Ricordiamoci bene cosa scrivevano i media mainstream, cosa dicevano gli "esperti" e soprattutto diverse starlette virologhe su Fauci e sulle origini del Covid. Tutto complottismo era...beh quasi, dai.
L’articolo che non ti aspetteresti.
Secondo “El Mundo”, gli elettori della comunità lgbqt+ starebbero virando verso destra. La testata spagnola prende come esempio Francia, Germania e Regno Unito.
In Francia, un recente sondaggio Ifop per la rivista Têtu ha rivelato la scorsa primavera che il Rassemblement National (RN) è diventato il partito preferito dagli elettori LGBTQ+ in vista delle elezioni presidenziali del 2027. Il partito di Marine Le Pen e Jordan Bardella otterrebbe il 27% dei voti gay al primo turno, 10 punti percentuali in più rispetto a soli tre anni fa.
In Germania, un sondaggio del sito di incontri Romeo ha rivelato quest'anno che Alternative für Deutschland (AfD) è diventata l'opzione di voto preferita dagli elettori gay, con il 27,9% dei voti.
Nel Regno Unito, Reform UK di Nigel Farage si confermano come la prima scelta per gli elettori gay, con il 25% dei voti.
Lo spostamento a destra sarebbe da ricondursi ai programmi più convincenti in materia di sicurezza e contrasto all’immigrazione, soprattutto per i problemi crescenti per chi vive nei grandi centri urbani.
“E quello che mi ha scioccato è stato che la prima cosa che ho pensato è stata: spero che non sia un immigrato, spero che sia una persona bianca cristiana, ma non era così”.
A Berlino, il giorno dopo l'attentato con un'auto contro la parata del Gay Pride di Berlino, un’attivista esprime tutto il rammarico per la verità dei fatti che altera la narrazione intersezionale. Se fosse stato un uomo bianco cristiano tutto sarebbe stato nelle caselle giuste.
L’ennesima auto lanciata sulla folla. Con morto. Guidata sicuramente da qualcuno che aveva problemi psichici. Il terrorismo islamico importato nel cuore dell’Europa nell’indifferenza dei “buoni e giusti” da 20 anni a questa parte non c’entra niente, e se lo pensate siete fasci! Lo hanno già detto/scritto? 🤡
In questo intervento, il ricercatore Tommaso Virgili, esperto di mondo islamico, spiega come la fratellanza musulmana riesca a portare avanti le sue battaglie, cavalcando l’ubriacatura intersezionale dell’occidente illuminato. Esempio, l’hijab. Come far dimenticare che si tratta di uno strumento di oppressione verso le donne, in una società in lotta contro il patriarcato? Lo si accomuna a un diritto delle minoranze, affiancandolo alle battaglie femministe, anti-coloniali, lgbqt+ e così via. Istanze conservatrici, di un movimento bandito da molti paesi musulmani, trovano così sfogo nell’occidente tollerante, entrando in circolo con il bollino di qualità dei valori della tolleranza su cui si basa il nostro mondo. Così facendo, si anestetizza la percezione del rischio dell’estremismo, brandendo eventualmente la spada dell’islamofobia contro chi sollevi dubbi.
Non stupisce quindi che di fronte a fatti come quelli di Berlino, dove l’intersezionalità sembra andare in corto circuito, c’è una corsa immediata della società liberale a derubricare al caso isolato, reimmettendo nel discorso il vero rischio, quello dell’estrema destra. Male che vada ci si può giocare la carta della necessità di avere più psicologi per contrastare lo squilibrio mentale.
“Voglio proteggere le ragazze negli spogliatoi, o le ragazze che praticano sport e che non dovrebbero trovarsi a fronteggiare uomini biologici”
Lo afferma, in una intervista alla Espn, Sophie Cunningham.
La giocatrice di basket é divenuta famosa per aver puntato il dito per 22 secondi, verso un’avversaria che aveva compiuto un fallo su una sua compagna.
L’atleta é stata accusata di essere una “Maga Barbie” ma lei ha detto di non curarsi di tutto ciò e ha difeso le sue posizioni riguardo alla presenza di trans negli sport femminili:
“Ho detto quello che ho detto. Penso che sia una cosa ovvia. …Non provo antipatia per nessuno. … Sono qui per amare, ma sono anche qui per amare le donne biologiche”
@flaviafratello@AntonioSocci1 Ah quindi Il Tempo, siccome dà la notizia che gli altri censurano, “strumentalizza”? Complimenti e grazie, gentilissima @flaviafratello. Cordialità.
Ps
Il problema non è forse di chi due mesi fa scrisse “auto sulla folla”, come se l’auto si fosse guidata da sola?
Monica Esposito, 55 anni, è morta dopo due mesi di agonia. Il 16 maggio a Modena un’auto lanciata sulla folla l’ha travolta insieme al marito.
L’autore è un marocchino. Nessuna piazza, nessun corteo, nessuna indignazione collettiva. Il suo nome è passato quasi in silenzio, come se la sua morte fosse un dettaglio scomodo, una nota a piè di pagina nella cronaca di provincia.
Pochi giorni fa, ad Abderrahim Fakir, 42-43 anni, marocchino, è bastato morire durante un intervento di polizia a Bologna perché il Paese intero si fermasse.
Titoli a nove colonne, immagini in loop, proteste, accuse immediate alla “violenza di Stato”.
La causa esatta della morte ancora non è chiara, ma la narrazione sì: immigrato morto = colpa della polizia.
Due tragedie umane. Due pesi, due misure.
La vita non ha nazionalità. Ma per certi media e certi ambienti ne ha una: solo quando serve alla loro narrazione diventa sacra.
Questo non è rispetto per le vittime. È ipocrisia ideologica.
Ogni vita spezzata merita la stessa verità e la stessa pietà.
Senza silenzi comodi, senza amplificazioni utili.
Altrimenti non difendiamo gli uomini.
Difendiamo solo le nostre menzogne.
#MonicaEsposito #Fakir
Non vi ho visto protestare per la ragazza sfregiata a Milano da un musulmano.
Non vi ho visto protestare per il 55enne quasi ucciso a coltellate da un ventiduenne.
Non vi ho visto protestare per l’attentato di Modena, volto a ferire i cristiani.
Merde. Siete delle merde.
Ma perché se uno straniero muore a seguito di un controllo di polizia la sinistra organizza la piazza e accusa di razzismo la polizia e invece se uno straniero uccide un capotreno non dicono nulla e non accusano nessuno?