“Nel mondo esistono il bene e il male. Se state con Hamas, state con il male. Se state con Hezbollah, state con il male. Se state con il regime iraniano, state con il male. Se state con Israele, state dalla parte della giustizia”. (Yair Lapid, capo dell'opposizione in Israele)
Netanyahu ha perso, ma non abbastanza. Gli oppositori hanno vinto, ma non abbastanza. Crescono i partiti dei palestinesi. Perché nella democrazia israeliana ci sono partiti palestinesi. Magari ci fossero anche fra i palestinesi presi in ostaggio da Hamas.
Non mi turba che un giudice giudichi.
Mi turba che un giudice firmi petizioni intitolate “giuristi per X”.
Mi turba ancora di più che, avendolo fatto, e dovendo giudicare una persona anche lontanamente associabile a X, il giudice non abbia passato la mano a colleghi.
Anime belle, ha probabilmente rivinto e non vinto, Bibi Netanyahu. Allora gli israeliani sono diventati fascisti? No, siamo noi che, grazie a 80 anni di pace, non capiamo più i paesi che sono in guerra. Ovvero i 4/5 del pianeta.
👇👇👇👇👇👇👇
Giovanni Dimidri
Ho trovato questo commento e lo condivido...
La gip del tribunale di Milano, Tiziana Landoni, non ha convalidato il fermo di Youssef Siher, cittadino italiano di origini marocchine, filo palestinese , amministratore della chat Telegram e della pagina Instagram 'Movimento 17 ottobre'. Era stato fermato, in seguito a indagini, dalla polizia per istigazione a delinquere aggravata dalla finalità del terrorismo e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche.
La Procura aveva chiesto al gip di convalidare la misura del carcere, ritenendo sussistente sia il pericolo di reiterazione del reato sia il rischio di fuga.
Fin qui la notizia. Fin qui nulla di particolarmente scandaloso.
Vado a spolverare un istituto del codice di procedura penale. L’istituto della astensione del giudice penale. E qui chiedo il conforto del Prof. Adolfo Scalfati, che già era in istituto quando mi venne spiegato dalla formidabile squadra guidata dal Prof. Gustavo Pansini.
L'Astensione del giudice penale è quell'istituto previsto dall'articolo 36 del Codice di Procedura Penale con cui un magistrato chiede di essere esonerato dal trattare un procedimento per garantire l'imparzialità del giudizio
Il giudice ha l'obbligo di astenersi – tra i vari casi – quando :
ha già dato consigli o manifestato pareri sull'oggetto del procedimento fuori dall'esercizio delle sue funzioni;
Vi sono gravi ragioni di convenienza ed il giudice può chiedere di astenersi quando esistono altre situazioni rilevanti che compromettono la propria indipendenza di giudizio.
Orbene, la dottoressa Tiziana Landoni, GIP in quel di Milano, è una dei firmatari del noto APPELLO dei GIURISTI per GAZA, ossia “ha già manifestato pareri sull’oggetto ( propaganda e lotta filopalestinese) fuori dall’esercizio delle sue funzioni” e si era in presenza di “gravi ragioni di convenienza”.
Invece no, la dottoressa Landoni ha ritenuto di non astenersi, di decidere ugualmente, anche se l’indagato apparteneva alla sua stessa famiglia ideale ed ideologica.
Dal punto di vista giuridico è tutto.
Agli altri ogni altro commento.
#Israele ha votato. Tutti hanno votato.
Ieri in #Israele si è votato, e hanno votato tutti: ebrei, arabi, drusi, beduini, cristiani. L'affluenza è stata la più alta da oltre vent'anni. Gli arabi israeliani sono andati alle urne in massa e, secondo i primi dati, porteranno alla Knesset il numero di deputati più alto della loro storia, quasi il doppio di quelli che avevano. Ora potrebbero decidere chi governa il Paese. Sono cittadini con diritti e doveri. Votano, si candidano, vengono eletti, siedono in Parlamento, nei tribunali, negli ospedali, nelle università. Nel 2021 un partito arabo, Ra'am, è entrato per la prima volta in una coalizione di governo. Un giudice arabo, George Karra, ha presieduto il collegio che ha condannato un Presidente della Repubblica.
