CAPITOLO PRIMO: IL MISFATTO
Nelle campagne intorno a #Gerico, la città più torrida di Palestina, i #coloni rubano l’acqua dei contadini #palestinesi per farne piscine.
Nulla di nuovo sotto il sole, non un buon motivo per smettere di parlarne
Con Ivo Bonato, ci siamo andati
Le chat che non si devono leggere
Il 16 luglio, alla Camera, il relatore della Giunta per le autorizzazioni ha depositato la sua proposta: le chat tra Andrea Delmastro e Mauro Caroccia non si acquisiscono. Si vota la settimana prossima, ma il risultato è già deciso. Non è più la storia delle foto al ristorante e delle dimissioni. È il seguito, quello in cui la maggioranza mette a verbale, con un voto, che i magistrati quei messaggi non li devono leggere.
Delmastro è l'ex sottosegretario alla Giustizia che davanti al furgone blindato per i detenuti al 41 bis parlava di "intima gioia". Era socio della società che possiede la Bisteccheria d'Italia, in via Tuscolana a Roma, insieme a Caroccia, prestanome del clan Senese, condannato in via definitiva a quattro anni, e a sua figlia Miriam, allora diciottenne, oggi indagata. Frequentava quel locale e dice di non aver mai capito chi fosse il proprietario. Non lui, non la scorta, non i funzionari del Dap che si portava a cena.
La Procura di Roma chiede di leggere le chat sequestrate sul telefono di Caroccia. Non contro Delmastro, che in quell'inchiesta non è indagato, ma per capire i rapporti dentro un procedimento di riciclaggio legato a un clan. Roba di routine.
E la maggioranza si impunta. Il relatore Pietro Pittalis, Forza Italia, propone il no e il centrodestra si compatta dietro l'articolo 68 della Costituzione, la tutela della corrispondenza dei parlamentari.
La maggioranza legge quell'articolo nel modo più largo possibile: la corrispondenza di un deputato è protetta sempre, anche quando il deputato non è indagato. Ma quella garanzia è nata per difendere l'autonomia del Parlamento dalle indagini strumentali, non per impedire ai pm di leggere conversazioni private solo perché uno degli interlocutori è un parlamentare. Delmastro non è indagato, le chat stanno sul telefono di un condannato per mafia, e con la funzione di deputato non c'entrano niente. Che rapporto c'è tra il mandato parlamentare e una società che gestisce una bisteccheria con un uomo dei Senese? Nessuno. Una tutela pensata per proteggere le istituzioni finisce così per coprire rapporti che con l'attività parlamentare non hanno nulla a che vedere.
La domanda se la sono posta in molti, dal Pd ai Cinque Stelle. Se davanti all'Antimafia Delmastro si è presentato da vittima, giurando di non c'entrare nulla, perché la sua maggioranza si affanna tanto a tenere quelle chat al buio? Se dentro non c'è niente, che problema c'è. A questa domanda il centrodestra non risponde.
Lo scudo, poi, non lo chiede lui. Glielo costruisce il partito, con un voto, dentro un organo della Camera. La decisione sarà formalmente dell'aula, ma politicamente quella scelta è della maggioranza, e nessuno in Giunta si muove in autonomia su un caso così. Meloni va alle commemorazioni e si prende l'eredità di Borsellino, mentre i suoi, in commissione, votano per tenere al buio le chat di un ex sottosegretario alla Giustizia.
La notizia è uscita, ma è rimasta confinata nelle pagine di politica. Manca il rumore. Una vicenda del genere, in un altro momento, avrebbe aperto i telegiornali e i talk per giorni. Invece l'hanno derubricata a lite romana su un ristorante, una delle tante baruffe tra governo e opposizione. Non è nascosta, è tenuta a volume basso, sotto la soglia dello scandalo, sperando che tra tre giorni nessuno ricordi più cosa vuol dire "Senese". Di solito funziona.
Un governo che invoca la legalità quando parla agli elettori e restringe gli strumenti delle indagini quando riguardano uno dei suoi perde credibilità. La legalità non si misura nei discorsi, si misura quando tocca scegliere tra far vedere le carte e proteggere un proprio uomo. Questa volta la scelta è stata chiara. Hanno deciso che due messaggi su un telefono non dovessero essere letti.
Dopo 1000 giorni di genocidio a Gaza, e dopo i recenti report ONU che dimostrano in modo inequivocabile che uno dei bersagli prioritari dell’esercito di occupazione israeliana (IOF) sono i bambini palestinesi.
Ieri, durante lo Shabbat, l’esercito criminale Israeliano ha commesso l’ennesima strage di bambini palestinesi nella Striscia di Gaza.
La bambina che vedete nel video si chiamava Arwa Nasman. Aveva 8 anni.
Israele ha sterminato lei, i suoi genitori e i suoi due fratellini.
L'unica strategia di Israele:
Pulizia etnica e terrorismo di stato.
#Genocidio coloniale ieri, oggi e domani.
Oggi è l’anniversario dell’uccisione di Paolo Borsellino. Stasera su Rai3 era programmata l’inchiesta di Report “Piste nere”, sul possibile coinvolgimento di esponenti della destra eversiva. Non la vedrete perché la Rai ha sospeso le repliche estive
#giulemanidareport
Arcangioli porta via la borsa del giudice Borsellino dal luogo della strage, il 19 luglio 1992 e ovviamente "non sa/non ricorda".
E infatti era capitano e oggi è generale di brigata dei carabinieri.
Assolto in via definitiva nel 2009, cmq.
Mai stato in grado di spiegare sta foto.
Si, è divisivo. Matteotti separa i democratici dai fascisti.
E chi difende la Costituzione sarà sempre dalla parte di Matteotti, ben lontano dai vecchi e dai nuovi fascisti.
"La devianza non dipende dalla nazionalità, ma dalla marginalizzazione sociale." Le parole del procuratore generale di Cagliari, Luigi Patronaggio. Da leggere.
https://t.co/fmQQgppTqo
4 anni fa, imbecilli in massa hanno votato per l'abolizione delle accise, per l'abolizione della Fornero, per un Italia più sicura.
Dopo 4 anni si ritrovano la benzina alle stelle, a lavorare fino a 70 anni, e a difendere un assassino.
Durante lo Shabbat, Israele ha bombardato un corteo funebre nella Striscia di Gaza, uccidendo con bombe fornite dall’Occidente democratico 8 civili e ferendone altri 22 palestinesi.
L'attacco ha colpito il funerale di un palestinese ucciso in un altro attacco israeliano, avvenuto ieri mattina.
“L'unica strategia di Israele:
colonialismo un kilometro alla volta,
pulizia etnica città dopo città,
#Genocidio famiglia dopo famiglia.” @susanabulhawa