre. E che stiamo producendo di nuovo oggi. Che possiamo imparare da quel passato.
Più tardi, quel martedì mattina, fu scatenato il più grande assalto anfibio della storia umana.
I nostri guerrieri americani partirono per conquistare le spiagge di Omaha e Utah. Viaggiavano sui mezzi da sbarco Higgins, un colpo di genio dell’ingegneria americana, fabbricati dalla tenacia operaia di 20.000 lavoratori a New Orleans. Le rampe di quelle imbarcazioni si abbassarono e i nostri uomini si gettarono, si lanciarono tra le onde e sulla sabbia macchiata di sangue. Il coraggio, il puro coraggio che servì per correre dentro quella tempesta di fuoco di mitragliatrici è quasi inconcepibile.
Lo dico ai miei figli, che sono qui con noi oggi, e riescono a malapena a comprenderlo. A malapena. Chi potrebbe? I nostri padri fecero ciò che quegli uomini fecero qui.
Ci chiediamo: noi saremmo capaci? E che possiamo sempre porci questa domanda.
Le prime ondate di soldati subirono perdite devastanti. Migliaia dei nostri migliori in assoluto furono falciati. Ma il combattente americano non si arrese mai. Alimentati da un amore incrollabile per il Paese e per gli uomini accanto a loro, avanzarono. Scelsero di affrontare la morte piuttosto che arrendersi o mollare. E mentre combattevano, centimetro dopo centimetro insanguinato, il Vallo Atlantico crollò.
Erano davvero la più grande generazione. Ragazzi di campagna dal cuore dell’America e abitanti delle città delle coste. Insegnanti e negozianti. Gli americani sepolti qui sono il meglio di noi. Punto.
La guerra rivela il vero carattere di una nazione. E il coraggio degli uomini che assaltarono queste spiagge è il coraggio che definisce gli Stati Uniti d’America. Che sia sempre così. Che possiamo esserne degni e ricordare ciò che fecero qui. Le anime che riposano qui se lo sono guadagnato. E noi siamo benedetti dal fatto di avere ancora oggi, tra noi, alcuni di quei guerrieri.
Sono l’incarnazione vivente dell’etica del guerriero che oggi stiamo riportando in vita al Dipartimento della Guerra. Ai veterani qui presenti oggi, che hanno servito in Francia e in tutto il mondo: signori, vi vogliamo bene. Abbiamo verso di voi un debito di gratitudine che non potremo mai ripagare. Una nazione riconoscente onora il vostro servizio e il vostro storico coraggio.
Il 6 giugno 1944 cambiò il corso della storia. Americani straordinari, coraggio alleato, pianificazione meticolosa, il sangue dei nostri eroi: le potenze dell’Asse erano condannate, il mondo fu salvato. Senza l’Operazione Overlord, non avremmo il mondo libero che conosciamo oggi. Insieme ai nostri alleati, l’America salvò la civiltà occidentale.
Questo giorno è un promemoria annuale dell’alto costo della libertà, ma anche un promemoria, mentre guardiamo quelle croci, di ciò che serve. E ci chiediamo ancora: noi lo abbiamo?
Oggi, mentre affrontiamo un ambiente di minacce sempre più complesso, applichiamo le lezioni apprese 82 anni fa su queste spiagge. Alleati forti, ciascuno pienamente impegnato a fare la propria parte, vincono le guerre.
Gli uomini sepolti qui combatterono in un’alleanza di combattimento in cui ogni partner portò tutta la propria misura di industria, coraggio e sacrificio.
Non slogan vuoti, non summit sfarzosi, non comunicati: veri alleati che fanno cose vere, che subiscono perdite vere per una causa comune per cui vale la pena combattere e morire.
Ogni nazione fece la propria parte. Ogni nazione sanguinò.
L’America guiderà. E dobbiamo farlo. Ma gli alleati capaci devono essere lì con noi, spalla a spalla, nella breccia, quando conta.
Negli anni trascorsi da queste spiagge, gran parte dell’Occidente, in alcuni luoghi, in alcuni ambienti e in alcune capitali, si è adagiata.
Abbiamo dimenticato che la libertà non è gratuita.
Abbiamo dimenticato che la pace non nasce dal semplice desiderio. Si compra con uno scopo, con onore e con forza.
Gli uomini che sbarcarono su queste spiagge lo sapevano. La domanda che dobbiamo porci è: noi lo sappiamo? È tempo, da un pezzo, di ricordare ciò che loro sapevano. La loro eredità esige molto più di una silenziosa riflessione. Richiede la nostra vigilanza attiva.
Purtroppo, oggi, altre spiagge europee sono assaltate da altre ideologie pericolose. In Spagna, in Italia, in Grecia e in Bulgaria arrivano barche e uomini. Quando faranno qualcosa, le capitali europee, contro questa invasione? O è troppo tardi? Prego di no, e credo di no.
Gli uomini che combatterono e morirono qui restituirono la libertà all’Europa. Quella libertà deve essere mantenuta da questa generazione di leader e combattenti, altrimenti ciò per cui combatterono sarà stato soltanto temporaneo.
Come disse una volta il nostro grande presidente Ronald Reagan: “La libertà non è mai distante più di una generazione dall’estinzione. Non la si trasmette alla generazione successiva attraverso il sangue. Deve essere difesa da ogni singola generazione”.
Noi stiamo accanto ai nostri alleati, e ci aspettiamo che i nostri alleati siano capaci e pronti a stare accanto a noi. Gli eroi del 1944 lo fecero. Che possiamo farlo anche noi.
