E la musica colta e raffinata di Stefano Bollani no
E le storie colte e appassionate di Stefano Massini no
E l'approfondimento colto e garbato di Gianrico Carofiglio no
Ma è proprio il "colto" che non ci scende?
Comunque sia, giù le mani da RaiTre
#vivaraitre
Gioggia Meloni visita un poverissimo paese della Basilicata e chiede al sindaco quali siano le tre priorità per rilanciare la zona.
«La prima è l’ospedale: c’è, ma mancano i medici».
Lei tira fuori il telefonino, parla per un paio di minuti e poi annuncia:
«Fatto. Entro una settimana arrivano i medici».
«La seconda è l’acqua: c’è, ma una miniera a monte ha inquinato le falde».
Lei riprende il telefonino, altre due parole, e dice:
«Fatto. Entro un mese le falde saranno bonificate e la proprietà risarcirà gli abitanti».
«E la terza?» chiede lei.
«La terza sono i telefonini» risponde il sindaco.
«Qui non prende niente».
Dopo avere ulteriormente aggravato l'embargo su Cuba riducendo la popolazione alla fame con il blocco dell'arrivo di petrolio e le minacce ai Paesi che l'avessero mandato, ora Trump sta preparando un'azione militare contro l'isola caraibica.
È l'ennesima operazione arbitraria, arrogante e in violazione del diritto internazionale. Dopo quello che ha fatto in Venezuela e in Iran, il tycoon continua a creare caos e a destabilizzare il mondo. E le conseguenze ricadono su tutti, come stiamo vedendo con la drammatica crisi di Hormuz.
Cuba non è una minaccia per nessuno, anzi è l'isola a essere minacciata.
Gli ospedali, noti per la competenza del personale medico, sono in gravissime difficoltà e le persone muoiono perché non ci sono farmaci né energia elettrica neanche per incubatrici e sale operatorie. Il tasso di mortalità infantile, da sempre bassissimo, è cresciuto. Cuba è paralizzata: i trasporti sono fermi, scuole, uffici, fabbriche, negozi, università, ristoranti, alberghi e ogni settore produttivo bloccati. Intanto emergono fenomeni come microcriminalità e tossicodipendenze. Tutto questo è conseguenza dell'ulteriore stretta all'embargo voluta da Trump.
Come può essere una minaccia un Paese ridotto in queste condizioni?
Trump agisce da padrone del mondo e pretende di decidere le sorti di altri paesi solo per i suoi interessi personali. Una postura coloniale che il mondo non può accettare. Altro che "premio Nobel per la pace", come proponeva Meloni fino a poche settimane fa.
Trump va fermato e il popolo cubano va aiutato: la comunità internazionale intervenga prima che sia troppo tardi.
Non si ripetano gli errori già fatti a Gaza, in Cisgiordania, in Iran, in Libano, in Venezuela.
#Cuba