Ogni tanto rileggo i messaggi che ci mandavamo, ed è come se fossimo ancora in quel parco, su quella panchina, a cercare questioni da mettere in chiaro.
Odio odio odio la persona che sono dentro casa, sempre arrabbiata, sempre pronta a scattare, con pazienza ridotta a zero e sempre chiusa in camera. Chissà quanta terapia ci vorrà per accettare che non posso cambiare la mia famiglia perché non c’è un minimo di dialogo