Se le misure adottate dalla Spagna insieme all'Unione europea produrranno gli effetti che auspichiamo, potremo tornare presto alla normalità. Nessuno ha interesse a mantenere i controlli un giorno più del necessario. Alcuni Stati membri sospendono da anni Schengen, anche alla frontiera con l'Italia, proprio per impedire il passaggio dei migranti che transitano dal nostro Paese. Non mi pare che nessuno si sia mai scandalizzato per queste decisioni, men che meno i tanti opinionisti di casa nostra che ora - guarda caso - manifestano la loro indignazione per il ripristino dei controlli alla frontiera spagnola dopo i fatti di Ceuta.
La mia intervista a La Stampa è disponibile qui: https://t.co/ANS9fpADs2
Oggi abbiamo assistito alle ennesime scene di violenza contro le Forze dell’ordine, dopo quelle registrati nei giorni scorsi. È la conferma di una volontà, da parte di qualcuno, di dare luogo ad un’escalation che richiede la massima attenzione. Ai poliziotti, ai carabinieri ed agli operatori della guardia di finanza che si sono contrapposti alla violenza di questi teppisti, soprattutto a quelli rimasti feriti in Val di Susa, va la mia piena solidarietà e il ringraziamento per il servizio che svolgono ogni giorno a tutela della sicurezza e della legalità. Se a qualcuno era sfuggito, quanto accaduto rappresenta la riprova che c’è chi considera la violenza uno strumento legittimo di contrapposizione politica e che individua nelle Forze dell’ordine il bersaglio privilegiato da colpire. Probabilmente anche perché hanno capito che non arretreremo sulla difesa della democrazia. Per questo serve una presa di posizione unitaria, netta e senza ambiguità da parte di tutte le forze politiche e delle istituzioni. Isolare chi alimenta la violenza deve essere un dovere condiviso, al di là di ogni appartenenza. Diversamente, questi delinquenti si convinceranno di poter fruire di compiacimento e condivisione della loro violenza eversiva.
Sgomberato a Roma dalla Polizia il centro anarchico 'Bencivenga Occupato', utilizzato come base logistica da alcuni dei soggetti arrestati nell’ambito dell’operazione che oggi ha permesso di sgominare una rete eversiva di matrice anarchica, attiva su tutto il territorio nazionale. Nel corso delle perquisizioni all’interno dell’immobile, occupato dal 2001, è stato ritrovato numeroso materiale che sarà oggetto di approfondimento da parte degli investigatori. Sono ora in corso le attività per la messa in sicurezza dello stabile e la riconsegna al Comune di Roma.
Le storie di Mohammed, Andrea e Carlos dimostrano una cosa semplice: i rimpatri volontari assistiti funzionano e restituiscono dignità alle persone. La nostra priorità è gestire il fenomeno dell'immigrazione: fermando quella irregolare e combattendo i trafficanti di esseri umani. Ma anche aiutando le persone che hanno visto fallire il loro progetto migratorio a tornare nel proprio Paese. Con regole chiare. Con percorsi seri. Con strumenti concreti.
Un rondone, specie protetta simbolo della libertà, impigliato nella rete della cupola della Mole Antonelliana? Ci pensano i #vigilidelfuoco a salvarlo!
#SOSanimali#lidoveserve
Trentaquattro anni fa, nella strage di Capaci, persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e i poliziotti della scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani.
Quel giorno la mafia colpì magistrati, donne e uomini dello Stato impegnati ogni giorno nella difesa della legalità e della sicurezza dei cittadini. Falcone e i suoi uomini conoscevano i pericoli, erano consapevoli dei rischi eppure scelsero di restare, di continuare a lottare contro la criminalità organizzata. Perché ci sono battaglie che non si possono abbandonare. Oggi rinnoviamo il nostro impegno a custodire la loro memoria e la loro eredità. Perché ricordare non è solo un esercizio di stile ma significa riaffermare con forza quel patto tra generazioni che ci spinge a proseguire lungo la strada tracciata, guidati dai valori che li ispirarono e che ognuno di loro onorò sempre con sacrificio e dedizione.
La memoria di Giovanni Falcone e delle vittime delle stragi di mafia vive nelle scelte quotidiane di chi decide di servire lo Stato con onore e responsabilità.
L’attentatore di Modena è figlio di immigrati marocchini, nato a Bergamo, cittadino italiano, laureato.
È un soggetto a cui è stato diagnosticato un disturbo schizoide della personalità e questo rende più complesso inquadrare la vicenda. Ha manifestato rancore e insoddisfazione per la propria condizione lavorativa e sociale. In una email indirizzata alla sua università ha proferito frasi contro i “bastardi cristiani” e altre espressioni blasfeme, salvo poi chiedere scusa. Potrebbe essere stato animato da un odio connesso al risentimento per aver ritenuto di aver subito discriminazioni.