In #Israele un ex primo ministro è finito in carcere e il premier in carica è sotto processo, perché nessuno è al di sopra della legge. Questa è la democrazia israeliana: l'unica democrazia di stampo occidentale del Medio Oriente. Elezioni libere e alternanza al potere, una magistratura indipendente, una stampa che attacca il governo ogni giorno senza che nessun giornalista finisca in prigione. Le opposizioni scendono in piazza a centinaia di migliaia, le donne hanno pieni diritti e a Tel Aviv sfila uno dei Pride più grandi del mondo. Provate a cercare tutto questo a Teheran, a Damasco, a #Gaza o a Ramallah. Chi continua a ripetere la parola "apartheid" farebbe bene a guardare i numeri di questa elezione. I fatti lo hanno smentito.
#GAZA
A #Gaza da quasi vent'anni comanda un regime feroce. Ha preso il potere con la forza, non ha mai più indetto un'elezione nazionale e ha speso miliardi in tunnel invece che in scuole e ospedali. Oggi è decimato: decine di migliaia di miliziani e fiancheggiatori, in gran parte eliminati nonostante la rete sotterranea costruita per proteggerli. Ricordiamolo: dal 2005 a #Gaza non c'è più un solo israeliano, né un solo ebreo. Il governo Sharon li ha ritirati tutti, smantellando gli insediamenti. Persino i morti sono stati riesumati e le loro ossa riportate in #Israele. #Gaza ebbe allora la possibilità di diventare un luogo di pace e di sviluppo. Scelse un'altra strada. Oggi, e già prima del #7ottobre, un israeliano che provasse a entrare a #Gaza da civile, disarmato, non ne uscirebbe vivo. Questa è la differenza tra le due società: in una gli arabi votano e siedono in Parlamento, nell'altra un ebreo non può nemmeno mettere piede.
#CISGIORDANIA
E in #Cisgiordania? Anche lì non si vota da vent'anni. Le ultime presidenziali sono del 2005, le legislative del 2006. Abu Mazen fu eletto per quattro anni: il suo mandato è scaduto nel 2009, e lui è ancora lì. Le elezioni annunciate per novembre sono state rinviate di nuovo, poche settimane fa, al 2027. Una cosa però l'Autorità Nazionale Palestinese non l'ha mai rinviata: gli stipendi ai terroristi detenuti e i vitalizi alle famiglie dei cosiddetti "martiri". Nel 2025 aveva promesso di abolirli. Il Dipartimento di Stato americano ha certificato che li ha semplicemente ribattezzati, versando 200 milioni di dollari in un anno. Chi parla di "apartheid in #Cisgiordania" dimentica gli Accordi di Oslo, firmati dai palestinesi stessi, che hanno diviso il territorio in tre aree. L'Area A, con le grandi città, è sotto pieno controllo dell'ANP. L'Area B ha un controllo misto: amministrazione civile palestinese, sicurezza israeliana. L'Area C è sotto controllo israeliano, in attesa di un accordo definitivo che i palestinesi hanno rifiutato più volte, a Camp David nel 2000 e con Olmert nel 2008. Non sono colonie di uno Stato straniero, ma territori contesi. Prima del 1967 non appartenevano a nessuno Stato palestinese, che non è mai esistito: li occupava la Giordania. Il loro destino doveva essere deciso al tavolo dei negoziati, e quel tavolo non lo ha abbandonato #Israele.
L'apartheid è segregazione su base razziale dentro uno stesso Stato. Qui c'è un conflitto territoriale irrisolto tra due popoli, con un'autorità palestinese che governa i suoi, non li fa votare e paga chi uccide.
L'IGNORANZA DELL'OCCIDENTE
In Occidente si conosce troppo poco ciò che #Israele vive ogni giorno, da quando è nato come Stato riconosciuto dalle Nazioni Unite. Guerre, attacchi, terrorismo, infamie, campagne d'odio. Eppure è ancora lì, e ogni volta, anche sotto le bombe, va a votare. Lo disse #MarcoPannella a #Gerusalemme nel 2002, davanti al Congresso sionista: "Israele è divenuta una metastasi di democrazia e di civiltà in Medio Oriente", e per questo vogliono distruggerla.
I regimi che la circondano temono il contagio della libertà. Ventiquattro anni dopo, mentre a Ramallah si rinviano ancora le elezioni e a #Gaza si contano le macerie lasciate da Hamas, in #Israele hanno votato tutti. #Arabi compresi.
Questa è la risposta a chi grida apartheid עם ישראל חי Am Yisrael Chai. Il popolo d'Israele vive.
Heute wählt Israel zum ersten Mal seit dem 7. Oktober. Der Wahltag ist bei uns ein Feiertag, Busse und Bahnen fahren kostenlos, damit jeder wählen kann. Und wählen dürfen alle: Juden, Christen, Muslime, Araber, Drusen, Tscherkessen, Aramäer.
