BREAKING: The family of Alex Pretti releases a powerful statement about his senseless murder at the hands of Trump's masked fascist goons.
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"We are heartbroken but also very angry. Alex was a kindhearted soul who cared deeply for his family and friends and also the American veterans whom he cared for as an ICU nurse at the Minneapolis VA hospital," the family said in a statement provided to CNN.
"Alex wanted to make a difference in this world. Unfortunately he will not be with us to see his impact. I do not throw around the hero term lightly. However his last thought and act was to protect a woman."
"The sickening lies told about our son by the administration are reprehensible and disgusting. Alex is clearly not holding a gun when attacked by Trump’s murdering and cowardly ICE thugs. He has his phone in his right hand and his empty left hand is raised above his head while trying to protect the woman ICE just pushed down all while being pepper sprayed."
"Please get the truth out about our son. He was a good man. Thank you."
It is our responsibility as Americans to get the truth out there. Petti was not attempting to harm anyone. He was swarmed, beaten, and disarmed by vicious federal agents who were looking for someone to hurt. Once they had removed his gun — which he had a legal permit to carry — they executed him in cold blood by firing numerous bullets into him. Then, the Trump administration proceeded to immediately falsely smear him as a "terrorist" who wanted to carry out a mass shooting against law enforcement. They're utterly shameless.
“He cared about people deeply and he was very upset with what was happening in Minneapolis and throughout the United States with ICE, as millions of other people are upset,” said Pretti's father Alex. “He thought it was terrible, you know, kidnapping children, just grabbing people off the street. He cared about those people, and he knew it was wrong, so he did participate in protests.”
Rest in power Alex. The rest of us will carry on the fight.
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Dalla Striscia di #Gaza si leva sempre più intenso al cielo il pianto delle mamme, dei papà che stringono a sé i corpi senza vita dei bambini e che cercano continuamente un po’ di cibo e un riparo dai bombardamenti. Ai responsabili rinnovo il mio appello: cessate il fuoco, siano liberati tutti gli ostaggi, si rispetti integralmente il diritto umanitario! #PreghiamoInsieme
Per comprendere quel che sta avvenendo nel mondo e le scene inedite alle quali stiamo assistendo credo che, più che le regole della politica internazionale, bisognerebbe assumere la retorica del teatro, del dramma e della commedia, anche del “teatro dell’arte” nel quale si recita a soggetto. Nel contesto della mediatizzazione totale lo Studio Ovale diventa pur’esso set, scenografia di una performance che non può che avvenire a microfoni e telecamere “always on”. L’obiettivo è la catalessi dello spettatore, lo stupore barocco, l’eccesso come logica diplomatica, lo strappo come ribaltamento della scena e del ruolo degli attori in scena (in campo). Ogni reazione dei fruitori (sdegno, sostegno,…) deve essere parte stessa della scena, inglobata dentro una narrazione che invade schermi e menti, che spiazza e vanifica l’impulso etico. Forse pure alla ricerca di una soluzione pragmatica, l’unica possobile. Ma le regole della “scena” di questo mondo sono cambiate. L’unica alternativa allo shock è il gesto umile. Al video del “Gaza resort” con le sdraio sui corpi martoriati e sepolti sotto i cocktail la risposta non è l’ira dello sdegno ma l’umile telefonata di un Papa senza fiato al parroco di Gaza.
Il ministro degli Esteri Giordano ha dichiarato: “Netanyahu dice che Israele è circondata da chi ne vuole la distruzione. Noi, 57 paesi arabi, siamo pronti a garantire la sicurezza di Israele, a patto che ponga fine all’occupazione militare e accetti uno Stato palestinese.”
Il potente discorso di #LadyGaga contro #Trump è stato cancellato da #Twitter di Elon Musk.