Allo stato degli atti, non ha dato segnali di radicalizzazione islamista strutturata, non risultando appartenente a reti di propaganda fondamentalista. Dalle perquisizioni e dalle analisi dei telefoni, al momento, non emergerebbero elementi riconducibili al profilo classico del terrorista che pianifica azioni violente. Ma l’esatto inquadramento lo avremo quando gli inquirenti completeranno i loro lavoro e, in ogni caso, tutto questo non può portare a liquidare l’attacco come il gesto di un folle isolato.
Parliamo comunque di un’aggressione deliberata contro civili inermi, di una gravità assoluta, che pone interrogativi profondi sul disagio sociale, sull’integrazione e sui percorsi identitari di alcune seconde generazioni. Sarebbe un errore archiviare tutto con una spiegazione semplicistica o rassicurante.
La mia intervista a il Giornale è disponibile qui: https://t.co/nkBR24fVty
“Un onore ricevere il premio ‘Backstage heroes - I volti della medaglia’ che rappresenta soprattutto un riconoscimento all’impegno messo in campo da tutte le donne e uomini delle Forze dell’ordine, dei Vigili del fuoco e delle prefetture, nel garantire una esemplare cornice di sicurezza ai Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026. Sono stati giorni di grande intensità che hanno visto operare in piena sinergia tutta la macchina del Viminale, offrendo l’immagine di un sistema Paese all’altezza delle sfide più complesse e capace di ospitare grandi eventi. Ringrazio il ministro per lo Sport e i Giovani Abodi per aver voluto realizzare questa iniziativa che rende merito al lavoro fatto da tutta la squadra di Governo”.
Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, alla premiazione “Backstage heroes - I volti della medaglia”, presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
È stato sgomberato a Roma, in via del Macao, l’immobile di proprietà di Disco Lazio, occupato abusivamente dal 2012. L’operazione è stata eseguita da Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale di Roma Capitale, con il supporto dei Vigili del Fuoco. Lo stabile è stato liberato e riconsegnato al legittimo proprietario, che ha immediatamente avviato le operazioni di messa in sicurezza. L’immobile sarà ora destinato a studenti universitari fuori sede. Un’operazione che si inserisce in una più ampia strategia di ripristino della legalità e di recupero del patrimonio pubblico, contribuendo anche alla riqualificazione del contesto urbano.
Un cane può diventare vicebrigadiere? Briciola è mascotte del 4º Reggimento @_Carabinieri_ a Cavallo. Nel 2018 ha ricevuto simbolicamente il grado di vicebrigadiere per i meriti acquisiti sul campo. «Partecipa alle attività di reparto, alle sfilate ufficiali, fino agli incontri istituzionali»
La puntata @orasolaretv2000 è su Play2000
Oggi a #Roma la cerimonia di giuramento degli allievi #vigilidelfuoco 101° corso. Presenti alle Scuole Centrali Antincendi il Ministro dell'Interno @Piantedosim, il Sottosegretario all'Interno @EmanuelePrisco, il Capo Dipartimento Visconti e il Capo del Corpo Mannino
#26marzo
Sto rientrando in italia continuando a gestire da ieri la situazione delicata con tutti gli strumenti tecnici necessari per farlo anche all’estero.
Rientrerò come ovvio da solo, per evitare l’esposizione ad ulteriori pericoli ad altri che viaggiando con me in condizioni attuali possono essere messi a rischio. Lo farò ovviamente con un aereo militare, e lascerò qui la mia famiglia (che comprende la scelta), dopo essermi sincerato che per loro, come per gli altri cittadini italiani e stranieri, non ci siano rischi rilevanti se non quelli di nefasta casualità. Continuo a lavorare, per loro come per altri, per trovare una soluzione veloce e sicura a totale supporto dell’unità di crisi della Farnesina.
Rientrerò utilizzando un volo militare ma dopo aver bonificato (un’ora fa) al Comando del 31esimo stormo di Ciampino un importo triplo ( per mia scelta) rispetto a quello che prevede la tariffa per gli ospiti dei voli di Stato, in modo tale da togliere anche la possibilità di attaccarmi dicendo che sono tornato usando un volo di Stato.
Trovo vergognoso e basso questo modo di fare polemica e vorrei rassicurare sul fatto che non prendo lezioni da nessuno per senso dello Stato e delle istituzioni ed ancor meno per la quantità dell’impegno e per la dedizione all’Istituzione. Sulla qualità diranno altri.
Non penso si possa strumentalizzare una situazione creatasi per eventi, l’attacco a Dubai, che non erano considerati tra le ipotesi di risposta iraniana, nelle tempistiche e nei modi con cui sono avvenuti e si sono concretizzati, proprio perché nell’ultima crisi, più violenta di questa, gli Emirati furono esclusi dalla reazione e l’aeroporto di Dubai rimase aperto.
