@PerniciaroSalvo@Beatric09656317@Fabrizio__66 Ha lasciato la Fiorentina in un momento difficile in silenzio senza motivare le sue dimissioni. Amore per la squadra e i tifosi zero. E poi non mi piace il suo gioco.
Nomine partecipate
Numero di donne amministratrici delegate: ZERO
Davvero vogliamo credere che solo gli uomini siano in grado di dirigere un’azienda ?
Servono le quote!
Lo spiego nel mio libro
L’ECONOMIA DELLA PAURA
Lo si può ordinare qui
https://t.co/l1nkXEE4e4
Il rigore su #Gimenez secondo me è qualcosa di ridicolo. Un tocco lievissimo, una carezza. È crollato tramortito come da una legnata di Mike Tyson. Var e Marinelli inadeguati. #MilanFiorentina
🚨🪖🇺🇸🇺🇦🇷🇺🇶🇦☢️Buongiorno a tutti. Anche oggi abbiamo notizie molto importanti dal punto di vista geopolitico di cui parlare. E no, non sono quelle che occupano le prime pagine dei giornali italiani questa mattina.
🪖🇺🇸🇺🇦🇷🇺Poche ore prima di pubblicare su Truth un post in cui sosteneva che l’Ucraina avrebbe potuto non solo resistere, ma addirittura VINCERE la guerra, Donald Trump ha dato il proprio via libera affinché i servizi segreti americani e il Pentagono forniscano a Kyiv informazioni di intelligence per condurre attacchi missilistici a lungo raggio contro le infrastrutture energetiche russe. Di più: avrebbe dato mandato ai propri funzionari di chiedere agli Alleati NATO di fare lo stesso. A riportare la notizia è una fonte autorevole come il Wall Street Journal. Se confermato, si tratterebbe di una “prima volta” da cerchiare sul taccuino con la penna rossa, nonché di una possibile svolta. Perché è importante? Perché la condivisione di intelligence consentirebbe a Kyiv di colpire in maniera più efficace raffinerie, oleodotti, centrali elettriche e altre infrastrutture lontane dal confini. Il Cremlino si ritroverebbe così con la propria macchina bellica sotto pressione: entrate economiche e forniture di petrolio verrebbero colpite in modo mirato e sistematico, minando alla base la capacità russa di sostenere l’invasione. Non solo: l’amministrazione USA starebbe effettivamente valutando la consegna di missili americani Barracuda e Tomahawk, capaci di spingersi fino a 2400 km di distanza. Significherebbe chiarire a Mosca che l’Ucraina non è condannata a duellare con una mano legata dietro la schiena, che continuare la guerra ha un costo, che nessun luogo è al sicuro finché Vladimir Putin non accetta di sedersi - seriamente - al tavolo del negoziato.
🪖🇺🇸🇶🇦 È difficile che un Paese possa festeggiare dopo essere stato bombardato. Queste, di solito, sono cose da Houthi, gli esaltati dello Yemen che vivono per la guerra e osservano con orgoglio il fatto di essere considerati nemici degni di nota da Stati Uniti o Israele. Eppure, col senno del poi, non sarebbe assurdo se dentro le sue stanze del potere anche il Qatar celebrasse con gratitudine il raid condotto qualche settimana fa da Israele su Doha. Senza esagerare, si può dire che quell’attacco contro i leader di Hamas abbia cambiato la storia del Paese del Golfo. Nella giornata di ieri, infatti, Donald Trump ha di fatto fornito ai qatarioti delle garanzie di sicurezza che potremmo definire di “livello NATO”. È bastato un ordine esecutivo, una firma presidenziale, per stabilire che “A) Gli Stati Uniti considereranno qualsiasi attacco armato al territorio, alla sovranità o alle infrastrutture critiche dello Stato del Qatar come una minaccia alla pace e alla sicurezza degli Stati Uniti. B) In caso di tale attacco, gli Stati Uniti adotteranno tutte le misure legali e appropriate - comprese quelle diplomatiche, economiche e, se necessario, militari - per difendere gli interessi degli Stati Uniti e dello Stato del Qatar e per ristabilire pace e stabilità”. Il Qatar non è entrato nella NATO, ma è come se lo fosse. Da oggi può contare sulla protezione dell’esercito più forte del mondo e sull’impegno dell’uomo più potente del Pianeta. Come dite? C’è chi cantava “sono solo parole”? Sì, è vero. Sempre parole sono. Ma queste abbiamo, prima dell’azione. E va detto che l’Ucraina farebbe carte false, oggi, per ottenere da Washington un impegno simile nei suoi confronti.