Sai cosa fare‼️
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oggi vi raccontiamo una rivolta che cambierà il mondo: la rivolta dei lavoratori #Google che NON vogliono essere parte del bagno di sangue a #Gaza,a causa del #ProjectNimbus:
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Ecco il testo integrale del monologo di Antonio #Scurati sul 25 aprile, censurato dalla Rai:
"Giacomo Matteotti fu assassinato da sicari fascisti il 10 di giugno del 1924. Lo attesero sottocasa in cinque, tutti squadristi venuti da Milano, professionisti della violenza assoldati dai più stretti collaboratori di Benito Mussolini.
L’onorevole Matteotti, il segretario del Partito Socialista Unitario, l’ultimo che in Parlamento ancora si opponeva a viso aperto alla dittatura fascista, fu sequestrato in pieno centro di Roma, in pieno giorno, alla luce del sole.
Si batté fino all’ultimo, come lottato aveva per tutta la vita. Lo pugnalarono a morte, poi ne scempiarono il cadavere. Lo piegarono su se stesso per poterlo ficcare dentro una fossa scavata malamente con una lima da fabbro.
Mussolini fu immediatamente informato. Oltre che del delitto, si macchiò dell’infamia di giurare alla vedova che avrebbe fatto tutto il possibile per riportarle il marito. Mentre giurava, il Duce del fascismo teneva i documenti insanguinati della vittima nel cassetto della sua scrivania.
In questa nostra falsa primavera, però, non si commemora soltanto l’omicidio politico di Matteotti; si commemorano anche le stragi nazifasciste perpetrate dalle SS tedesche, con la complicità e la collaborazione dei fascisti italiani, nel 1944.
Fosse Ardeatine, Sant’Anna di Stazzema, Marzabotto. Sono soltanto alcuni dei luoghi nei quali i demoniaci alleati di Mussolini massacrarono a sangue freddo migliaia di inermi civili italiani. Tra di essi centinaia di bambini e perfino di infanti. Molti furono addirittura arsi vivi, alcuni decapitati.
Queste due concomitanti ricorrenze luttuose – primavera del ’24, primavera del ’44 – proclamano che il fascismo è stato lungo tutta la sua esistenza storica – non soltanto alla fine o occasionalmente – un irredimibile fenomeno di sistematica violenza politica omicida e stragista.
Lo riconosceranno, una buona volta, gli eredi di quella storia?
Tutto, purtroppo, lascia pensare che non sarà così. Il gruppo dirigente post-fascista, vinte le elezioni nell’ottobre del 2022, aveva davanti a sé due strade: ripudiare il suo passato neo-fascista oppure cercare di riscrivere la storia. Ha indubbiamente imboccato la seconda via.
Dopo aver evitato l’argomento in campagna elettorale, la Presidente del Consiglio, quando costretta ad affrontarlo dagli anniversari storici, si è pervicacemente attenuta alla linea ideologica della sua cultura neofascista di provenienza: ha preso le distanze dalle efferatezze indifendibili perpetrate dal regime (la persecuzione degli ebrei) senza mai ripudiare nel suo insieme l’esperienza fascista, ha scaricato sui soli nazisti le stragi compiute con la complicità dei fascisti repubblichini, infine ha disconosciuto il ruolo fondamentale della Resistenza nella rinascita italiana (fino al punto di non nominare mai la parola “antifascismo” in occasione del 25 aprile 2023).
Mentre vi parlo, siamo di nuovo alla vigilia dell’anniversario della Liberazione dal nazifascismo. La parola che la Presidente del Consiglio si rifiutò di pronunciare palpiterà ancora sulle labbra riconoscenti di tutti i sinceri democratici, siano essi di sinistra, di centro o di destra.
Finché quella parola – antifascismo – non sarà pronunciata da chi ci governa, lo spettro del fascismo continuerà a infestare la casa della democrazia italiana".
Today marks 2-years since the criminal invasion of Ukraine.
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Il Presidente della Repubblica è ancora lui. Sandro Pertini.
@Quirinale ascolta come si educa un popolo a rispettare la Costituzione frutto di sacrifici di milioni di italiani che voi oggi avete dimenticato assieme ai sottoculturati che formano il #GovernoMeloni.
Sveglia!