Ciò detto la mia presenza qui ieri e questa notte è stata utile nella gestione della crisi in corso e nei rapporti con gli Emirati. Così come lo sono state le interlocuzioni con i miei colleghi europei e mediorientali oggi e quella che avrò con il Pentagono questa sera tardi.
Trentino: con il Corpo Forestale abbiamo salvato 35 husky da un allevamento destinato al traino di slitte (sleddog). Oggi vi mostriamo i loro volti e le ferite dei maltrattamenti. #LAV si prenderà cura di loro, ma avremo bisogno anche del vostro aiuto!👉https://t.co/wSRXXqRhjd
Non sono pericolosi delinquenti quelli che hanno tagliati i cavi per non far partire i treni ed hanno manifestato con violenza contro le Olimpiadi.
No.
É il Governo piuttosto che vuole cercare il pretesto per….?
Per cosa?
Per poter evitare che i gentili ragazzi che manifestavano a Torino la loro libertà, cercando di accarezzare con un “martelletto” un pericoloso omaccione vestito con una divisa, siano messi in libertà dopo 3 giorni in tempo magari per essere a Milano a fare le stesse cose?
Per poter evitare che i servitori dello Stato siano presi a calci un giorno dai manifestanti e poi dallo stato (scritto in minuscolo apposta) stesso nelle settimane successive?
Per dare più mezzi a chi difende cittadini, leggi, democrazia, rispetto a chi vuole abbatterla?
Perché non riusciamo ad essere compatti almeno quando é giusto esserlo, nel condannare dei delinquenti violenti e nel difendere la legalità?
Perché persino un ex capo della Polizia cerca di polemizzare?
Tra l’altro dimenticando la sua stessa cultura politica, che é uguale alla mia, e la sua stessa storia perché ricordo benissimo la “circolare Gabrielli” il giorno successivo i fatti di Piazza San Carlo, giustamente durissima.
Perché non è possibile essere comunità quando sarebbe doveroso esserlo?
Chi si comporta come ieri a Milano o la settimana scorsa a Torino non lo fa contro il Governo pro tempore, lo fa contro lo Stato, la Repubblica, l’Italia.
Tollerarlo significa indebolire l’Italia non la Meloni.
Dal tramonto del 9 all'alba del #10febbraio e ancora dal tramonto alla mezzanotte del 10, il #Tricolore illumina il #Senato per il #GiornodelRicordo in memoria delle vittime delle #Foibe, dell'esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale https://t.co/km822FP9gV
Un compleanno speciale per Sonny, che da grande vuole fare il poliziotto: alla questura di Milano si è collegato via radio con le volanti, che gli hanno fatto gli auguri per i suoi 9 anni. Un momento emozionante che porterà nel cuore.
Non si ferma l’impegno dei Carabinieri per garantire legalità e maggiori condizioni di sicurezza nei principali snodi della Capitale: dopo il maxi blitz a Termini, nuovi mirati controlli nelle stazioni di Ostiense, Piramide e Roma Tiburtina. 300 le persone controllate: 9 denunciate e 12 segnalate per uso di sostanze stupefacenti. Un’azione determinata di contrasto a criminalità e degrado che proseguirà con regolarità.
Ancora mirati controlli delle Forze dell’ordine nell’area della Stazione Termini, a Roma, contro furti, spaccio, immigrazione illegale ed evasione fiscale. Da via Giolitti fino a piazza dei Cinquecento, Polizia di Stato e Guardia di Finanza hanno passato al setaccio la zona: il bilancio è di 4 arresti, 6 denunce e 17 cittadini stranieri condotti presso l’Ufficio Immigrazione per valutare la loro posizione in Italia. Complessivamente sono state 500 le persone identificate. L’attività proseguirà con costanza per garantire condizioni di sicurezza sempre più elevate a cittadini e turisti.
Il 27 dicembre sono stati eseguiti provvedimenti di custodia cautelare nei confronti di 9 soggetti, ritenuti responsabili di associazione con finalità di terrorismo anche internazionale. Tra gli arrestati figura l’Imam Mohammad Hannoun, figura di riferimento dell’associazionismo filopalestinese in Italia. Secondo l’ipotesi investigativa, il capo della cellula italiana di Hamas. Pur con la doverosa presunzione di innocenza che va riconosciuta in questa fase, è stato squarciato il velo su attività che, dietro il paravento di iniziative in favore della popolazione palestinese, venivano sistematicamente dirottate verso strutture riconducibili all’egida di Hamas, per finalità di terrorismo. È un dato su cui richiamo l'attenzione soprattutto di chi, in alcune occasioni, ha manifestato vicinanza acritica e puramente ideologica a personaggi coinvolti nell'indagine, sottovalutando, magari in buonafede, la delicatezza e la complessità di contesti che si muovono in un’area non sempre netta tra intenti apprezzabili e propositi meno limpidi.