La pace è garantita solo attraverso la forza. E attraverso la forza su entrambe le sponde dell’Atlantico. Rafforzato dalla prontezza, da capacità militari condivise e da una volontà politica incrollabile, il nostro mondo è più sicuro e più prospero quando gli Stati Uniti d’America e i nostri alleati sono forti, liberi e senza scuse nella difesa della nostra tradizione occidentale di libertà.
Questo è il 6 giugno.
Questo è il 1944.
Questo è il D-Day.
Dunque, qui, decidiamo che la formidabile alleanza forgiata nel crogiolo della Seconda guerra mondiale resterà pronta, si ricostruirà e si impegnerà di nuovo. E così facendo, commemoriamo davvero gli uomini del D-Day. E li affidiamo, tutti loro, alle mani di Dio Onnipotente. Infatti, proprio dalle mie devozioni di questa mattina, Salmo 20, versetto 7: “Alcuni confidano nei carri e altri nei cavalli, ma noi confidiamo nel nome del Signore nostro Dio”.
Che il Signore nostro Dio benedica i nostri guerrieri.
Che il Signore nostro Dio benedica la duratura amicizia di 250 anni tra le nostre due grandi repubbliche.
E che il Signore nostro Dio benedica per sempre gli Stati Uniti d’America.
Grazie" .
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Ti ringrazio.
Today is the 82nd anniversary of D-Day – the Allied landings in Normandy, which significantly hastened the countdown to the Nazis' collapse in World War II. It is one of the most important moments of unity among the defenders of life in human history, and it was less than a year until the peoples’ aspiration for freedom and the hope of peace prevailed in May 1945. It happened then. We are working to make it happen again today.
And although yesterday in Petersburg another cynical order to continue killing was issued for the army trying to destroy our freedom, history has seen this before. The Nazis also had their own hopes after D-Day. But freedom still wins. And even in the darkest circumstances, people find ways to come together to protect life.
I thank all those who are now helping to protect the values that prevailed in World War II. I thank everyone who is defending life. Glory to Ukraine!
Open Letter
To the President of the Russian Federation
From the President of Ukraine
When you came to power in Russia more than 26 years ago, many people in Ukraine viewed you positively. That is how it was. But that is now in the past.
Now, the overwhelming majority of Ukrainians view it positively that our long-range drones paid a visit to the opening of your forum in St. Petersburg, covering a distance of more than 1,000 kilometers. As you know very well, that distance is not the limit of our capabilities.
U.S. Rep. Joe Wilson (R-SC):
"Russia, belligerently and unprovoked, has attacked Romania. Families sleeping in their homes are the target of war criminal Putin’s missiles and Iranian drones. This is not the first Russian attack on a NATO state. Deterrence is the only way to stop Russia’s perverse acts. Russia understands only the language of force. The failed Soviet Empire is dead and must never return."
Comment: Romania
It’s yet unlikely that Romania, or NATO for that matter will respond kinetically to what was likely an accidental Russian drone impact on an apartment complex in eastern Romania. Barring repeated such events and/or fatalities, NATO will not be induced to respond kinetically.
Romania and prepositioned NATO air squadrons have already increased patrol sorties as a result of other Russian drone and missile overflights and it’s likely that such measures will be increased. At the time of writing, it’s highly likely that both Romania’s and NATO’s response will be largely diplomatic, with measures such as the summoning of the Russian ambassador, increased coercive economic measures, and joint denunciations being the most likely outcome.
Tre giorni dopo l’invasione su larga scala, nel 2022, lanciavo in grande solitudine la proposta dell’adesione dell’Ucraina alla Ue come risposta politica all’invasione criminale di Putin. Da allora molte cose sono accadute, e in molti hanno dovuto riconoscere che quella risposta non solo è utile ma necessaria.
Non tutti però.
I filo putiniani variamente e fantasiosamente collocati nella politica italiana, non solo resistono, ma non perdono occasione per ricordare la loro ostilità verso il mondo libero.
L’importante è chiarire in modo inequivocabile che i progressisti e i democratici italiani non possono che starne alla larga.
Ti leggo ora perché sono a Singapore.
Se ti riferisci ad un articolo del Messaggero sappi che nulla di ciò che c’è scritto su liti furibonde o urla sulla spese della Difesa è vero.
Così come non esiste alcuna riunione Crosetto-Meloni.
C’è stata una riunione Meloni-Tajani-Salvini-Crosetto-Giorgetti-Fazzolari con il consigliere per la sicurezza nazionale ed il consigliere militare della Presidenza del Consiglio per parlare di vertice NATO ad Ankara, ministeriale difesa di Giugno, E5 leader fissata il 2 Giugno, Ukraina, Hormuz e anche Safe.
Riunione serena e concreta, sui cui esiti stiamo ancora lavorando.
Beretta and DUALEE (ex ELSEL/Elettronica Melara) recently showcased a new version of the LIVET RWS for the C-UAS role. This version is equipped with 8 Benelli Drone Guardian M4's. The LIVET (Light Vehicular Turret) was previously showcased with a 50 cal and 40mm grenade launcher.
Italian PM Meloni:
If you do not know how to defend yourself, if you ask someone else to guarantee your security, you will pay for it in terms of autonomy, sovereignty, and the ability to defend your national interests.
Defense spending is the price of freedom, and I want Italy to be a free nation.