☢️🇺🇦🇷🇺La Russia continua a scherzare col fuoco. Un attacco russo a un impianto energetico nella città di Slavutych, nell’oblast di Kyiv, ha provocato un blackout di diverse ore alla centrale nucleare di Chernobyl. Slavutych è la città “satellite” della centrale di Chernobyl: venne costruita per ospitare il personale evacuato dopo il disastro nucleare del 1986. Il ministero dell’Energia ucraino ha riferito di una “situazione di emergenza” in diversi impianti della centrale, con il Nuovo Confinamento di Sicurezza - la struttura chiave che isola il tristemente celebre reattore 4, impedendo la diffusione di materiali radioattivi nell’ambiente - rimasto per oltre tre ore senza elettricità. Volodymyr Zelensky ha parlato di attacco deliberato, portato dai russi con più di 20 droni: “I russi non potevano non sapere che colpendo gli impianti a Slavutych ci sarebbero state conseguenze per Chernobyl”. La buona notizia è che nella tarda serata di ieri l’alimentazione è stata completamente ripristinata e che i livelli di radiazione restano normali. Quella cattiva è che Mosca dimostra di essere pronta a prendersi dei rischi letteralmente folli. I fatti in questione si verificano mentre la più grande centrale nucleare d’Europa, quella di Zaporizhzhia, risulta ancora senza alimentazione esterna. La sintesi è quella di Rafael Grossi, direttore dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica: “Sebbene la centrale stia attualmente gestendo la situazione grazie ai suoi generatori di emergenza - l'ultima linea di difesa - e non vi sia alcun pericolo immediato finché continuano a funzionare, è chiaro che non si tratta di una situazione sostenibile in termini di sicurezza nucleare”.
🪖🇺🇸A proposito di “nucleare”, chiudiamo con un “bonus”. Mentre gran parte d’Europa monitorava minuto per minuto gli spostamenti della Flotilla, nei cieli americani andava in scena qualcosa di molto più importante e - se me lo consentite - “decisivo”. Sei aerei della U.S. Navy E-6 “Mercury”, progettati per fungere da posti di comando aviotrasportati in caso di guerra nucleare, si sono alzati in volo sopra degli Stati Uniti. Questi velivoli speciali possono trasmettere ordini di lancio a sottomarini, bombardieri, basi missilistiche. Fanno parte del meccanismo che deve garantire la capacità di risposta nucleare degli Stati Uniti anche qualora i centri di comando a terra venissero distrutti. Non è un caso che vengano soprannominati “doomsday planes”, gli aerei dell’Apocalisse. Ora però tornate pure a respirare: con ogni probabilità si è trattato di un’esercitazione condotta dal Comando Strategico degli Stati Uniti. Nulla di troppo raro, ma un promemoria inequivocabile sì. Nel mondo in cui viviamo, a fare la differenza non è il chiasso proveniente da una flottiglia, ma quanto accade, spesso, in silenzio, dietro le quinte.
Se hai apprezzato questo punto nave, se vuoi premiare la decisione del Blog di non inseguire clic facili, ti chiedo di darmi una mano.
- Puoi iscriverti ora cliccando qui: https://t.co/BzPiSfEYcy . Otterrai l’accesso a tutti i contenuti esclusivi del Blog.
- Se invece sei già a bordo, l’invito è a destinare una donazione (anche piccola) a sostegno delle spese e dello sviluppo dei futuri progetti del Blog: https://t.co/Znt5tp0Ytf
A più tardi. E grazie ancora.
La vittoria di Maia Sandu e del PAS in Moldavia non è solo un risultato elettorale, è un messaggio politico che attraversa l’Europa. Nonostante i tentativi di Mosca di condizionare il voto con cyberattacchi e disinformazione, i cittadini moldavi hanno scelto con chiarezza la strada dell’integrazione europea. Un segnale arrivato anche dall’estero: otto moldavi su dieci che vivono fuori dal Paese hanno votato per l’Europa.
Questa scelta non riguarda soltanto la Moldavia. È un monito per tutti: quando prevalgono le forze europeiste, la democrazia avanza; quando vincono i filo-russi, la storia si chiude come in Russia con Putin, in un regime che cancella libertà e diritti.
L’Europa non è perfetta, ma rimane il luogo dove si può vivere liberi, dove la critica serve a migliorare e non a mettere a tacere. Per questo la vittoria moldava è una risposta non solo al Cremlino, ma anche a chi, qui da noi, sogna modelli autoritari travestiti da alternativa.
La Moldavia ha scelto il futuro. E il futuro parla europeo.
❗️In 🇲🇩Moldova, Vince la 🇪🇺Democrazia
e perde la 🇷🇺Russia. Maia Sandu, manda
i suoi "cari saluti" al direttore del Fatto
Quotidiano, Marco Travaglio, che non ne
azzecca mai una.