Ein arabischer Israeli hat heute gleich vier arabische Parteien zur Auswahl. Ein 38-Jähriger Palästinenser hingegen hatte noch nie eine Wahl. Mahmud Abbas lässt dort seit zwei Jahrzehnten nicht wählen – ein Paradies für jeden Politiker!
Bei uns in Israel hingegen ist heute ein Fest der Demokratie. Auf diese Vielfalt und diese Energie bin ich sehr stolz.
Solo este año, han muerto más cristianos a manos de musulmanes en Nigeria que habitantes de Gaza en tres años de guerra.
Ni un solo musulmán ni activista propalestino ha protestado, tal como sí lo hacen por Gaza. Qué curioso.
In the past week alone, Muslims have:
1. Slaughtered 9 Christians during a funeral in Jordan.
2. Beheaded 40 Christians in Nigeria with machetes.
3. Massacred 60 Christians in Ethiopia and burned down their homes.
They didn’t get even 1% of the media coverage Gaza gets.
C’è uno Stato che lorsignori descrivono “canaglia”: #Israele. Lì oggi si tengono libere elezioni, i sondaggi danno vincente l’opposizione, molti giornali si sono schierati contro il governo, il 20% del corpo elettorale è arabo-palestinese…🤷♂️
#LiberaMente
https://t.co/yOfLixjzau
Op dit moment vinden er massaslachtingen plaats in Soedan, Myanmar, Congo, Nigeria, Burkina Faso, Mali en Niger.
Toch houden demonstranten zich maar met één plek bezig: Gaza.
Waarom is de verontwaardiging van links zo selectief?
Se fossimo stati noi politici a decidere di cambiare un normalissimo criterio statistico al solo fine di aumentarci ancor di più lo stipendio, saremmo stati impiccati sulla pubblica piazza.
Metaforicamente (o forse no).
Profesor ekonomii na uniwersytecie stwierdził, że kiedyś oblał całą klasę. Ta klasa upierała się, że socjalizm działa i że nikt nie powinien być biedny, a nikt bogaty, że wszyscy są równi...
Nauczyciel powiedział im: „OK, przeprowadzimy eksperyment z socjalizmem w tej grupie.
Wszystkie oceny będą uśrednione, a każdy dostanie tę samą ocenę, więc nikt nie oblany i nikt nie dostanie 10”.
Po pierwszym teście oceny zostały zsumowane i podzielone przez liczbę studentów, i każdy dostał 8.
Studenci, którzy uczyli się intensywnie, byli zdenerwowani, ale ci, którzy uczyli się mniej, byli zachwyceni.
Gdy zbliżał się drugi test, studenci, którzy wcześniej uczyli się trochę, uczyli się jeszcze mniej, a ci, którzy uczyli się intensywniej, powiedzieli sobie, że oni też chcą „darmowego prezentu”, więc też uczyli się mniej.
Średnia z drugiego testu wyniosła 6.
Gdy przeprowadzono trzeci test, średnia ocena wyniosła 4. Ku wielkiemu zaskoczeniu wszystkich studentów, wszyscy oblali.
Nauczyciel powiedział im, że socjalizm w końcu zawiedzie, ponieważ gdy połowa populacji widzi, że nie musi pracować, bo druga połowa się nimi zajmie, a gdy ta połowa, która pracowała, zdaje sobie sprawę, że nie ma sensu już pracować, bo inni korzystają z ich pracy, to jest koniec każdego narodu.
Ta historia może być bajką, a nie faktem, ale morał jest prawdziwy.
Za @nettermike
La spaccatura nella maggioranza si riflette nella spaccatura nell’opposizione. Il che non pareggia affatto i conti, ma dimostra che il bipolarismo è un falso anche sulle scelte fondamentali di politica estera e sulla difesa di noi stessi in Ucraina.
"Il ministro degli Esteri sono io ed ho già pronto il pacchetto degli aiuti all'Ucraina che tu firmerai come sempre al CdM"
Taiani risponde a Salvini!
SlavaUkraini 🇺🇦
Non è vietato. È solo immorale, incoerente e irresponsabile. Come inneggiare a Putin. Ma voi “comunisti” oramai inneggiate a qualsiasi cosa - fascisti, estremisti islamici, terroristi - sia antidemocratico. Complimenti ad @ellyesse e @pdnetwork per aiutare questa gente ad entrare in Parlamento. Non siete meglio di chi sostiene Casapound
Giovani in piazza: non dobbiamo cercare una colpa della società ogni volta che qualcuno l’aggredisce. Finiamo ancora una volta per omaggiare i violenti e umiliare le vittime.
https://t.co/nj3eRnzLdS